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Insonnia e sonnolenza diurna eccessiva (EDS)

Di

Richard J. Schwab

, MD, University of Pennsylvania, Division of Sleep Medicine

Revisionato/Rivistomag 2022
CONSULTA LA VERSIONE PER I PROFESSIONISTI
I fatti in Breve
Risorse sull’argomento
  • L’insonnia è la difficoltà ad addormentarsi o a rimanere addormentati, svegliarsi presto o un’alterazione nella qualità del sonno che lo fa sembrare insufficiente o poco ristoratore.

  • La sonnolenza diurna eccessiva si riferisce al fatto di essere insolitamente assonnati o di addormentarsi durante il giorno.

L’insonnia può essere un disturbo di per sé oppure un sintomo di altri disturbi. L’eccessiva sonnolenza diurna non costituisce un disturbo, bensì un sintomo di diversi disturbi correlati al sonno.

Le difficoltà ad addormentarsi e a rimanere addormentati e a svegliarsi prima di quanto si desideri sono elementi comuni nei giovani e negli anziani. Circa il 10% degli adulti presenta insonnia di lunga durata (cronica) e circa il 30%-50% insonnia sporadica.

Sapevate che...

  • Quasi tutti soffrono di insonnia in un determinato momento.

  • I sonniferi su prescrizione medica e i sonniferi da banco che contengono difenidramina non sono buone scelte per trattare l’insonnia.

  • Il migliore trattamento per l’insonnia è la terapia cognitivo-comportamentale, che include cambiamenti delle abitudini per migliorare il sonno.

Se il sonno Panoramica sul sonno Il sonno è necessario per la sopravvivenza e per mantenere un buono stato di salute, ma non è ancora del tutto chiaro il motivo della sua necessità e in che modo esattamente apporti benefici... maggiori informazioni è disturbato, a volte le persone non a riescono funzionare normalmente durante la giornata. Le persone che soffrono di insonnia o di sonnolenza diurna eccessiva sono sonnolente, stanche e irritabili durante il giorno e hanno difficoltà a concentrarsi e a svolgere attività. Le persone con sonnolenza diurna eccessiva possono addormentarsi durante il lavoro o alla guida.

Esistono diversi tipi di insonnia:

Cause di insonnia ed EDS

Insonnia e sonnolenza diurna eccessiva possono essere causate da condizioni all’interno e all’esterno del corpo. Alcune condizioni causano insonnia e sonnolenza diurna eccessiva, altre causano l’una o l’altra. Alcune persone soffrono di insonnia cronica senza relazione apparente con cause particolari. Possono essere coinvolti dei fattori genetici.

Cause comuni

L’insonnia è causata il più delle volte da

  • Cattive abitudini nel sonno, come il fatto di bere bevande che contengono caffeina nel tardo pomeriggio o la sera, fare attività fisica la sera tardi o un programma di sonno-veglia irregolare

  • Disturbi mentali, in particolare depressione, ansia e disturbi da abuso di sostanze

  • Altri disturbi, come i disturbi cardiaci e polmonari, disturbi che colpiscono i muscoli o le ossa, o dolore cronico

  • Stress, come quello dovuto a un ricovero, alla perdita del lavoro o a un lutto in famiglia (chiamata insonnia transitoria)

  • Eccessiva preoccupazione sull’insonnia e un altro giorno faticoso (chiamata insonnia psicofisiologica)

Il fatto di coricarsi tardi o di fare pennichelle durante il giorno per recuperare il sonno perduto può rendere ancora più difficile addormentarsi la notte successiva.

L’eccessiva sonnolenza diurna generalmente è causata da

Qualsiasi disturbo che causa dolore o disagio, in particolare se peggiorato dal movimento, può causare brevi risvegli e interferire con il sonno.

Cause meno comuni

I farmaci, quando utilizzati per lungo periodo o quando interrotti (sospensione), possono causare insonnia e sonnolenza diurna eccessiva.

Molti farmaci che influiscono sulle funzioni cerebrali (psicoattivi) possono causare movimenti anomali durante il sonno e possono disturbarlo. I sedativi comunemente prescritti per trattare l’insonnia possono causare irritabilità e apatia e ridurre la lucidità mentale. Inoltre, se un sedativo viene assunto per più di qualche giorno, l’interruzione può aggravare improvvisamente il problema di sonno originale.

