Malaria

DiChelsea Marie, PhD, University of Virginia;
William A. Petri, Jr, MD, PhD, University of Virginia School of Medicine
Reviewed ByChristina A. Muzny, MD, MSPH, Division of Infectious Diseases, University of Alabama at Birmingham
Revisionato/Rivisto Modificata set 2025
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I fatti in Breve

La malaria è un’infezione dei globuli rossi causata da protozoi del genere Plasmodium.

  • La malaria viene solitamente trasmessa attraverso la puntura di una zanzara (femmina) infetta.

  • I soggetti presentano brividi, febbre, sudorazione, cefalea, dolori generalizzati e nausea e possono sentirsi stanchi.

  • Un tipo di malaria può causare sintomi gravi come delirio, stato confusionale, convulsioni, coma, gravi problemi di respirazione e insufficienza renale.

  • L’infezione viene diagnosticata identificando i protozoi in un campione di sangue o mediante altre analisi del sangue.

  • Per trattare e prevenire l’infezione vengono utilizzati vari farmaci antimalarici; i medici decidono quali prescrivere in base alla specie di Plasmodium responsabile dell’infezione, se i farmaci sono ancora efficaci contro tale specie, gli effetti collaterali e i costi.

  • La bonifica delle aree di riproduzione delle zanzare, l’uccisione delle larve nelle acque stagnanti, la prevenzione delle punture di zanzara e l’assunzione di farmaci preventivi prima di recarsi in aree endemiche possono aiutare a prevenire la malaria.

  • Nell’Africa subsahariana e in altre zone nelle quali i tassi di trasmissione sono elevati sono disponibili due vaccini antimalarici (principalmente per i bambini).

I protozoi sono un tipo di parassita. Sono un gruppo eterogeneo di organismi microscopici unicellulari. Alcuni protozoi hanno bisogno di un ospite umano o animale per vivere. Ne esistono molti tipi diversi.

Il Plasmodium è un protozoo extraintestinale, il che significa che causa infezioni solo in aree esterne all’intestino, come sangue, milza e cervello.

Nonostante i farmaci e gli insetticidi abbiano reso la malaria rara negli Stati Uniti e nella maggior parte dei Paesi ad alte risorse, l’infezione resta comune in molte regioni. Africa, India e altre regioni dell’Asia meridionale, del Sud-est asiatico, della Corea del Nord e del Sud, Messico, America centrale, Haiti, Repubblica Dominicana, Sud America (comprese le parti settentrionali dell’Argentina), Medio Oriente (comprese Turchia, Siria, Iran e Iraq) e Asia centrale.

Si stima che nel 2023 ci siano stati 263 milioni di casi di malaria, il 94% dei quali in Africa (vedere World Health Organization [WHO]: World Malaria Report 2024 [OMS: Rapporto mondiale sulla malaria 2024]) e che nello stesso anno siano decedute 597.000 persone a causa della malaria, per la maggior parte bambini di età inferiore ai 5 anni.

Negli Stati Uniti, ogni anno vengono segnalati circa 2.000 casi di malaria. La maggior parte di queste infezioni interessa viaggiatori che rientrano negli Stati Uniti da zone in cui la malaria è comune.

La malaria viene trasmessa attraverso la puntura di una zanzara femmina infetta. Le zanzare sono vettori, cioè trasportano e trasmettono parassiti che causano malattie all’uomo. Le zanzare possono infettarsi dopo aver punto persone infette. L’infezione si diffonde quando una zanzara infetta punge un’altra persona.

Sapevate che...

  • In alcuni casi i sintomi della malaria possono non comparire per mesi o anni dopo la puntura di una zanzara infetta.

(Vedere anche Panoramica sulle infezioni parassitarie.)

Specie di Plasmodium che causano la malaria

Esistono 5 specie di parassiti del genere Plasmodium che causano la malaria negli esseri umani.

  • Plasmodium falciparum

  • Plasmodium vivax

  • Plasmodium ovale

  • Plasmodium malariae

  • Plasmodium knowlesi (raramente)

Plasmodium vivax e Plasmodium falciparum sono le specie che causano la malaria più comunemente. La maggior parte dei decessi è causata da Plasmodium falciparum, che può potenzialmente causare malattia grave.

