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Disfunzione epatica postoperatoria

Di

Danielle Tholey

, MD, Thomas Jefferson University Hospital

Ultima modifica dei contenuti ott 2019
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Dopo un intervento chirurgico maggiore, a volte, si manifesta una lieve insufficienza epatica anche in assenza di una preesistente epatopatia. Questa disfunzione è solitamente causata da un'ischemia epatica o da effetti poco compresi dell'anestesia. I pazienti con un'epatopatia preesistente ben compensata (p. es., cirrosi con normale funzione epatica), generalmente tollerano bene gli interventi chirurgici. Tuttavia, l'intervento può aumentare la gravità di alcune epatopatie preesistenti; p. es., la laparotomia può scatenare un'insufficienza epatica acuta in un paziente con un'epatite alcolica o virale.

Ittero postoperatorio

La diagnosi di ittero postoperatorio richiede l'esecuzione degli esami epatici. Anche il momento di insorgenza dei sintomi aiuta nel fare la diagnosi.

L'iperbilirubinemia mista multifattoriale è la causa più comune dell'ittero postoperatorio. È dovuta all'aumentata produzione di bilirubina e alla ridotta clearance epatica. Queste patologie si manifestano, in genere, dopo interventi chirurgici maggiori o dopo traumi che richiedono numerose trasfusioni. L'emolisi, la sepsi, il riassorbimento degli ematomi e le trasfusioni di sangue possono aumentare il carico di bilirubina; simultaneamente, l'ipossiemia, l'ischemia epatica e altri fattori scarsamente compresi alterano la funzione epatica. Questa condizione di solito raggiunge l'acme entro alcuni giorni dall'intervento. L'insufficienza epatica è rara e l'iperbilirubinemia si risolve, tipicamente, con lentezza, ma in modo completo. Gli esami della funzionalità epatica possono spesso differenziare l'iperbilirubinemia mista multifattoriale dall'epatite. Nell'iperbilirubinemia mista multifattoriale, è frequente un'iperbilirubinemia grave con modesti aumenti delle aminotransferasi e della fosfatasi alcalina. Nell'epatite, i livelli di aminotransferasi sono di solito molto alti.

Epatite postoperatoria

L'epatite ischemica postoperatoria è causata da un'insufficiente perfusione epatica, e non da uno stato infiammatorio. Le cause sono un'ipotensione o un'ipossia perioperatorie transitorie. Caratteristicamente, i livelli di aspartato-aminotransferasi aumentano rapidamente (spesso > 1000 unità/L [16,7 microkat/L]), mentre la bilirubina è solo lievemente elevata. L'epatite ischemica solitamente raggiunge la sua acme entro pochi giorni dall'intervento e si risolve in alcuni giorni.

L'epatite alotano-indotta può essere dovuta all'uso di anestetici contenenti alotano o sostanze correlate. Di solito si sviluppa entro 2 settimane, è spesso preceduta da febbre ed è a volte associata a un'irritazione e a eosinofilia.

Oggi, la vera epatite postoperatoria è rara. Era dovuta principalmente alla trasmissione del virus dell'epatite C con le trasfusioni di sangue.

Colestasi postoperatoria

La causa più comune di colestasi postoperatoria è l'ostruzione biliare extraepatica dovuta a complicanze intra-addominali o a farmaci somministrati nel postoperatorio. Una colestasi intraepatica si sviluppa occasionalmente nei pazienti che sono stati sottoposti ad interventi chirurgici maggiori, specialmente addominali o cardiovascolari (colestasi intraepatica benigna postoperatoria). La patogenesi è sconosciuta, ma di solito questa condizione si risolve lentamente e spontaneamente. A volte la colestasi postoperatoria è dovuta a una colecistite acuta alitiasica o a una pancreatite.

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