La varicella è un'infezione acuta, sistemica, solitamente dell'età pediatrica, causata dal virus varicella-zoster (herpes virus umano 3). Abitualmente inizia con sintomi generali lievi seguiti (p. es., febbre, malessere), dopo un breve periodo, da lesioni cutanee che si presentano a gittate, caratterizzate da macule, papule, vescicole e croste. Pazienti a rischio di grave danno neurologico o altre complicanze sistemiche (p. es., polmonite) sono gli adulti, i neonati, e i pazienti immunocompromessi o affetti da alcune patologie sottostanti. La diagnosi è clinica. I soggetti a rischio di complicazioni gravi devono ricevere la profilassi post-esposizione con immunoglobuline della varicella e, qualora la malattia si sviluppi, vengono trattati con farmaci antivirali (p. es., valaciclovir, famciclovir, aciclovir). La vaccinazione fornisce una protezione efficace nei pazienti immunocompetenti.
La varicella è causata dal virus varicella-zoster (herpes virus umano di tipo 3); la varicella è la fase acuta invasiva dell'infezione, ma l'herpes zoster (fuoco di Sant'Antonio) può manifestarsi a causa della propensione dell'herpes virus a rimanere dormiente nei neuroni gangliari; esso rappresenta la riattivazione della fase latente (1).
La varicella si verifica in tutti i paesi del mondo. È endemica nei paesi che hanno popolazioni sufficientemente grandi da sostenere la trasmissione durante tutto l'anno (1). Esiste una sostanziale variazione stagionale e di anno in anno nei tassi di incidenza. Nelle aree tropicali, i bambini contraggono la varicella a età più avanzate (2).
La varicella, che è estremamente contagiosa, si trasmette attraverso
Inoculazione nelle mucose (in genere nasofaringee) attraverso goccioline presenti nell'aria infette o particelle di aerosol
Contatto diretto con il virus (p. es., mediante lesioni cutanee)
La varicella è più facilmente trasmissibile durante il periodo prodromico e le fasi precoci dell'esantema.
Prima dell'arrivo del vaccino contro la varicella, le epidemie di varicella si sono verificate in inverno e all'inizio della primavera in cicli di 3-4 anni.
(Vedi Panoramica sulle infezioni da herpes virus.)
Riferimenti generali
1. Gershon AA, Breuer J, Cohen JI, et al. Varicella zoster virus infection. Nat Rev Dis Primers. 2015;1:15016. Published 2015 Jul 2. doi:10.1038/nrdp.2015.16
2. Lopez A, Harrington T, Marni M. Varicella. In: Epidemiology and Prevention of Vaccine-Preventable Diseases. Centers for Disease Control and Prevention. May 9, 2024. Accessed October 17, 2025.
Sintomatologia della varicella
La varicella è contagiosa a partire dalle 48 h precedenti la comparsa delle prime lesioni cutanee, fino a che le lesioni comparse per ultime non abbiano formato la crosta (1). La trasmissione indiretta (da portatori immuni) non si verifica.
I periodi di incubazione sono compresi in media tra i 14 e i 16 giorni (range completo compreso tra 10 e 21 giorni) dopo l'esposizione (1). Sintomi prodromici (lieve cefalea, febbre moderata e malessere) possono verificarsi dopo l'esposizione e possono precedere la comparsa delle lesioni. Tali prodromi sono più comuni nei pazienti di età > pari o superiore a 10 anni, ma sono abitualmente più gravi negli adulti.
Nei bambini immunocompetenti, la varicella è raramente grave. Negli adulti e nei bambini immunocompromessi, l'infezione può spesso essere grave.
Eruzione iniziale
L'eruzione iniziale, di tipo maculare, può essere accompagnata da un rash fugace. Entro alcune ore, le lesioni progrediscono in papule e quindi in caratteristiche vescicole a lacrima, su sfondo eritematoso, talvolta patognomoniche, spesso intensamente pruriginose. Le lesioni diventano quindi pustolose e infine formano croste.
Questa foto mostra la schiena di una persona con un'eruzione da varicella.
Questa foto mostra la schiena di una persona con un'eruzione da varicella.
Image courtesy of Ann Cain via the Public Health Image Library of the Centers for Disease Control and Prevention.
Questa foto mostra la schiena di una persona con un'eruzione da varicella.
Questa foto mostra la schiena di una persona con un'eruzione da varicella.
Photo courtesy of Karen McKoy, MD.
Questa foto mostra delle vesciche rotonde piene di liquido dovute alla varicella che interessano il viso.
Questa foto mostra delle vesciche rotonde piene di liquido dovute alla varicella che interessano il viso.