Plasmodium vivax e Plasmodium ovale possono rimanere nel fegato in forma inattiva (quiescente) per anni. Le forme quiescenti rilasciano periodicamente parassiti maturi nel torrente ematico, causando attacchi ricorrenti di sintomi (recidive). La maggior parte dei farmaci antimalarici non è in grado di eliminare la forma quiescente.

Plasmodium falciparum e Plasmodium malariae non rimangono nel fegato in forme quiescenti. Tuttavia, forme mature di Plasmodium malariae possono rimanere nel sangue per mesi, o persino per anni, prima di provocare i sintomi.

Plasmodium knowlesi, che infetta principalmente le scimmie, causa la malaria anche nell’uomo. Interessa soprattutto persone che risiedono o lavorano in prossimità delle foreste pluviali del Sud-est asiatico, in particolare in Malesia.

Trasmissione della malaria

La malaria inizia quando una zanzara femmina punge un soggetto affetto da malaria. La zanzara ingerisce sangue contenente i parassiti Plasmodium. Nel corpo della zanzara il parassita si riproduce, si sviluppa e migra verso la ghiandola salivare della zanzara.

Quando l’insetto punge un’altra persona, i parassiti vengono iniettati insieme alla saliva della zanzara e la persona è ora considerata infetta. Nell’organismo del soggetto appena infettato, i parassiti si dirigono verso il fegato dove si moltiplicano nuovamente. Maturano in genere in circa 1–2 settimane, quindi lasciano il fegato e invadono i globuli rossi dell’individuo. I parassiti si moltiplicano nuovamente all’interno dei globuli rossi, causando infine la rottura delle cellule infette e il rilascio di ulteriori parassiti. Questi nuovi parassiti rilasciati invadono altri globuli rossi e il ciclo di rottura/rilascio si ripete.

Molto raramente, la malattia viene trasmessa da una madre infetta al feto prima della nascita o durante il parto, con una trasfusione di sangue contaminato, con un trapianto di un organo contaminato o condividendo aghi con una persona infetta.

Sintomi e complicanze della malaria

Dopo che una zanzara infetta punge una persona, il momento in cui compaiono i sintomi dipende dalla specie di Plasmodium che causa l’infezione. Ad esempio, Plasmodium vivax causa sintomi che iniziano da 8 giorni a 12 mesi dopo la puntura e Plasmodium malariae causa sintomi che iniziano da 18 a 40 giorni o anche anni dopo la puntura.

Tutte le specie di Plasmodium causano i seguenti sintomi:

  • Febbre e brividi scuotenti

  • Sensazione di malessere generale, cefalea, dolori generalizzati e affaticamento (stanchezza)

  • Anemia (basso numero di globuli rossi)

  • Ittero (ingiallimento della cute e delle sclere degli occhi)

  • Milza ingrossata

  • Fegato ingrossato

Quando i globuli rossi infettati si rompono e rilasciano i parassiti, il soggetto di solito si sente male, sviluppa brividi scuotenti seguiti da febbre che può raggiungere i 41 °C e cefalea, dolori generalizzati e nausea. In genere, la febbre si abbassa dopo alcune ore e compare un’intensa sudorazione ed estrema astenia (affaticamento). Le febbri si verificano in modo imprevedibile all’inizio, ma con il tempo vanno e vengono a intervalli regolari. Le febbri provocate da Plasmodium vivax e Plasmodium ovale tendono a presentarsi a intervalli di 48 ore e quelle dovute a Plasmodium malariae a intervalli di 72 ore. Le febbri causate da Plasmodium falciparum sono spesso irregolari, ma talvolta si verificano a intervalli di 48 ore. Di norma, l’infezione da Plasmodium knowlesi causa picchi quotidiani della temperatura corporea. Possono essere presenti vomito e diarrea.

Con il progredire dell’infezione, la milza e il fegato si ingrossano e l’anemia può aggravarsi. Può svilupparsi ittero.