A volte la causa è un disturbo del sonno.

L’ apnea del sonno centrale o ostruttiva Apnea centrale del sonno L’apnea notturna è un grave disturbo del sonno in cui il respiro si arresta ripetutamente per un tempo sufficientemente lungo da perturbare il sonno e, spesso, ridurre la quantità di ossigeno... maggiori informazioni Apnea centrale del sonno viene spesso identificata per prima quando le persone riferiscono insonnia o sonno disturbato o non riparatore. Si verifica anche in persone che hanno altri disturbi (come una malattia cardiaca) o che assumo particolari farmaci. Questo disturbo rende la respirazione superficiale o la interrompe in modo ripetuto durante tutta la notte.

Il disturbo dei movimenti periodici degli arti Disturbo del movimento periodico degli arti e sindrome delle gambe senza riposo Il disturbo dei movimenti periodici degli arti implica movimenti ripetitivi di braccia, gambe o entrambi durante il sonno. La sindrome delle gambe senza riposo si traduce in un bisogno irrefrenabile... maggiori informazioni interrompe il sonno perché causa spasmi e scuotimenti ripetuti delle gambe durante il sonno. Di conseguenza, si manifesta sonnolenza durante il giorno. Solitamente, le persone affette da disturbo da movimenti periodici degli arti non sono consapevoli di questi movimenti e dei brevi risvegli da cui sono seguiti.

La sindrome delle gambe senza riposo Disturbo del movimento periodico degli arti e sindrome delle gambe senza riposo Il disturbo dei movimenti periodici degli arti implica movimenti ripetitivi di braccia, gambe o entrambi durante il sonno. La sindrome delle gambe senza riposo si traduce in un bisogno irrefrenabile... maggiori informazioni rende difficile addormentarsi e rimanere addormentati perché si ha la sensazione di dover muovere le gambe e, più raramente, le braccia quando si è seduti o sdraiati. Le persone solitamente hanno anche sensazioni di formicolio negli arti.

Tabella

Valutazione di insonnia ed EDS

In genere, la causa dell’insonnia viene identificata in base alla descrizione dei problemi attuali fatta dal paziente e ai risultati dell’esame obiettivo. Molte persone hanno problemi evidenti, come cattive abitudini di riposo, stress o difficoltà ad abituarsi ai turni di lavoro.

Segnali d’allarme

Alcuni sintomi possono essere fonte di preoccupazione:

Quando rivolgersi a un medico

Le persone devono consultare presto un medico se presentano segnali d’allarme o se i sintomi correlati al sonno interferiscono con le attività quotidiane.

Se persone sane presentano sintomi correlati al sonno per brevi periodi (meno di 1 o 2 settimane) ma senza segnali d’allarme, possono cercare di modificare il proprio comportamento Igiene del sonno I problemi correlati al sonno più comunemente riportati sono l’insonnia e la sonnolenza diurna eccessiva. L’insonnia è la difficoltà ad addormentarsi o a rimanere addormentati, svegliarsi presto... maggiori informazioni in modo tale da migliorare il sonno. Se questi cambiamenti non si rivelano utili dopo una settimana circa, si consiglia di consultare un medico.

Come si comporta il medico

Il medico chiede informazioni su:

  • I modelli del sonno

  • Le abitudini al momento di coricarsi

  • L’uso di farmaci (compresi sostanze stupefacenti per uso ricreativo)

  • Uso di altre sostanze (come alcol, caffeina e tabacco)

  • Grado di stress

  • Anamnesi (comprendente i disturbi che possono interferire con il sonno)

