Manuale Msd

Please confirm that you are not located inside the Russian Federation

Caricamento in corso

Preeclampsia ed eclampsia

Di

Antonette T. Dulay

, MD, Main Line Health System

Ultima revisione/verifica completa ago 2019| Ultima modifica dei contenuti ago 2019
per accedere alla Versione per i professionisti
I fatti in Breve
NOTA: Questa è la Versione per i pazienti. CLICCA QUI per accedere alla Versione per i professionisti
per accedere alla Versione per i professionisti
Risorse sull’argomento

Con preeclampsia si intende il nuovo sviluppo o il peggioramento di ipertensione esistente associati a presenza di un eccesso di proteine nelle urine che si sviluppa dopo le 20 settimane di gestazione. L’eclampsia consiste in crisi convulsive che si verificano nella donna con preeclampsia dopo aver escluso altre cause.

  • La preeclampsia può provocare distacco di placenta e parto pretermine, aumentando il rischio di problemi al neonato.

  • I sintomi sono gonfiore delle mani, delle dita, del collo e/o dei piedi e, in caso di preeclampsia grave e non trattata, convulsioni (eclampsia) o danno d”organo.

  • A seconda della gravità della preeclampsia, il trattamento può consistere in modifica dell’attività (riposo a letto), ricovero in ospedale, farmaci per ridurre la pressione o parto.

  • Per prevenire o bloccare le convulsioni si somministra solfato di magnesio.

Le complicanze della gravidanza, come la preeclampsia, sono problemi che si presentano unicamente durante la gravidanza stessa. Possono interessare la donna, il feto o entrambi e possono insorgere in diversi momenti nel corso della gravidanza. Tuttavia, la maggior parte delle complicanze della gravidanza può essere trattata in maniera efficace.

Il 3-7% circa delle donne in gravidanza sviluppa preeclampsia. In questo tipo di complicanza, l’aumento dei valori della pressione sanguigna è accompagnato dalla presenza di proteine nelle urine (proteinuria). Se non trattata, la preeclampsia può improvvisamente provocare convulsioni (eclampsia), una complicanza che si verifica in meno dell’1% delle donne con preeclampsia grave. Se non è trattata rapidamente l’eclampsia può essere letale.

La preeclampsia (con o senza eclampsia) si sviluppa dopo le 20 settimane di gravidanza e di solito prima della fine della prima settimana successiva al parto. Un quarto dei casi si manifesta dopo il parto, di solito entro il primi quattro giorni, ma talvolta anche fino a sei settimane dopo il parto.

Sapevate che...

  • Sia la preeclampsia sia l’eclampsia possono insorgere dopo il parto.

Sindrome HELLP

È una sindrome che si verifica in 1-2 donne su 10 con preeclampsia o eclampsia gravi. La sindrome di HELLP consiste nelle seguenti situazioni:

  • Hemolysis, (emolisi), rottura dei globuli rossi

  • Elevated levels of Liver enzymes (livelli elevati di enzimi epatici), indice di danno al fegato

  • Low Platelet count (bassa conta piastrinica), che riduce la capacità di coagulazione del sangue e aumenta il rischio di sanguinamento durante il travaglio

La maggior parte delle donne affette da questa sindrome presenta ipertensione arteriosa e proteine nelle urine, ma alcune nessuna delle due.

Cause

La causa della preeclampsia non è nota, ma la patologia è più comune nelle donne che

Sintomi

Alcune donne con preeclampsia sono asintomatiche. In altri casi la preeclampsia provoca l’accumulo di liquidi (edema), specie nelle mani, nelle dita, nel collo e nel viso, intorno agli occhi ma anche nei piedi. Potrebbe non essere più possibile infilare gli anelli e potrebbe verificarsi un eccesso di peso.