Nelle persone in gravidanza è molto più probabile che la malaria causi infezioni gravi. Può causare parto pretermine, aborto spontaneo o morte in utero. Il neonato può avere un basso peso alla nascita o può nascere infetto.

Malaria causata da Plasmodium falciparum

La malaria causata da Plasmodium falciparum è la forma più pericolosa di malaria e in assenza di trattamento può essere fatale. Nella malaria da Plasmodium falciparum i globuli rossi infettati aderiscono alle pareti dei piccoli vasi ostruendoli, provocando danni a molti organi, in particolare a cervello (malaria cerebrale), polmoni, reni e tratto gastrointestinale.

Può esservi un calo del livello di glucosio nel sangue (ipoglicemia). Il livello glicemico può divenire talmente basso da mettere a rischio la vita dei soggetti che presentano un grande numero di parassiti nel sangue.

La malaria cerebrale è una possibile complicanza particolarmente pericolosa della malaria da Plasmodium falciparum. Può causare irritabilità, delirio, stato confusionale, convulsioni e coma. Si possono accumulare liquidi nei polmoni ostruiti, con gravi problemi respiratori (sindrome da distress respiratorio acuto). Altri sintomi includono diarrea, ittero, insufficienza renale e un numero molto basso di piastrine (trombocitopenia). I danni a carico degli organi interni possono causare un calo della pressione arteriosa, che talvolta determina uno shock. La malaria cerebrale interessa più spesso i lattanti, i bambini piccoli, le donne incinte e i soggetti che non sono stati mai esposti alla malaria che viaggiano in zone dove la malaria è comune.

La febbre emoglobinurica è una complicanza non comune della malaria da Plasmodium falciparum. È causata dalla rottura di una grande quantità di globuli rossi, che determina il rilascio in circolo del loro contenuto, emoglobina compresa. L’emoglobina rilasciata viene escreta nelle urine, conferendo loro una colorazione scura (da cui deriva il termine emoglobinurica). Il danno renale può essere talmente grave da richiedere la dialisi. La febbre emoglobinurica si sviluppa con maggiore probabilità nei soggetti che sono stati trattati per la malaria con un farmaco chiamato chinino.

Malaria causata da altre specie di Plasmodium

Le infezioni causate dai parassiti della malaria Plasmodium vivax, Plasmodium ovale, Plasmodium malariae e Plasmodium knowlesi generalmente non interessano gli organi vitali e la morte è rara. La morte è solitamente dovuta a complicanze come la rottura della milza.

Il Plasmodium malariae può non causare sintomi immediati, ma può determinare problemi a lungo termine (come problemi renali).

Il Plasmodium knowlesi può causare malaria grave e un rapido aumento dei livelli di parassiti se non viene trattato.

Sintomi nei soggetti che assumono farmaci per prevenire la malaria

Nei soggetti che assumono farmaci per prevenire la malaria, i sintomi possono comparire settimane o mesi dopo l’interruzione dei farmaci. I sintomi spesso si manifestano sotto forma di cefalea, mal di schiena e febbre irregolare, rendendo più difficile l’identificazione dei parassiti nei campioni di sangue, specialmente nei soggetti con sistema immunitario indebolito.

Diagnosi della malaria

  • Test rapido per la malaria, eseguito sul sangue

  • Esame microscopico di un campione ematico

Il medico sospetta la malaria quando un soggetto sviluppa febbre e brividi dopo essere rientrato da una regione in cui la malaria è comune.

La diagnosi di malaria viene formulata quando i parassiti del genere Plasmodium vengono identificati con entrambe le seguenti tecniche:

  • Un test rapido per la malaria eseguito sul sangue, che rileva le proteine rilasciate dai parassiti della malaria (per questo test, un campione di sangue e alcune sostanze chimiche vengono posti sulla cartina reattiva per il test e, dopo circa 20 minuti, se la persona è affetta da malaria sulla cartina appaiono delle bande specifiche)

  • Esame al microscopio di un campione di sangue (chiamato anche striscio di sangue)

Quando possibile, si dovrebbero eseguire entrambi gli esami. Se durante l’esame al microscopio non vengono rilevati parassiti ma si sospetta comunque la malaria, l’esame viene ripetuto ogni 12–24 ore per verificare la presenza dei parassiti.

