Listeriosi

(Listeria)

DiLarry M. Bush, MD, FACP, Charles E. Schmidt College of Medicine, Florida Atlantic University;
Maria T. Vazquez-Pertejo, MD, FACP, Wellington Regional Medical Center
Reviewed ByBrenda L. Tesini, MD, University of Rochester School of Medicine and Dentistry
Revisionato/Rivisto Modificata set 2025
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La listeriosi è un’infezione causata dal batterio Gram-positivoListeria monocytogenes; di solito si contrae consumando alimenti contaminati.

  • I batteri possono venire ingeriti consumando latticini contaminati o latte, verdure e carni crudi oppure alimenti refrigerati che non richiedono la cottura prima di del consumo.

  • Si manifestano febbre, brividi e dolori muscolari, oltre a nausea, vomito e diarrea.

  • La listeriosi può causare un aborto spontaneo o il travaglio pretermine nelle donne in gravidanza e gravi malattie o morte dei neonati.

  • L’identificazione dei batteri in un campione di sangue o nel liquido cerebrospinale conferma la diagnosi.

  • Gli antibiotici possono curare l’infezione.

  • La prevenzione richiede di evitare il consumo di alimenti potenzialmente contaminati, soprattutto qualora si sia a rischio di sviluppare una listeriosi invasiva.

(Vedere anche Panoramica sui batteri e Listeriosi nel neonato)

Listeria monocytogenes risiede nell’intestino delle persone e di molti animali in tutto il mondo.

La maggior parte dei casi di listeriosi deriva dall’ingestione di cibo contaminato.

La listeriosi solitamente si acquisisce consumando alimenti contaminati. In tali casi, i batteri del genere Listeria possono penetrare nel flusso sanguigno e diffondersi ad altri organi. Raramente, i batteri del genere Listeria infettano la pelle di veterinari, agricoltori e altre persone che sono in contatto diretto con animali infetti (in particolare durante la macellazione e la manipolazione delle carcasse).

I batteri crescono nel cibo alle temperature del frigorifero e sopravvivono nel surgelatore. La pastorizzazione dei prodotti caseari distrugge i batteri. Un’adeguata cottura o riscaldamento del cibo uccide i batteri. Tuttavia, essi possono trovarsi in crepe o fessure piene di cibo e in aree inaccessibili di strutture commerciali ove si lavorano gli alimenti, e sono in grado di ricontaminare gli stessi alimenti. Se il cibo acquistato non richiede ulteriore cottura, i batteri residui vengono consumati con l’alimento e sono in grado di proliferare nei prodotti conservati in frigorifero, confezionati e pronti all’uso (che non richiedono cottura prima del consumo), senza modificare il sapore né l’odore dell’alimento.

Tra gli alimenti coinvolti in precedenti epidemie di listeriosi ci sono i formaggi a pasta molle (come i formaggi bianchi dell’America Latina, la feta, il Brie e il Camembert), le insalate gastronomiche (come l’insalata di cavolo crudo), il latte non pastorizzato, gli affettati, i würstel di tacchino, altri tipi di würstel, i gamberetti, il salmone affumicato e il pollo non cotto a sufficienza.

Listeriosi invasiva

A volte i batteri dall’intestino entrano nel sangue circolante e invadono alcuni organi (listeriosi invasiva). I batteri possono diffondersi:

  • I tessuti che rivestono il cervello e il midollo spinale (meningite)

  • Agli occhi

  • Le valvole cardiache (endocardite)

  • Alle articolazioni

  • All’utero e al feto, nelle donne in gravidanza

In rari casi, possono formarsi raccolte di pus (ascessi) nel cervello e nel midollo spinale.

Fattori di rischio

Negli Stati Uniti, la listeriosi invasiva si sviluppa solo in circa 1.600 persone l’anno, ed è letale per circa 1 persona infetta su 6. È più comune tra:

  • Donne in gravidanza

  • Feti e neonati

  • Persone di età pari o superiore a 65 anni

  • Soggetti con sistema immunitario indebolito, come quelli con infezione da HIV

Le donne in gravidanza presentano una maggiore probabilità di contrarre la listeriosi rispetto alla popolazione generale e le gestanti ispaniche sono particolarmente suscettibili all’infezione.

La listeriosi può causare aborto spontaneo, morte in utero e parto prematuro, ma nelle donne in gravidanza l’infezione di rado è grave o causa il decesso. Tuttavia, in rari casi, la madre affetta da listeriosi può trasmettere l’infezione al feto o al neonato, che a quel punto può ammalarsi gravemente (vedere Listeriosi nel neonato).

