Trombocitosi reattiva (trombocitemia secondaria)

DiJane Liesveld, MD, James P. Wilmot Cancer Institute, University of Rochester Medical Center
Reviewed ByAshkan Emadi, MD, PhD, West Virginia University School of Medicine, Robert C. Byrd Health Sciences Center
Revisionato/Rivisto Modificata set 2025
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Visualizzazione l’educazione dei pazienti

La trombocitosi reattiva è una conta piastrinica elevata (> 450 000/mcL [> 450 × 109/L]) secondaria a un altro disturbo.

(Vedi anche Panoramica sulle neoplasie mieloproliferative.)

Alcune cause di trombocitosi reattiva sono:

Esistono anche trombocitosi congenite familiari come quelle riconducibili a mutazioni del gene della trombopoietina o del gene del suo recettore. Per trombocitosi che non è secondaria a un altro disturbo, vedi Trombocitemia essenziale.

La funzione piastrinica è generalmente normale. Al contrario della trombocitemia essenziale, la trombocitosi reattiva non aumenta il rischio di complicanze trombotiche o emorragiche a meno che i pazienti non abbiano una patologia arteriosa.

Nella trombocitosi secondaria, la conta piastrinica è solitamente < 1 000 000 piastrine/mcL (< 1000 × 109/L), e la causa sottostante può essere evidente dall'anamnesi e dall'esame obiettivo e con test di conferma secondo indicazioni. L'emocromo con formula e lo striscio di sangue periferico possono aiutare a diagnosticare carenza di ferro o presenza di emolisi.

Se la causa di una trombocitemia secondaria non è evidente, i pazienti devono essere valutati per una neoplasia mieloproliferativa. Tale valutazione deve includere test per le mutazioni pilota (driver) della neoplasia mieloproliferativa, studi citogenetici, tra cui il cromosoma Philadelphia o il test per il BCR-ABL, ed eventualmente esame del midollo osseo.

Il trattamento del disturbo sottostante di solito riporta nella norma la conta piastrinica.

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