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Rischi delle radiazioni nella diagnostica per immagini

Di

Mehmet Kocak

, MD, Rush University Medical Center

Ultima revisione/verifica completa giu 2019| Ultima modifica dei contenuti lug 2019
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Risorse sull’argomento

Gli esami di diagnostica per immagini che fanno uso di radiazioni, in genere raggi X, sono uno strumento prezioso per la diagnosi, ma l’esposizione alle radiazioni comporta alcuni rischi (vedere anche Lesioni da radiazioni).

Diversi esami diagnostici richiedono diverse quantità di radiazioni (vedere la tabella Confronto delle dosi radianti), ma la maggior parte di loro ne utilizza basse dosi, generalmente considerate sicure. Per esempio, la dose di radiazioni proveniente da una radiografia del torace è oltre 100 volte inferiore alla dose di radiazioni media annuale proveniente dall’ambiente (radiazioni di fondo). Tuttavia, l’esposizione alle radiazioni è cumulativa, indipendentemente dall’intervallo tra gli esami. Questo significa che se i soggetti si sottopongono a molti esami diagnostici che utilizzano basse dosi o a diversi esami che utilizzano dosi elevate, possono essere esposti a una quantità relativamente grande di radiazioni. Maggiore è la dose cumulativa, maggiore è il rischio di tumore e talvolta di danno tissutale.

Sapevate che…

  • L’esposizione alle radiazioni è cumulativa, indipendentemente dall’intervallo tra gli esami.

Gli esami di diagnostica per immagini sono solo una delle fonti di esposizione alle radiazioni. L’esposizione alle radiazioni nell’ambiente (da radiazioni cosmiche e isotopi naturali, vedere Lesioni da radiazioni) può essere relativamente elevata, in particolare alle alte quote. Quando si viaggia in aereo, l’esposizione alle radiazioni naturali aumenta.

Quando pianificano esami diagnostici, i medici considerano l’esposizione totale (nel corso della vita) di un soggetto alle radiazioni, ossia la dose radiante totale acquisita dal soggetto. Tuttavia, il beneficio di un esame diagnostico spesso è preponderante rispetto ai rischi potenziali.

Tabella
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Confronto delle dosi radianti dei diversi esami*

Esame di diagnostica per immagini

Numero di radiografie del torace necessario per l’esposizione alla stessa dose

Esposizione ambientale approssimativa equivalente alla dose †

Radiografia del torace a proiezione singola (antero-posteriore).

1

2,4 giorni

20

48 giorni

Una serie di radiografie del rachide lombare

75

180 giorni

TC cranica

100

243 giorni

TC dell’addome

300–400

2–2,7 anni

Angiografia dell’arteria coronaria durante il cateterismo cardiaco

350–750

2,3–4,9 anni

* Queste dosi rappresentano la quantità di radiazioni rilasciata e quanto la parte del corpo esposta è suscettibile al danno provocato dalle radiazioni.

† Le persone sono costantemente esposte a bassi livelli di radiazioni naturali, ma la quantità varia a seconda dei luoghi.

TC = tomografia computerizzata.

Negli Stati Uniti la tomografia computerizzata (TC) rappresenta circa il 15% del totale degli esami di diagnostica per immagini, ma dalla TC deriva fino al 70% dell’esposizione alle radiazioni in seguito a esami di diagnostica per immagini. La dose radiante della TC può essere centinaia di volte superiore rispetto alla dose della maggior parte delle semplici radiografie. Tuttavia, con le tecniche più recenti, le dosi della maggioranza delle TC possono essere molto inferiori rispetto alle tecniche precedenti.

Eppure, anche se la TC viene eseguita utilizzando tecniche meno recenti, il rischio è basso per gli adulti ed è improbabile che la salute ne venga compromessa.