  • Livello di attività fisica

I disturbi che interferiscono con il sonno includono broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) La broncopneumopatia cronica ostruttiva è un restringimento (occlusione od ostruzione) persistente delle vie aeree, dovuta a enfisema, bronchite cronica o entrambe le condizioni. Il fumo delle... maggiori informazioni Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) , asma Asma L’asma è una condizione in cui le vie aeree si restringono, di solito in modo reversibile, in riposta ad alcuni stimoli. I sintomi più comuni sono tosse, respiro sibilante e respiro affannoso... maggiori informazioni Asma , insufficienza cardiaca Insufficienza cardiaca (IC) Con insufficienza cardiaca si intende un disturbo in conseguenza del quale il cuore non è più in grado di soddisfare le esigenze dell’organismo, causando una riduzione del flusso ematico, accumulo... maggiori informazioni Insufficienza cardiaca (IC) , tiroide iperattiva (ipertiroidismo Ipertiroidismo L’ipertiroidismo è una condizione di iperattività della tiroide che determina un aumento dei livelli degli ormoni tiroidei e, quindi, l’accelerazione delle funzioni vitali dell’organismo. La... maggiori informazioni Ipertiroidismo ), reflusso gastroesofageo Malattia da reflusso gastroesofageo (GERD) Nella malattia da reflusso gastroesofageo il contenuto dello stomaco, compresi acido e bile, refluiscono dallo stomaco all’esofago, causandone l’infiammazione oltre a dolore localizzato nella... maggiori informazioni Malattia da reflusso gastroesofageo (GERD) , disturbi dolorosi (come l’ artrite reumatoide Artrite reumatoide (AR) L’artrite reumatoide è un’artrite infiammatoria in cui le articolazioni, in genere quelle delle mani e dei piedi, sviluppano un’infiammazione, dando luogo a gonfiore, dolore e spesso distruzione... maggiori informazioni Artrite reumatoide (AR) ), disturbi che causano incontinenza urinaria Incontinenza urinaria negli adulti L’incontinenza urinaria è caratterizzata dal rilascio involontario di urina. L’incontinenza può colpire sia gli uomini sia le donne di qualsiasi età, ma è più diffusa fra le donne e gli anziani... maggiori informazioni Incontinenza urinaria negli adulti o minzione frequente e disturbi cerebrali, del midollo spinale e nervosi (in particolare i disturbi del movimento Panoramica sui disturbi del movimento Ogni movimento corporeo, dal sollevare una mano al sorridere, implica un’interazione complessa fra il sistema nervoso centrale (cervello e midollo spianale), i nervi e i muscoli. Una lesione... maggiori informazioni ).

Potrebbe venir chiesto alle persone di tenere un registro del sonno in cui riportare una descrizione dettagliata delle abitudini di riposo, con le ore in cui ci si addormenta e sveglia (inclusi i risvegli notturni), le eventuali pennichelle e altri problemi di sonno. Quando prende in considerazione la diagnosi di insonnia, il medico tiene conto del fatto che alcune persone hanno bisogno di meno sonno rispetto ad altre.

Se i pazienti soffrono di eccessiva sonnolenza diurna, può chiedere loro di compilare un questionario, indicando le probabilità di addormentarsi in varie situazioni. Può chiedere al partner di descrivere qualsiasi anomalia che si manifesta durante il sonno, come il russamento e le pause nella respirazione.

Viene effettuato un esame obiettivo per controllare i disturbi che possono causare l’insonnia o la sonnolenza diurna eccessiva, e in particolare l’apnea ostruttiva del sonno.

Esami

Gli esami non sono necessari se i sintomi suggeriscono una causa come cattive abitudini di sonno, stress, disturbo da lavoro a turni o sindrome delle gambe irrequiete (un bisogno irresistibile di muovere le gambe o le braccia subito prima di addormentarsi o nel sonno).

Il medico chiede a volte di consultare uno specialista dei disturbi del sonno per una valutazione in un laboratorio del sonno. I motivi di questa visita specialistica includono

La valutazione consiste nella polisonnografia e nell’osservazione (a volte con registrazione video) di movimenti insoliti durante un’intera notte di sonno. In alcuni casi vengono effettuati anche altri esami.