I medici tentano di identificare la specie di Plasmodium, in quanto il trattamento, le complicanze e la prognosi variano a seconda della specie in causa. Il test rapido per la malaria eseguito sul sangue è in grado di rilevare la malaria da Plasmodium falciparum con la stessa efficacia dell’esame microscopico, ma non identifica le persone infette simultaneamente con più di una specie di Plasmodium. Per questo motivo, si dovrebbero eseguire sia il test rapido per la malaria sia l’esame microscopico del sangue, laddove disponibili.

Trattamento della malaria

  • Farmaci per trattare la malaria

Dopo aver iniziato la terapia antimalarica, la maggior parte dei pazienti migliora entro 24–48 ore, ma in caso di malaria dovuta a Plasmodium falciparum la febbre può perdurare per 5 giorni.

È necessario un trattamento immediato, poiché la malaria è potenzialmente letale e soprattutto se si sospetta un’infezione da Plasmodium falciparum.

I medici decidono quale sia il farmaco migliore per il trattamento in base a diversi fattori:

  • La gravità dei sintomi del soggetto

  • La specie di Plasmodium infettante

  • Se il farmaco è ancora efficace contro tale specie

  • La regione geografica in cui è stata contratta l’infezione

  • Effetti collaterali e costo del farmaco

  • Età e stato di gravidanza del soggetto

La possibilità che un farmaco sia ancora efficace contro una specie di Plasmodium dipende dalla specie e dalla regione geografica in cui è stata infettata la persona.

I medici decidono anche quale farmaco utilizzare in base ai risultati degli esami diagnostici. Tuttavia, se vi è un forte sospetto di malaria, i medici possono prescrivere un trattamento antimalarico anche quando i risultati degli esami sono negativi, perché i test non rilevano tutti i casi e, non trattata, la malaria può essere potenzialmente letale.

La maggior parte dei soggetti con malaria può essere trattata con farmaci assunti per via orale. I soggetti che non sono in grado di assumere farmaci per via orale possono essere trattati con farmaci somministrati per via endovenosa.

In alcune zone in cui la malaria è comune, i farmaci antimalarici venduti dalle farmacie locali possono essere contraffatti. Pertanto, i medici possono consigliare a chi si reca in viaggio in zone remote ad alto rischio di portare con sé un ciclo completo di farmaci antimalarici appropriati. Tali farmaci possono quindi essere usati se un medico locale conferma che il viaggiatore ha contratto la malaria. Questa strategia assicura l’uso di farmaci autentici e previene l’ulteriore deplezione di farmaci che non sono facilmente disponibili nella zona visitata.

Le artemisinine sono un tipo di farmaco antimalarico. Attualmente vengono utilizzate in tutto il mondo per trattare la malaria, perché agiscono più rapidamente rispetto ad altri farmaci antimalarici e sono generalmente ben tollerate. Le artemisinine comprendono artesunato e artemetere. Vengono spesso prescritte assieme a un secondo farmaco, per prevenire lo sviluppo di farmacoresistenza. Una di tali combinazioni è costituita da artemetere e lumefantrina (in un’unica compressa orale). Questa combinazione è il trattamento preferito in molte parti del mondo. Alcune artemisinine vengono somministrate per via orale, mentre altre vengono somministrate per iniezione o tramite supposta (inserite nel retto). Non vengono utilizzate per la prevenzione della malaria.

Malaria grave

La malaria grave richiede un trattamento d’urgenza, preferibilmente con artesunato per via endovenosa. Se l’artesunato non può essere ottenuto entro 24 ore, i medici somministrano altri farmaci orali come artemetere/lumefantrina, atovaquone/proguanile, chinino solfato (più doxiciclina o clindamicina) o, se non è disponibile altro, meflochina.

I soggetti che non riescono a deglutire possono ricevere compresse schiacciate di artemetere/lumefantrina o atovaquone/proguanile somministrate attraverso una sonda per alimentazione.

