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Panoramica sulle infezioni da rickettsia

Di

William A. Petri, Jr

, MD, PhD, University of Virginia School of Medicine

Ultima revisione/verifica completa lug 2020| Ultima modifica dei contenuti lug 2020
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Le infezioni da rickettsia e le infezioni correlate (come anaplasmosi, ehrlichiosi e febbre Q) sono causate da un tipo insolito di batteri, che possono vivere soltanto all’interno delle cellule di un altro organismo.

  • La maggior parte di queste infezioni si diffonde attraverso zecche, acari, pulci o pidocchi.

  • Si sviluppano febbre, grave cefalea e solitamente eruzione cutanea, e i soggetti colpiti si sentono poco bene.

  • La diagnosi si basa sui sintomi e, per confermarla, i medici effettuano esami speciali che utilizzano un campione della pelle colpita da eruzione o di sangue.

  • Gli antibiotici si somministrano appena i medici sospettano una di queste infezioni.

Le rickettsie e i batteri correlati (simili alle rickettsie, quali i batteri dei generi Ehrlichia e Anaplasma e la specie Coxiella burnetii) sono un tipo insolito di batteri che causano diverse malattie simili, tra cui le seguenti:

Questi batteri differiscono dalla maggioranza degli altri batteri per il fatto di poter vivere e moltiplicarsi solo all’interno delle cellule di un altro organismo (ospite) e non possono sopravvivere da soli nell’ambiente.

Molte specie di questi batteri vivono in animali di piccola taglia (come ratti e topi), che sono appunto definiti come ospite. I bovini, gli ovini o i caprini sono gli ospiti di Coxiella burnetii, che causa la febbre Q. Gli esseri umani sono gli ospiti abituali di Rickettsia prowazekii, causa del tifo epidemico. Anche gli ospiti possono essere ammalati a causa dell’infezione, non sempre è così.

In genere le rickettsie e i batteri simili alle rickettsie si trasmettono attraverso punture di zecche, acari, pulci o pidocchi che si sono nutriti in precedenza su animali infetti. Le zecche, gli acari, le pulci e i pidocchi sono chiamati vettori perché diffondono (trasmettono) gli organismi che causano la malattia da un ospite a un altro. La febbre Q, causata da Coxiella burnetii, può essere trasmessa attraverso l’aria o gli alimenti e l’acqua contaminati, senza necessità di vettori.

Ogni specie di rickettsia e di batteri a essa simili dispone di ospiti e, solitamente, di vettori propri.

Alcuni di questi batteri (e alcune delle malattie da essi causate) sono presenti a livello mondiale, altri si trovano solamente in alcune aree geografiche.

Alcuni di questi batteri infettano le cellule dell’endotelio dei vasi di piccolo calibro, provocandone l’infiammazione o l’ostruzione o causando emorragia nel tessuto circostante. Altri batteri (dei generi Ehrlichia e Anaplasma) penetrano nei globuli bianchi.

La localizzazione dei danni e le modalità di risposta da parte dell’organismo determinano la sintomatologia.

Tabella
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Alcune infezioni da rickettsia e infezioni correlate

Infezione

Organismo infettante

Ospite

Aree in cui l’infezione è presente

Descrizione

Tifo

Tifo epidemico (tifo trasmesso dai pidocchi)

Malattia di Brill-Zinsser (recidiva del tifo epidemico, a volte anni dopo la prima infezione)

Rickettsia prowazekii, trasmessa dai pidocchi o con meccanismi non noti quando gli ospiti sono gli scoiattoli volanti

L’uomo e gli scoiattoli volanti

A livello mondiale (non comune negli Stati Uniti, se non occasionalmente nei soggetti venuti a contatto con scoiattoli volanti)

Dopo circa 7-14 giorni dall’ingresso dei batteri nell’organismo, i sintomi si presentano improvvisamente con febbre, cefalea e stanchezza estrema (prostrazione). Comparsa di eruzione cutanea fra il quarto e il sesto giorno. Se non curata, l’infezione può essere letale, soprattutto nei soggetti di oltre 50 anni di età.

Tifo murino

Rickettsia typhi o Rickettsia felis, trasmesse dalle pulci

Gatti, roditori e opossum

A livello mondiale

I sintomi compaiono da 8 a 16 giorni dopo l’ingresso dei batteri nell’organismo e sono simili a quelli del tifo epidemico, ma meno gravi.

Tsutsugamushi (tifo fluviale giapponese)

Tsutsugamushi (tifo fluviale giapponese)

Orientia tsutsugamushi (precedentemente Rickettsia tsutsugamushi), trasmessa dalle larve degli acari (trombidi)

Acari (che fungono da trasmettitori e da ospite)

Area Asia-Pacifico, circoscritta da Giappone, Corea, Cina, India e Australia settentrionale

Circa 6-21 giorni dopo l’ingresso dei batteri nell’organismo, i sintomi si presentano improvvisamente con febbre, brividi, cefalea e gonfiore dei linfonodi (edema linfonodale). Una crosta nera può svilupparsi nella sede della puntura di trombide. Comparsa di eruzione cutanea tra il quinto e l’ottavo giorno.

