Feocromocitoma

DiAshley B. Grossman, MD, University of Oxford; Fellow, Green-Templeton College
Reviewed ByGlenn D. Braunstein, MD, Cedars-Sinai Medical Center
Revisionato/Rivisto Modificata gen 2026
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Visualizzazione l’educazione dei pazienti

Il feocromocitoma è un tumore delle cellule cromaffini che secernono catecolamine, tipicamente localizzato nei surreni. Esso provoca ipertensione persistente o parossistica. La diagnosi si basa sul dosaggio ematico e urinario dei metaboliti delle catecolamine. Gli esami di imaging, soprattutto la TC e la RM, aiutano a localizzare il tumore. Il trattamento consiste, laddove possibile, nella rimozione del tumore. Il blocco alfa, di solito combinato con il blocco beta, viene utilizzato per controllare la pressione arteriosa.

(Vedi anche Panoramica sulla funzione surrenalica.)

Le catecolamine secrete comprendono, in differenti proporzioni, la noradrenalina, l'adrenalina, la dopamina e la dopa.

La maggior parte dei feocromocitomi si trova:

I feocromocitomi possono essere localizzati anche in altri tessuti derivati dalle cellule della cresta neurale. Possibili siti sono:

  • Paragangli della catena simpatica

  • A livello del retroperitoneo lungo il corso dell'aorta

  • A livello del glomo carotideo

  • Organo di Zuckerkandl (alla biforcazione aortica)

  • Sistema genitourinario

  • Cervello

  • Sacco pericardico

  • Cisti dermoide

I feocromocitomi localizzati nella midollare del surrene colpiscono in egual misura i due sessi e sono bilaterali nel 10% dei casi (nel 20% nei bambini) e maligni in circa il 10% (1). Dei feocromocitomi extra-surrenalici (noti come paragangliomi), il 30% è maligno. Sebbene i feocromocitomi possano presentarsi a qualunque età, il picco d'incidenza si trova tra i 20 e i 40 anni. Si crede che quasi il 50% sia dovuto a mutazioni della linea germinale. I feocromocitomi extra-surrenalici hanno più probabilità di essere maligni e di metastatizzare.

I feocromocitomi presentano dimensioni variabili, ma la media oscilla tra i 5 e i 6 cm di diametro. Essi pesano dai 50 ai 200 g, ma sono stati descritti tumori del peso di diversi kilogrammi. Raramente, sono abbastanza grandi da potersi palpare o da causare sintomi da compressione o da ostruzione. Indipendentemente dall'aspetto istologico, il tumore viene considerato benigno se non ha invaso la capsula e se non si rinvengono metastasi, anche se esistono delle eccezioni. In generale, i tumori più grandi hanno maggiori probabilità di recidivare o di metastatizzare.

I feocromocitomi possono far parte della sindrome della neoplasia endocrina multipla (MEN o NEM) di tipo 2A e 2B, nelle quali coesistono o si sviluppano in un secondo momento altri tumori endocrini (carcinoma delle paratiroidi o midollare della tiroide). Il feocromocitoma si sviluppa nell'1% dei pazienti affetti da neurofibromatosi e può associarsi a emangioblastomi e al carcinoma a cellule renali, come nella malattia di von Hippel-Lindau, ed è stato riportato nella sindrome di Li-Fraumeni con mutazioni associate del gene che codifica per p53. I feocromocitomi familiari e i tumori del glomo carotideo possono essere dovuti a mutazioni nei geni che codificano l'enzima succinato deidrogenasi o altre molecole di segnale.

I paragangliomi della testa o del collo originano dalle cellule cromaffiniche dei gangli parasimpatici, possono (raramente) secernere catecolamine e sono chiamati paragangliomi testa-collo.