Malaria causata da Plasmodium falciparum

I pazienti affetti da malaria causata da Plasmodium falciparum, ma privi di complicanze (come la malaria cerebrale), possono essere trattati con artemetere/lumefantrina o atovaquone/proguanile. Questi farmaci non vengono prescritti ai soggetti in gravidanza o che allattano al seno, a meno che non siano ad alto rischio di sviluppare malaria o non siano disponibili altre opzioni.

La meflochina è un farmaco alternativo. Può essere assunta da persone di qualsiasi età e anche dalle gestanti. Tuttavia, in alcune regioni (ad esempio il Sud-est asiatico) questo farmaco potrebbe non essere utilizzato se la meflochina non tratta la malaria in modo efficace.

Un’altra opzione è un farmaco chiamato chinino più l’antibiotico doxiciclina, tetraciclina o clindamicina. Le tetracicline non vengono generalmente prescritte a soggetti in gravidanza o ai bambini con meno di 8 anni.

La clorochina è un’opzione per la malaria da Plasmodium falciparum ad Haiti, nella Repubblica Dominicana, nell’America centrale (a ovest e a nord del canale di Panama) e in alcune parti del Medio Oriente. Tuttavia, la resistenza alla clorochina del Plasmodium falciparum è ora diffusa in altre parti del mondo.

I soggetti con malaria da Plasmodium falciparum vengono ricoverati in ospedale, perché la malattia può evolvere a un’infezione grave. Vengono monitorati in ospedale fino a quando i sintomi si attenuano e il numero di parassiti nel sangue si riduce.

Malaria causata da Plasmodium vivax e Plasmodium ovale

Ai soggetti affetti da malaria causata da Plasmodium vivax o Plasmodium ovale, ma privi di complicanze, si prescrive il farmaco clorochina o il farmaco combinato artemetere/lumefantrina. Al termine di tale trattamento si somministra il farmaco primachina per 14 giorni, per uccidere i parassiti persistenti presenti nel fegato e prevenire una recidiva della malaria.

In alcune zone vengono somministrati 3 farmaci: clorochina o idrossiclorochina, primachina e tafenochina. La tafenochina è solo per le persone di almeno 16 anni. La primachina è l’unico farmaco che uccide i parassiti persistenti nel fegato. Prima di iniziare la terapia con primachina e afenochina, si esegue un esame del sangue per verificare un eventuale deficit di G6PD. Le persone che presentano questo deficit enzimatico non devono assumere questi farmaci, perché potrebbero causare la degradazione dei globuli rossi.

Alle persone in regioni dove la clorochina non tratta efficacemente la malaria viene somministrata una combinazione di farmaci che possono includere artemetere/lumefantrina, atovaquone/proguanile, chinino, doxiciclina o un’altra tetraciclina, meflochina, primachina e tafenochina. Le tetracicline non vengono somministrate ai soggetti in gravidanza o ai bambini di età inferiore a 8 anni.

Malaria causata da Plasmodium malariae o Plasmodium knowlesi

I soggetti con malaria causata da Plasmodium malariae o Plasmodium knowlesi possono ricevere clorochina.

La meflochina è un farmaco alternativo. Può essere assunta da persone di qualsiasi età e anche dalle gestanti.

Un’altra opzione è un farmaco chiamato chinino più l’antibiotico doxiciclina, tetraciclina o clindamicina. Le tetracicline non vengono somministrate ai soggetti in gravidanza o ai bambini di età inferiore a 8 anni.

Effetti collaterali dei farmaci antimalarici

Le artemisinine (come combinazioni di artemetere e artesunato) talora causano effetti collaterali che includono cefalea, perdita di appetito, capogiri e debolezza. Quando si impiega la combinazione artemetere-lumefantrina, quest’ultima può interagire con altri farmaci, a volte causando alterazioni del ritmo cardiaco. Pertanto, ci si deve assicurare che il medico sia a conoscenza di tutti i farmaci assunti, in modo da poter evitare le interazioni farmacologiche. Nelle settimane successive alla somministrazione di artesunato e, a volte, di altre artemisinine possono verificarsi degradazione dei globuli rossi e anemia. Le artemisinine vengono prescritte alle donne in gravidanza solo se non esistono altre alternative e i potenziali benefici superano i rischi potenziali per il feto.