Febbre esantematica

R. rickettsii, trasmessa dalle zecche

Roditori

Emisfero occidentale, tra cui gran parte degli Stati Uniti (tranne il Maine, le Hawaii e l’Alaska) e America centrale e meridionale

I sintomi compaiono da 3 a 12 giorni dopo l’ingresso dei batteri nell’organismo.

Rickettsia africae, trasmessa dalle zecche

Mucche

Africa subsahariana e Indie occidentali

I sintomi compaiono da 4 a 10 giorni dopo l’ingresso dei batteri nell’organismo. Generalmente, nella sede della puntura di zecca si sviluppa una crosta nera.

Rickettsia conorii, trasmessa dalla zecca del cane

Cani

Africa, India, Europa meridionale e area del Medio Oriente intorno ai mari Mediterraneo, Nero e Caspio

I sintomi compaiono da 5 a 7 giorni dopo l’ingresso dei batteri nell’organismo. Nella sede della puntura di zecca può svilupparsi una crosta nera.

Rickettsia sibirica, trasmessa dalle zecche

Roditori

Armenia, Asia centrale, Siberia, Mongolia e Cina

Nella sede della puntura di zecca può svilupparsi una crosta nera.

Rickettsia australis, trasmessa dalle zecche

Roditori

Australia

Nella sede della puntura di zecca può svilupparsi una crosta nera.

Rickettsia parkeri, trasmessa dalle zecche

Roditori

Stati Uniti meridionali e Sud America

I sintomi compaiono da 2 a 10 giorni dopo l’ingresso dei batteri nell’organismo. Generalmente, nella sede della puntura di zecca si sviluppa una crosta nera.

Rickettsia akari, trasmessa da acari

Topi domestici

Osservata per la prima volta a New York City

Altre aree degli Stati Uniti e Russia, Corea e Africa

Nella sede della puntura dell’acaro compare una piccola crosta nera che evolve in una piccola piaga e lascia una cicatrice quando guarisce. Circa 1 settimana più tardi, si sviluppano febbre, cefalea, dolori muscolari e un’eruzione cutanea diffusa.

Febbre da zecche della costa del Pacifico

R. Philipii (364D)

Zecca della costa del Pacifico (Dermacentor occidentalis)

California

Di solito, nella sede della puntura della zecca si sviluppa una crosta di colore nero seguita da febbre, ingrossamento dei linfonodi, cefalea, dolori muscolari e affaticamento. L’eruzione cutanea è meno comune rispetto alle altre febbri esantematiche.

Ehrlichiosi monocitica

Ehrlichia chaffeensis, trasmessa dalle zecche, principalmente da Amblyomma americanum

Cervo dalla coda bianca e altri mammiferi

Area sudorientale e centromeridionale degli Stati Uniti

I sintomi solitamente compaiono circa 12 giorni dopo la puntura della zecca. Includono febbre, brividi, dolori muscolari, debolezza, nausea e/o vomito, tosse, cefalea e malessere generale. Può svilupparsi un’eruzione cutanea su tronco, braccia e gambe.

Anaplasmosi granulocitica

Anaplasma phagocytophilum, trasmesso dalle zecche

Principalmente topi e altri piccoli roditori

Area nordorientale, area medioatlantica, parte settentrionale del Midwest e costa occidentale degli Stati Uniti

Europa

I sintomi solitamente compaiono circa 12 giorni dopo la puntura della zecca. Includono febbre, brividi, dolori muscolari, debolezza, nausea e/o vomito, tosse, cefalea e una sensazione di malessere generale.

Febbre Q

Coxiella burnetii, trasmessa tramite l’inalazione di goccioline disperse nell’aria contenenti i batteri o il consumo di latte crudo contaminato

Pecore, mucche e capre

A livello mondiale

I sintomi si presentano improvvisamente da 9 a 28 giorni dopo l’ingresso dei batteri nell’organismo e comprendono febbre, cefalea grave, brividi, debolezza estrema, dolori muscolari, perdita dell’appetito, sudorazione, tosse secca, dolore toracico e respiro affannoso (causato dalla polmonite), senza eruzione cutanea.

Sintomi delle infezioni da rickettsia

Le diverse rickettsiosi tendono a provocare sintomi simili:

  • Febbre

  • Grave cefalea

  • Eruzione cutanea caratteristica

  • Sensazione diffusa di malattia (malessere)

Spesso, nella sede della puntura si forma una piaga ricoperta da una crosta nera (escara). Poiché l’eruzione spesso non compare per diversi giorni, inizialmente l’infezione da rickettsia viene spesso scambiata per una comune infezione virale, come l’influenza. I soggetti colpiti possono presentare gonfiore dei linfonodi (edema linfonodale).

