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Panoramica sulle patologie mammarie

Di

Mary Ann Kosir

, MD, Wayne State University School of Medicine

Ultima revisione/verifica completa set 2020| Ultima modifica dei contenuti set 2020
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Risorse sull’argomento

Le patologie mammarie possono essere di natura non cancerosa (benigna) o cancerosa (maligna). La maggior parte è di tipo benigno e non rappresenta un pericolo per la vita; spesso non necessita di trattamento, al contrario del cancro della mammella Cancro della mammella Il cancro della mammella si verifica quando le cellule mammarie diventare anomale e si dividono in modo incontrollato. Il cancro della mammella solitamente inizia nelle ghiandole che producono... maggiori informazioni Cancro della mammella , che può comportare la perdita di una mammella o perfino della vita e che pertanto, per molte donne, rappresenta la più grande paura. Tuttavia, i potenziali problemi possono essere individuati precocemente se le donne autoesaminano con regolarità le proprie mammelle, si fanno visitare regolarmente dal proprio medico ed effettuano la mammografia come indicato. La diagnosi precoce del tumore della mammella è fondamentale per il successo del trattamento.

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Sintomi delle patologie mammarie

I sintomi mammari sono frequenti e costituiscono il motivo degli oltre 15 milioni di visite mediche ogni anno. Questi sintomi includono

Struttura della mammella

La mammella della donna è composta da ghiandole che producono latte (lobuli) circondate da tessuto adiposo e da una certa quantità di tessuto connettivo. Il latte secreto dalle ghiandole scorre attraverso i dotti fino al capezzolo, che è circondato da un’area di cute pigmentata, definita areola.

Struttura della mammella

L’insorgenza di sintomi non comporta necessariamente la presenza di un cancro della mammella o di un’altra malattia grave. Ad esempio, la sensibilità mammaria mensile, associata ai cambiamenti ormonali che precedono il ciclo mestruale, non indica una patologia grave.

Tuttavia, le donne dovrebbero rivolgersi al medico se osservano qualsiasi cambiamento in una delle mammelle, e in particolare:

  • un nodulo o una zona ispessita che risulta chiaramente diversa alla palpazione rispetto al rimanente tessuto mammario

  • un nodulo attaccato alla cute o alla parete toracica

  • un nodulo che non scompare

  • gonfiore che non scompare

  • cute a buccia d’arancia, raggrinzita, arrossata, ispessita o rugosa

  • cute a scaglie attorno al capezzolo

  • cambiamenti nella forma della mammella

  • cambiamenti nel capezzolo, ad esempio introversione

  • secrezioni dal capezzolo, in particolare se contenenti sangue e/o si verificano spontaneamente (senza stimolare o schiacciare il capezzolo con altri mezzi)

Tabella
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Valutazione delle patologie mammarie

Il medico chiede di descrivere i sintomi e di fornire tutte le altre informazioni collegate alle eventuali cause, come ad esempio

  • Quali sono i sintomi

  • Da quanto tempo durano

  • Se i sintomi si presentano in precisi periodi del mese (collegati al ciclo mestruale)

  • Se è in corso una gravidanza

  • Quali farmaci si stanno assumendo

  • Se la donna o una parente ha già avuto un cancro della mammella

  • A quando risale l’ultima mammografia e quali sono i risultati

Visita senologica

Quindi procedono alla valutazione dei seni, Con la donna seduta o sdraiata, il dottore palpa i seni per rilevare eventuali irregolarità della forma, la presenza di un capezzolo rivolto verso l’interno (introverso) e di noduli. Il medico valuta anche se la cute delle mammelle è raggrinzita, ispessita, arrossata o tesa. Quindi preme i capezzoli per verificare la presenza di secrezioni e controlla le ascelle per eventuali linfonodi ingrossati.

L’esame delle mammelle e delle ascelle può avvenire in diverse posizioni. Ad esempio, se la persona è seduta, deve premere i palmi davanti alla fronte. In questo modo i muscoli del torace si contraggono rendendo più visibili eventuali minimi cambiamenti nelle mammelle.

Durante l’esame, il medico può esaminare la tecnica di autopalpazione Come effettuare l’autopalpazione della mammella Come effettuare l’autopalpazione della mammella assieme alla paziente. La tecnica utilizzata dal medico e quella di autopalpazione sono molto simili.

Come effettuare l’autopalpazione della mammella

1. Posizionarsi in piedi davanti allo specchio e osservare le due mammelle. Generalmente esse sono di dimensioni leggermente differenti. Ricercare cambiamenti nella differenza di dimensioni e cambiamenti del capezzolo, quali una introflessione (inversione del capezzolo) o la presenza di secrezioni. Ricercare increspature o depressioni.

Come effettuare l’autopalpazione della mammella

2. Avvicinarsi allo specchio, incrociare le mani e spingerle dietro la testa. Questa posizione aiuta a rendere più evidenti piccoli cambiamenti causati dalla presenza di un tumore. Ricercare cambiamenti della forma e del contorno delle mammelle, specialmente nei quadranti inferiori.

