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Effetti dell’invecchiamento sul sistema nervoso

Di

Steven A. Goldman

, MD, PhD, University of Rochester Medical Center

Ultima revisione/verifica completa mar 2018| Ultima modifica dei contenuti apr 2018
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Encefalo

La funzione cerebrale varia generalmente con il passaggio dall’infanzia, attraverso l’età adulta, alla vecchiaia. Durante l’infanzia, la capacità di pensare e ragionare aumenta costantemente, permettendo al bambino di acquisire abilità sempre più complesse.

Per la maggior parte dell’età adulta, la funzione cerebrale è relativamente stabile.

Trascorsa una certa età, che varia da persona a persona, si verifica un calo della funzione cerebrale. Aspetti diversi della funzione cerebrale sono colpiti in tempi diversi:

  • La memoria recente e la capacità di apprendere nuove nozioni tendono a essere compromesse relativamente presto.

  • I problemi legati alle capacità verbali, compresi vocabolario e linguaggio, possono iniziare all’età di 70 anni.

  • La capacità intellettiva, ovvero la capacità di elaborare informazioni (senza tener conto della velocità), è solitamente integra almeno fino all’età di 80 anni, in assenza di disturbi neurologici o vascolari concomitanti.

Il tempo di reazione e l’esecuzione di compiti possono risultare rallentati, in quanto il cervello elabora gli impulsi nervosi più lentamente.

Tuttavia, gli effetti dell’invecchiamento sulla funzione cerebrale possono essere difficili da distinguere dagli effetti di diverse malattie comuni tra gli anziani. Queste malattie includono depressione, ictus, una ghiandola tiroidea ipoattiva (ipotiroidismo) e patologie cerebrali degenerative come la malattia di Alzheimer.

Con l’avanzare dell’età, diminuisce il numero di cellule nervose cerebrali, in misura significativamente diversa da persona a persona, secondo lo stato di salute. Anche le cellule nervose rimanenti funzionano meno. Tuttavia, il cervello dispone di alcune caratteristiche che aiutano a compensare queste perdite.

  • Ridondanza: il cervello possiede più cellule di quelle necessarie per funzionare normalmente. La ridondanza può contribuire a compensare la perdita delle cellule nervose che si verifica con l’avanzare dell’età e la malattia.

  • Formazione di nuove connessioni: il cervello compensa attivamente la diminuzione delle cellule nervose legata all’età, creando nuove connessioni fra le cellule nervose rimanenti.

  • Produzione di nuove cellule nervose: alcune aree del cervello possono produrre nuove cellule nervose, in particolare dopo una lesione cerebrale o un ictus. Queste aree sono l’ippocampo (che partecipa alla formazione e al recupero dei ricordi) e i gangli basali (che coordinano e regolano i movimenti).

Coloro che hanno subito una lesione cerebrale o un ictus, possono così acquisire a volte nuove abilità, come avviene nella terapia occupazionale.

Le persone possono influenzare la rapidità con la quale la funzione cerebrale si degrada. Ad esempio, l’esercizio fisico sembra rallentare la perdita di cellule nervose nelle aree del cervello coinvolte nella memoria. Questi esercizi aiutano anche a conservare il buon funzionamento delle cellule nervose rimanenti. D’altra parte, il consumo di due o più bevande alcoliche al giorno può accelerare il declino della funzione cerebrale.

Con l’avanzare dell’età, il flusso sanguigno cerebrale può ridursi, in media, del 20%. La riduzione del flusso sanguigno è maggiore nelle persone che soffrono di aterosclerosi delle arterie che vanno al cervello (malattia cerebrovascolare). Questa malattia si verifica con maggior probabilità negli individui che hanno fumato per lungo tempo o affetti da ipertensione arteriosa, che hanno un livello di colesterolo alto o livelli elevati di zucchero nel sangue (diabete mellito), non controllati da modifiche nello stile di vita o da farmaci. Queste persone possono perdere delle cellule cerebrali prematuramente, diminuendo la funzione mentale. Di conseguenza, aumenta il rischio di demenza a un’età relativamente precoce.

Sapevate che...

  • L’esercizio fisico può rallentare il declino della funzione cerebrale legato all’età.

  • Un’ipertensione arteriosa incontrollata, il diabete o alti livelli di colesterolo possono accelerare il declino della funzione cerebrale legato all’età.

Midollo spinale

Con l’avanzare dell’età, i dischi fra le ossa del dorso (vertebre) diventano duri e fragili e alcune parti delle vertebre possono crescere in modo eccessivo. Di conseguenza, i dischi perdono una parte della loro capacità protettiva, quindi viene applicata una maggior pressione sul midollo spinale e sui rami dei nervi che ne emergono (radici nervose spinali). Questo aumento della pressione può danneggiare le fibre nervose nel punto in cui si dipartono dal midollo spinale. Tali lesioni possono provocare una diminuzione delle sensazioni e a volte riducono la forza e l’equilibrio.

Nervi periferici

Con l’avanzare dell’età, i nervi periferici possono condurre gli impulsi in modo più lento, provocando una diminuzione delle sensazioni, un rallentamento dei riflessi e spesso un po’ di goffaggine. La conduzione nervosa può rallentare a causa della degenerazione delle guaine mieliniche che circondano i nervi. Le guaine mieliniche sono strati di tessuto che isolano i nervi e accelerano la conduzione degli impulsi ( Struttura tipica di una cellula nervosa).

La degenerazione avviene anche perché, con l’avanzare dell’età, il flusso sanguigno diminuisce o le ossa circostanti crescono in modo eccessivo e premono sui nervi, oppure entrambe le cose. Le alterazioni funzionali correlate all’età possono diventare più evidenti quando i nervi sono danneggiati da altri fattori (ad esempio dal diabete).

Inoltre, si riduce la risposta del sistema nervoso periferico ai traumi. In persone più giovani, una volta danneggiato l’assone di un nervo periferico, quest’ultimo è in grado di ripararsi da sé a condizione che il corpo cellulare, situato all’interno o vicino al midollo spinale, rimanga integro. Questa autoriparazione si verifica più lentamente e in modo incompleto negli anziani, rendendoli maggiormente vulnerabili a traumi e malattie.

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