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Virus West Nile

Di

Thomas M. Yuill

, PhD, University of Wisconsin-Madison

Ultima modifica dei contenuti ago 2021
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Il virus West Nile è un flavivirus che è oggi la causa principale di encefalite da arbovirus Panoramica sulle infezioni da arbovirus, arenavirus e filovirus L'arbovirus (arthropod-borne virus) si riferisce ad alcuni virus che si trasmettono agli esseri umani e/o ad altri vertebrati tramite alcune specie di artropodi che si nutrono di sangue, in... maggiori informazioni negli Stati Uniti. La maggior parte dei pazienti presenta sintomi lievi o assenti. Circa 1 paziente su 150 sviluppa una grave infezione che coinvolge il sistema nervoso centrale. La diagnosi si basa sugli esami sierologici. Il trattamento è di supporto con un attento monitoraggio in caso di infezioni gravi.

Il virus West Nile è stato introdotto per la prima volta negli Stati Uniti nel 1999 nella città di New York. Adesso è presente in tutti i 48 stati contigui (non in Alaska), nel sud del Canada, in Messico, in America Centrale e Sud America e nelle isole dei Caraibi. Il virus West Nile è anche ampiamente diffuso in Africa, Medio Oriente, Europa meridionale, ex Unione Sovietica, India ed Indonesia.

Il virus West Nile è presente in molte specie di uccelli. Molti uccelli infetti sono asintomatici, ma altri, in particolare corvi e ghiandaie, si ammalano e muoiono rappresentando quindi un indicatore di possibile malattia in un'area. I cavalli infettati dal virus West Nile possono ammalarsi e morire. La presenza di casi equini è un buon indicatore della trasmissione del virus West Nile in una località. È disponibile un vaccino equino. Il virus viene trasmesso tra gli uccelli e all'uomo principalmente dalla zanzara culex, ma può anche essere trasmesso tramite trasfusione di sangue, trapianto di organi, o occasionalmente per via transplacentare al feto.

Sintomatologia della malattia da virus West Nile

La maggior parte dei pazienti (4 su 5) con infezione da virus West Nile non presenta sintomi. Circa 1 su 5 sviluppa febbre insieme ad altri sintomi come mal di testa, dolori muscolari, dolore articolare, vomito, diarrea o rash. Circa 1 su 150 pazienti sviluppa un grave coinvolgimento del sistema nervoso centrale con encefalite Encefalite L'encefalite è l'infiammazione del parenchima del cervello, derivante dalla diretta invasione virale. L'encefalomielite acuta disseminata è l'infiammazione del cervello... maggiori informazioni , meningite Panoramica sulle meningiti La meningite è un'infiammazione delle meningi e dello spazio subaracnoideo. Essa può derivare da un'infezione, da altre patologie o essere la conseguenza di una reazione a... maggiori informazioni o paralisi flaccida. I sintomi di infezione del sistema nervoso centrale comprendono febbre alta, cefalea, rigidità del collo, stupor, disorientamento, coma, tremori, convulsioni, debolezza muscolare, perdita della vista, intorpidimento e paralisi. Una malattia grave può colpire qualsiasi età, ma i soggetti > 60 anni o con determinate condizioni mediche croniche (p. es., diabete, ipertensione) sono a maggior rischio. Circa 1 persona su 10 con grave coinvolgimento del sistema nervoso centrale muore.

Si può verificare una paralisi flaccida acuta che di solito è clinicamente e patologicamente identica a quella data dalla poliomielite Poliomielite La poliomielite è un'infezione acuta causata da un poliovirus (un enterovirus). Le manifestazioni comprendono una malattia minore aspecifica (poliomielite abortiva), talora una meningite... maggiori informazioni , con danno delle cellule dei corni anteriori. La paralisi flaccida acuta del virus West Nile può verificarsi senza febbre o apparente prodromo virale e spesso si presenta come una paresi paralisi isolate agli arti e può progredire fino alla paralisi respiratoria che richiede la ventilazione meccanica.

La maggior parte delle persone con febbre tipica e mialgia guarisce completamente, ma la stanchezza e la debolezza possono durare per settimane o mesi. I pazienti che guariscono dall'encefalite da virus del Nilo occidentale o dalla paralisi flaccida acuta spesso presentano deficit neurologici residui.

Diagnosi della malattia da virus West Nile

  • Test sierologici

L'infezione da virus West Nile viene diagnosticata dalla presenza di anticorpi IgM specifici del virus West Nile nel siero o nel liquido cerebrospinale. Questi anticorpi sono di solito rilevabili da 3 a 8 giorni dopo l'insorgenza della malattia e persistono da 30 a 90 giorni, ma è stata documentata una persistenza più lunga. I risultati falsi positivi possono derivare da anticorpi cross-reattivi dovuti ad infezione da altri flavivirus, dalla recente vaccinazione con vaccini per i flavivirus (febbre gialla o encefalite giapponese) o da reattività aspecifica.

I test di neutralizzazione della riduzione delle placche eseguiti in laboratori di riferimento, tra cui alcuni laboratori statali di sanità pubblica e i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), possono aiutare a determinare lo specifico flavivirus dell'infezione, incluso il virus West Nile. I test di neutralizzazione della riduzione delle placche possono anche confermare l'infezione acuta dimostrando una quadrupla o ancora maggiore variazione del titolo anticorpale specifico per il virus West Nile tra i campioni di siero in fase acuta e in fase di convalescenza raccolti a distanza di 2-3 settimane.

Le colture virali e i test per rilevare l'RNA virale (p. es., la reazione a catena della trascrittasi-polimerasi inversa [Reverse transcriptase–polymerase chain reaction, RT-PCR]) possono essere eseguiti su siero o liquido cerebrospinale e utilizzati per confermare l'infezione.

Trattamento della malattia da virus West Nile

Prevenzione della malattia da virus West Nile

  • Programmi di controllo delle zanzare a livello comunitario

  • Misure di protezione individuale per evitare le punture di zanzara

Nessun vaccino contro il virus del Nilo occidentale è stato autorizzato per l'uso nell'uomo.

Misure di protezione personale per diminuire l'esposizione alle zanzare infette comprendono dietiltoluamide, zanzariere e indumenti protettivi.

I donatori di sangue e alcuni donatori di organi sono sottoposti a screening per il virus West Nile mediante test basati sugli acidi nucleici. Gli operatori sanitari devono essere vigili per la possibile trasmissione del virus West Nile attraverso trasfusioni di sangue o trapianti d'organo.

Non ci sono prove che gli esseri umani acquisiscano l'infezione da virus West Nile maneggiando uccelli morti o infetti, ma il CDC comunque raccomanda di indossare guanti quando si maneggiano uccelli morti (o qualsiasi animale).

Punti chiave

  • Il virus West Nile è diffuso tra gli uccelli e trasmesso all'uomo dal morso di una zanzara infetta.

  • La maggior parte dei pazienti presenta sintomi lievi o assenti, ma alcuni sviluppano una grave infezione che coinvolge il sistema nervoso centrale.

  • La diagnosi si basa sui test sierologici per le IgM specifiche del virus West Nile o sui test di neutralizzazione della riduzione delle placche che dimostrano un aumento significativo tra le IgG acute e di convalescenza.

  • I pazienti che sviluppano un'infezione grave devono essere attentamente monitorati per l'elevata pressione endocranica, l'incapacità di proteggere le loro vie aeree e l'insufficienza respiratoria che richiede la ventilazione meccanica.

Per ulteriori informazioni

Le seguenti risorse in lingua inglese possono essere utili. Si noti che il Manuale non è responsabile per il contenuto di questa risorsa.

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