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Terapia ricompressiva

(Ossigenoterapia iperbarica)

Di

Richard E. Moon

, MD, Duke University Medical Center

Ultima modifica dei contenuti lug 2019
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Risorse sull’argomento

La terapia ricompressiva consiste nella somministrazione di ossigeno al 100% per diverse ore in una camera stagna pressurizzata a una pressione > 1 atmosfera, con abbassamento graduale fino alla pressione atmosferica. Nei subacquei questa terapia è utilizzata principalmente per la malattia da decompressione Malattia da decompressione La malattia da decompressione si verifica quando la rapida riduzione della pressione (p. es., emersione rapida, uscita da un cassone o da una camera iperbarica o ascesa ad alta quota) fa sì... maggiori informazioni e per l'embolia gassosa arteriosa Embolia arteriosa gassosa L'embolia gassosa arteriosa è un evento potenzialmente catastrofico che si verifica quando bolle di gas entrano o si formano, nei vasi arteriosi e impediscono il flusso sanguigno, causando un'ischemia... maggiori informazioni . Un minore intervallo dalla comparsa dei sintomi all'inizio del trattamento è associato ad esiti migliori, ma la terapia deve essere iniziata entro qualche giorno dalla manifestazione. Nonostante la terapia, le lesioni gravi prevedono una prognosi sfavorevole. Lo pneumotorace non trattato necessita del posizionamento di un drenaggio toracico prima o all'inizio della terapia ricompressiva.

Gli obiettivi della terapia iperbarica negli incidenti subacquei comprendono tutte le seguenti caratteristiche:

  • Aumento della solubilità e della concentrazione dell'ossigeno

  • Aumento nell'eliminazione dell'azoto in eccesso

  • Diminuzione della concentrazione di CO

  • Diminuzione del diametro delle bolle di gas inerte

  • Riduzione dell'ischemia tissutale

Tabella
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Dato che la ricompressione è relativamente ben tollerata, deve essere iniziata se c'è una qualsiasi probabilità che possa favorire la guarigione; la ricompressione può aiutare anche se iniziata entro vari giorni dall'emersione. Tuttavia, il successo è inferiore se iniziata > 48 h dopo l'insorgenza dei sintomi.

Le camere da ricompressione possono essere multiple, con lo spazio per uno o più pazienti su una lettiga e per il medico o monoposto, con lo spazio per un solo paziente. Sebbene le camere monoposto siano meno costose, non è possibile accedere al paziente durante la ricompressione, quindi il loro utilizzo non risulta essere adeguato, anzi può essere rischioso per quei pazienti critici che potrebbero necessitare di un intervento medico immediato.

Le informazioni sulla localizzazione della camera da ricompressione più vicina, sui mezzi più rapidi per raggiungerla e sulle modalità più appropriate per ottenere consulti via telefono devono essere note alla maggior parte dei subacquei, al personale medico, personale di salvataggio e dalle forze dell'ordine laddove le immersioni sono maggiormente praticate.

Queste informazioni sono disponibili anche dal Divers Alert Network 24 h/24 (919-684-9111; www.diversalertnetwork.org) 24h/24. L'altra importante fonte di informazioni generali sulle terapie ricompressive è la "Undersea and Hyperbaric Medical Society"(http://membership.uhms.org/). Una consultazione da medico a medico può essere ottenuta attraverso la Duke Dive Medicine (919-684-8111).

Protocolli di ricompressione

La pressione e la durata del trattamento sono solitamente decise dallo specialista di medicina iperbarica del Centro Iperbarico. I trattamenti sono ripetuti 1 o 2 volte/die per 45-300 minuti finché i sintomi non scompaiono; vengono fatte delle interruzioni di 5-10 minuti per ridurre il rischio della tossicità dell'ossigeno. La pressione della camera viene solitamente mantenuta tra 2,5 e 3,0 atmosfere (atm), ma i pazienti con sintomi neurologici potenzialmente fatali dovuti a embolia gassosa possono iniziare con un'escursione fino a 6 atmosfere per comprimere rapidamente gli emboli gassosi a livello cerebrale.

Sebbene la terapia iperbarica si effettui in genere con la somministrazione di ossigeno al 100% con aria compressa, miscele di gas speciali (p. es., elio/ossigeno o N2/ossigeno con pressioni parziali differenti rispetto a quella atmosferica) possono essere indicate se il subacqueo abbia utilizzato una miscela di gas per profondità e tempi di immersione importanti. Tabelle con protocolli specifici sono contenute in US Navy Diving Manual.

I pazienti con deficit neurologici residui devono essere trattati con trattamenti iperbarici ripetuti e intermittenti e possono richiedere diversi giorni per ottenere il massimo miglioramento.

Complicanze della terapia ricompressiva

Controindicazioni alla terapia ricompressiva

Le controindicazioni relative comprendono

  • Pneumopatia ostruttiva

  • Infezioni del tratto respiratorio superiore o dei seni

  • Grave insufficienza cardiaca

  • Recente terapia chirurgica o lesione dell'orecchio

  • Claustrofobia

  • Interventi di chirurgia toracica recenti

Punti chiave

  • Disporre la terapia iperbarica indicata il più presto possibile.

  • Anche se i ritardi nel trattamento riducono i tassi di successo, non escludono la terapia ricompressiva in base alla quantità di tempo trascorso dall'emersione

  • Se un paziente instabile necessita di una terapia iperbarica, utilizzare una camera multiposto, se possibile.

  • Pazienti con pneumotorace necessitano di toracostomia prima della terapia iperbarica.

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