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Dengue

Di

Thomas M. Yuill

, PhD, University of Wisconsin-Madison

Ultima revisione/verifica completa lug 2018| Ultima modifica dei contenuti lug 2018
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La febbre dengue è un’infezione virale trasmessa dalle zanzare che provoca febbre, dolori generalizzati e, se in forma grave, sanguinamento esterno e interno (febbre dengue emorragica).

  • A livello mondiale si verificano circa 50-100 milioni di casi di dengue e circa 20.000 decessi.

  • I sintomi variano per gravità, ma possono includere febbre, brividi, cefalea grave, dolore al movimento degli occhi, affaticamento estremo e forti dolori generalizzati.

  • Una forma più grave, chiamata febbre dengue emorragica, può causare sanguinamento dal naso, dalla bocca, dall’apparato gastrointestinale e dalle ferite da punta.

  • Per diagnosticare la dengue si eseguono analisi del sangue per ricercare il virus o gli anticorpi contro il virus.

  • Il vaccino è disponibile in Messico, Brasile, Thailandia e in alcuni altri Paesi (non negli Stati Uniti), ma i medici preferiscono somministrare il vaccino solo a persone che hanno già contratto la dengue.

  • Il trattamento della dengue è mirato ad alleviare i sintomi e, in caso di dengue emorragica, alla somministrazione di liquidi ed emoderivati per via endovenosa.

La dengue è comune in tutte le regioni tropicali e subtropicali del mondo. È particolarmente comune nel sud-est asiatico, ma sta cominciando a diffondersi anche in America centrale e meridionale. Sono stati segnalati casi nei Caraibi (tra cui Portorico e le Isole Vergini statunitensi), in Oceania e nel subcontinente indiano. L’infezione è causata da un flavivirus che viene trasmesso dalle zanzare.

Alla diffusione della dengue hanno contribuito molti fattori:

  • I cambiamenti climatici, che hanno prodotto un aumento delle aree in cui le zanzare possono vivere

  • La diffusione della zanzara portatrice del virus

  • La mancanza di un vaccino efficace

Ogni anno, nel mondo si verificano circa 50-100 milioni di casi e circa 20.000 decessi. Negli Stati Uniti si sono verificati solo 100-200 casi circa, quasi tutti introdotti da viaggiatori di ritorno dalle zone endemiche. Se tali viaggiatori risiedono in un’area in cui vi sono zanzare del genere Aedes, queste possono pungerli e in seguito pungere altre persone residenti nella zona, con conseguente trasmissione del virus della dengue (la cosiddetta trasmissione locale). Alcuni casi di trasmissione locale della dengue si sono verificati nelle Hawaii, in Florida, a Long Island (stato di New York) e in Texas.

Esistono quattro tipi (sierotipi) di virus della dengue. L’infezione con uno dei sierotipi protegge contro l’infezione causata da quel sierotipo specifico per lungo tempo, ma procura solo una protezione limitata e temporanea contro l’infezione dovuta agli altri sierotipi.

Sintomi

Generalmente, i sintomi della dengue iniziano da 3 a 15 giorni dopo la puntura di una zanzara infetta.

La gravità della febbre dengue è variabile. Di solito, la dengue si manifesta all’improvviso, causando febbre, brividi, cefalea grave, dolore al movimento degli occhi, estremo affaticamento e dolori gravi generalizzati, specialmente alla schiena, alle gambe e alle articolazioni. Questi dolori sono spesso così forti che la malattia è stata chiamata febbre rompiossa.

I linfonodi si gonfiano e per breve tempo può comparire un’eruzione cutanea sul viso, che lo fa apparire congesto e arrossato.

I sintomi durano due o tre giorni, quindi scompaiono. Solitamente ci si sente bene per circa 24 ore. Quindi, la febbre può ripresentarsi e può comparire un’eruzione cutanea a chiazze di colore rosso, che inizialmente si manifesta sul dorso delle mani e dei piedi, e in seguito si diffonde alle braccia, alle gambe e al tronco.