La polisonnografia viene solitamente eseguita di notte in un laboratorio, che può essere situato in un ospedale, una clinica, una stanza d’albergo o un’altra struttura dotata di un letto, un bagno e strumentazione per il monitoraggio. Vengono applicati degli elettrodi sul cuoio capelluto e sul viso per registrare l’attività elettrica del cervello (elettroencefalogramma Elettroencefalogramma Possono essere necessarie delle procedure diagnostiche per confermare la diagnosi suggerita dall’ anamnesi e dall’ esame obiettivo. L’elettroencefalografia (EEG) è una procedura semplice e indolore... maggiori informazioni Elettroencefalogramma , o EEG) e i movimenti degli occhi. L’applicazione degli elettrodi è indolore. Le registrazioni aiutano a fornire al medico informazioni sulle fasi del sonno. Gli elettrodi vengono anche fissati ad altre zone del corpo per registrare il battito cardiaco (elettrocardiografia Elettrocardiogramma L’elettrocardiogramma è un procedura rapida, semplice e indolore nella quale gli impulsi elettrici del cuore vengono amplificati e registrati. La registrazione, ovvero l’elettrocardiogramma... maggiori informazioni Elettrocardiogramma o ECG), l’attività muscolare (elettromiografia Elettromiografia e studi della conduzione nervosa Possono essere necessarie delle procedure diagnostiche per confermare la diagnosi suggerita dall’ anamnesi e dall’ esame obiettivo. L’elettroencefalografia (EEG) è una procedura semplice e indolore... maggiori informazioni Elettromiografia e studi della conduzione nervosa ) e la respirazione. Viene attaccata una clip indolore a un dito o a un orecchio per registrare i livelli di ossigeno nel sangue. La polisonnografia può rilevare disturbi della respirazione (come un’apnea notturna ostruttiva o centrale), disturbi convulsivi, narcolessia, disturbo del movimento periodico degli arti e movimenti e comportamenti insoliti durante il sonno (parasonnie). La polisonnografia viene oggi comunemente eseguita a domicilio per la diagnosi di apnea ostruttiva del sonno, ma non di eventuali altri disturbi del sonno.

Viene effettuato un test delle latenze multiple del sonno per distinguere fra stanchezza fisica e sonnolenza diurna eccessiva e per verificare la presenza di narcolessia. I soggetti trascorrono la giornata in un laboratorio del sonno, dove viene data loro la possibilità di fare cinque pennichelle a intervalli di 2 ore. Devono mettersi sdraiati in una stanza buia e viene loro chiesto di fare un pennichella. La polisonnografia viene usata nell’ambito di questo esame per valutare la rapidità con cui i soggetti si addormentano. Rileva il momento dell’addormentamento ed è utilizzata per monitorare le fasi del sonno durante le pennichelle.

L’esame di mantenimento della veglia viene usato per determinare fino a che punto le persone riescono a stare sveglie quando restano sedute in una stanza tranquilla. Questo esame aiuta a stabilire quanto grave sia la sonnolenza diurna e se i pazienti possano svolgere in sicurezza le proprie attività quotidiane (come guidare un’automobile).

Possono essere effettuati degli esami per valutare cuore, polmoni e fegato nelle persone con sonnolenza diurna eccessiva se i sintomi o i risultati dell’esame obiettivo suggeriscono che la causa è un altro disturbo.

Trattamento di insonnia ed EDS

Il trattamento dell’insonnia dipende dalla causa e dalla gravità, ma in genere prevede una combinazione dei seguenti:

  • Trattamento di disturbi che contribuiscono all’insonnia

  • Una buona igiene del sonno

  • Terapia cognitivo-comportamentale

  • Sonniferi

Se l’insonnia è dovuta a un altro disturbo, viene trattato quel disturbo. Questo trattamento può migliorare il sonno. Per esempio, se le persone soffrono di insonnia e di depressione, il trattamento della depressione spesso risolve anche l’insonnia. Alcuni farmaci antidepressivi hanno pure effetti sedativi che aiutano il sonno se somministrati prima di coricarsi. Tuttavia, questi farmaci possono anche causare sonnolenza diurna, in particolare negli anziani.

L’alcol non è un sonnifero adeguato e, di fatto, può anzi interferire con il sonno. Produce un sonno non ristoratore con molti risvegli durante la notte.

Igiene del sonno

L’igiene del sonno si concentra sui cambiamenti comportamentali per migliorare il sonno. Questi cambiamenti prevedono di limitare la quantità di tempo trascorso a letto, di stabilire un programma regolare di sonno-veglia, e di fare cose rilassanti prima di andare a letto (come leggere o fare un bagno caldo). Limitare la quantità di tempo trascorso a letto intende aiutare a eliminare lunghi periodi di veglia notturna.

