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Coledocolitiasi e colangite

Di

Christina C. Lindenmeyer

, MD, Cleveland Clinic

Ultima modifica dei contenuti mar 2020
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Risorse sull’argomento

La coledocolitiasi è la presenza di calcoli nei dotti biliari; i calcoli si possono formare nella colecisti o direttamente nelle vie biliari. La calcolosi può determinare la colica biliare, l'ostruzione biliare, la pancreatite biliare, o un'infezione della via biliare (colangite). La colangite, a sua volta, può portare a stenosi, stasi biliare, e coledocolitiasi. La diagnosi generalmente richiede la visualizzazione dei calcoli mediante colangiopancreatografia in RM o colangiopancreatografia retrograda endoscopica. È indicata una precoce decompressione chirurgica o endoscopica.

I calcoli possono essere suddivisi in

  • Calcoli primitivi (normalmente pigmentati), che si formano nei dotti biliari

  • Calcoli secondari (di solito di colesterolo), che si formano nella colecisti ma migrano nei dotti biliari

  • Calcoli residui, che sono quelli lasciati nelle vie biliari al momento della colecistectomia (evidenziati < 3 anni dall'intervento chirurgico)

  • Calcoli ricorrenti, che si sviluppano nei dotti > 3 anni dopo l'intervento chirurgico

Nei Paesi sviluppati, > 85% dei calcoli del coledoco è di tipo secondario; i pazienti affetti da coledocolitiasi hanno anche ulteriori calcoli localizzati nella colecisti. Fino al 10% dei pazienti con calcolosi sintomatica della colecisti ha dei calcoli anche nella via biliare principale. Dopo la colecistectomia, si possono formare calcoli pigmentari a causa della stasi (p. es., stenosi postoperatoria) e della successiva infezione. La proporzione di calcoli duttali che sono pigmentati aumenta nel tempo, dopo la colecistectomia.

I calcoli dei dotti biliari possono migrare nel duodeno senza dare sintomi. La colica biliare si verifica se si verifica l'ostruzione parziale delle vie biliari. L'ostruzione completa causa dilatazione del dotto biliare, ittero e, alla fine, colangite (un'infezione batterica). I calcoli che ostruiscono l'ampolla di Vater possono indurre una pancreatite biliare. Alcuni pazienti (usualmente quelli che sono anziani) si presentano con un'ostruzione biliare da calcoli precedentemente asintomatici.

Nella colangite acuta, l'ostruzione del dotto biliare permette ai batteri di risalire dal duodeno. La maggior parte (85%) dei casi è dovuta alla presenza di calcoli nella via biliare principale, sebbene l'ostruzione del dotto biliare può essere dovuta a tumori o ad altre condizioni (vedi tabella Causes of Bile Duct Obstruction). I microrganismi comunemente infettanti sono i batteri Gram-negativi (p. es., Escherichia coli, Klebsiella sp, Enterobacter spp); meno comuni sono i batteri Gram-positivi (p. es., Enterococcus sp) e gli anaerobi misti (p. es., Bacteroides spp, Clostridia sp). I sintomi comprendono il dolore addominale, l'ittero e la febbre o i brividi (triade di Charcot). L'addome è dolente, e spesso il fegato è dolente e ingrossato (eventualmente per la presenza di raccolte ascessuali). Lo stato confusionale e l'ipotensione, il dolore addominale, l'ittero e la febbre o i brividi (pentade di Reynolds) predicono un tasso di mortalità di circa il 50% e un'elevata morbilità.

Tabella
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Cause di ostruzione del dotto biliare

  • Calcoli (frequente)

  • Lesioni post-chirurgiche della via biliare (frequente)

  • Stenosi cicatriziale esito di una pancreatite cronica

  • Compressione esterna da una cisti, un'ernia del dotto biliare comune (coledococele), o da una pseudocisti pancreatica (raro)

  • Stenosi extra o intraepatica esito di una colangite sclerosante primitiva

  • Infestazione parassitaria con Clonorchis sinensis o Opisthorchis viverrini

  • Migrazione parassitaria di Ascaris lumbricoides nella via biliare principale (raro)

La colangite ricorrente piogena (colangioepatite orientale, epatolitiasi) è caratterizzata dalla formazione intraepatica di calcoli pigmentari. Questo disturbo si verifica nel Sud-Est asiatico. Consiste nella formazione di detriti e fanghiglia batterica nei dotti biliari. La denutrizione e un'infestazione parassitaria (p. es., Clonorchis sinensis, Opisthorchis viverrini) ne aumentano la predisposizione. L'infestazione parassitaria può causare ittero ostruttivo con infiammazione duttale intraepatica, stasi prossimale, formazione di calcoli e colangite. Cicli ripetuti di ostruzione, infezione e infiammazione portano alla stenosi del dotto biliare e alla cirrosi biliare. Le vie biliari extraepatiche tendono a essere dilatate, ma i dotti intraepatici appaiono normali a causa della fibrosi periduttale.

