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Sindrome da iper-IgM

Di

James Fernandez

, MD, PhD, Cleveland Clinic Lerner College of Medicine at Case Western Reserve University

Ultima modifica dei contenuti dic 2019
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La sindrome da iper-IgM è un deficit di immunoglobulina (Ig) caratterizzato da livelli sierici normali o elevati di IgM e da riduzione o assenza delle altre Ig sieriche, con conseguente predisposizione alle infezioni batteriche.

La sindrome da iper-IgE è un'immunodeficienza primitiva che comporta un deficit combinato dell'immunità cellulare e umorale. Essa può essere collegata al cromosoma X (la maggior parte dei casi) o autosomica recessiva. Le manifestazioni variano a seconda della mutazione e della sua localizzazione.

Sindrome da iper-IgM legata al cromosoma X

La maggior parte dei casi è legata al cromosoma X e causata da mutazioni in un gene del cromosoma X che codifica una proteina (ligando del CD154 o CD40) sulla superficie delle cellule helper T attivate. In presenza di citochine, il ligando del CD40 normale interagisce con le cellule B e quindi attiva il segnale per passare da cellule B producenti IgM a cellule B producenti IgA, IgG o IgE. Nella sindrome da iper-IgM legata al cromosoma X, i linfociti T sono privi di un ligando del CD40 funzionale e non possono inviare ai linfociti B il segnale per effettuare tale passaggio. Pertanto, i linfociti B producono solamente IgM; i livelli di IgM possono essere normali o elevati.

I pazienti con la forma legata all'X possono avere neutropenia grave e spesso durante l'infanzia vanno incontro a polmonite da Pneumocystis jirovecii. Il tessuto linfoide è molto scarso poiché l'assenza del segnale del legante di CD40 non attiva i linfociti B. Altrimenti, il quadro clinico è simile a quello dell'agammaglobulinemia legata al cromosoma X e comprende infezioni ricorrenti sinusali e polmonari da batteri piogeni nei primi 2 anni di vita. La predisposizione alle infezioni da Cryptosporidium può essere aumentata. Molti pazienti muoiono prima della pubertà e quelli che vivono più a lungo spesso vanno incontro a cirrosi o linfomi a cellule B.

Sindrome da iper-IgM autosomica recessiva

Nella sindrome da iper-IgM autosomica recessiva con mutazione del CD40, le manifestazioni sono simili a quelle della forma legata al cromosoma X.

Almeno 4 forme autosomiche recessive presentano un deficit dei linfociti B. In 2 di queste forme (deficit di citidina deaminasi o di uracil-DNA glicosilasi attivazione-indotta), i livelli sierici di IgM sono molto più alti rispetto alla forma legata al cromosoma X; è presente iperplasia linfoide (che comprende linfoadenomegalia, splenomegalia e ipertrofia tonsillare) e possono essere presenti patologie autoimmuni. La leucopenia è assente.

Diagnosi

  • Espressione del ligando del CD40 e test genetici

La diagnosi di sindrome iper-IgM viene sospettata su criteri clinici, comprese infezioni sinopolmonari ricorrenti, diarrea cronica e iperplasia linfoide. Sono misurati i livelli serici di Ig; livelli sierici normali o elevati di IgM e riduzione o assenza delle altre immunoglobuline confermano la diagnosi. Deve essere eseguita la citometria a flusso per analizzare l'espressione del ligando del CD40 sulla superficie delle cellule T.

Quando possibile, la diagnosi è confermata dall'esame genetico. lI test genetico prenatale può essere proposto a donne in gravidanza se hanno una storia familiare di carenza del ligando del CD40. L'esame genetico di altri familiari non è eseguito di routine.

Altri risultati di laboratorio comprendono un numero ridotto di cellule B memoria (CD27) e assenza di cellule B memoria class-switched (IgD-CD27).

Trattamento

  • Terapia di sostituzione profilattica delle immunoglobuline (IgG) e talvolta trimetoprim/sulfametossazolo

  • Trapianto di cellule staminali ematopoietiche quando possibile

Il trattamento della sindrome da iper-IgM in genere comprende terapia di sostituzione delle immunoglobuline.

Ai pazienti con forma legata al cromosoma X o mutazioni di CD40 sono somministrati trimetoprim/sulfametossazolo profilattico per prevenire P. jirovecii e sono prese precauzioni ambientali per ridurre il rischio di infezione da Cryptosporidium ( Gastroenterite : Prevenzione). Tuttavia, poiché la prognosi è infausta, è preferibile il trapianto di cellule staminali ematopoietiche se è disponibile un fratello donatore HLA-identico.

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