Image courtesy of Renelle Woodall via the Public Health Image Library of the Centers for Disease Control and Prevention.
Un segno distintivo della varicella è che le lesioni si sviluppano a grappolo, in modo che si trovino in varie fasi di sviluppo in qualsiasi regione interessata. L'esantema può essere generalizzato (nei casi più gravi) coinvolgendo il tronco, gli arti e il viso, o più limitato, tuttavia quasi sempre interessa la parte superiore del tronco.
Lesioni ulcerate possono svilupparsi a livello delle mucose, compresi l'orofaringe e le vie aeree superiori, la congiuntiva palpebrale e le mucose rettale e vaginale.
Nella bocca le vescicole si rompono rapidamente, sono indistinguibili da quelle della gengivo-stomatite erpetica e causano spesso odinofagia.
Questa foto mostra vescicole nella bocca di una persona che ha la varicella.
Photo courtesy of Karen McKoy, MD.
Lesioni del cuoio capelluto possono provocare linfadenopatie dolenti suboccipitali e cervicali posteriori.
Le nuove lesioni solitamente cessano di manifestarsi a partire dal quinto giorno e la maggior parte è in fase crostosa a partire dal sesto giorno; la maggior parte delle croste scompare < 20 giorni dopo l'esordio (2).
Varicella in un vaccinato/Varicella nonostante la vaccinazione/varicella breakthrough
A volte i bambini vaccinati possono sviluppare la varicella (chiamata Varicella in un vaccinato/Varicella nonostante la vaccinazione/varicella breakthroug); in questi casi, l'eruzione cutanea è tipicamente più lieve, la febbre è meno frequente e la malattia è più breve. Tuttavia, le lesioni sono contagiose quanto quelle che si verificano nei pazienti non vaccinati.
Complicanze
Si possono verificare sovrainfezioni batteriche (tipicamente da streptococchi o stafilococchi) delle vescicole, che causano cellulite o raramente fascite necrotizzante o shock tossico streptococcico.
Una polmonite può complicare la varicella grave negli adulti, nei neonati e nei pazienti di tutte le età che sono immunocompromessi, ma di solito non nei bambini piccoli che sono immunocompetenti.
Possono anche verificarsi miocardite, epatite e complicanze emorragiche.
L'atassia cerebellare acuta post-varicella è una delle complicazioni neurologiche più frequenti nei bambini; si verifica in 1/4000 casi nei bambini di età inferiore ai 15 anni (3).
Può anche presentarsi una mielite trasversa.
La sindrome di Reye, una complicanza pediatrica rara ma grave, può iniziare da 3 a 8 giorni dopo l'inizio dell'esantema principalmente dopo l'uso dell'aspirina.
Negli adulti, l'encefalite può essere pericolosa per la vita.
L'infezione in gravidanza può essere grave e includere polmonite o coinvolgimento di altri organi. La varicella può raramente essere trasmessa al feto, con il rischio maggiore per il feto durante il primo e l'inizio del secondo trimestre.
Riferimenti relativi alla sintomatologia
1. Centers for Disease Control and Prevention. Clinical Overview of Chickenpox (Varicella). July 15, 2024. Accessed October 18, 2025.
2. Whitely R. Blaser MJ, Cohen JI, Holland SM, et al, eds.Mandell, Douglas, and Bennett's Principles and Practice of Infectious Diseases. 10th ed. Elsevier; 2026:1822.
3. Salas AA, Nava A. Acute cerebellar ataxia in childhood: initial approach in the emergency department. Emerg Med J. 2010;27(12):956-957. doi:10.1136/emj.2009.079376
Diagnosi della varicella
Anamnesi ed esame obiettivo
La varicella va sospettata in pazienti con la caratteristica eruzione cutanea (specialmente quando in differenti stadi di sviluppo), che rappresenta di solito la base per la diagnosi. L'eruzione cutanea può a volte essere confusa con quella di altre infezioni cutanee virali.
Se la diagnosi è dubbia, può essere confermata mediante indagini di laboratorio; si avvale di 1 dei seguenti:
PCR (Polymerase Chain Reaction) per il DNA virale
Rilevamento mediante immunofluorescenza dell'antigene virale nelle lesioni
Test sierologici
Coltura virale
Striscio di Tzanck
Nei test sierologici, l'individuazione di anticorpi IgM anti-virus varicella-zoster o sieroconversione da negativo a positivo per gli anticorpi anti-virus varicella-zoster indicano un'infezione acuta.