Sulla pelle possono apparire puntini rossi (petecchie) che indicano sanguinamento cutaneo;

La forma grave di preeclampsia può danneggiare organi come il cervello, i reni, i polmoni, il cuore o il fegato; I sintomi di grave preeclampsia includono i seguenti:

  • Gravi cefalee

  • Visione distorta

  • Stato confusionale

  • Difficoltà respiratoria

  • Dolore localizzato nella parte superiore destra dell’addome (sopra il fegato)

  • Nausea e/o vomito

  • Ridotta minzione

  • Pressione arteriosa molto elevata

  • Ictus (raramente)

La sindrome HELLP provoca sintomi analoghi, ma può svilupparsi prima che si manifestino i sintomi di preeclampsia.

La gestante che avverte un insolito mal di testa che non si risolve con paracetamolo o nell’arco di 24 ore oppure gonfiore delle dita, deve rivolgersi al medico.

Sapevate che…

  • Se una donna non riesce più a indossare un anello, deve rivolgersi al medico.

La preeclampsia può provocare pochi sintomi evidenti per poco tempo, poi peggiora improvvisamente e provoca convulsioni (eclampsia).

I neonati possono essere piccoli a causa di malfunzionamenti della placenta o perché nati prematuri. Possono persino morire. I bambini partoriti da donne con preeclampsia presentano una probabilità quattro o cinque volte maggiore di sviluppare problemi dopo la nascita, rispetto ai bambini di donne non affette da tale complicanza.

Di rado la preeclampsia può provocare il distacco precoce della placenta (distacco della placenta). In caso di preeclampsia e/o distacco di placenta, si può avere parto pretermine, aumentando il rischio di problemi per il neonato.

Diagnosi

  • Valutazione del medico, compresa la misurazione della pressione

  • Esami del sangue e delle urine

La diagnosi di preeclampsia si basa sulle seguenti situazioni:

  • Sintomi tipici come cefalea, gonfiore intorno agli occhi, e in particolare delle mani

  • Aumento della pressione sanguigna durante la gravidanza

  • Proteine nelle urine

I medici eseguono esami del sangue e delle urine per confermare la diagnosi, determinare la gravità della condizione e valutare eventuali danni agli organi.

I medici inoltre monitorano il feto. Controllano la frequenza cardiaca del feto. L’ecografia consente di visualizzare altri segni del benessere del feto, come quantità di liquido amniotico e dimensioni del feto, movimenti, respirazione e tono muscolare.

Trattamento

  • Di solito ricovero e talvolta farmaci per trattare l’ipertensione

  • Parto, a seconda della gravità della preeclampsia e dell’età del feto

  • Solfato di magnesio per prevenire o interrompere le convulsioni

La maggior parte delle donne con preeclampsia o eclampsia viene ricoverata. Le donne con grave preeclampsia o eclampsia vengono spesso ricoverate in unità speciali o in un’unità di terapia intensiva (UTI).

Il miglior trattamento è il parto, tuttavia i rischi di un parto prematuro vanno soppesati contro la gravità della preeclampsia.

Se necessario, le donne vengono innanzitutto trattate con farmaci per abbassare la pressione (antipertensivi) e farmaci per controllare le convulsioni. Di solito si procede con il parto non appena possibile nelle seguenti situazioni:

  • Gravidanza di almeno 37 settimane

  • Eclampsia

  • Preeclampsia grave se la gravidanza ha raggiunto o superato le 34 settimane di gestazione

  • Peggioramento dei danni agli organi della madre

  • Sindrome HELLP

  • Problemi nel feto

Se il parto può essere rinviato con sicurezza nelle gravidanze di meno di 34 settimane, alla donna si somministrano corticosteroidi per favorire la maturazione dei polmoni del feto.

Preeclampsia che non causa gravi sintomi

Se la preeclampsia non causa sintomi gravi, le donne vengono invitate a modificare le proprie attività, ad esempio smettendo di lavorare, se possibile, restando sedute il più a lungo possibile ed evitando lo stress. Inoltre si consiglia di consultare il medico almneo 1 volta a settimana.

