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Farmaci antipsicotici

Di

Carol Tamminga

, MD, UT Southwestern Medical Dallas

Ultima revisione/verifica completa mag 2020| Ultima modifica dei contenuti mag 2020
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Risorse sull’argomento

Il termine psicosi si riferisce a sintomi quali deliri, allucinazioni, disorganizzazione dell’ideazione e dell’eloquio, e comportamento motorio bizzarro e inappropriato, che indicano la perdita del contatto con la realtà. I sintomi psicotici sono causati da una serie di disturbi mentali, vedere Introduzione alla schizofrenia e ai disturbi correlati.

I farmaci antipsicotici possono essere efficaci nella riduzione o l’eliminazione dei sintomi di psicosi, sono i farmaci più efficaci nel trattamento di allucinazioni, delirio, ideazione disorganizzata e aggressività. Nonostante i farmaci antipsicotici siano maggiormente prescritti per la schizofrenia, si dimostrano efficaci nel trattare tali sintomi, indipendemente dal fatto che siano dovuti a schizofrenia, mania, demenza o uso di sostanze quali le amfetamine.

Una volta risolti i sintomi acuti, a seconda della causa della psicosi, può essere necessario continuare l’assunzione dei farmaci antipsicotici per ridurre la probabilità di nuovi episodi.

Come agiscono i farmaci antipsicotici

I farmaci antipsicotici agiscono influenzando la modalità con cui le informazioni vengono trasmesse tra le cellule cerebrali.

Il cervello di un adulto è costituito da oltre 10 miliardi di cellule, definite neuroni. Ogni neurone del cervello ha un’unica lunga fibra, chiamata assone, che trasmette informazioni agli altri neuroni ({blank} Typical Structure of a Nerve Cell). Come i cavi connessi in una grande centralina telefonica, ogni neurone si collega a migliaia di altri neuroni.

L’informazione viaggia lungo l’assone cellulare sotto forma di impulsi elettrici. Quando gli impulsi raggiungono l’estremità dell’assone, viene rilasciata una piccolissima quantità di sostanza chimica specifica, definita neurotrasmettitore che trasferisce l’informazione alla cellula successiva. Un recettore presente sulla cellula ricevente riceve il neurotrasmettitore, il che genera nella cellula ricevente un nuovo segnale.

I sintomi della psicosi sembrano causati da un’eccessiva attività delle cellule sensibili al neurotrasmettitore dopamina. Pertanto, i farmaci antipsicotici agiscono bloccando i recettori per far sì che la comunicazione tra gruppi di cellule venga ridotta.

Il grado di efficacia dei diversi farmaci antipsicotici nel bloccare i diversi tipi di neurotrasmettitori è variabile. Tutti i farmaci antipsicotici efficaci noti bloccano i recettori della dopamina. I farmaci antipsicotici più recenti (asenapina, clozapina, iloperidone, lurasidone, olanzapina, quetiapina, risperidone e ziprasidone) bloccano anche i recettori della serotonina, un altro neurotrasmettitore. Gli esperti hanno ritenuto che tale proprietà potesse rendere tali farmaci più efficaci. Purtroppo, studi recenti non hanno fornito supporto a tale ipotesi.

La clozapina, che blocca anche molti altri recettori, è chiaramente il farmaco più efficace per i sintomi psicotici, ma solitamente non viene utilizzata a causa della gravità dei suoi effetti collaterali e il continuo bisogno di monitoraggio con esami del sangue.

Tipi di farmaci antipsicotici

I farmaci antipsicotici sono divisi in due gruppi:

  • Antipsicotici di prima generazione (convenzionali, meno recenti)

  • Antipsicotici di seconda generazione (più recenti)

Attualmente, circa il 95% degli antipsicotici prescritti negli Stati Uniti sono quelli di seconda generazione. I medici ritenevano che gli antipsicotici di seconda generazione fossero in qualche modo più efficaci, ma recenti evidenze sollevano dubbi al riguardo. Possono avere meno probabilità di produrre alcuni degli effetti avversi più gravi dei farmaci di prima generazione.

I farmaci di seconda generazione possono ridurre i sintomi positivi (come le allucinazioni), i sintomi negativi (come la mancanza di emozioni) e il deficit cognitivo (quali la ridotta funzione mentale e il disturbo dell’attenzione). Tuttavia, i medici non hanno certezza del fatto che possano alleviare i sintomi a un livello superiore rispetto ai vecchi farmaci antipsicotici, o che il soggetto sia più incline ad assumerli perché hanno meno effetti collaterali.

La clozapina, il primo dei farmaci antipsicotici di seconda generazione, è efficace nel 50% dei soggetti che non risponde ad altri farmaci antipsicotici. Tuttavia, la clozapina può avere gravi effetti collaterali, come le crisi epilettiche o una soppressione potenzialmente fatale dell’attività del midollo osseo (tra cui l’ematopoiesi). Pertanto, si ricorre ad essa solo per le persone che non hanno risposto ad altri farmaci antipsicotici. I soggetti che assumono clozapina devono eseguire una conta leucocitaria settimanalmente, almeno per i primi 6 mesi di trattamento, in modo da sospendere la clozapina al primo cenno di riduzione del numero dei globuli bianchi.

Alcuni degli antipsicotici convenzionali e di seconda generazione sono disponibili in forma di preparazioni iniettabili a lunga durata d’azione, che devono essere somministrati con cadenza mensile o bimestrale. Questi preparati sono utili per molti soggetti, compresi quelli che non sono in grado di assumere farmaci orali ogni giorno.