Riferimento generale

  1. 1. Vitturi G, Crisafulli S, Alessi Y, et al. Global epidemiology of pheochromocytoma: a systematic review and meta-analysis of observational studies. J Endocrinol Invest. 2025;48(12):2813-2825. doi:10.1007/s40618-025-02639-9

Sintomatologia del feocromocitoma

L'ipertensione, che è parossistica nel 45% dei pazienti, si verifica nella maggior parte dei pazienti con feocromocitoma ed è prominente. Viceversa, circa lo 0,2-0,6% dei pazienti ipertesi presenta un feocromocitoma (1). Sintomi e segni comuni sono:

  • Tachicardia

  • Sudorazione

  • Ipotensione posturale

  • Tachipnea

  • Pelle fredda e umida

  • Forte mal di testa

  • Angina

  • Palpitazioni

  • Nausea e vomito

  • Dolore epigastrico

  • Disturbi visivi

  • Dispnea

  • Parestesie

  • Stipsi

  • Un senso di morte imminente

Gli attacchi parossistici possono essere provocati dalla palpazione del tumore, da cambiamenti di posizione, dalla compressione o da un massaggio addominale, dall'induzione dell'anestesia, da traumi emotivi, da un beta-blocco non controbilanciato (che paradossalmente tende ad aumentare la pressione arteriosa, bloccando la vasodilatazione beta-mediata) o dalla minzione (se il tumore è nella vescica). Nei pazienti anziani, importanti perdite di peso con ipertensione persistente suggeriscono feocromocitoma.

L'esame obiettivo, eccetto per il rilievo di ipertensione, è di solito normale, a meno che non venga effettuato durante un attacco parossistico. La retinopatia e la cardiomegalia sono spesso meno gravi di quelle che si possono attendere dal grado di ipertensione, ma può manifestarsi una specifica cardiomiopatia da catecolamine. Tuttavia, gli eventi cardiaci e cerebrovascolari sono più frequenti nei pazienti con feocromocitomi che in altri con livelli di pressione sanguigna simili.

Riferimenti relativi alla sintomatologia

  1. 1. Wang X, Zhao Q, Sang H, Dong J, Bai M. Research on the Damage of Adrenal Pheochromocytoma to Patients' Cardiovascular Vessels and Its Correlation with Hypertension. J Oncol. 2022;2022:3644212. doi:10.1155/2022/3644212

Diagnosi del feocromocitoma

  • Metanefrine plasmatiche libere o metanefrine urinarie

  • Se la ricerca delle catecolamine è positiva radiodiagnostica dell'addome e del torace con TC o RM

  • Imaging nucleare con PET al gallio-68 dotatato

Il feocromocitoma viene sospettato in pazienti con sintomi tipici o con ipertensione inspiegabile particolarmente improvvisa, grave o intermittente, specialmente nei pazienti giovani e in quelli con ipertensione resistente. La diagnosi necessita della dimostrazione di elevati livelli ematici o urinari dei metaboliti delle catecolamine.

Esami del sangue

Le metanefrine plasmatiche libere sono sensibili fino al 99% con un aumento della metanefrina o più frequentemente della normetanefrina. Questo test ha una sensibilità superiore al dosaggio dell'adrenalina e della noradrenalina circolante, poiché le metanefrine plasmatiche sono elevate continuamente, a differenza dell'adrenalina e della noradrenalina, che vengono secrete in maniera intermittente. Tuttavia, valori plasmatici marcatamente elevati di noradrenalina rendono la diagnosi altamente probabile quando le metanefrine non sono disponibili. La 3-metossitiramina plasmatica è un metabolita della dopamina ed è indicativa di un tumore più aggressivo (1).

Esami delle urine

I livelli urinari di metanefrina e normetanefrina sono leggermente meno specifici per il feocromocitoma rispetto alla metanefrina libera plasmatica, ma l'aumento di uno dei due metaboliti ha circa il 95% di sensibilità. Due o 3 risultati normali mentre la pressione arteriosa del paziente è elevata rendono la diagnosi estremamente improbabile. Il dosaggio dell'adrenalina e della noradrenalina urinaria è meno preciso.