Sapevate che...

  • Le donne incinte sono particolarmente predisposte alla listeriosi, che può causare un aborto spontaneo o il travaglio pretermine oppure danneggiare il neonato.

Sintomi della listeriosi

Generalmente la listeriosi provoca brividi, febbre e dolori muscolari (come l’influenza) accompagnati da nausea, vomito e diarrea, e i sintomi si risolvono di solito nel giro di 1–3 giorni.

Se si sviluppa la listeriosi invasiva, i sintomi variano in base alla parte del corpo infettata.

Se si sviluppa la meningite, i pazienti lamentano cefalea e rigidità nucale. Potrebbero presentarsi stato confusionale e perdita dell’equilibrio.

L’infezione dell’utero o della placenta in una donna incinta può avere come conseguenza l’aborto spontaneo o la morte in utero del feto. I bambini che sopravvivono possono sviluppare listeriosi e presentare infezioni del circolo ematico (sepsi) o meningite, mentre molti neonati che hanno acquisito l’infezione in prossimità del termine della gravidanza o al termine della gravidanza muoiono.

Diagnosi della listeriosi

  • Emocoltura o coltura del liquido cerebrospinale

Per formulare la diagnosi di listeriosi, il medico preleva un campione di sangue oppure esegue una puntura lombare (rachicentesi) per ottenere un campione del liquido che circonda il cervello e il midollo spinale (liquido cerebrospinale). I campioni vengono inviati in laboratorio per far crescere (in coltura) i batteri. L’identificazione dei batteri nel campione conferma la diagnosi.

Trattamento della listeriosi

  • Antibiotici

Nei soggetti senza problemi del sistema immunitario che presentano solo febbre lieve o disturbi digestivi lievi, la listeriosi di solito si risolve spontaneamente e in genere non richiede un trattamento antibiotico.

Gli antibiotici possono curare la listeriosi e sono necessari nei soggetti con problemi del sistema immunitario, nelle donne in gravidanza, nei neonati e nei soggetti con sintomi più gravi.

Per la maggior parte delle infezioni da Listeria, come l’endocardite e la meningite, si somministrano in vena (per via endovenosa) gli antibiotici ampicillina e gentamicina. In caso di allergia alle penicilline, invece dell’ampicillina si utilizza la combinazione sulfametoxazolo/trimetoprim.

Le infezioni agli occhi possono essere trattate con eritromicina per via orale oppure con trimetoprim-sulfametoxazolo per via endovenosa.

Prevenzione della listeriosi

Gli alimenti sono frequentemente contaminati da batteri del genere Listeria. Questi batteri sono in grado di riprodursi alle temperature di refrigerazione; pertanto, alimenti leggermente contaminati possono diventare altamente contaminati durante la permanenza in frigorifero.

È necessario adottare alcune precauzioni, soprattutto per le persone a rischio di gravi conseguenze in caso di infezione. Tali persone sono rappresentate da coloro il cui sistema immunitario è compromesso, donne in gravidanza e persone di età pari o superiore a 65 anni. Ad esempio, coloro che sono a rischio non dovrebbero consumare determinati alimenti:

  • Formaggi a pasta molle prodotti con latte non pastorizzato (come feta, Brie, formaggi freschi e Camembert)

  • Latte crudo (non pastorizzato) e formaggi prodotti con latte crudo (sebbene la contaminazione da Listeria possa verificarsi dopo la pastorizzazione)

  • Alimenti refrigerati pronti per l’uso (come würstel, affettati, paté e preparazioni spalmabili a base di carne), tranne qualora vengano riscaldati a una temperatura interna di 73,9 °C o finché non siano fumanti appena prima di servirli

  • Pesce affumicato refrigerato (come il salmone o l’aringa sottoposti a diverse procedure di affumicatura o marinatura), eccetto qualora sia stato cotto

Possono contribuire a ridurre il rischio di infezione le seguenti precauzioni:

  • Refrigerare gli avanzi entro 2 ore in contenitori coperti e poco profondi, da consumare entro 3-4 giorni

  • Impostare la temperatura del frigorifero a valori non superiori a 4,4 °C

  • Impostare la temperatura del congelatore a valori non superiori a -17,8 °C

Ulteriori informazioni

La seguente risorsa in lingua inglese può essere utile. Si prega di notare che il Manuale non è responsabile del contenuto di questa risorsa.

  1. Centers for Disease Control and Prevention: Listeriosis: informazioni sulla listeriosi, compresi link ai focolai epidemici, soggetti ad alto rischio di infezione e prevenzione

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