Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC)

DiKatharine Anne Phillips, MD, Weill Cornell Medical College;
Dan J. Stein, MD, PhD, University of Cape Town
Reviewed ByMark Zimmerman, MD, South County Psychiatry
Revisionato/Rivisto Modificata nov 2025
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I fatti in Breve

Il disturbo ossessivo-compulsivo è caratterizzato da ossessioni, compulsioni o entrambe le cose. Le ossessioni sono idee, immagini o impulsi di tipo ricorrente, persistente, involontario, intrusivo e ansiogeno. Le compulsioni (definite anche rituali) sono certe azioni o atti mentali che i soggetti si sentono spinti a compiere ripetutamente per cercare di ridurre o prevenire l’ansia causata dalle ossessioni.

  • Molti pensieri e comportamenti ossessivo-compulsivi sono correlati al timore di farsi male o correre un rischio.

  • I medici diagnosticano il disturbo quando un soggetto presenta ossessioni, compulsioni o entrambe le cose.

  • Il trattamento può comprendere la terapia di esposizione (con prevenzione dei rituali compulsivi) e alcuni antidepressivi (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o clomipramina).

Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è leggermente più comune nelle donne rispetto agli uomini e interessa circa l’1–3% della popolazione. In media, il DOC insorge intorno a 19–20 anni. (Vedere anche Disturbo ossessivo-compulsivo nei bambini e negli adolescenti.) Molte persone con DOC hanno o hanno avuto un disturbo da tic.

Il DOC è diverso dai disturbi psicotici, che sono caratterizzati dalla perdita del contatto con la realtà, sebbene in una piccola minoranza di casi di DOC non vi sia alcuna introspezione, e si differenzia anche dal disturbo ossessivo-compulsivo di personalità, sebbene i soggetti affetti da tali disturbi possano condividere alcune caratteristiche, come l’essere ordinati, affidabili o perfezionisti.

Sintomi del disturbo ossessivo-compulsivo

I soggetti affetti dal disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) hanno ossessioni, ovvero pensieri, immagini o bisogni che si ripresentano in continuazione, anche se il soggetto non lo desidera. Queste ossessioni sono intrusive anche quando il soggetto sta pensando ad altro o è impegnato a fare altre cose. Inoltre, le ossessioni generalmente provocano una forte angoscia o ansia.

Le ossessioni comuni comprendono quanto segue:

  • Preoccupazioni legate a una possibile contaminazione (ad esempio la paura che, toccando il pomello di una porta, si possano contrarre delle malattie)

  • Dubbi (per esempio, preoccuparsi del fatto che la porta non sia chiusa)

  • Preoccupazione per il fatto che gli oggetti non siano perfettamente allineati o in ordine

  • Pensieri proibiti o tabù (ad esempio ossessioni aggressive o sessuali)

  • Danni (a se stessi o ad altri)

Possono essere presenti anche altri temi. Poiché le ossessioni non sono gradevoli, il soggetto frequentemente tende a ignorarle e/o a mantenerle sotto controllo.

La maggior parte dei soggetti con DOC hanno sia ossessioni sia compulsioni. Le compulsioni (definite anche rituali) sono una risposta alle ossessioni. Ad esempio, il soggetto si sente spinto a compiere qualcosa di ripetitivo, finalistico e intenzionale per cercare di ridurre o alleviare l’ansia causata dalle ossessioni.

Le compulsioni comuni comprendono quanto segue:

  • Lavaggi per eliminare la contaminazione

  • Ripetuti controlli per allontanare i dubbi (ad esempio, controllare molte volte che la porta sia chiusa a chiave)

  • Conteggi (ad esempio, ripetere un’azione un certo numero di volte)

  • Mettere in ordine (ad esempio, sistemare le posate o gli oggetti da lavoro seguendo uno schema specifico)

La maggior parte dei rituali, come lavarsi continuamente le mani o controllare ripetutamente di aver chiuso a chiave la porta, è visibile. Altri rituali, come contare mentalmente ripetutamente, non sono visibili.

I rituali devono essere eseguiti in un modo preciso, secondo delle regole rigide. I rituali possono essere associati logicamente all’ossessione oppure no. Nel caso di compulsioni correlate logicamente all’ossessione (ad esempio farsi una doccia per restare puliti o controllare i fornelli per prevenire un incendio), la compulsione è chiaramente eccessiva rispetto a un comportamento normale. Ad esempio, un soggetto può farsi la doccia per ore tutti i giorni o controllare i fornelli 30 volte prima di uscire di casa. Affinché venga diagnosticato il DOC, le ossessioni e i rituali devono portare via molto tempo (cioè devono durare almeno un’ora in totale ogni giorno). Le persone possono dedicarvi molte ore al giorno. Compulsioni e ossessioni possono causare uno stato di malessere così significativo oppure interferire così tanto con il funzionamento dei soggetti da incapacitarli.