I campioni sono generalmente ottenuti raschiando la base delle lesioni e vengono trasportati presso il laboratorio in terreni appositi. Uno striscio di Tzanck con raschiamento superficiale dalla base di una vescicola rotta di recente colorato con Wright-Giemsa o con blu di toluidina mostra cellule giganti multinucleate e cellule epiteliali con corpi inclusi intranucleari eosinofili nell'infezione da herpes simplex e da herpes zoster. La coltura può essere utilizzata, ma ha una sensibilità inferiore rispetto alla reazione a catena della polimerasi (PCR, polymerase chain reaction) e richiede più tempo (1-2 settimane).
Trattamento della varicella
Trattamento sintomatico
Talvolta agenti antivirali orali
Aciclovir EV nei pazienti immunocompromessi e in altri a rischio di malattia grave
Le forme lievi di varicella nei bambini necessitano solo di un trattamento sintomatico. Può essere difficile alleviare il prurito e prevenire il grattamento, che predispone a superinfezioni batteriche. Impacchi umidi, oppure antistaminici sistemici e bagni con avena colloidale, in caso di prurito grave, possono essere utili.
Per prevenire superinfezioni batteriche secondarie, i pazienti devono lavarsi regolarmente, mantenere pulite la biancheria intima e le mani e tagliare le unghie. Non bisogna applicare antisettici a meno che le lesioni non diventino infette; in tal caso, la superinfezione batterica viene trattata con antibiotici.
I pazienti non devono tornare a scuola o al lavoro fino a quando le lesioni apparse per ultime non si sono trasformate in croste.
Antivirali e varicella
Gli antivirali orali, quando somministrati ai pazienti immunocompetenti entro 24 h dalla comparsa dell'eruzione cutanea, riducono lievemente la durata e la gravità dei sintomi (1). Tuttavia, dato che la malattia ha in genere un andamento benigno nei bambini, la terapia antivirale di routine di bambini immunocompetenti ≤ 12 anni non è raccomandata.
Il valaciclovir, il famciclovir o l'aciclovir, devono essere somministrati ai soggetti a rischio di malattia moderata o grave (1), compresi i pazienti con qualsiasi delle seguenti caratteristiche:
≥ 12 anni e non vaccinati (≥ 18 anni per il famciclovir)
Disturbi cutanei (in particolare eczema)
Pneumopatie croniche
Terapia salicilata a lungo termine
Terapia in corso con glucocorticoidi o altri immunosoppressori
Un caso secondario contratto da contatti familiari, perché i casi secondari sono di solito più gravi rispetto ai casi primari
Il famciclovir o il valaciclovir sono gli antivirali di scelta per gli adulti immunocompetenti (1). L'aciclovir è di seconda scelta a causa della sua minor biodisponibilità orale.
I pazienti che sono immunocompromessi devono essere trattati con aciclovir EV.
Poiché le donne incinte sono ad alto rischio di complicazioni della varicella, alcuni esperti raccomandano l'aciclovir orale o possibilmente il valaciclovir per le donne incinte con varicella. Sebbene i dati di sicurezza disponibili siano rassicuranti, la sicurezza della terapia antivirale durante la gravidanza non è stabilita in modo certo, e vi è una più lunga esperienza con aciclovir in gravidanza rispetto al valaciclovir. L'aciclovir EV è raccomandato per la grave malattia della varicella nelle donne in gravidanza. Ci sono pochi dati riguardo alla sicurezza del famciclovir nella gravidanza, quindi non è generalmente raccomandato per le donne in gravidanza.
Riferimento relativo al trattamento
1. Committee on Infectious Diseases, American Academy of Pediatrics. Red Book: 2021 – 2024 Report of the Committee on Infectious Diseases. 33rd ed. American Academy of Pediatrics; 2024.
Prognosi della varicella
La varicella tende ad essere lieve e autolimitante nei bambini immunocompetenti, con la maggior parte che guarisce completamente e senza sequele (1).
Tuttavia, la prognosi è significativamente peggiore e la malattia grave o fatale è più comune negli adulti, nei pazienti in gravidanza e negli individui immunocompromessi (2):
Adulti
Pazienti con immunità depressa di cellule T (p. es., il cancro linforeticolare)
Quelli che ricevono glucocorticoidi o chemioterapia o che sono altrimenti immunosoppressi
Pazienti in trattamento con antagonisti del fattore di necrosi tumorale (TNF)
Riferimenti relativi alla prognosi
1. Ziebold C, von Kries R, Lang R, Weigl J, Schmitt HJ. Severe complications of varicella in previously healthy children in Germany: a 1-year survey. Pediatrics. 2001;108(5):E79.
2. Zhang S, Hersh AL, Jones TW. Clinical progress note: Varicella Zoster. J Hosp Med. Published online August 13, 2025. doi:10.1002/jhm.701262.