Nella colangiopatia AIDS-correlata o nella colangite, la colangiografia diretta può mostrare anomalie simili a quelle della colangite sclerosante primitiva o della stenosi papillare (ossia, restringimenti multipli e dilatazioni che coinvolgono i dotti biliari intra ed extraepatici). L'eziologia è probabilmente infettiva, più verosimilmente da cytomegalovirus, Cryptosporidium spp o microsporidia.

Diagnosi

  • Esami epatici

  • Ecografia

La presenza di calcoli nella via biliare principale deve essere sospettata nei pazienti con ittero e colica biliare. La febbre e la leucocitosi suggeriscono inoltre una colangite acuta. Livelli elevati di bilirubina, e in particolare di fosfatasi alcalina, alanina aminotransferasi, e gamma-glutamil-transferasi sono compatibili con un'ostruzione extraepatica, suggerendo l'eziologia litiasica, soprattutto nei pazienti con sintomi di colecistite acuta o colangite.

L'ecografia può mostrare la presenza di calcoli nella colecisti e occasionalmente nella via biliare principale (in maniera meno accurata). La via biliare principale è dilatata (> 6 mm di calibro se la colecisti è intatta; > 10 mm dopo una colecistectomia). Se i dotti non sono dilatati fin dall'esordio (p. es., primo giorno), i calcoli probabilmente sono passati. Se esistono dubbi, la colangiopancreatografia in RM è molto accurata per lo studio dei calcoli ritenuti. Se la colangiopancreatografia in RM è dubbia, si esegue la colangiopancreatografia retrograda endoscopica; questa può avere valenza terapeutica così come diagnostica. La TC, anche se meno accurata rispetto all'ecografia in quest'ambito, è in grado di rilevare la presenza di ascessi epatici.

Nei casi di sospetta colangite acuta, è fondamentale l'esecuzione di un emocromo e delle emocolture. La leucocitosi è frequente e le aminotransferasi possono raggiungere le 1000 UI/L, suggerendo una necrosi epatica acuta, spesso dovuta a microascessi. Le emocolture indirizzano la terapia antibiotica appropriata.

Trattamento

  • Colangiopancreatografia retrograda endoscopica e sfinterotomia

Nel sospetto di un'ostruzione biliare, diventano necessarie per la rimozione dei calcoli la colangiopancreatografia retrograda endoscopica e la sfinterotomia. La frammentazione endoscopica dei calcoli (litotrissia meccanica o laser intracorporea) per facilitare la dissoluzione e la clearance dei calcoli può essere considerata per i calcoli non facilmente rimovibili utilizzando metodi standard (p. es., un cestello per il recupero endoscopico o un palloncino). Il tasso di successo è superiore al 90%; fino al 7% dei pazienti presenta complicanze a breve termine (p. es., emorragia, pancreatite, infezione). Le complicanze a lungo termine (p. es., recidiva dei calcoli, fibrosi e successiva stenosi del dotto) sono più frequenti. La colecistectomia laparoscopica, che non è adatta per la colangiografia intraoperatoria o per l'esplorazione della via biliare principale, può essere eseguita in elezione dopo la colangiopancreatografia retrograda endoscopica e la sfinterotomia. La mortalità e la morbilità dopo la colecistectomia a cielo aperto con l'esplorazione della via biliare principale sono più elevate. Nei pazienti ad alto rischio di complicanze per la colecistectomia (p. es., pazienti che sono anziani), la sola sfinterotomia è un'alternativa.

La colangite acuta è considerata un'emergenza che richiede misure di supporto e terapie aggressive nonché la rimozione urgente del calcolo per via endoscopica o chirurgica. Vengono somministrati antibiotici, simili a quelli utilizzati per la colecistite acuta (vedi Colecistite acuta: trattamento). Un regime alternativo per pazienti particolarmente gravi è la somministrazione contemporanea di meropenem e ciprofloxacina associati a metronidazolo per coprire la flora anaerobia.

Per la colangite ricorrente piogena, la gestione clinica si propone di fornire terapie di supporto (p. es., antibiotici a largo spettro), l'eradicazione di eventuali flore parassitarie, e la bonifica della via biliare per via endoscopica (per colangiopancreatografia retrograda endoscopica) o chirurgica.

Punti chiave

  • Nei Paesi sviluppati, > 85% dei calcoli del coledoco si forma nella colecisti e migra nel dotto biliare; la maggior parte è costituita da calcoli di colesterolo.

  • Sospettare la presenza di calcoli del dotto comune se i pazienti presentano colica biliare, ittero inspiegabile, e/o elevati livelli di fosfatasi alcalina e gamma-glutamiltransferasi.

  • La diagnosi viene effettuata con un'ecografia e, se inconcludente, una colangiopancreatografia in RM.

  • La colangiopancreatografia retrograda endoscopica e la sfinterotomia devono essere eseguite per rimuovere un calcolo ostruente.

  • Nel caso di colangite acuta, rimuovere i calcoli il più presto possibile e somministrare antibiotici.

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