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Trattamento farmacologico dell’ipertensione

Di

George L. Bakris

, MD, University of Chicago School of Medicine

Ultima revisione/verifica completa mar 2021| Ultima modifica dei contenuti mar 2021
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Risorse sull’argomento

L’ ipertensione Ipertensione arteriosa Una pressione arteriosa alta (ipertensione) è una pressione delle arterie persistentemente alta. Spesso non è riconducibile a una causa precisa, ma, a volte, origina da una patologia sottostante... maggiori informazioni Ipertensione arteriosa è molto comune. Spesso è asintomatica; tuttavia, l'ipertensione può aumentare il rischio di ictus Panoramica sull’ictus Un ictus si manifesta quando un’arteria che irrora il cervello si ostruisce o si rompe, causando la morte di un’area di tessuto cerebrale dovuta alla mancanza di afflusso ematico (infarto cerebrale)... maggiori informazioni , attacco cardiaco Sindromi coronariche acute (attacco cardiaco; infarto miocardico; angina instabile) Le sindromi coronariche acute originano da un’improvvisa ostruzione di un’arteria coronaria. Questa ostruzione provoca angina instabile o attacco cardiaco (infarto miocardico), in base alla... maggiori informazioni Sindromi coronariche acute (attacco cardiaco; infarto miocardico; angina instabile) e insufficienza cardiaca Insufficienza cardiaca (IC) Con insufficienza cardiaca si intende un disturbo in conseguenza del quale il cuore non è più in grado di soddisfare le esigenze dell’organismo, causando una riduzione del flusso ematico, accumulo... maggiori informazioni Insufficienza cardiaca (IC) . Pertanto, è importante trattarla. I soggetti ipertesi devono cambiare il proprio stile di vita Cambiamenti dello stile di vita Una pressione arteriosa alta (ipertensione) è una pressione delle arterie persistentemente alta. Spesso non è riconducibile a una causa precisa, ma, a volte, origina da una patologia sottostante... maggiori informazioni Cambiamenti dello stile di vita per cercare di ridurre la pressione arteriosa. Se tuttavia tali cambiamenti non riducono sufficientemente la pressione arteriosa, è necessario un trattamento farmacologico.

I farmaci utilizzati nel trattamento dell ’ipertensione Ipertensione arteriosa Una pressione arteriosa alta (ipertensione) è una pressione delle arterie persistentemente alta. Spesso non è riconducibile a una causa precisa, ma, a volte, origina da una patologia sottostante... maggiori informazioni Ipertensione arteriosa vengono denominati antipertensivi. Grazie alla vasta gamma di antipertensivi disponibili, l’ipertensione può essere controllata in quasi tutti i soggetti, ma il trattamento deve essere studiato su misura per ogni individuo. (Vedere anche Ipertensione arteriosa Ipertensione arteriosa Una pressione arteriosa alta (ipertensione) è una pressione delle arterie persistentemente alta. Spesso non è riconducibile a una causa precisa, ma, a volte, origina da una patologia sottostante... maggiori informazioni Ipertensione arteriosa .) Il trattamento è più efficace quando c’è un buon dialogo tra paziente e medico e una buona collaborazione sul programma terapeutico.

I vari tipi di farmaci riducono la pressione arteriosa con meccanismi diversi; quindi, sono possibili numerose e differenti strategie terapeutiche. In alcuni casi, i medici adottano un approccio graduale: iniziano con un tipo di antipertensivo, associandone altri se necessario. In altri casi, al contrario, i medici prediligono un approccio sequenziale: prescrivono un antipertensivo; se risulta inefficace lo interrompono e ne prescrivono un altro. Nei soggetti con pressione arteriosa pari o superiore a 140/90 mmHg si avvia generalmente una terapia a base di due farmaci contemporaneamente. Nella scelta dell’antipertensivo, i medici tengono conto di fattori come:

  • Età, sesso e razza del soggetto

  • Gravità dell’ipertensione

  • La presenza di altre condizioni, come diabete o livelli elevati di colesterolo nel sangue

  • Potenziali effetti collaterali, che variano in base al farmaco

  • Costi dei farmaci e degli accertamenti necessari per la rilevazione di alcuni effetti collaterali

La maggioranza dei soggetti (superiore al 74%), infine, richiede due o più farmaci per raggiungere l’obiettivo pressorio.

La maggior parte dei soggetti tollera l’antipertensivo prescritto senza problemi, ma qualunque antipertensivo può determinare effetti collaterali. Pertanto, in caso di effetti indesiderati, il paziente deve comunicarlo al medico, che può modificare la dose o sostituire il farmaco prescritto. Di solito, la terapia antipertensiva deve essere seguita per tutta la vita per controllare la pressione arteriosa.

Bloccanti adrenergici

Gli adrenolitici comprendono gli alfa-bloccanti, i beta-bloccanti, gli alfa-beta-bloccanti e gli adrenolitici periferici. Tali farmaci bloccano gli effetti del sistema simpatico, la parte del sistema nervoso autonomo Sistema nervoso autonomo Il sistema nervoso periferico è composto da più di 100 miliardi di cellule nervose (neuroni) che attraversano tutto l’organismo come dei fili, creando connessioni con l’encefalo, con altre parti... maggiori informazioni che può rispondere rapidamente allo stress con l’aumento della pressione arteriosa.

Gli alfa-bloccanti non trovano più impiego come terapia principale perché non riducono il rischio di morte. Gli adrenolitici periferici trovano generalmente impiego solo se è necessario un terzo o un quarto tipo di farmaco per controllare la pressione arteriosa.

Inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina

Gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE) riducono la pressione arteriosa in parte dilatando le arteriole Questa azione avviene attraverso la prevenzione della formazione dell’angiotensina II, una sostanza chimica prodotta dall’organismo che causa la costrizione delle arteriole. Nello specifico, questi inibitori bloccano l'azione dell'enzima di conversione dell'angiotensina, che converte l'angiotensina I in angiotensina II (vedere la figura Regolazione della pressione arteriosa Regolazione della pressione arteriosa: Sistema renina-angiotensina-aldosterone Regolazione della pressione arteriosa: Sistema renina-angiotensina-aldosterone ). Questi farmaci sono particolarmente utili in caso di coronaropatia Panoramica sulla coronaropatia La coronaropatia è una sindrome che implica una parziale o completa ostruzione dell’afflusso sanguigno al muscolo cardiaco. Il muscolo cardiaco necessita di un costante apporto di sangue ricco... maggiori informazioni Panoramica sulla coronaropatia , scompenso cardiaco Insufficienza cardiaca (IC) Con insufficienza cardiaca si intende un disturbo in conseguenza del quale il cuore non è più in grado di soddisfare le esigenze dell’organismo, causando una riduzione del flusso ematico, accumulo... maggiori informazioni Insufficienza cardiaca (IC) , nei soggetti caucasici, nei giovani, nei soggetti che presentano perdita di proteine nelle urine a causa di una nefropatia cronica Malattia renale cronica La malattia renale cronica è una lenta e progressiva riduzione (nell’arco di mesi o anni) della capacità dei reni di filtrare le scorie metaboliche dal sangue. Le cause principali sono il diabete... maggiori informazioni o una nefropatia diabetica Danni ai reni nel diabete I soggetti con diabete mellito sono esposti a molte gravi complicanze a lungo termine che possono colpire diverse parti del corpo, in particolare vasi sanguigni, nervi, occhi e reni. (Vedere... maggiori informazioni Danni ai reni nel diabete e negli uomini che sviluppano disfunzioni sessuali come effetto di un altro antipertensivo.

Bloccanti dei recettori dell’angiotensina II

I bloccanti dell’angiotensina II (Angiotensin II receptor blockers, ARB) riducono la pressione arteriosa tramite un meccanismo simile a quello utilizzato dagli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina: bloccano direttamente l’azione dell’angiotensina II, che spesso induce il restringimento delle arteriole. Poiché il meccanismo è più specifico, i bloccanti dell’angiotensina determinano minori effetti collaterali.

Calcio-antagonisti

I calcio-antagonisti causano la dilatazione delle arteriole tramite un meccanismo completamente diverso. Sono particolarmente utili nei soggetti di razza nera e negli anziani. I calcio-antagonisti sono utili anche nei soggetti con angina pectoris Angina L’angina è un dolore transitorio al torace o sensazione di pressione che si manifesta quando il muscolo cardiaco non riceve una sufficiente quantità di ossigeno. Un paziente con angina lamenta... maggiori informazioni , certi tipi di tachicardia o cefalee emicraniche Emicrania Un’emicrania è solitamente un dolore pulsante e intenso che va da moderato a grave. Può colpire uno o entrambi i lati della testa. Viene spesso aggravata dall’attività fisica, dalla luce, dal... maggiori informazioni . I calcio-antagonisti possono avere breve o lunga durata d’azione. I calcio-antagonisti a breve durata d’azione non sono usati per trattare l’ipertensione. Alcune segnalazioni suggeriscono che l’uso di calcio-antagonisti a breve durata d’azione può causare un aumento del rischio di morte da attacco cardiaco, mentre non ci sono prove di tale complicanza per trattamenti con calcio-antagonisti a lunga durata d’azione.

Alfa-agonisti ad azione centrale

Gli alfa-agonisti ad azione centrale riducono la pressione arteriosa attraverso un meccanismo in qualche modo simile a quello dei bloccanti adrenergici. Stimolando alcuni recettori nel tronco cerebrale, questi agonisti inibiscono gli effetti della sezione simpatica del sistema nervoso. Attualmente, tali farmaci sono raramente utilizzati.

Vasodilatatori diretti

I vasodilatatori diretti dilatano i vasi sanguigni tramite un altro meccanismo. Questi farmaci non vengono quasi mai usati da soli; piuttosto, vengono associati quando un altro farmaco da solo non riduce in modo adeguato la pressione arteriosa.

Tabella

Diuretici

Il primo farmaco prescritto per il trattamento dell’ipertensione può essere una tiazide o un diuretico tiazidico (come il clortalidone o l’indapamide). I diuretici causano l’allargamento (dilatazione) dei vasi sanguigni e aiutano anche i reni a eliminare sodio e acqua, riducendo la volemia totale, con conseguente riduzione della pressione.

Dato che i diuretici tiazidici aumentano l’escrezione di potassio nelle urine, talvolta occorre associare a un diuretico tiazidico un integratore di potassio o un diuretico che non causi la perdita di potassio o che ne aumenti i livelli (diuretico risparmiatore di potassio). Generalmente, i diuretici risparmiatori di potassio non trovano impiego in monoterapia, perché non riescono a controllare la pressione con la stessa efficacia dei diuretici tiazidici. Tuttavia, lo spironolattone, diuretico risparmiatore di potassio, viene talora impiegato in monoterapia.

I diuretici sono particolarmente utili nei soggetti di razza nera, negli anziani, negli obesi e in caso di insufficienza cardiaca o renale cronica.

Ulteriori informazioni

Di seguito si riporta una risorsa in lingua inglese che può essere utile. Si tenga presente che IL MANUALE non è responsabile dei contenuti di tale risorsa.

  • American Heart Association: High blood pressure: risorsa completa per aiutare le persone a capire le cause dell’ipertensione arteriosa e gestire i cambiamenti nello stile di vita necessari per il trattamento

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