Tuttavia, la maggior parte delle donne con preeclampsia viene ricoverata, almeno all’inizio. In questo modo vengono monitorate attentamente per accertare che il feto non sia a rischio di gravi problemi. Le donne possono essere in grado di tornare a casa, ma devono essere visitate spesso dal medico. Se tornano a casa, devono recarsi dal medico per un non stress test del feto almeno una volta a settimana, Con questo test viene monitorata elettronicamente la frequenza cardiaca del feto mentre è immobile e quando si muove. Il liquido amniotico viene misurato almeno una volta alla settimana. Gli esami del sangue per valutare la preeclampsia vengono di solito effettuati con frequenza settimanale.

Se la preeclampsia non diventa grave, di solito a 37 settimane viene indotto il travaglio ed effettuato il parto.

Preeclampsia ed eclampsia gravi

Non appena confermata la diagnosi di preeclampsia o eclampsia, la donna deve assumere solfato di magnesio per via endovenosa per prevenire o bloccare le convulsioni.

Se, nonostante il solfato di magnesio, la donna continua ad avere convulsioni, si inietta per via endovenosa un anticonvulsivante (diazepam o lorazepam). Inoltre, le donne possono ricevere un farmaco per ridurre la pressione sanguigna (idralazina o labetalolo). Questi farmaci sono somministrati per via endovenosa.

Il bambino viene generalmente partorito con parto cesareo, il metodo più veloce, a meno che la cervice non sia già aperta (dilatata) tanto da consentire un parto rapido per via vaginale. Un parto veloce riduce il rischio di complicanze sia per le donne sia per il feto. Se la gravidanza ha superato le 34 settimane e viene diagnosticata grave preeclampsia, si raccomanda il parto.

Prima delle 34 settimane la donna può essere tenuta sotto osservazione, di solito in ospedale, se il medico ritiene tale approccio sicuro. In questi casi possono essere somministrati corticosteroidi per favorire la maturazione dei polmoni del feto.

Se si sviluppa sindrome HELLP, di solito il bambino viene partorito immediatamente, a prescindere dallo stadio della gestazione.

Dopo il parto

Dopo il parto, le donne che hanno avuto preeclampsia o eclampsia devono assumere solfato di magnesio per 24 ore ed essere strettamente monitorate per 24 ore, perché sono a maggior rischio di convulsioni. Il solfato di magnesio può o meno essere somministrato alle donne senza preeclampsia grave.

Dopo aver assunto il magnesio solfato o se non lo hanno assunto, le donne possono riprendere tutte le attività che riescono a tollerare.

La durata del ricovero dipende dallo sviluppo o meno di complicanze. La maggior parte delle donne non ha problemi dopo il parto è può solitamente essere dimessa dopo 2 giorni dopo un parto vaginale o dopo 3-4 giorni dopo un parto cesareo. Alcune donne possono aver bisogno di farmaci antipertensivi per tutto o parte del periodo di 6 settimane successivo al parto (chiamato il periodo post-parto), a seconda di quanto sia alta la pressione arteriosa.

La maggior parte delle donne che hanno sofferto di preeclampsia o eclampsia deve recarsi dal medico ogni 1-2 settimane dopo il parto, in aggiunta alla normale visita dopo 6 settimane. Se i risultati degli esami del sangue o delle urine sono anomali, devono essere ripetuti in occasione della visita dopo 6 settimane. Se i risultati continuano ad essere anomali, la donna può essere inviata a uno specialista.

Se 6-8 settimane dopo il parto la pressione è ancora alta, il problema potrebbe essere ipertensione cronica. In tal caso le donne devono rivolgersi a un internista o al proprio medico di base.

Nelle gravidanze future l’assunzione di aspirina a basso dosaggio (baby aspirina) una volta al giorno a partire dal 1º trimestre può ridurre il rischio di recidiva della preeclampsia.

NOTA: Questa è la Versione per i pazienti. CLICCA QUI per accedere alla Versione per i professionisti
per accedere alla Versione per i professionisti

Potrebbe anche Interessarti

Video

Vedi Tutto
Panoramica sull’apparato riproduttivo femminile
Video
Panoramica sull’apparato riproduttivo femminile
Modelli 3D
Vedi Tutto
Contenuto della pelvi femminile
Modello 3D
Contenuto della pelvi femminile

SOCIAL MEDIA

PARTE SUPERIORE