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Radioterapia antitumorale

Di

Robert Peter Gale

, MD, PhD, Imperial College London

Ultima revisione/verifica completa lug 2018| Ultima modifica dei contenuti ago 2018
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I fatti in Breve
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Risorse sull’argomento

Le radiazioni sono un tipo di potente energia generata da una sostanza radioattiva, come il cobalto, o da un dispositivo speciale, come un acceleratore (lineare) di particelle atomiche.

La radiazione uccide di preferenza le cellule a rapida divisione e quelle che hanno difficoltà a riparare il DNA. Le cellule cancerose si dividono con una frequenza maggiore rispetto alle cellule sane e spesso non riescono a riparare i danni loro inflitti dalle radiazioni. Le cellule cancerose, quindi, hanno una probabilità maggiore rispetto alla maggior parte delle cellule sane di essere eliminate dalle radiazioni. Nonostante ciò, le cellule cancerose differiscono tra loro in termini di suscettibilità all’azione delle radiazioni. Alcune cellule sono molto resistenti e non possono essere trattate efficacemente con la radioterapia.

Tipi di radioterapia

La forma più comune di radioterapia utilizzata nel trattamento antitumorale è

  • Radioterapia a fasci esterni

Un’altra forma di radioterapia è

  • Radioterapia interna

Le sostanze radioattive sono state legate a proteine, chiamate anticorpi monoclonali, che individuano le cellule cancerose e vi si attaccano. Il materiale radioattivo attaccato all’anticorpo si concentra nelle cellule cancerose e le distrugge.

Radioterapia a fasci esterni

Nella radioterapia a fasci esterni, l’energia che si propaga da un fascio di radiazioni elettromagnetiche, raggi gamma o raggi x, è generata mediante un acceleratore lineare e mirata al tumore del soggetto. La radiochirurgia è un tipo di radioterapia in cui vengono utilizzati fasci di radiazioni molto concentrati.

Esistono diversi tipi di radiazioni a fasci esterni, tra cui

  • Radioterapia conformazionale tridimensionale (3D-CRT)

  • Radioterapia con fasci ad intensità modulata (IMRT)

  • Radioterapia guidata dalle immagini (IGRT)

  • Tomoterapia

  • Radiochirurgia stereotassica

  • Radioterapia stereotassica corporea

  • Radioterapia a fascio di protoni

  • Radioterapia a fascio di elettroni

Tutti i tipi di fasci radioattivi esterni vengono indirizzati alla zona o all’organo preciso che ospita il tumore. Per evitare l’esposizione eccessiva del tessuto sano vengono usati diversi tipi di fasci e i tessuti circostanti vengono protetti per quanto possibile.

La radioterapia conformazionale tridimensionale consente ai medici di erogare un fascio di radiazioni preciso che può essere modellato sui contorni del tumore.

La radioterapia ad intensità modulata utilizza diversi dispositivi per modellare il fascio di radiazioni ed erogare una dose di radiazioni. Poiché molti dispositivi modellano il fascio di radiazioni, i medici possono controllare con maggior precisione la quantità di radiazioni inviate ad aree specifiche del tumore, consentendo una maggiore protezione del tessuto sano circostante.

Nella radioterapia guidata dalle immagini, gli studi di diagnostica per immagini come la tomografia computerizzata (TC) o la risonanza magnetica per immagini (RMI) vengono acquisiti durante il trattamento radioterapico. Queste immagini permettono ai medici di rilevare alterazioni nella dimensione o nella sede del tumore durante il trattamento e di adattare la posizione del soggetto o la dose di radiazioni durante il trattamento.

La tomoterapia è una combinazione di terapia guidata dalle immagini e IMRT. La tomoterapia viene somministrata mediante un dispositivo che combina uno scanner TC e un acceleratore lineare. Questo dispositivo può acquisire immagini molto dettagliate del tumore del soggetto, consentendo un orientamento molto preciso del fascio di radiazioni.

La radiochirurgia stereotassica viene utilizzata per somministrare dosi molto elevate di radiazioni a tumori molto piccoli. Può essere usata solo in tumori piccoli che hanno margini ben delineati, pertanto è spesso utilizzata per tumori del cervello e del midollo spinale. La radiochirurgia stereotassica richiede che il soggetto sia mantenuto in una posizione molto precisa durante il trattamento, pertanto, vengono utilizzati speciali supporti per la testa e altri dispositivi per il posizionamento.

La radioterapia stereotassica corporea usa aree di trattamento più piccole (campi di radiazioni) e dosi più elevate di radioterapia rispetto alla radioterapia conformazionale tridimensionale. Viene utilizzata per trattare i tumori di piccole dimensioni che sono situati esternamente al cervello e al midollo spinale.

La radioterapia a fascio di protoni, che possono essere diretti in un’area ben specifica, costituisce un trattamento efficace per certi tipi di tumore in zone in cui il danno del tessuto normale rappresenta un problema rilevante, come gli occhi, il cervello o il midollo spinale.

