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Disturbi tromboembolici durante la gravidanza

Di

Lara A. Friel

, MD, PhD, University of Texas Health Medical School at Houston, McGovern Medical School

Ultima revisione/verifica completa apr 2020| Ultima modifica dei contenuti apr 2020
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I disturbi tromboembolici consistono nella formazione di grumi (trombi) di sangue nei vasi sanguigni. Un embolo è un coagulo di sangue che, spostandosi attraverso il torrente ematico, può bloccare un’arteria. Negli Stati Uniti, la malattia tromboembolica è una causa comune di morte in gravidanza.

Il rischio di sviluppare una malattia tromboembolica è innalzato per circa 6 settimane dopo il parto. La maggior parte delle complicanze dovute ai coaguli di sangue deriva da lesioni che si verificano durante il parto ed è molto più elevato a seguito di un parto cesareo rispetto a un parto vaginale.

Di solito i coaguli di sangue si formano nelle vene superficiali dando origine a tromboflebiti o nelle vene profonde delle gambe, provocando trombosi venosa profonda. I sintomi comprendono gonfiore, dolore e dolorabilità alla palpazione della gamba. Questi sintomi possono essere difficili da riconoscere, perché la gravidanza può provocare sintomi simili. La gravità dei sintomi non è correlata alla gravità della patologia.

La trombosi venosa profonda può svilupparsi anche nella pelvi e in tal caso può non presentare sintomi. Un coagulo di sangue può spostarsi dalle vene profonde delle gambe o della pelvi fino ai polmoni, dove può bloccare una o più arterie polmonari. Tale ostruzione, definita embolia polmonare, può essere letale.

Diagnosi

  • Ecodoppler per verificare la presenza di coaguli nelle gambe

  • La tomografia computerizzata per verificare la presenza di embolia polmonare

Se le donne in gravidanza presentano sintomi che suggeriscono la formazione di un coagulo di sangue, possono essere sottoposte a ecodoppler (utilizzato per valutare il flusso sanguigno) per controllarne l’effettiva presenza.

In caso di sospetta embolia polmonare, si esegue una tomografia computerizzata (TC) per confermare la diagnosi. La TC viene eseguita dopo l’iniezione in vena di un agente di contrasto radiopaco (ovvero visibile nelle radiografie). Il mezzo di contrasto fluisce nei vasi sanguigni, evidenziandoli. Questa procedura è nota come angioTC ed è relativamente sicura in gravidanza.

Se la diagnosi di embolia polmonare è ancora incerta, è necessario effettuare una procedura detta angiografia polmonare (angiografia dei vasi polmonari). In questa procedura i medici praticano una piccola incisione, di solito nell’inguine, ma talvolta nel braccio. Inseriscono quindi un sottile tubicino flessibile (catetere) e lo fanno passare attraverso i vasi sanguigni in un’arteria di un polmone. Quando il catetere è in posizione, un agente di contrasto radiopaco viene iniettato attraverso il catetere per evidenziare i vasi sanguigni nei polmoni e vengono registrate le radiografie.

Dopo il parto, i medici possono usare la TC con un agente di contrasto per controllare la presenza di trombi nella pelvi.

Trattamento

  • Eparina in gravidanza

  • Warfarin dopo il parto

Quando si rileva un trombo, deve essere tempestivamente intrapresa la terapia con eparina (un anticoagulante, ovvero un farmaco che inibisce la coagulazione del sangue). L’eparina può essere somministrata in vena (per via endovenosa) o sotto cute (per via sottocutanea). L’eparina non attraversa la placenta e non danneggia il feto. Il trattamento viene continuato per 3-6 mesi; successivamente, per evitare la formazione di nuovi trombi, i medici somministrano alla donna eparina a dosi inferiori per almeno 6 settimane dopo il parto. In questo arco di tempo, il rischio di formazione di coaguli di sangue rimane alto.

Dopo il parto, si può proseguire con il warfarin in sostituzione dell’eparina, specie se è necessario un trattamento superiore alle 6-8 settimane. Il warfarin può essere somministrato per via orale, presenta un rischio più basso di complicanze rispetto all’eparina e può essere assunto durante l’allattamento.

Le donne che hanno subito un trombo durante una gravidanza precedente o che hanno avuto un disturbo tromboembolico prima della gravidanza possono ricevere eparina durante ogni gravidanza e per 6 settimane dopo il parto per prevenire la formazione di trombi.

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