I principali prodotti metabolici urinari dell'adrenalina, della noradrenalina e della dopamina sono i:

  • Metanefrine (metanefrina e normetanefrina)

  • Acido vanilmandelico, che è un altro metabolita di adrenalina e noradrenalina

  • L'acido omovanillico, che è un metabolita della dopamina

  • 3-metossitiramina, che è un altro metabolita della dopamina

Le persone sane eliminano soltanto piccolissime quantità di queste sostanze. I valori normali nelle 24 h sono i seguenti:

  • Adrenalina e noradrenalina libere < 100 mcg (< 582 nmol)

  • Metanefrina totale < 1,3 mg (< 7,1 micromol), ma sono preferibili la metanefrina e la normetanefrina frazionate

  • Acido vanilmandelico < 10 mg (< 50 micromol) che attualmente è raramente utilizzato

  • Acido omovanillico < 15 mg (< 82,4 micromol), che viene utilizzato principalmente per rilevare il neuroblastoma nei bambini

Nel feocromocitoma, l'escrezione urinaria di adrenalina e noradrenalina e dei loro metaboliti aumenta in maniera intermittente. L'elevata escrezione di questi composti può anche verificarsi in:

  • Altri disturbi (p. es., neuroblastoma, coma, disidratazione, apnea del sonno)

  • Stress estremo

  • Pazienti in trattamento con alcaloidi della rauwolfia, metildopa, inibitori delle monoaminossidasi, o in una certa misura varie classi di antidepressivi come i triciclici, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e gli inibitori della ricaptazione della serotonina-noradrenalina

  • Pazienti che usano droghe illecite o ricreative

  • Ingestione di alimenti contenenti grandi quantità di VMA (p. es., cioccolato, caffè, tè, banane, cibi contenenti vaniglia)

  • Data la piccola quantità di questi metaboliti escreti e i possibili effetti confondenti di molte condizioni coesistenti, il loro dosaggio ha un'utilità diagnostica subottimale quando sono disponibili le metanefrine plasmatiche o urinarie.

Altri esami

Il volume ematico è ridotto e può provocare un falso innalzamento dei valori dell'emoglobina e dell'ematocrito. Possono essere presenti iperglicemia, glicosuria o diabete mellito manifesto a causa di un effetto diretto delle catecolamine sul rilascio di insulina, con elevati livelli a digiuno di acidi grassi liberi e glicerolo nel plasma. I livelli plasmatici di insulina sono inappropriatamente bassi rispetto ai valori glicemici. Dopo l'asportazione del feocromocitoma, può comparire ipoglicemia, specialmente nei pazienti trattati con farmaci ipoglicemizzanti.

I test di stimolo con istamina o tiramina sono pericolosi e non devono essere usati. Il glucagone 0,5-1 mg iniettato rapidamente EV provoca un aumento della pressione arteriosa > 35/25 mmHg entro 2 minuti nei pazienti normotesi con feocromocitoma, ma oggi non è più un test necessario. Per porre fine a ogni crisi ipertensiva deve essere disponibile la fentolamina.

Consigli ed errori da evitare

  • I test di provocazione con istamina o tiramina sono pericolosi e non sono necessari.

Un test di soppressione con l'uso di clonidina orale o pentolinio EV può essere utilizzato in pazienti con elevate catecolamine plasmatiche, ma è raramente necessario.

I test di imaging per localizzare i tumori sono di solito eseguiti nei pazienti con risultati anomali del test del sangue e delle urine. Questi esami devono comprendere la TC e la RM del torace e dell'addome, con e senza contrasto. In presenza di mezzi di contrasto isotonici, non è necessario nessun blocco recettoriale adrenergico. Anche la PET con fluorodeossiglucosio è stata utilizzata con successo, specialmente in pazienti con mutazioni della succinato deidrogenasi, ma la PET con gallio-68 dotatato è più sensibile.