Tabella

Terapia cognitivo-comportamentale

La terapia cognitivo-comportamentale, a cura di un terapista del sonno qualificato, può aiutare quando l’insonnia interferisce con le attività quotidiane e quando i cambiamenti comportamentali volti a migliorare il sonno (buona igiene del sonno) da soli si rivelano inefficaci. La terapia cognitivo-comportamentale prevede in genere quattro-otto sedute individuali o di gruppo, ma può avvenire anche in remoto, come attraverso Internet o per telefono. Dopo la fine di questa terapia i suoi effetti sono duraturi.

Lo psicoterapeuta aiuta il soggetto a modificare i propri comportamenti per migliorare il sonno. Il terapeuta chieda ai pazienti di tenere un diario del sonno, dove registrare quanto bene e quanto a lungo dormono, nonché eventuali comportamenti che potrebbero interferire con il sonno (come mangiare o fare esercizio tardi la sera, consumo di alcol o caffeina, ansia o incapacità di smettere di pensare quando si tenta di dormire).

I terapeuti possono raccomandare di limitare la quantità di tempo trascorso a letto in modo che i soggetti trascorrano meno tempo sdraiati a letto a cercare inutilmente di addormentarsi.

La terapia cognitivo-comportamentale può aiutare le persone a capire il proprio problema, a perdere le abitudini del sonno sbagliate e ad eliminare i pensieri inutili, come preoccuparsi per la perdita di sonno o per le attività del giorno successivo. Questa terapia comprende anche tecniche di rilassamento come ad esempio immagini visive, rilassamento progressivo dei muscoli ed esercizi di respirazione.

Sonniferi su prescrizione medica

Quando un disturbo del sonno interferisce con le attività normali e il senso di benessere, può aiutare l’assunzione occasionale di sonniferi su ricetta (chiamati anche ipnotici o pillole per dormire) per alcune settimane al massimo.

La maggior parte dei sonniferi richiede una prescrizione medica perché può causare problemi.

  • Perdita di efficacia: quando le persone si abituano ai sonniferi, questi possono diventare inefficaci. Tale effetto è chiamato tolleranza.

  • Sintomi da interruzione: Se un sonnifero viene usato per diversi giorni, la sua interruzione può far peggiorare il disturbo del sonno originale (provocando insonnia da rimbalzo) e aumentare l’ansia. I medici consigliano, pertanto, di ridurre la dose gradatamente nell’arco di alcune settimane fino all’interruzione del farmaco.

  • Rischio di dipendenza o assuefazione: Se si assumono sonniferi per più di alcuni giorni, si può avere la sensazione di non poter dormire senza prenderli. L’interruzione del farmaco rende le persone ansiose, nervose e irritabili, oppure provoca sogni inquietanti.

  • Rischio di sovradosaggio: se assunti in dosi superiori a quelle consigliate, alcuni dei vecchi sonniferi possono causare stato confusionale, delirio, rallentamento pericoloso della respirazione, polso debole, labbra e unghie delle dita blu e perfino morte.

  • Effetti collaterali gravi: la maggior parte dei sonniferi, anche alle dosi consigliate, è particolarmente rischiosa per le persone anziane e con problemi di respirazione poiché tende a inibire le aree cerebrali che controllano il respiro. Alcuni possono ridurre l’attenzione diurna, mettendo a rischio la guida o l’uso di macchinari. I sonniferi sono particolarmente pericolosi quando assunti con altre sostanze che causano sonnolenza diurna e inibiscono la respirazione, come alcol, oppiodi (narcotici) antistaminici o antidepressivi. Gli effetti abbinati sono più pericolosi. In rari casi, soprattutto se assunti a dosi superiori a quelle consigliate o con alcol, i sonniferi causano crisi di sonnambulismo durante le quali la persona cammina o addirittura guida, ma anche reazioni allergiche gravi. I sonniferi contribuiscono anche ad aumentare il rischio di cadute la notte.

