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Sifilide nel neonato

(Sifilide congenita)

Di

Brenda L. Tesini

, MD, University of Rochester School of Medicine and Dentistry

Ultima revisione/verifica completa nov 2018| Ultima modifica dei contenuti nov 2018
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Risorse sull’argomento

La sifilide è un’infezione causata dai batteri Treponema pallidum. Causa gravi problemi nei neonati infettati prima della nascita.

  • La sifilide è causata da batteri.

  • Possono svilupparsi gravi complicanze durante la gravidanza.

  • I neonati possono essere asintomatici o presentare sintomi e complicanze gravi.

  • Di solito, la diagnosi si basa su analisi del sangue del neonato e della madre.

  • Per trattare l’infezione si usa la penicillina

(Vedere anche Panoramica sulle infezioni del neonato e Sifilide negli adulti.)

La sifilide si diffonde attraverso il contatto sessuale. Tuttavia, se una donna in gravidanza è infetta, il feto può essere infettato prima della nascita se i batteri che causano la sifilide attraversano la placenta (l’organo che fornisce nutrimento al feto). Quando un bambino nasce con la sifilide, l’infezione è definita congenita.

Sintomi

Possono verificarsi morte in utero, parto prematuro o morte del neonato.

I neonati possono non manifestare i sintomi della sifilide e, anche se infetti, possono non sviluppare mai alcun problema per tutta la vita. Nei neonati che presentano sintomi, le manifestazioni della sifilide congenita sono classificate come precoci o tardive.

La sifilide congenita precoce inizia durante i primi 3 mesi di vita. Possono svilupparsi grandi vesciche o un’eruzione cutanea piana color rame sui palmi delle mani e sulle piante dei piedi. Attorno al naso e nell’area del pannolino possono svilupparsi delle protuberanze. È possibile che il neonato non abbia una crescita adeguata. Potrebbero comparire spaccature attorno alla bocca o sulle mucose, pus o sangue dal naso. Solitamente, linfonodi, fegato e milza sono ingrossati. In rari casi si osservano infiammazione di occhi o del cervello, convulsioni, meningite o deficit intellettivo. Entro i primi 8 mesi di vita, infiammazione delle ossa e delle cartilagini, in particolare le ossa lunghe e le costole, possono rendere difficile per i lattanti muoversi e possono provocare uno sviluppo scorretto delle ossa.

La sifilide congenita tardiva inizia dopo i 2 anni di vita. Possono formarsi ulcere nel naso e nella bocca e le ossa possono crescere in modo anomalo. I problemi oculari possono causare cecità e cicatrizzazione della cornea (la membrana trasparente davanti all’iride e alla pupilla). Possono verificarsi anche problemi nello sviluppo dei denti e delle ossa del viso. Può insorgere sordità a qualsiasi età.

Diagnosi

  • Sifilide congenita precoce: Esame di materiale prelevato da cute, placenta e/o cordone ombelicale; analisi del sangue della madre e del neonato e possibilmente una puntura lombare, altri esami del sangue e radiografie ossee

  • Sifilide congenita tardiva: Esami del sangue della madre e del bambino

Sifilide congenita precoce

La diagnosi della sifilide congenita precoce di solito si basa sui risultati di un esame del sangue della gestante, che viene eseguito regolarmente all’inizio della gravidanza e spesso ripetuto nel 3º trimestre e al momento del parto. Se una donna in stato di gravidanza ha la sifilide, i medici sospettano che anche il neonato sia infetto. Per stabilire se un bambino nato da una donna infetta abbia la sifilide, i medici eseguono un esame obiettivo accurato e cercano ulcere o un’eruzione cutanea. Se sono presenti ulcere o eruzione cutanea, i medici ne prelevano campioni e li esaminano al microscopio per cercare i batteri. Possono anche analizzare la placenta, il cordone ombelicale e il sangue del neonato per la presenza di sifilide.

I lattanti e i bambini piccoli che presentano sintomi di sifilide o che sono positivi al test ematico devono anche sottoporsi a una rachicentesi (puntura lombare) per consentire di valutare se l’infezione abbia coinvolto il cervello. I medici eseguono inoltre radiografie ossee per ricercare alterazioni ossee caratteristiche della sifilide congenita.

Sifilide congenita tardiva

I medici sospettano la sifilide congenita tardiva in base a un esame obiettivo e ai risultati delle analisi del sangue della madre e del bambino.

I medici esaminano i bambini ricercando problemi specifici causati dall’infezione, che comprendono infiammazione degli occhi, deformità dei denti e sordità. La diagnosi di sifilide congenita tardiva è confermata nei bambini che presentano questi problemi specifici.

Prevenzione

Le donne in gravidanza devono essere sottoposte regolarmente al test per la sifilide durante il primo trimestre, da ripetere secondo necessità. Nel 99% dei casi il trattamento con penicillina durante la gravidanza cura sia la madre sia il feto. Tuttavia, se eseguito meno di 4 settimane prima del parto, il trattamento della madre può non eradicare l’infezione del feto.

Trattamento

  • Penicillina

Tutti i soggetti con sifilide sono trattati con l’antibiotico penicillina. Durante la gravidanza le donne infette ricevono un’iniezione (o una serie di iniezioni) del farmaco in un muscolo (per via intramuscolare) o, raramente, in vena (per via endovenosa). A neonati, lattanti e bambini infetti il farmaco viene somministrato per via endovenosa o intramuscolare.

Per l’infiammazione oculare, si possono somministrare colliri a base di corticosteroidi e atropina. I bambini che soffrono di perdita dell’udito possono trarre beneficio dalla penicillina più un corticosteroide assunto per via orale.

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