Con l’evolvere dell’infezione, i soggetti normalmente avvertono stato confusionale e grave debolezza, spesso con tosse, difficoltà respiratoria e talvolta vomito.

Quando l’infezione è in stadio avanzato, possono svilupparsi gangrena, possibile ingrossamento di fegato o milza, la funzionalità dei reni può degenerare e la pressione arteriosa può scendere a livelli pericolosi (e causare shock). Può sopravvenire la morte.

Diagnosi delle infezioni da rickettsia

  • Valutazione medica

  • Analisi del sangue e biopsia dell’eruzione cutanea

Dato che le rickettsie e i batteri simili alle rickettsie vengono trasmessi da zecche, acari, pulci e pidocchi, i medici chiedono alla persona:

  • Se è stata punta da una zecca o un altro vettore

  • Se si è recata in una zona in cui queste infezioni sono comuni

La puntura di un insetto rappresenta un indizio utile, soprattutto nelle aree geografiche in cui l’infezione da rickettsia o un’infezione correlata è diffusa. Tuttavia, molti soggetti non ricordano di essere stati punti.

Se i medici sospettano la febbre Q, possono anche chiedere se il paziente si è recato presso/nelle vicinanze di una fattoria (poiché le mucche, le pecore e le capre sono ospiti dei batteri che causano questo tipo di infezione).

Anche la sintomatologia aiuta i medici a diagnosticare queste infezioni. I medici chiedono:

  • Quanto tempo è passato dal momento della puntura (se noto) alla comparsa dell’eruzione

  • Se sono presenti altri sintomi

L’esame obiettivo si esegue per stabilire quali parti del corpo sono state colpite e per esaminare l’aspetto dell’eruzione. I medici ricercano anche un’escara che il paziente potrebbe non aver notato e riscontrano l’eventuale presenza di edema linfonodale.

Esami

Di solito sono necessari degli esami per confermare la diagnosi. Spesso, i medici non sono in grado di confermare un’infezione dovuta a rickettsie o a batteri simili a rickettsie con rapidità perché questi batteri non possono essere individuati utilizzando le comuni analisi di laboratorio. Le analisi del sangue specifiche per questi batteri non sono sempre disponibili e richiedono un tempo di esecuzione talmente lungo che di solito il trattamento viene iniziato prima di riceverne i risultati. I medici decidono il trattamento basandosi sui sintomi accusati dal soggetto e sui potenziali rischi di esposizione.

Gli esami necessari includono:

  • Le analisi del sangue per la ricerca di anticorpi contro le rickettsie o i batteri simili alle rickettsie

  • In caso di eruzione cutanea, il prelievo di un piccolo campione della pelle interessata per l’analisi (biopsia)

Per facilitare la rilevazione e l’identificazione dei batteri, i medici utilizzano due tecniche:

  • Nei test di immunofluorescenza, le sostanze estranee prodotte dai batteri (antigeni) vengono marcate con un mezzo di contrasto fluorescente.

  • La tecnica della reazione a catena della polimerasi (Polymerase Chain Reaction, PCR) viene utilizzata per aumentare la quantità di DNA dei batteri, in modo da poterli rilevare più rapidamente.

Trattamento delle infezioni da rickettsia

  • Antibiotici

Gli antibiotici vengono solitamente avviati senza attendere i risultati degli esami. Il trattamento tempestivo delle infezioni da rickettsia può prevenire lo sviluppo di complicanze, ridurre il rischio di morte e accorciare i tempi di guarigione.

Le infezioni da rickettsia rispondono prontamente al trattamento antibiotico precoce con doxiciclina (di preferenza) o cloramfenicolo, che vengono somministrati per via orale, a meno i pazienti non siano gravi. In tal caso, gli antibiotici vengono somministrati per via endovenosa.

Dopo il trattamento, la maggior parte dei soggetti con infezione lieve migliora sensibilmente in 1 o 2 giorni e la febbre di solito scompare in 2-3 giorni. Se la febbre persiste, i pazienti devono continuare la terapia antibiotica per almeno una settimana. Quando il trattamento inizia tardivamente, il miglioramento è più lento e la febbre dura più a lungo. Se l’infezione non viene curata o se il trattamento viene somministrato con eccessivo ritardo, i soggetti possono morire, specialmente se affetti da tifo epidemico, tifo fluviale giapponese o febbre purpurica delle Montagne Rocciose.

La ciprofloxacina e altri antibiotici simili possono essere utilizzati per trattare la febbre bottonosa del Mediterraneo, ma non sono solitamente utilizzati per curare altre infezioni da rickettsia o infezioni correlate.

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