Durante il cateterismo della vena cava, misurazioni ripetute delle concentrazioni di catecolaminiche plasmatiche, con prelievo in differenti sedi, comprese le vene surrenaliche, possono aiutare a localizzare il tumore: esisterà un incremento dei livelli di noradrenalina, a livello di una vena drenante il tumore. Il rapporto noradrenalina:adrenalina a livello della vena surrenalica può aiutare nella ricerca di un piccolo tumore surrenalico, ma la determinazione di questo rapporto è raramente necessaria attualmente.

L'utilizzo di radiofarmaci, con tecniche di medicina nucleare, può aiutare a localizzare i feocromocitomi. La scintigrafia con metaiodobenzilguanidina (I-123 MIBG) viene sostituita dalla PET con gallio-68 dotatato.

È necessario ricercare segni di un disturbo genetico associato (p. es., macchie caffè-latte nella neurofibromatosi, neuromi mucosali nella MEN 2B). I pazienti devono essere studiati per la neoplasia endocrina multipla (MEN o NEM), valutando la calcitonina sierica ed ogni altro esame di laboratorio, come indicato dalla clinica. La maggior parte dei centri esegue di routine test genetici, soprattutto quando il feocromocitoma coinvolge i paragangli simpatici e nei pazienti giovani, ma tutti i pazienti con feocromocitoma devono essere sottoposti a test genetici con un pannello di geni. Ogni mutazione genetica determina un diverso profilo clinico e biochimico, e la correlazione tra genotipo e fenotipo è utile per pianificare la valutazione diagnostica, il trattamento e il monitoraggio continuo.

Riferimento relativo alla diagnosi

  1. 1. Eisenhofer G, Pamporaki C, Lenders JWM. Biochemical Assessment of Pheochromocytoma and Paraganglioma. Endocr Rev. 2023;44(5):862-909. doi:10.1210/endrev/bnad011

Trattamento del feocromocitoma

  • Controllo dell'ipertensione con la combinazione di alfa-bloccanti e poi beta-bloccanti

  • Rimozione chirurgica del tumore con un attento controllo peri-operatorio della pressione arteriosa e della volemia

La rimozione chirurgica è il trattamento di scelta. L'operazione è di solito posticipata fino a quando l'ipertensione non è controllata da una combinazione di alfa-bloccanti e beta-bloccanti (di solito fenossibenzamina 20-40 mg per via orale 3 volte/die o doxazosina 1-32 mg per via orale 1 volta/die, e propranololo 20-40 mg per via orale 3 volte/die).

L'obiettivo di pressione arteriosa è < 130/80 mmHg; alcuni medici suggeriscono che l'obiettivo debba comprendere anche il raggiungimento di un certo calo posturale nella pressione arteriosa, ma questo non è essenziale. Il riequilibrio del sistema cardiovascolare richiede circa 10-14 giorni, dopodiché si presume che il blocco sia efficace. I beta-bloccanti non devono essere utilizzati prima che si sia ottenuto un adeguato blocco alfa-adrenergico. Alcuni alfa-bloccanti, come la doxazosina, possono essere ugualmente efficaci, ma meglio tollerati.

Il nitroprussiato di sodio può essere infuso, per le crisi ipertensive, prima e durante l'intervento.

Consigli ed errori da evitare

  • Somministrare alfa-bloccanti prima dei beta-bloccanti. Un incontrastato beta-2-bloccante può causare un paradossale aumento della pressione arteriosa, bloccando la vasodilatazione beta-mediata.

Quando viene sospettata o documentata la presenza di tumori bilaterali (come nei pazienti affetti da neoplasia endocrina multipla [MEN o NEM]), la somministrazione di adeguate dosi di idrocortisone (100 mg EV 2 volte/die) prima e durante l'intervento chirurgico previene l'insufficienza glucocorticoidea acuta dovuta alla surrenectomia bilaterale. A volte la chirurgia con risparmio corticale è un'alternativa, ma non nei pazienti con mutazioni germinali di SDH-B, poiché questi hanno un'elevata tendenza a recidivare e metastatizzare.

