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Steatosi epatica

(steatosi)

Di

Danielle Tholey

, MD, Thomas Jefferson University Hospital

Ultima revisione/verifica completa gen 2020| Ultima modifica dei contenuti gen 2020
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Risorse sull’argomento

La steatosi epatica (fegato grasso) è un accumulo anomalo di alcuni grassi (trigliceridi) nelle cellule epatiche.

  • Le persone affette da steatosi epatica si sentono affaticate o hanno un leggero malessere addominale, ma non presentano altri sintomi.

  • Talvolta, la steatosi epatica in stadio avanzato è all’origine di malattie del fegato più gravi come fibrosi e cirrosi.

  • Per confermare la diagnosi e accertare l’estensione del danno può essere necessaria una biopsia epatica.

  • Il medico si concentra sul controllo o l’eliminazione della causa della steatosi epatica, come la sindrome metabolica o il consumo di grandi quantità di alcol.

La steatosi epatica può comportare infiammazione o meno. L’infiammazione del fegato dovuta a steatosi epatica viene denominata steatoepatite. L’infiammazione può sfociare nella cicatrizzazione (fibrosi). La fibrosi spesso evolve incirrosi (cicatrizzazione che distorce la struttura del fegato, compromettendone la funzionalità).

La steatosi epatica (con o senza fibrosi) dovuta a una qualsiasi condizione, tranne il consumo di grandi quantità di alcol, è denominata steatosi epatica non alcolica (Non-Alcoholic Fatty Liver Disease, NAFLD). La NAFLD si sviluppa più spesso in soggetti che presentano almeno un componente della sindrome metabolica:

  • Sovrappeso

  • Livelli elevati di lipidi nel sangue (trigliceridi e colesterolo)

  • Insulino-resistenza

L’infiammazione del fegato dovuta a NAFLD viene denominata steatoepatite non alcolica (Non-Alcoholic Steatohepatitis, NASH). L’infiammazione può causare cicatrizzazione (fibrosi) e cirrosi.

Cause

Le cause più comuni di steatosi epatica negli Stati Uniti e in altri Paesi occidentali sono

  • Consumo di grandi quantità di alcol

  • Obesità

  • Anomalie metaboliche quali sovrappeso, insulino-resistenza (come avviene nel diabete) e livelli elevati di lipidi (trigliceridi e colesterolo) nel sangue

  • Tossine

  • Alcuni farmaci, come i corticosteroidi, il tamoxifene e certi farmaci chemioterapici

  • Malattie ereditarie del metabolismo

  • Gravidanza

La combinazione di sovrappeso, insulino-resistenza e livelli elevati di trigliceridi è chiamata sindrome metabolica. Tutte queste condizioni provocano l’accumulo di grasso nelle cellule epatiche inducendo l’organismo a sintetizzare più grasso oppure elaborando (metabolizzando) ed espellendo il grasso più lentamente. Ne consegue che il grasso si accumula e viene conservato successivamente nelle cellule epatiche. Il solo consumo di una dieta ad alto contenuto di grassi non provoca la steatosi epatica.

In rari casi, il grasso si accumula nel fegato nei mesi finali della gravidanza. Questa patologia, chiamata steatosi epatica gravidica o steatosi microvescicolare, è generalmente considerata una malattia diversa dalla steatosi epatica.

Sapevate che...

  • La sola dieta ad alto contenuto di grassi non provoca la steatosi epatica.

Sintomi

La steatosi epatica è spesso asintomatica. Alcune persone si sentono affaticate o hanno un vago malessere addominale. Il fegato tende ad ingrossarsi e può essere rilevato dai medici durante un esame obiettivo.

Diagnosi

  • Esami del sangue

  • Esami di diagnostica per immagini come l’ecografia

  • A volte biopsia epatica

Se si sospetta una steatosi epatica, si chiedono informazioni sull’uso di alcol. Questa informazione è fondamentale. L’uso continuo ed eccessivo di alcol può causare gravi danni al fegato.

Gli esami del sangue per rilevare anomalie del fegato, come un’infiammazione, sono importanti poiché l’infiammazione può portare a cirrosi. Esami del sangue aggiuntivi possono contribuire ad escludere altre cause di anomalie del fegato, come l’epatite virale. L’ecografia, la tomografia computerizzata (TC) o la risonanza magnetica per immagini (RMI) dell’addome possono rilevare il grasso in eccesso presente nel fegato, ma non possono sempre stabilire la presenza di infiammazione o fibrosi (vedere Esami di diagnostica per immagini del fegato e della cistifellea). Inoltre, nuovi esami di diagnostica per immagini come la risonanza magnetica elastografica (RME) o l’ecografia elastografica riescono a stabilire l’eventuale presenza di tessuto cicatriziale o cirrosi. Tuttavia, nei soggetti obesi talvolta il punteggio elevato della fibrosi può essere un falso positivo a causa dell’elevato contenuto lipidico, e potrebbe rendersi necessaria una biopsia epatica.

Per confermare la diagnosi può essere necessario ricorrere a una biopsia epatica, che è l’esame più accurato. Per tale biopsia, il medico somministra un anestetico locale per ridurre eventuali dolori, quindi inserisce un lungo ago cavo attraverso la cute fino al fegato al fine di ottenere un piccolo frammento di tessuto epatico da esaminare al microscopio. La biopsia può aiutare a stabilire la presenza di steatosi epatica, se è dovuta ad alcol o a certe altre cause specifiche, e il grado di compromissione del fegato.

Prognosi

Il grasso in eccesso nel fegato di per sé non è un problema grave. Ad esempio, se l’alcol ne è la causa, il grasso può scomparire, di solito entro 6 settimane quando le persone smettono di bere. Tuttavia, se la causa non viene identificata e corretta, la steatosi epatica può comportare gravi conseguenze. Ad esempio, se le persone continuano a bere grandi quantità di alcol o se non si sospende l’assunzione di un farmaco che causa steatosi epatica, il danno epatico ripetuto può alla fine sfociare in cirrosi.

Le donne con steatosi epatica gravidica hanno una prognosi peggiore.

Trattamento

  • Controllo o eliminazione delle cause

Il trattamento della steatosi epatica si concentra sul controllo o sull’eliminazione delle sue cause. Ad esempio, il soggetto dovrebbe

  • Smettere di assumere eventuali farmaci che causano la steatosi epatica

  • Perdere peso

  • Adottare misure per tenere sotto controllo il diabete o ridurre i valori dei trigliceridi

  • Smettere di bere

Una diminuzione del peso corporeo del 5% può ridurre il contenuto lipidico del fegato, un calo del 7% può ridurre l’infiammazione e la steatoepatite non alcolica, mentre una diminuzione del 10% può contribuire a invertire la cicatrizzazione e la fibrosi.

A volte, per il trattamento della steatosi epatica non causata dall’alcol, il medico può suggerire la somministrazione di vitamina E e tiazolidinedioni (una classe di farmaci che include rosiglitazone e pioglitazone utilizzati per il diabete). Tuttavia, gli specialisti ricorrono meno spesso a questi farmaci perché spesso causano effetti collaterali e potrebbero non fare la differenza sul lungo termine. Nuove terapie farmacologiche sono in corso di sviluppo in sperimentazioni cliniche. I medici possono indirizzare il paziente da uno specialista (epatologo) per valutare la possibilità che sia un buon candidato per questi nuovi farmaci.

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