Le benzodiazepine sono i sonniferi più comuni. Alcune benzodiazepine (come flurazepam) agiscono più a lungo rispetto ad altre (come temazepam e triazolam). Il medico cerca di evitare di prescrivere benzodiazepine a lunga durata agli anziani, che non sono in grado di metabolizzare ed eliminare i farmaci come i giovani. L’assunzione di questi farmaci li rende più soggetti a sonnolenza diurna, difficoltà di eloquio, cadute e occasionale stato confusionale.

Altri sonniferi utili non sono benzodiazepine, ma interessano le stesse aree del cervello delle benzodiazepine. Questi farmaci (eszopiclone, zaleplon e zolpidem) hanno durata più breve rispetto alla maggior parte delle benzodiazepine e causano meno sonnolenza diurna. Lo zolpidem è disponibile anche in forma a lunga durata (a rilascio prolungato o RP) e in forma ad azione molto breve (bassa dose).

Il ramelteon, un nuovo sonnifero, ha gli stessi vantaggi di questi farmaci ad azione breve. Inoltre, può essere utilizzato più a lungo delle benzodiazepine senza perdere l’efficacia e senza causare sintomi da astinenza. Non crea assuefazione e non sembra avere rischi di sovradosaggio. Tuttavia, in molti soggetti non è efficace. Il ramelteon agisce sulla stessa zona del cervello della melatonina (un ormone che favorisce il sonno) ed è quindi chiamato agonista del recettore della melatonina.

Per trattare l’insonnia si possono utilizzare tre farmaci relativamente recenti (daridoexant, lemborexant e suvorexant), che aiutano ad addormentarsi e a rimanere addormentati. Questi farmaci bloccano i recettori cerebrali dell’oressina, che sono coinvolti nel controllo del sonno. Pertanto, sono chiamati bloccanti (antagonisti) del recettore dell’oressina. Si assumono per via orale una volta al giorno poco prima di coricarsi. Tuttavia, non sono eccessivamente efficaci per il trattamento dell’insonnia. L’effetto collaterale più comune è la sonnolenza.

Sonniferi da banco

Alcuni sonniferi disponibili senza prescrizione (da banco) contengono antistaminici (come la doxilamina e la difenidramina). Antistaminici Le reazioni allergiche (reazioni di ipersensibilità) sono risposte immunitarie inadeguate a sostanze solitamente innocue. Di solito, le allergie causano starnuti, lacrimazione e prurito oculare... maggiori informazioni Antistaminici Tuttavia, i farmaci che contengono antistaminici non devono essere assunti per trattare l’insonnia. Gli antistaminici possono avere effetti collaterali significativi, quali sonnolenza diurna o a volte nervosismo, agitazione, difficoltà della minzione, cadute e stato confusionale, in particolare negli anziani.

La melatonina Melatonina La melatonina è un ormone prodotto dalla ghiandola pineale (situata al centro del cervello), che regola il ritmo sonno-veglia. La melatonina utilizzata negli integratori è di origine animale... maggiori informazioni è un ormone che aiuta a promuovere il sonno e che regola il ciclo sonno-veglia. Può essere utilizzata per trattare l’insonnia. Può essere efficace quando i problemi di sonno sono causati dal fatto di coricarsi e di alzarsi sempre tardi (ad esempio, coricarsi alle 3 di notte e alzarsi alle 10 del mattino o più tardi), chiamata sindrome della fase del sonno ritardata. Per essere efficace, la melatonina dovrebbe essere assunta quando il corpo la produce normalmente (in prima serata per la maggior parte delle persone), L’uso della melatonina per l’insonnia è controverso, ma dato che ha pochi effetti collaterali, è sicuro. Gli effetti collaterali comprendono mal di testa, vertigini, nausea e sonnolenza. La melatonina può essere efficace quando usata a breve termine (fino a poche settimane), ma gli effetti dovuti all’assunzione prolungata non sono noti. Inoltre, i prodotti a base di melatonina non sono regolamentati, quindi non è possibile confermarne la purezza e il contenuto. L’uso di melatonina richiede la supervisione di un medico.

