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Distorsioni del ginocchio e lesioni correlate

(Lacerazione del legamento crociato anteriore; lesione del menisco; lacerazione del legamento collaterale mediale; lacerazione del legamento crociato posteriore)

Di

Danielle Campagne

, MD, University of San Francisco - Fresno

Ultima revisione/verifica completa ott 2019| Ultima modifica dei contenuti ott 2019
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I fatti in Breve
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Risorse sull’argomento

Le distorsioni del ginocchio si verificano quando si produce una lacerazione dei legamenti che collegano il femore alla tibia. Possono essere lesionati anche i cuscinetti cartilaginei (menischi), che hanno la funzione di assorbire le sollecitazioni meccaniche del ginocchio.

  • Le distorsioni del ginocchio sono spesso dovute a piegamenti o torsioni del ginocchio quando il piede è piantato al suolo.

  • Il ginocchio è solitamente gonfio e dolorante.

  • La diagnosi si basa solitamente sui riscontri all’esame obiettivo.

  • Il riposo e l’immobilizzazione del ginocchio sono spesso l’unico trattamento necessario; tuttavia, a volte le lesioni gravi devono essere riparate chirurgicamente.

Vi sono diversi legamenti che contribuiscono a mantenere il ginocchio in sede:

  • Legamenti collaterali: questi legamenti sono situati su entrambi i lati del ginocchio e ne impediscono il movimento laterale eccessivo. Il legamento collaterale mediale si trova nella parte interna della gamba mentre il legamento collaterale laterale si trova nella parte esterna.

  • Legamenti crociati: questi legamenti impediscono il movimento eccessivo del ginocchio in avanti o indietro. Il legamento crociato anteriore (LCA) si incrocia frontalmente con il legamento crociato posteriore (LCP) a formare una X.

I cuscinetti cartilaginei (menischi) riempiono lo spazio tra il femore e la tibia e aiutano a stabilizzare e ammortizzare l’articolazione del ginocchio.

I legamenti mantengono il ginocchio coeso

Due legamenti, uno su ciascun lato del ginocchio, ne impediscono il movimento laterale eccessivo:

  • Il legamento collaterale mediale, che si trova nella parte interna della gamba

  • Il legamento collaterale laterale, che si trova nella parte esterna della gamba

Due legamenti all’interno dell’articolazione (legamenti crociati) impediscono il movimento eccessivo del ginocchio in avanti o indietro:

  • Il legamento crociato anteriore (LCA)

  • Il legamento crociato posteriore (LCP)

L’LCA incrocia frontalmente l’LCP, formando una X.

I menischi sono cuscinetti cartilaginei che fungono da ammortizzatori tra il femore e l’osso più grande della gamba (tibia), che costituiscono l’articolazione del ginocchio.

I legamenti mantengono il ginocchio coeso

Le strutture più comunemente lesionate nel ginocchio sono

  • Il legamento collaterale mediale

  • Il legamento crociato anteriore

Secondo la direzione della forza applicata sul ginocchio, si verifica la lacerazione di strutture diverse:

  • Legamenti collaterale mediale e crociato anteriore: la lacerazione di uno di questi legamenti o di entrambi si può produrre se il ginocchio viene colpito lateralmente mentre il soggetto carica su un solo piede piantato fermamente al suolo, come avviene durante un placcaggio nel football americano. Se il colpo comporta anche una torsione del ginocchio, vi sono maggiori probabilità che si verifichi una lesione.

  • Legamenti collaterale laterale e crociato anteriore: la lesione di questi legamenti può avvenire quando la forza applicata sul ginocchio è diretta verso l’esterno. Questo tipo di lesione può verificarsi quando la gamba viene spinta dall’interno.

  • Legamenti crociati anteriore e posteriore: la lesione di questi legamenti può avere luogo quando il ginocchio viene disteso con forza.

  • Menischi: si può subire una lesione ai menischi quando caricando un piede si produce una torsione del ginocchio perché quest’ultimo è lesionato.

Sintomi

In alcuni casi, quando si verifica la lesione il soggetto sente o avverte uno schiocco nel ginocchio. Tale schiocco generalmente indica la lacerazione di un legamento (in particolare il legamento crociato anteriore).