Le persone colpite da una forma più grave della malattia possono sentirsi deboli per diverse settimane. La morte è un evento raro.

Febbre dengue emorragica

La febbre dengue emorragica è una forma più grave della malattia. Insorge principalmente nei bambini di età inferiore ai 10 anni che vivono in luoghi dove la dengue è diffusa. La dengue emorragica è causata da una seconda infezione con il virus dengue. Il sistema immunitario reagisce aggressivamente a questa seconda infezione. La reazione provoca danni ai vasi sanguigni, con conseguente fuoriuscita di liquidi e/o sangue. Talvolta la perdita di liquidi dai vasi sanguigni avviene nei polmoni, causando difficoltà di respirazione.

Si può verificare sanguinamento dal naso, dalla bocca, dall’apparato gastrointestinale e dalle ferite da puntura. I soggetti possono vomitare sangue o avere sangue nelle feci. Il sanguinamento può avvenire sotto la pelle, evidenziandosi con macchie violacee puntiformi o di maggiori dimensioni.

In assenza di trattamento, la malattia può peggiorare rapidamente e la pressione arteriosa può abbassarsi notevolmente, con conseguente shock. Quando trattata da medici esperti, la dengue emorragica è letale in meno dell’1% dei casi. Tuttavia, senza una tale assistenza, il tasso di mortalità può raggiungere il 30%.

Diagnosi

  • Esami del sangue

I medici sospettano la febbre dengue quando i soggetti, che presentano sintomi tipici, vivono o hanno viaggiato in zone in cui l’infezione è diffusa.

Normalmente, la malattia viene diagnosticata tramite un’analisi del sangue per la ricerca degli anticorpi al virus (gli anticorpi sono proteine prodotte dal sistema immunitario per contribuire a difendere l’organismo dall’attacco di particolari agenti, come il virus della dengue.)

Prevenzione

Chi vive in aree dove la dengue è comune deve cercare di evitare le punture di zanzara.

I soggetti affetti dalla dengue vengono tenuti sotto una zanzariera fino a quando il secondo attacco di febbre non si risolve. Questa misura contribuisce a prevenire l’ulteriore diffusione dell’infezione tramite le zanzare.

Vaccino contro la dengue

Un vaccino contro la dengue è disponibile in Messico, Brasile, Thailandia e alcuni altri Paesi, ma non negli Stati Uniti.

Vaccinare i pazienti che hanno contratto in precedenza una forma lieve di dengue riduce il rischio di contrarre la forma grave della malattia (febbre dengue emorragica) nel caso in cui venissero infettati nuovamente. Tuttavia, nei soggetti che non hanno mai contratto la dengue, la vaccinazione sembra aumentare il rischio di presentare una forma più grave della malattia in caso di infezione successiva. Pertanto, i medici preferiscono utilizzare il vaccino solo su soggetti già colpiti dalla dengue. Tuttavia, in molti Paesi in cui la dengue è endemica non è sempre possibile eseguire un esame del sangue per la dengue prima di somministrare il vaccino.

Sono in studio diversi altri vaccini contro la dengue.

Trattamento

  • Analgesici

  • Per la dengue emorragica, liquidi

Non esistono farmaci antivirali efficaci contro la dengue. Il trattamento si incentra sull’attenuazione dei sintomi. Per abbassare la febbre e alleviare i dolori muscolari può essere utilizzato il paracetamolo. L’aspirina e gli altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) non devono essere usati in quanto possono facilmente peggiorare il sanguinamento. Inoltre, l’aspirina non viene somministrata ai bambini perché aumenta il rischio di sindrome di Reye.

Per la febbre dengue emorragica, ai pazienti vengono somministrati liquidi per via endovenosa per aumentare e mantenere stabile la pressione arteriosa e quindi prevenire lo shock.

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