La maggior parte dei feocromocitomi può essere rimossa per via laparoscopica o usando tecniche robotiche. La pressione arteriosa deve essere continuamente monitorata attraverso un catetere intra-arterioso, e la volemia deve essere strettamente monitorata. L'anestesia deve essere indotta con un farmaco non aritmogeno e proseguita con un farmaco inalato (p. es., enflurano, isoflurano). Durante l'intervento, le crisi ipertensive devono essere controllate con la somministrazione EV di fentolamina da 1 a 5 mg o con l'infusione di nitroprussiato (2-4 mcg/kg/min) e le tachiaritmie devono essere controllate con propranololo o esmololo. Se è necessario un miorilassante, bisogna preferire farmaci che non provochino liberazione di istamina. L'atropina non deve essere usata preoperativamente.

Prima dell'intervento per la rimozione del tumore, deve essere effettuata una trasfusione di sangue (1 o 2 unità) in previsione della perdita ematica. Se la pressione arteriosa è stata ben controllata prima dell'intervento, è raccomandata una dieta ad alto contenuto di sale per aumentare la volemia. Se si sviluppa un'ipotensione, può essere considerata un'infusione di noradrenalina da 4 a 12 mg/L in una soluzione contenente destrosio iniziando con 0,05 mcg/kg/min e titolata fino all'effetto. L'aggiunta di 100 mg EV di idrocortisone può essere utile nei pazienti che rispondono poco alla noradrenalina, ma generalmente una replezione adeguata di liquidi è l'unica cosa necessaria.

Il feocromocitoma metastatico deve essere trattato con alfa-bloccanti e beta-bloccanti. Il tumore può essere asintomatico e la sopravvivenza buona. Tuttavia, anche in presenza di una rapida crescita tumorale, la pressione arteriosa può essere controllata. L'I-131-MIBG (metaiodobenzilguanidina) o il 177Lu-DOTATATE possono aiutare a risolvere i sintomi in pazienti con malattia residua. La metirosina, un inibitore della tirosina idrossilasi, può essere utilizzata per diminuire la produzione di catecolamine nei pazienti la cui pressione arteriosa è difficile da controllare ma non è facilmente reperibile. La radioterapia può ridurre il dolore osseo dovuto alle metastasi. La chemioterapia è raramente efficace, ma il regime più comunemente provato è la combinazione di ciclofosfamide, vincristina e dacarbazina. Anche l'agente chemioterapico temozolomide e la terapia mirata con sunitinib o eventualmente cabozantinib possono essere efficaci. Il belzutifan, un inibitore del fattore inducibile dall'ipossia utilizzato nel trattamento dei tumori associati nei pazienti con malattia di von Hippel-Lindau, è stato recentemente approvato nei pazienti con feocromocitoma metastatico (1).

Riferimento relativo al trattamento

  1. 1. Alkaissi H, Talvacchio S, Derkyi A, et al. Belzutifan for HIF2A-Related Pheochromocytoma and Paraganglioma: A Retrospective Study of Real-World Data. Endocr Pract. Published online October 1, 2025. doi:10.1016/j.eprac.2025.09.204

Punti chiave

  • L'ipertensione può essere costante o episodica.

  • La diagnosi necessita della dimostrazione di elevati livelli ematici o urinari dei metaboliti delle catecolamine (tipicamente metanefrine libere plasmatiche nel siero o metanefrine nelle 24 h nelle urine).

  • I tumori devono essere localizzati con test di imaging, di solito anche con l'uso di composti radiomarcati.

  • Una combinazione di alfa-bloccanti e beta-bloccanti viene somministrata in attesa della rimozione del tumore.

  • Il test genetico deve essere eseguito per pianificare un follow-up ottimale per il paziente e per identificare i familiari a rischio e anche per prevedere il rischio di metastasi o di tumori bilaterali, nonché la presenza di altri tumori.

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