La maggior parte dei soggetti con DOC è in qualche modo consapevole del fatto che i pensieri ossessivi non riflettono un rischio reale né la realtà e che i loro comportamenti compulsivi sono eccessivi. Tuttavia, alcuni sono convinti che le loro ossessioni siano ben fondate e che le loro compulsioni siano opportune.

La maggior parte dei soggetti con DOC è consapevole del fatto che i comportamenti compulsivi sono eccessivi. Per tale motivo, spesso eseguono segretamente i rituali, anche se questi richiedono diverse ore ogni giorno.

Di conseguenza, i sintomi del DOC possono portare a un deterioramento dei rapporti sociali e il soggetto può risentirne per quanto riguarda i risultati in ambito scolastico o lavorativo, o in altri aspetti della funzionalità quotidiana.

Molti soggetti con DOC presentano anche altri disturbi di salute mentale. Nel corso della vita, a circa il 51–76% dei soggetti con DOC viene diagnosticato anche un disturbo d’ansia, a circa il 41% un disturbo depressivo maggiore e al 23–32% un disturbo ossessivo-compulsivo di personalità.

Fino al 50% dei soggetti con DOC prima o poi ha pensieri suicidari e circa il 15% tenta il suicidio. Il rischio di un tentativo di suicidio aumenta se è presente anche un disturbo depressivo maggiore (vedere Comportamento suicidario).

Diagnosi del disturbo ossessivo-compulsivo

  • Valutazione di un medico basata su specifici criteri diagnostici psichiatrici

  • Talvolta sono necessari un esame obiettivo ed esami medici per valutare eventuali disturbi fisici

Il medico pone la diagnosi di disturbo ossessivo-compulsivo in base ai sintomi, ovvero la presenza di ossessioni, di compulsioni o di entrambe. Le ossessioni o le compulsioni devono presentare almeno 1 delle seguenti caratteristiche:

  • causare un notevole dispendio di tempo

  • causare una sofferenza significativa o interferire con la capacità di funzionamento del soggetto

La diagnosi può includere anche quanto segue:

  • in quale misura il soggetto è consapevole che la/e convinzione/i alla base dei propri pensieri ossessivi (ad esempio che toccando un posacenere si svilupperà un tumore) è inaccurata (livello di “comprensione”).

  • se il soggetto ha o ha avuto un disturbo da tic

Trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo

  • Terapia cognitivo-comportamentale (TCC) che include esposizione e prevenzione della risposta (rituale)

  • Alcuni antidepressivi

Spesso, per prima cosa si tenta la TCC o la terapia farmacologica. I trattamenti possono essere combinati se il soggetto non risponde bene a una qualsiasi delle due terapie iniziali. Molti esperti ritengono che l’approccio migliore, specialmente per i sintomi più gravi, sia combinare la terapia di esposizione e di prevenzione della risposta accompagnandole con terapia farmacologica.

La TCC è spesso utile come trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo: la terapia di esposizione e prevenzione dei rituali (risposte), un tipo di TCC, è spesso efficace. La terapia di esposizione comporta un’esposizione graduale e ripetuta del soggetto a qualsiasi situazione o persona scateni le ossessioni, i rituali o il disagio, ma chiedendogli di non attuare il rituale compulsivo (terapia di prevenzione dei rituali). Nel corso delle esposizioni ripetute, il disagio o l’ansia diminuiscono gradualmente mentre il soggetto comprende che i rituali non sono necessari per ridurre il disagio. Il miglioramento di solito continua per anni, forse perché il soggetto che ha imparato a gestire tale approccio è in grado di continuare a metterlo in pratica dopo la conclusione ufficiale della terapia. Le tecniche di terapia cognitiva, che aiutano il soggetto a identificare e modificare gli schemi di pensiero inutili, vengono spesso aggiunte alla terapia di esposizione e di prevenzione dei rituali.

Alcuni farmaci antidepressivi sono spesso efficaci: gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) (per esempio la fluoxetina) e la clomipramina (un tipo di antidepressivo meno recente che agisce anche sulla sostanza chimica cerebrale serotonina) sono spesso utili. Di solito si tenta un SSRI prima della clomipramina, perché gli SSRI tendono ad avere meno potenziali effetti collaterali e possono essere necessarie dosi superiori a quelle comunemente utilizzate per il trattamento della depressione. Ai soggetti che non rispondono a questi farmaci possono essere prescritti altri tipi di farmaci che agiscono in modo diverso.

Invece, la psicoterapia psicodinamica (che enfatizza il riconoscimento dei meccanismi inconsci attraverso pensieri, sensazioni e comportamenti rivolti al presente) e la psicoanalisi non hanno generalmente sortito effetti nelle persone con disturbo ossessivo-compulsivo.

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