Tuttavia, il rischio dovuto all’esposizione alle radiazioni è superiore in determinate situazioni:

  • in età neonatale

  • durante la prima infanzia

  • durante la gravidanza (particolarmente all’inizio)

  • per determinati tessuti, come quelli linfoidi (parte del sistema immunitario), il midollo osseo, il sangue, i testicoli, le ovaie e l’intestino

Per ridurre i rischi, i medici attuano le seguenti procedure:

  • utilizzano esami che non richiedono radiazioni, come l’ecografia o la RMI, quando possibile

  • consigliano esami diagnostici che utilizzano radiazioni, in particolare a dosi elevate (come nella TC) e, specialmente, nei bambini, solo in caso di necessità

  • adottano precauzioni per limitare l’esposizione alle radiazioni durante gli esami (per esempio scherma delle parti del corpo vulnerabili, come la tiroide o l’addome di una donna in gravidanza), quando è possibile

Le tecniche e le apparecchiature moderne hanno ridotto significativamente le dosi di radiazioni utilizzate negli esami di diagnostica per immagini.

Rischi delle radiazioni per neonati e bambini

I rischi da radiazioni sono più elevati nei lattanti e nei bambini, in quanto vivono più a lungo, dando ai tumori più tempo per svilupparsi. Inoltre, nei bambini le cellule si dividono più rapidamente e pertanto sono più suscettibili ai danni da radiazioni.

Il rischio di tumore da radiazioni è difficile da determinare. Alcuni esperti stimano che circa 18 bambini di 1 anno su 10.000 sottoposti a TC addominale finiscono per sviluppare un tumore causato dalle radiazioni. Questo è uno degli esami di diagnostica per immagini che emette le dosi più elevate di radiazioni. Inoltre, secondo uno studio, per ogni 10.000 TC craniche praticate su bambini di età inferiore ai 10 anni, l’esposizione alle radiazioni provocherebbe un caso di leucemia e un tumore al cervello nel decennio successivo.

Quando i bambini necessitano di esami diagnostici, i genitori devono consultarsi con il medico circa i rischi e l’eventuale ricorso a un esame che non richieda l’impiego di radiazioni. Se sono necessari esami che impiegano radiazioni, i genitori possono ridurre al minimo i rischi chiedendo di:

  • utilizzare la dose più bassa possibile per formulare la diagnosi (per esempio, a volte è possibile usare scansioni a bassa risoluzione che utilizzano una minore quantità di radiazioni)

  • limitare l’esposizione all’area del corpo più piccola possibile

  • limitare il numero di scansioni da eseguire

Rischio delle radiazioni durante la gravidanza

Le donne in gravidanza devono essere consapevoli del fatto che le radiazioni provenienti da esami diagnostici presentano rischi per il feto. Le donne che necessitano di eseguire un esame di diagnostica per immagini devono informare il medico circa la propria gravidanza accertata o presunta. I medici inoltre tengono conto del fatto che la donna possa essere in gravidanza senza saperlo. Tuttavia, se necessario, le radiografie possono essere eseguite nelle donne in gravidanza. Durante gli esami diagnostici, l’esaminatore protegge il feto dall’esposizione alle radiazioni coprendo l’addome della donna con un grembiule di piombo.

Il rischio per il feto dipende dai seguenti fattori:

  • il momento della gravidanza in cui viene eseguito l’esame

  • quale parte del corpo della madre viene sottoposta a radiografia

Durante la gravidanza, il rischio maggiore si ha quando gli organi sono in formazione, tra la quinta e la decima settimana. In questo intervallo, le radiazioni possono provocare difetti congeniti. Nelle prime fasi della gravidanza, il problema più probabile è il rischio di un aborto spontaneo. Dopo la decima settimana, gli aborti spontanei e i difetti congeniti più significativi sono meno probabili.

Le radiografie di parti del corpo della madre lontane dal feto, come polsi e caviglie, espongono il feto a una minore quantità di radiazioni rispetto a parti più vicine, come la schiena. Inoltre, le radiografie di parti del corpo più piccole, come dita di mani e piedi, richiedono una minore quantità di energia radiante rispetto alle radiografie di parti del corpo più grandi, come la schiena e la pelvi. Per tale ragione, le radiografie semplici che non coinvolgono l’addome presentano un rischio limitato, indipendentemente dal momento in cui sono eseguite, in particolare se accompagnate dall’uso di un grembiule di piombo indossato sopra l’utero. Quindi, se è necessario eseguire radiografie (per esempio, per valutare una frattura ossea), il vantaggio di solito è superiore al rischio.

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