Sono attualmente in studio, e potrebbero diventare disponibili, antipsicotici con nuovi meccanismi d’azione.

Tabella
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Antipsychotic Drugs

Farmaco

Alcuni effetti collaterali

Commenti

Farmaci antipsicotici di prima generazione

Clorpromazina

Flufenazina*

Aloperidolo*

Loxapina

Molindone

Perfenazina

Pimozide

Tioridazina

Tiotixene

Trifluoperazina

Bocca secca

Offuscamento della vista

crisi convulsive

Aumento della frequenza cardiaca e diminuzione della pressione arteriosa

Stipsi

Tremore improvviso ma spesso reversibile e irrigidimento muscolare che può progredire a rigidità

Movimenti involontari del viso e delle braccia (discinesia tardiva)

Rigidità muscolare, febbre, pressione arteriosa elevata e alterazioni della funzione mentale (sindrome maligna da neurolettici).

Gli effetti collaterali sono molto più frequenti nei soggetti anziani e in persone con equilibrio alterato o patologie gravi.

Sono disponibili formulazioni iniettabili di aloperidolo e flufenazina a lunga durata d’azione.

Durante il trattamento con tioridazina si raccomandano l’esame oculistico e l’elettrocardiogramma (ECG).

Farmaci antipsicotici di seconda generazione

Aripiprazolo*

Asenapina

Brexpiprazolo

Cariprazina

Clozapina

Iloperidone

Lumateperone

Lurasidone

Olanzapina*

Paliperidone

Quetiapina

Risperidone*

Ziprasidone

Sonnolenza e aumento di peso (più comune), che possono essere importanti

Alcuni di questi farmaci aumentano del rischio di accumulo di grasso a livello addominale, valori ematici del colesterolo anomali, pressione arteriosa elevata e resistenza agli effetti dell’insulina (sindrome metabolica)

I nuovi farmaci antipsicotici hanno meno probabilità di indurre tremore, irrigidimento muscolare, movimenti involontari (compresa la discinesia tardiva) e la sindrome maligna da neurolettici, ma sono effetti che potrebbero insorgere.

La forma iniettabile a lunga durata d’azione è disponibile per aripiprazolo, olanzapina e risperidone.

La clozapina viene utilizzata sempre di meno, in quanto può causare mielosoppressione, riduzione della conta leucocitaria e crisi epilettiche. Tuttavia, risulta spesso di grande utilità in soggetti che non rispondono al trattamento con altri farmaci.

Clozapina e olanzapina sono i farmaci maggiormente associati all’aumento di peso; quest’ultimo è meno frequente con l’aripiprazolo.

Lo ziprasidone non provoca aumento di peso ma spesso provoca anomalie elettrocardiografiche.

Aripiprazolo,brexpiprazolo,cariprazina e ziprasidone hanno minori probabilità di provocare la sindrome metabolica.

Il lumateperone presenta un rischio inferiore di effetti collaterali di tipo motorio e metabolico, ma è controindicato nei soggetti anziani con psicosi correlata alla demenza.

* Disponibile quale iniezione per via intramuscolare (i.m.) a lunga durata d’azione per le persone che hanno difficoltà ad assumere farmaci orali.

Effetti collaterali dei farmaci antipsicotici

I farmaci antipsicotici presentano significativi effetti collaterali, che possono includere

  • Sonnolenza

  • Rigidità muscolare

  • Tremori

  • Aumento di peso

  • Agitazione

Alcuni farmaci antipsicotici più recenti, detti di seconda generazione, hanno meno effetti collaterali. Il rischio di discinesia tardiva, rigidità dei muscoli e tremori con questi farmaci è significativamente inferiore rispetto a quello degli antipsicotici tradizionali. Tuttavia, sembra che alcuni di questi farmaci causino un significativo aumento di peso. Inoltre, alcuni aumentano il rischio di sindrome metabolica. Tale sindrome è caratterizzata da un accumulo di grasso a livello addominale, elevati livelli ematici di trigliceridi (un tipo di grassi), bassi livelli di colesterolo ad alta densità (HDL, il colesterolo “buono”) e pressione arteriosa elevata. Inoltre, l’insulina è meno efficace (effetto chiamato insulino-resistenza), aumentando il rischio di diabete di tipo 2.

La discinesia tardiva è un disturbo del movimento involontario con iperattività che può essere causato dai farmaci antipsicotici. È più probabile che si manifesti con i farmaci di prima generazione che con quelli di seconda generazione. La discinesia tardiva è caratterizzata dalla protrusione delle labbra e della lingua oppure dalla torsione delle braccia o delle gambe. La discinesia tardiva può persistere persino dopo l’interruzione del farmaco. Per la discinesia tardiva persistente non esiste trattamento efficace, anche se i farmaci come la clozapina o la quetiapina possono ridurre di poco i sintomi. Tuttavia, il nuovo farmaco valbenazina è risultato efficace nel migliorare i sintomi della discinesia tardiva. Il soggetto che deve assumere farmaci antipsicotici per lungo tempo viene controllato ogni 6 mesi per eventuali sintomi di discinesia tardiva.

Un effetto collaterale raro ma potenzialmente fatale dei farmaci antipsicotici è la sindrome maligna da neurolettici. È caratterizzata da rigidità muscolare, febbre, pressione arteriosa elevata e modifiche nella funzione mentale (come confusione e letargia).

La sindrome dell’allungamento del tratto QT è un disturbo del ritmo cardiaco potenzialmente fatale che può essere causata da diversi antipsicotici di entrambe le classi, tra cui tioridazina, aloperidolo, olanzapina, risperidone e ziprasidone.

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