Atovaquone/proguanile sono solitamente ben tollerati, ma talvolta causano eruzione allergica, prurito, capogiri e sintomi gastrointestinali (come dolore addominale, nausea, vomito e diarrea). Non vengono somministrati alle donne in gravidanza o che allattano al seno.

Alle dosi raccomandate, l’uso della clorochina, è relativamente sicuro negli adulti, nei bambini e nelle donne in gravidanza. Ha un sapore amaro e può causare prurito e sintomi gastrointestinali, come dolore addominale, perdita di appetito, nausea e diarrea. Il farmaco deve essere tenuto fuori dalla portata dei bambini, perché i sovradosaggi possono essere fatali.

L’idrossiclorochina è un farmaco chimicamente simile alla clorochina. I suoi effetti collaterali sono simili a quelli della clorochina.

La doxiciclina può causare sintomi intestinali (come nausea, dolore addominale, vomito e diarrea), infezioni vaginali da lieviti nelle donne e sensibilità alla luce solare che provoca una reazione simile alle ustioni solari in una piccola percentuale di pazienti. È necessario assumere il farmaco con un bicchiere pieno di liquido e, per garantire che il farmaco raggiunga lo stomaco, il paziente non deve sdraiarsi per varie ore. Se il farmaco non raggiunge lo stomaco, può irritare l’esofago e causare dolore toracico grave. Poiché la doxiciclina può macchiare permanentemente i denti dei bambini piccoli e dei feti, non deve essere somministrata a bambini di età inferiore a 8 anni o alle donne in gravidanza.

La meflochina causa incubi, capogiri, vertigini e stato confusionale. Inoltre, può causare gravi effetti collaterali psicologici e convulsioni nelle persone affette da disturbi convulsivi (epilessia) e può avere effetti sul cuore. Quindi, la meflochina non viene prescritta ai pazienti che presentano sindromi convulsive, problemi psichiatrici o disturbi cardiaci.

La primachina può causare sintomi gastrointestinali (come nausea, vomito e crampi allo stomaco). Può anche causare una riduzione del numero di globuli bianchi (leucopenia). La primachina non viene prescritta a soggetti con deficit di G6PD. I soggetti con questo deficit enzimatico non possono assumere questo farmaco, perché causa la degradazione dei globuli rossi.

Il chinino causa frequentemente cefalea, nausea, vomito, disturbi della vista e ronzii auricolari. Questa combinazione di sintomi si chiama cinconismo. Nelle persone infettate da Plasmodium falciparum, il chinino può anche provocare un abbassamento della glicemia.

La tafenochina può causare eruzione cutanea e sintomi gastrointestinali (come nausea, dolore addominale, vomito e diarrea). Può anche causare effetti collaterali psicologici e non viene prescritta a soggetti con un problema psichiatrico noto. Inoltre non viene somministrata a soggetti con deficit di G6PD. I soggetti con questo deficit enzimatico non possono assumere questo farmaco, perché causa la degradazione dei globuli rossi.

I farmaci antimalarici possono causare danni fetali. Pertanto, è necessario consultare un esperto quando il trattamento riguarda donne in stato di gravidanza.

Prevenzione della malaria

La prevenzione prevede quanto segue:

  • Misure di controllo delle zanzare

  • Evitare le punture di zanzara

  • Assunzione di farmaci preventivi (profilassi antimalarica)

  • Ricevimento di un vaccino

Misure per prevenire le punture di zanzara

Le misure di controllo delle zanzare, che comprendono la bonifica delle aree di riproduzione e l’uccisione delle larve nelle acque stagnanti in cui vivono, sono molto importanti.