Il ginocchio è dolorante, gonfio, rigido e talvolta contuso. Il punto in cui si avverte dolore dipende dalla struttura lesionata. Si può avere l’impressione che il ginocchio sia instabile, come se dovesse cedere. Possono manifestarsi spasmi muscolari, contrazioni involontarie dei muscoli attorno al ginocchio. Il momento in cui si sviluppano i sintomi e la loro gravità dipendono dalla gravità della lesione:

  • Lieve: lo sviluppo del gonfiore avviene nell’arco delle prime ore, ma può richiedere più di 24 ore. Il dolore è solitamente da lieve a moderato.

  • Moderata: il dolore è moderato o grave, soprattutto quando si muove o si piega il ginocchio.

  • Grave: il dolore può essere lieve, moderato o grave e alcune persone non sono in grado di camminare autonomamente.

A volte, un menisco lesionato impedisce la flessione del ginocchio (blocco del ginocchio).

In certi casi, la forza che causa una distorsione del ginocchio può anche determinare fratture ossee e/o danni a carico dei tendini del ginocchio (lesioni del tendine estensore del ginocchio).

Diagnosi

  • Valutazione medica

  • Radiografie per verificare la presenza di fratture

  • Talvolta, risonanza magnetica per immagini

Il medico sospetta una distorsione del ginocchio in presenza di sintomi tipici (come il gonfiore) e di un evento lesivo verosimilmente distorsivo.

Test da sforzo

Verifica la presenza di una lacerazione dei legamenti del ginocchio con la mobilizzazione della gamba in un certo modo (test da sforzo). Un esame approfondito, che includa il test da sforzo, solitamente consente ai medici di identificare le lesioni del ginocchio.

Tuttavia, il test da sforzo di solito viene rimandato perché alla valutazione iniziale il ginocchio in genere è troppo dolente. Anche un gonfiore considerevole e gli spasmi muscolari possono rendere difficoltosa la valutazione del ginocchio. Il test da sforzo può essere condotto qualche giorno dopo, quando la sintomatologia si riduce.

Esami di diagnostica per immagini

Se il ginocchio è molto dolente o gonfio, prima di effettuare il test da sforzo, il medico solitamente esegue una radiografia per verificare la presenza di fratture ossee.

Certi risultati rendono più probabili eventuali fratture:

  • Intenso dolore avvertito in certe aree dell’articolazione del ginocchio.

  • Impossibilità di piegare il ginocchio.

  • A causa del dolore, il soggetto non è assolutamente in grado di caricare la gamba interessata.

  • Il soggetto ha un’età superiore ai 55 anni.

Di solito, inizialmente non viene effettuata una risonanza magnetica per immagini (RMI), ma può essere eseguita se:

  • Si sospetta una lesione grave.

  • I sintomi non si risolvono dopo diverse settimane di protezione, riposo, ghiaccio, compressione ed elevazione (terapia PRICE).

Trattamento

  • Talvolta, drenaggio del liquido

  • Protezione, riposo, ghiaccio, compressione e sollevamento

  • Tutore o immobilizzatore per ginocchio e stampelle

  • Talvolta intervento chirurgico

Se si è formato un eccessivo accumulo di liquido nel ginocchio, a volte il medico può drenarlo per alleviare il dolore e gli spasmi muscolari.

La maggior parte delle lesioni di entità lieve o moderata può essere inizialmente trattata con protezione, riposo, ghiaccio, compressione ed elevazione (terapia PRICE), inclusa l’immobilizzazione del ginocchio con un tutore o un dispositivo che lo supporti e ne impedisca la flessione (immobilizzatore per ginocchio). Gli esercizi di mobilizzazione vengono iniziati presto.

In caso di distorsione grave del ginocchio, alcune persone devono portare un immobilizzatore per 6 settimane o più a lungo.

Alcune lesioni gravi dei legamenti o dei menischi richiedono la correzione chirurgica da parte di un chirurgo ortopedico. Questa viene solitamente eseguita attraverso una piccola incisione e una piccola sonda flessibile, una procedura definita chirurgia artroscopica.

Per le persone con lesioni di entità lieve o moderata sono consigliabili esercizi per rinforzare il ginocchio. Se le lesioni sono gravi, gli esercizi di rafforzamento vengono rimandati al periodo successivo all’intervento chirurgico.

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