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Tifo murino (endemico)

(Rat-Flea Typhus; Urban Typhus of Malaya)

Di

William A. Petri, Jr

, MD, PhD, University of Virginia School of Medicine

Ultima revisione/verifica completa lug 2020| Ultima modifica dei contenuti lug 2020
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Il tifo murino è una malattia da rickettsia causata da Rickettsia typhi e da Rickettsia felis e viene trasmessa dalle pulci del ratto.

  • Le persone affette da tifo murino presentano brividi scuotenti, febbre e cefalea, seguiti pochi giorni dopo da un’eruzione cutanea.

  • Per diagnosticare l’infezione, si esegue l’esame di un campione dell’eruzione cutanea e a volte si effettuano analisi del sangue.

  • Il tifo murino viene trattato con antibiotici.

Le rickettsie sono un tipo di batteri in grado di vivere solo all’interno delle cellule di altri organismi. Murino significa correlato a ratti e topi. Pertanto, le rickettsie che causano il tifo murino vivono principalmente nel ratto e nel topo (gli ospiti).

Il tifo murino è presente in tutto il mondo, anche se non molte persone contraggono questa malattia. L’infezione viene trasmessa all’uomo dalle pulci del ratto e del gatto.

Negli Stati Uniti, la maggior parte dei casi di tifo murino si verifica nelle aree suburbane delle Hawaii, del Texas e della California. In tali stati, le rickettsie spesso vivono negli opossum e nei gatti.

Sintomi

I sintomi del tifo murino compaiono da 6 a 18 giorni dopo l’ingresso dei batteri nell’organismo, con brividi scuotenti, febbre e cefalea. La febbre dura circa 12 giorni. Alcuni giorni dopo gli altri sintomi può comparire un’eruzione cutanea, che inizialmente è localizzata solo in pochi punti sul tronco e successivamente si diffonde agli arti.

Il tifo murino provoca raramente la morte, tuttavia, vi sono maggiori probabilità che si verifichi nelle persone anziane.

Diagnosi

  • Visita medica

  • Biopsia e analisi dell’eruzione cutanea

  • Esami del sangue

La diagnosi di tifo murino è suggerita dai sintomi.

Per confermare la diagnosi, i medici possono ricorrere al test di immunofluorescenza, per il quale si utilizza un campione di tessuto prelevato dall’eruzione cutanea (biopsia). Oppure, per consentire ai medici di rilevare i batteri con maggiore rapidità, si può utilizzare la tecnica della reazione a catena della polimerasi (PCR).

I medici possono eseguire analisi del sangue che rilevano gli anticorpi contro i batteri. Tuttavia, effettuare il test una sola volta non è sufficiente. Il test deve essere ripetuto da 1 a 3 settimane più tardi per verificare la presenza di un aumento dei livelli anticorpali. Quindi, i test anticorpali di solito non aiutano i medici a diagnosticare l’infezione subito dopo la manifestazione dei sintomi; tuttavia, possono contribuire alla conferma della diagnosi in seguito.

Prevenzione

Non esiste un vaccino per prevenire il tifo murino.

La prevenzione del tifo murino implica misure per ridurre il contatto con le pulci infette.

  • Tenere i roditori e altri animali lontani dalle case, dagli ambienti lavorativi e dalle aree ricreative; ad esempio, rimuovendo cespugli, cumuli di pietre, rifiuti, cataste di legna da ardere e scorte di alimenti (soprattutto alimenti per animali domestici)

  • Indossare i guanti quando si maneggiano animali malati o morti

Trattamento

  • Antibiotici

Il trattamento del tifo murino solitamente consiste nella terapia antibiotica con doxiciclina, somministrata per via orale. L’assunzione dell’antibiotico prosegue fino al miglioramento delle condizioni e all’assenza di febbre per 48 ore, ma deve continuare per almeno 7 giorni.

Anche il cloramfenicolo è efficace, tuttavia può avere gravi effetti collaterali e negli Stati Uniti non è disponibile.

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