Inoltre, i soggetti che vivono o si recano in zone dove la malaria è comune possono adottare delle precauzioni per limitare l’esposizione alle zanzare:

  • Utilizzare spray insetticidi (permetrina o piretro) nelle case e nei fabbricati annessi

  • Collocare zanzariere su porte e finestre

  • Utilizzare zanzariere da letto trattate con insetticidi

  • Applicare repellenti contenenti DEET (dietiltoluamide) sulle zone cutanee esposte

  • Indossare pantaloni lunghi e maglie a manica lunga, in particolare al crepuscolo e all’alba, per proteggersi dalle punture di zanzara

  • Se si prevede un’esposizione alle zanzare di lunga durata o cospicua, applicare la permetrina sugli indumenti e sull’equipaggiamento (come scarponi, pantaloni, calzini e tende) prima di indossarli o di utilizzarlo

Il trattamento dell’abbigliamento e dell’equipaggiamento con prodotti contenenti permetrina è utile. La protezione della permetrina permane anche dopo diversi lavaggi. Sono disponibili indumenti pretrattati con permetrina, che possono proteggere più a lungo.

Chi intende usare repellenti contenenti DEET deve attenersi alle seguenti istruzioni:

  • Applicare i repellenti solo sulla pelle esposta, come indicato sull’etichetta, e usarli con parsimonia attorno alle orecchie (non devono essere applicati o spruzzati negli occhi o in bocca).

  • Lavarsi le mani dopo l’applicazione.

  • Non consentire ai bambini di manipolare i repellenti (gli adulti devono prima applicare il repellente sulle proprie mani e quindi applicarlo sulla pelle del bambino).

  • Applicare solo la quantità di repellente sufficiente a coprire l’area esposta.

  • Lavarsi per eliminare il repellente dopo il ritorno a casa.

  • Lavare gli indumenti prima di indossarli nuovamente, salvo diversa indicazione sull’etichetta del prodotto.

Farmaci per la prevenzione della malaria

I soggetti che si recano in zone in cui è presente la malaria devono assumere farmaci per prevenire l’infezione. La terapia farmacologica preventiva deve essere iniziata prima del viaggio, continuata durante tutta la permanenza e prolungata per un certo periodo (variabile in base a ciascun farmaco) dopo aver lasciato l’area. I farmaci preventivi riducono, ma non eliminano, il rischio di malaria. Per prevenire la malaria possono essere utilizzati vari farmaci.

La farmacoresistenza è un problema serio, soprattutto nel caso del pericoloso Plasmodium falciparum e in alcune zone del mondo nelle quali Plasmodium vivax è la causa principale di malaria. Pertanto, la scelta del farmaco per la prevenzione cambia in base alla zona geografica. Le informazioni relative a specifiche zone geografiche sono disponibili sul sito dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC: Travelers’ Health [CDC: salute dei viaggiatori]).

I farmaci utilizzati più frequentemente per la profilassi antimalarica sono i seguenti:

  • La combinazione atovaquone-proguanile (in un’unica compressa)

  • Ddoxiciclina

  • Tafenochina

L’efficacia di questi 3 trattamenti è simile, ma gli effetti collaterali sono diversi. La combinazione atovaquone/proguanile è generalmente tollerata meglio della doxiciclina. Per gli effetti collaterali di tutti i farmaci preventivi, vedere Effetti collaterali dei farmaci utilizzati per la malaria.

La combinazione atovaquone-proguanile viene assunta a partire da 1 e 2 giorni prima del viaggio. L’assunzione continua ogni giorno durante la permanenza nella zona in cui è nota la presenza della malaria e per 7 giorni dopo averla lasciata. È il farmaco meglio tollerato, ma può avere degli effetti collaterali. Il farmaco non previene gli attacchi di malaria ricorrenti causati da Plasmodium vivax o Plasmodium ovale.

La doxiciclina viene assunta a partire da 1 o 2 giorni prima di recarsi in una zona in cui la malaria è comune. L’assunzione continua ogni giorno durante la permanenza nella zona in cui è nota la presenza della malaria e per 4 settimane dopo averla lasciata. Il farmaco è generalmente ben tollerato, ma presenta degli effetti collaterali. Il farmaco non previene gli attacchi di malaria ricorrenti causati da Plasmodium vivax o Plasmodium ovale.