Come effettuare l’autopalpazione della mammella

3. Porre con forza le mani sui fianchi e chinarsi leggermente verso lo specchio, spingendo in avanti gomiti e spalle. Osservare di nuovo eventuali cambiamenti della forma e del contorno.

Come effettuare l’autopalpazione della mammella

Molte donne praticano la parte successiva dell’autopalpazione sotto la doccia poiché la mano si muove con facilità sulla cute bagnata e scivolosa.

Come effettuare l’autopalpazione della mammella

4. Alzare il braccio sinistro. Tastare completamente la mammella sinistra, con la parte piatta di tre o quattro dita della mano destra. Muovere le dita facendo piccoli cerchi concentrici intorno alla mammella, a partire dal capezzolo e procedendo gradatamente verso l’estremità esterna. Premere delicatamente ma saldamente, per sentire un nodulo o una massa inusuali sotto la cute. Accertarsi di aver esplorato tutta la mammella. Inoltre, palpare attentamente l’ascella e l’area compresa fra la mammella e l’ascella, alla ricerca di noduli.

Come effettuare l’autopalpazione della mammella

5. Premere con delicatezza il capezzolo e controllare se ci sono secrezioni (se la secrezione appare in qualsiasi momento del mese, rivolgersi al medico, anche se non si è verificata durante l’autopalpazione del seno).

Ripetere i passaggi 4 e 5 per la mammella destra, alzando il braccio destro e usando la mano sinistra.

6. In posizione supina, con un cuscino o un asciugamano arrotolato sotto la spalla sinistra e con il braccio sinistro sollevato sopra la testa. Questa posizione appiattisce il seno e lo rende più facile da esaminare. Esaminare la mammella come nei passaggi 4 e 5. Ripetere per la mammella destra.

Come effettuare l’autopalpazione della mammella

Le donne che scelgono di eseguire l’autopalpazione dovrebbero farlo nello stesso periodo ogni mese. I primi 2 o 3 giorni che seguono la fine della mestruazione rappresentano un buon momento poiché il seno è meno dolente ed edematoso. Le donne in postmenopausa possono scegliere un giorno qualsiasi del mese, facile da ricordare, come il primo giorno di ogni mese.

Adattato da una pubblicazione del National Cancer Institute.

Esami

La diagnostica per immagini viene utilizzata per

La mammografia è una radiografia di entrambe le mammelle eseguita per rilevare eventuali anomalie con una dose minima di radiazioni. Solo il 10-15% delle anomalie rilevate dalla mammografia deriva da un tumore. La mammografia risulta più precisa nelle donne anziane, poiché con l’avanzare dell’età la quantità di tessuto adiposo aumenta ed è più facile distinguere il tessuto anomalo.

Gli esperti concordano che tutte le donne devono sottoporsi a screening del cancro della mammella. Tuttavia, gli esperti non sono concordi su

  • Quando bisogna iniziare

  • Con che frequenza va eseguito

  • Quando (o se) non va più eseguito

Solitamente, lo screening mammografico Mammografia Il cancro della mammella si verifica quando le cellule mammarie diventare anomale e si dividono in modo incontrollato. Il cancro della mammella solitamente inizia nelle ghiandole che producono... maggiori informazioni Mammografia è raccomandato per tutte le donne a partire dai 50 anni di età, ma alcuni esperti raccomandano di iniziare già attorno ai 40 o 45 anni (vedere la barra laterale Cancro della mammella: quando iniziare lo screening? Carcinoma mammario: quando iniziare a eseguire lo screening mammografico? Carcinoma mammario: quando iniziare a eseguire lo screening mammografico? ). Quindi la mammografia va eseguita ogni 1 o 2 anni. Gli esperti hanno raccomandazioni diverse su quando iniziare la mammografia di routine perché i benefici dello screening non sono chiarissimi nelle donne di età compresa tra 40 e 49 anni. La mammografia di routine può essere smessa all’età di 75 anni, a seconda dell’aspettativa di vita della donna e del fatto che desideri o meno continuare a eseguire lo screening.

La mammografia può essere utilizzata per i seguenti scopi:

  • Fornire immagini di eventuali anomalie (come un tumore o un ascesso) e dei tessuti circostanti

  • Fornire immagini dei linfonodi per ricercare eventuali anomalie

  • Aiutare i medici a posizionare un ago bioptico all’interno del tessuto anomalo

  • Dopo l’intervento chirurgico, aiutare i medici a stabilire se è stato rimosso tutto il tumore

Si procede alla mammografia anche quando una donna o il medico individuano un nodulo durante l’esame delle mammelle, oppure se una donna presenta dolore al seno o secrezione dal capezzolo,

L’ecografia può essere utilizzata per i seguenti scopi:

La risonanza magnetica per immagini (RMI) può essere utilizzata per i seguenti scopi:

Questa informazione può aiutare i medici a pianificare l’intervento chirurgico o altri trattamenti per il cancro della mammella.

La RMI si esegue contemporaneamente alla mammografia come screening delle donne a maggior rischio di sviluppare il cancro della mammella, per esempio se presentano una mutazione del gene per il cancro della mammella.

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