La radioterapia a fascio di elettroni viene utilizzata per trattare i tumori vicino alla superficie del corpo, come i tumori della pelle.

La scelta della tecnica dipende spesso dalla sede del tumore.

La radioterapia a fasci esterni viene eseguita a dosi egualmente divise nell’arco di un periodo di tempo prolungato. Tale metodo aumenta gli effetti letali delle radiazioni sulle cellule cancerose, riducendone gli effetti tossici sulle cellule sane. Gli effetti tossici sono ridotti perché le cellule sane possono autoripararsi velocemente negli intervalli tra le dosi, al contrario delle cellule cancerose. Una persona viene generalmente sottoposta a irradiamento in un periodo che va da 6 a 8 settimane. Per garantire che venga trattata sempre la stessa zona, la persona viene posizionata con estrema precisione utilizzando calchi o altri dispositivi.

Radioterapia interna

Altre tecniche radioterapiche prevedono la somministrazione di una sostanza radioattiva per via endovenosa che raggiunge il tumore (ad esempio, iodio radioattivo per il tumore della tiroide). In un’altra tecnica, le persone possono ingerire la sostanza radioattiva.

La brachiterapia, impiega piccole barre (“semi”) di materiale radioattivo che vengono inserite direttamente nel tumore (ad esempio, palladio radioattivo usato nel trattamento del tumore della prostata). Tali impianti danno un irradiamento intenso del tumore, senza irradiare eccessivamente i tessuti adiacenti. Gli impianti contengono sostanze radioattive a vita breve che decadono dopo un certo periodo di tempo.

Applicazioni della radioterapia

La radioterapia svolge un ruolo chiave nella guarigione di molte forme tumorali, come il linfoma di Hodgkin, i linfomi non Hodgkin allo stadio precoce, il tumore squamocellulare della testa e del collo, i seminomi (tumori del testicolo), il tumore della prostata, il carcinoma della mammella allo stadio precoce, alcune forme di carcinoma polmonare non a piccole cellule e il medulloblastoma (un tumore del cervello o del midollo spinale). Per i tumori allo stadio iniziale della trachea (laringe) e della prostata, il tasso di guarigione con la radioterapia è quasi lo stesso di quello ottenuto con la chirurgia. La radioterapia viene talvolta associata ad altre forme di trattamento. Alcuni tipi di farmaci chemioterapici, come il cisplatino, aumentano l’efficacia della radioterapia, tanto da essere somministrati in concomitanza a questa.

La radioterapia può ridurre i sintomi quando la guarigione non è possibile, come nel caso delle metastasi ossee del mieloma multiplo e dei tumori dolorosi nelle persone con carcinoma avanzato del polmone, dell’esofago, della testa e del collo e dello stomaco. Grazie alla riduzione temporanea delle dimensioni del tumore che induce, la radioterapia può alleviare i sintomi causati dalla diffusione del cancro allo scheletro o al cervello.

Effetti collaterali della radioterapia

La radioterapia può danneggiare i tessuti sani adiacenti al tumore. Gli effetti collaterali dipendono dall’estensione dell’area trattata, dalla dose somministrata e dalla prossimità del tumore a tessuti sensibili. Per tessuti sensibili si intendono quelli in cui avviene una veloce divisione cellulare, come la pelle, il midollo osseo, i follicoli piliferi e le pareti della bocca, dell’esofago e dell’intestino. La radioterapia può inoltre danneggiare le ovaie o i testicoli. I medici cercano di dirigere la radiazione con precisione per prevenire un danneggiamento eccessivo delle cellule sane.

Gli effetti collaterali dipendono dalla zona sottoposta a radioterapia e possono includere

  • Affaticamento

  • Ulcere della bocca

  • Problemi cutanei (quali arrossamento, prurito e desquamazione)

  • Deglutizione associata a dolore

  • Infiammazione dei polmoni (polmonite)

  • Infiammazione del fegato (epatite)

  • Problemi gastrointestinali (quali nausea, perdita dell’appetito, vomito e diarrea)

  • Problemi urinari (quali aumento della frequenza e bruciore durante la minzione)

  • Riduzioni delle conte ematiche con conseguente anemia (che causa astenia e debolezza), facilità di comparsa di ematomi o sanguinamento e rischio di contrarre infezioni

L’irradiamento dei tumori della testa e del collo danneggia spesso la pelle sovrastante come anche le ghiandole salivari e le pareti della bocca e della gola. I medici cercano di identificare e trattare tali sintomi il prima possibile in modo che il paziente si senta meglio e possa continuare il trattamento. Vari farmaci, per esempio, possono ridurre la diarrea causata dalla radioterapia dell’addome.

La radioterapia può aumentare il rischio di sviluppare altri tumori anni dopo il trattamento del tumore iniziale. Il rischio dipende dall’età della persona al momento del trattamento e alla parte del corpo sottoposta a radioterapia.

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