La tafenochina rappresenta un’alternativa per le persone di almeno 16 anni che si recano in qualsiasi zona dove la malaria è comune. La tafenochina viene assunta per 3 giorni prima del viaggio. L’assunzione continua con frequenza settimanale durante la permanenza nella zona malarica e si conclude con una dose 7 giorni dopo l’ultima dose assunta durante il viaggio. La tafenochina viene utilizzata per prevenire gli attacchi ricorrenti di malaria nei viaggiatori che stanno assumendo altri farmaci antimalarici (come la doxiciclina o la combinazione atovaquone-proguanile) e che sono stati esposti in modo cospicuo a Plasmodium vivax o a Plasmodium ovale.

Altre opzioni farmacologiche per prevenire la malaria sono costituite da clorochina, idrossiclorochina, meflochina, primachina e tafenochina.

La clorochina si assume a partire da 1 o 2 settimane prima del viaggio. L’assunzione settimanale del farmaco continua durante il soggiorno e per 4 settimane dopo aver lasciato la zona. La clorochina viene usata per la profilassi antimalarica nelle poche parti del mondo in cui le specie di Plasmodium non hanno sviluppato resistenza a questo farmaco. Clorochina e meflochina rappresentano gli unici farmaci a scopo preventivo che possono essere tranquillamente assunti dalle donne in gravidanza. Pertanto, i medici consigliano alle donne in gravidanza di non recarsi in zone in cui le specie di Plasmodium sono resistenti alla clorochina.

L’idrossiclorochina è efficace contro le stesse specie di Plasmodium contro le quali è efficace la clorochina.

La meflochina si assume a partire da 2 o più settimane prima del viaggio. L’assunzione del farmaco continua durante il soggiorno e per 4 settimane dopo aver lasciato la zona. La meflochina è efficace per la prevenzione in molte regioni, ma viene utilizzata di rado perché può avere gravi effetti collaterali psichiatrici e di altro tipo. Questo farmaco è inefficace o meno efficace per la prevenzione dell’infezione da Plasmodium falciparum nel Sud-est asiatico e a volte altrove

La primachina è un’altra alternativa per la prevenzione, soprattutto per le persone che si recano in zone dove la malaria è principalmente dovuta a Plasmodium vivax. Tuttavia, prima di iniziare ad assumere il farmaco è necessario sottoporsi a un’analisi del sangue per verificare se sia presente un deficit enzimatico relativamente comune, chiamato deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD; vedere la tabella ). Le persone che presentano questo deficit non devono assumere la primachina, dato che il farmaco potrebbe causare la degradazione dei globuli rossi. La primachina viene somministrata a partire da 1o 2 giorni prima del viaggio. L’assunzione continua durante il soggiorno e per 7 giorni dopo aver lasciato l’area. L’assunzione quotidiana di primachina per 14 giorni viene utilizzata anche per prevenire gli attacchi ricorrenti di malaria nei viaggiatori che stanno assumendo altri farmaci antimalarici (come la doxiciclina o la combinazione atovaquone-proguanile) e che sono stati esposti in modo cospicuo a Plasmodium vivax o a Plasmodium ovale.

Vaccinazione

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l’uso diffuso dei vaccini contro la malaria RTS,S/AS01 (RTS,S) o del vaccino contro la malaria R21/Matrix-M per i bambini che vivono nelle regioni in cui la malaria è comune e dove la trasmissione della malattia, causata dal parassita Plasmodium falciparum, è da moderata ad alta. Si tratta di un intervento importante per prevenire la malaria, che causa centinaia di migliaia di decessi ogni anno, soprattutto tra i bambini africani. (Vedere WHO: Malaria vaccine implementation programme [OMS: Programma di attuazione del vaccino anti-malaria].)

Ulteriori informazioni

Di seguito si riportano alcune risorse in lingua inglese che possono essere utili. Si prega di notare che il Manuale non è responsabile del contenuto di queste risorse.

  1. Centers for Disease Control and Prevention (CDC): Yellow Fever Vaccine and Malaria Prevention Information, by Country

  2. CDC: About Malaria

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