Prevenzione della varicella
L'infezione generalmente fornisce una protezione a vita. È importante notare che l'immunità alla varicella dopo l'infezione non previene l'herpes zoster in età avanzata; dopo il recupero dalla varicella, il virus rimane dormiente nei gangli sensoriali e può riattivarsi come herpes zoster (specialmente con l'età o l'immunosoppressione).
Ogni individuo potenzialmente a rischio deve adottare attente precauzioni per evitare il contatto con persone in grado di trasmettere l'infezione.
La vaccinazione contro la varicella è il metodo principale utilizzato nella prevenzione; è un vaccino di routine per l'infanzia in diversi paesi in tutto il mondo.
Vaccinazione
Tutti i bambini sani e gli adulti suscettibili devono ricevere 2 dosi di vaccino contro la varicella vivo attenuato (vedi Vaccino anti-varicella). La vaccinazione è particolarmente importante per le donne in età fertile, per quelle ad alto rischio di esposizione e per quelle che hanno contatti con soggetti ad alto rischio di malattia grave. Questi includono professionisti sanitari, insegnanti, assistenti all'infanzia, residenti e personale delle case di cura o di altri ambienti istituzionali (p. es., istituti penitenziari).
Si raccomanda la vaccinazione degli operatori sanitari che non hanno segni di immunità alla varicella. Gli operatori sanitari a rischio e che sono stati esposti alla varicella devono essere vaccinati il prima possibile e allontanati dal servizio per 21 giorni.
Poiché è un vaccino vivo, la vaccinazione è controindicata in coloro che sono immunocompromessi, in gravidanza o che pianificano una gravidanza entro 3 mesi (secondo la scheda tecnica del vaccino).
Profilassi post-esposizione
Dopo l'esposizione, la varicella può essere prevenuta o attenuata dalla somministrazione IM delle immunoglobuline anti-varicella-zoster (VariZIG). (Vedi Immunizzazione passiva.)
Candidati per la profilassi post-esposizione sono
Persone con la leucemia, immunodeficienze, o altre malattie debilitanti grave senza evidenza di immunità
Le donne in gravidanza senza evidenza di immunità
Neonati la cui madre ha contratto la varicella nei 5 giorni prima o nei 2 successivi al parto
Neonati nati a < 28 settimane ed esposti a una fonte non materna anche se la madre ha la prova di immunità (neonati esposti nati a ≥ 28 settimane devono ricevere immunoglobuline se la madre non ha evidenza di immunità)
Le immunoglobuline VariZIG devono essere somministrate al più presto (ed entro 10 giorni dall'esposizione) e possono modificare o prevenire la varicella.
La vaccinazione deve essere somministrata il prima possibile ai pazienti a rischio esposti che risultano idonei per essere vaccinati (p. es., età ≥ 1 anno e nessuna controindicazione). La vaccinazione può essere efficace nel prevenire o nell'attenuare la malattia entro 5 giorni dall'esposizione (1).
Per prevenire la trasmissione nosocomiale, si raccomanda di somministrare la profilassi post-esposizione con la vaccinazione o immunoglobuline per varicella-zoster, a seconda dello stato immunitario, agli operatori sanitari e ai pazienti esposti senza evidenza di immunità.
Riferimento relativo alla prevenzione
1. Brotons M, Campins M, Méndez L, et al. Effectiveness of varicella vaccines as postexposure prophylaxis. Pediatr Infect Dis J. 2010;29(1):10-13. doi:10.1097/INF.0b013e3181b36022
Punti chiave
La varicella provoca la formazione pustolosa di lesioni crostose sulla pelle (spesso anche sul cuoio capelluto) e può causare lesioni ulcerate sulle mucose.
Le complicazioni comprendono infezione secondaria batterica delle lesioni cutanee, polmonite, atassia cerebellare e, negli adulti, encefalite.
Somministrare valaciclovir o aciclovir orale a pazienti con varicella di età ≥ 12 anni, o famciclovir a pazienti con varicella ≥ 18 anni, o a quelli con patologie cutanee (in particolare eczema), malattie polmonari croniche o in terapia con glucocorticoidi.
Somministrare aciclovir EV nei pazienti immunocompromessi e nei pazienti a rischio di malattia grave.
Vaccinare tutti i bambini sani e gli adulti suscettibili.
Somministrare la profilassi post-esposizione con immunoglobuline contro varicella-zoster a pazienti immunocompromessi, pazienti gravide suscettibili e neonati la cui madre ha sviluppato varicella entro 5 giorni prima o 2 giorni dopo il parto.
Effettuare profilassi post-esposizione con vaccino contro la varicella per pazienti immunocompetenti ≥ 1 anno e che sono ammissibili per la vaccinazione.