  • CBD (cannabidiolo), che causa sonnolenza ma non euforia

  • THC (tetraidrocannabinolo), che causa euforia, riduce il dolore e la nausea e influisce sulle fasi del sonno

  • CBN (cannabinolo), che causa sonnolenza, riduce il dolore e aumenta l’appetito

Il dronabinol Marijuana, sintetica Cannabis è un sinonimo di marijuana. Il tetraidrocannabinolo (THC) è il principale principio attivo della marijuana. I cannabinoidi sintetici sono sostanze prodotte artificialmente simili al... maggiori informazioni è una versione sintetica, utilizzata per trattare la nausea e il vomito associati alla chemioterapia antitumorale e per aumentare l’appetito nei pazienti affetti da AIDS.

Molti altri integratori alimentari ed erbe medicinali, come la scutellaria e la valeriana, sono disponibili nei negozi di alimenti naturali, ma i loro effetti sul sonno e gli effetti collaterali non sono ben noti.

Antidepressivi

Alcuni antidepressivi Trattamento farmacologico per la depressione L’ agomelatina, un nuovo tipo di antidepressivo, costituisce un possibile trattamento per gli episodi depressivi maggiori. Diversi tipi di farmaci possono essere usati per trattare la depressione... maggiori informazioni (come paroxetina, trazodone e trimipramina) possono calmare l’insonnia e prevenire i risvegli troppo mattutini quando sono somministrati a dosi inferiori a quelle usate per trattare la depressione. Questi farmaci possono essere utilizzati in rare situazioni quando le persone che non sono depresse non riescono a tollerare altri sonniferi. Tuttavia, gli effetti collaterali, come la sonnolenza diurna, possono rappresentare un problema, in particolare per le persone anziane.

La doxepina, utilizzata come antidepressivo quando somministrata a forti dosi, può essere un sonnifero efficace quando somministrata a basse dosi.

Consigli fondamentali per gli anziani: Insonnia ed eccessiva sonnolenza diurna

Poiché gli schemi del sonno si deteriorano con l’invecchiamento, gli anziani sono più soggetti all’insonnia rispetto ai giovani. Invecchiando le persone tendono a dormire meno e a svegliarsi più spesso durante la notte, quindi ad avere sonnolenza e a fare pennichelle durante il giorno. I periodi di sonno profondo, che sono i più riparatori, diventano più brevi e alla fine scompaiono. In genere, questi cambiamenti da soli non indicano un disturbo del sonno negli anziani.

Gli anziani che hanno un sonno interrotto possono ottenere benefici con il seguente approccio:

  • Coricarsi ad orari regolari

  • Esporsi a lungo alla luce durante il giorno

  • Fare attività fisica regolare

  • Fare meno sonnellini durante il giorno (perché possono rendere ancora più difficile una buona nottata di sonno)

Molti anziani che soffrono di insonnia non hanno bisogno di assumere sonniferi, ma se lo fanno, devono tenere presente che questi farmaci causano problemi. Per esempio, i sonniferi possono provocare stato confusionale e ridurre l’attenzione durante il giorno, rendendo pericolosa la guida. È pertanto necessaria cautela.

Punti principali

  • Le abitudini di sonno sbagliate, lo stress e le condizioni che interrompono il programma interno sonno-veglia della persona (come i turni di lavoro) causano molti casi di insonnia e sonnolenza diurna eccessiva.

  • Tuttavia, a volte la causa è un disturbo, come un’OSA o un disturbo mentale.

  • Solitamente si consiglia una polisonnografia in un laboratorio del sonno o a casa quando il medico sospetta che la causa sia un’OSA o un altro disturbo del sonno, quando la diagnosi non è certa o quando gli accorgimenti generali non sono di aiuto.

  • Se l’insonnia è lieve, i cambiamenti comportamentali (buona igiene del sonno) come il fatto di seguire un programma di sonno regolare possono essere sufficienti.

  • Se i cambiamenti comportamentali sono inefficaci, la terapia cognitivo-comportamentale è solitamente il passo successivo e, se necessario, può essere preso in considerazione l’uso a breve termine di un sonnifero (al massimo per qualche settimana).

  • Le probabilità che i sonniferi causino problemi sono maggiori negli anziani, e possono aumentare il rischio di cadute.

NOTA: Questa è la Versione per i pazienti. CLICCA QUI CONSULTA LA VERSIONE PER I PROFESSIONISTI
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