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Trauma spinale

Di

James E. Wilberger

, MD, Drexel University College of Medicine;


Gordon Mao

, MD, Allegheny Health Network

Ultima modifica dei contenuti dic 2019
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Risorse sull’argomento

Un trauma della colonna vertebrale può produrre lesioni che interessano il midollo spinale, le vertebre o entrambi. Il coinvolgimento dei nervi spinali è occasionale. L'anatomia della colonna vertebrale è riportata altrove.

La lesione del midollo spinale può essere

  • Completa

  • Incompleta

Eziologia

Lesione del midollo spinale

In un anno negli Stati Uniti si verificano oltre 12 000 lesioni del midollo spinale o 40 casi per milione di persone all'anno.

Le cause più frequenti di lesioni del midollo spinale sono

  • Incidenti automobilistici (48%)

  • Cadute (16%)

Il resto delle lesioni del midollo spinale è attribuibile ad aggressione (12%), sport (10%) e incidenti sul lavoro. Circa l'80% dei pazienti è di sesso maschile.

Negli anziani, le cadute sono la causa più frequente. Le ossa osteoporotiche e la malattia degenerativa delle articolazioni possono aumentare il rischio di lesioni del midollo a velocità di impatto più basse a causa delle angolazioni formate dalle articolazioni degenerate, degli osteofiti che influiscono sul cavo, e delle ossa fragili che consentono una facile frattura attraverso le strutture critiche.

Le lesioni del midollo spinale si verificano quando una forza fisica diretta danneggia le vertebre, i legamenti o i dischi della colonna vertebrale, provocando ecchimosi, schiacciamenti o lacerazioni del tessuto midollare e in caso di corpi penetranti nel midollo spinale (p. es., un colpo di fucile o una ferita da arma da taglio). Tali lesioni possono causare anche danni vascolari con conseguenti ischemie o ematomi (tipicamente extradurali), che provocano ulteriori danni. Tutte i tipi di lesione possono causare edema del midollo spinale, che riduce ulteriormente il flusso sanguigno e l'ossigenazione. Il danno può essere mediato da un eccessivo rilascio di neurotrasmettitori dalle cellule danneggiate, da una risposta infiammatoria immunologica con rilascio di citochine, dall'accumulo di radicali liberi e da apoptosi.

Lesione vertebrale

Le lesioni vertebrali possono essere

  • Fratture, che possono coinvolgere il corpo vertebrale, la lamina e i peduncoli, così come processi spinosi, articolari e trasversi

  • Lussazioni, che tipicamente interessano le faccette articolari

  • Sublussazioni, che possono implicare la rottura del legamento in assenza di lesioni ossee

Nel collo, le fratture degli elementi posteriori e le lussazioni possono danneggiare le arterie vertebrali, provocando una sindrome che somiglia a un ictus a livello del tronco cerebrale.

I traumi vertebrali instabili sono quelli in cui l'integrità ossea e quella legamentosa sono danneggiate a tal punto che possono verificarsi movimenti liberi, potenzialmente in grado di causare compressione del midollo spinale o del suo apporto vascolare con conseguente marcato dolore e potenziale peggioramento della funzione neurologica. Questi movimenti vertebrali si possono verificare anche durante un cambiamento della posizione del paziente (p. es., per il trasporto in ambulanza o durante valutazione clinica iniziale). Le fratture vertebrali stabili sono in grado di resistere a tali movimenti.

Le lesioni specifiche variano tipicamente a seconda del meccanismo traumatico. Le lesioni da flessione possono provocare fratture a cuneo del corpo vertebrale o fratture dei processi spinosi. Maggiori forze in flessione possono provocare la lussazione bilaterale della faccetta o se le forze interessano il livello C1 o C2, la frattura del dente dell'epistrofeo, la sublussazione atlanto-occipitale o atlanto-assiale, oppure sia la frattura che la lussazione. Un trauma rotazionale può provocare la lussazione monolaterale della faccetta articolare. Un trauma da estensione causa il più delle volte la frattura dell'arco neurale posteriore. Traumi da compressione possono provocare fratture da scoppio dei corpi vertebrali.

Lesione della cauda equina

L'estremità inferiore del midollo spinale (cono midollare) viene effettuata di solito in corrispondenza del corpo vertebrale di L1. I nervi spinali al di sotto di questo livello costituiscono la cauda equina. Pertanto, le lesioni spinali localizzate al di sotto di questo livello possono simulare le lesioni del midollo spinale, in particolare la sindrome del cono midollare (vedi tabella Sindromi midollari).

Sintomatologia

Segno cardine della lesione del midollo spinale è un importante livello di lesione con integrità della funzione neurologica al di sopra della lesione e funzione neurologica al di sotto della lesione assente o significativamente diminuita. Il tono muscolare è valutato usando la scala standard da 0 a 5. Le specifiche manifestazioni dipendono dal livello esatto (vedi tabella Effetti della lesione midollare in base alla sede) e dal fatto se la lesione midollare sia completa o incompleta. Il priapismo si può manifestare nella fase acuta della lesione midollare.

Oltre alle funzioni motoria e sensoriale, i segni del motoneurone superiore sono un dato importante nelle lesioni del midollo. Questi segni comprendono l'aumento dei riflessi tendinei profondi e del tono muscolare, una risposta dell'estensore plantare (dito del piede che sale), clono (più comunemente presente nella caviglia dalla rapida flessione del piede verso l'alto), e un riflesso di Hoffman (una risposta positiva è la flessione della falange terminale del pollice dopo aver picchiettato l'unghia del dito medio).

La lesione vertebrale, come le altre fratture e lussazioni, è tipicamente dolorosa, ma i pazienti spesso disturbati da altre lesioni dolorose (p. es., le fratture delle ossa lunghe) o con un livello di coscienza alterato da sostanze tossiche o da trauma cranico, possono non lamentare dolore.

Tabella
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Effetti della lesione midollare in base alla sede

Sede della lesione*

Possibili effetti†

A livello C5 o superiore

Paralisi respiratoria

Quadriplegia

Tra C5 e C6

Paralisi degli arti inferiori, dei polsi e delle mani

Indebolimento nell'abduzione della spalla e nella flessione del gomito

Perdita del riflesso tendineo profondo brachioradiale

Tra C6 e C7

Paralisi degli arti inferiori, dei polsi e delle mani, ma i movimenti della spalla e la flessione del gomito sono di solito possibili

Perdita del riflesso tricipitale

Tra C7 e C8

Paralisi delle gambe e delle mani

Perdita del riflesso tricipitale

Tra C8 e D1

Con lesioni midollari trasversali, sindrome di Horner (ptosi, pupille miotiche, anidrosi facciale)

Paralisi degli arti inferiori

Tra T1 e T12

Paralisi dei muscoli degli arti inferiori sopra e sotto il ginocchio

A livello T12-L1

Paralisi al di sotto del ginocchio

Cauda equina (solitamente da L2 a S5)

Paresi iporeflessica e areflessica delle estremità inferiori

Solitamente dolore e iperestesia nella distribuzione delle radici nervose colpite

Di solito perdita del controllo della vescica e dell'intestino

A livello S3-S5 o del cono midollare a L1

Perdita completa del controllo della vescica e dell'intestino

Diminuzione della sensibilità perineale (anestesia a sella)

Gradi variabili di debolezza della gamba a seconda della posizione della lesione e del danno associata

*Le abbreviazioni si riferiscono alle vertebre; il midollo è più corto della colonna, cosicché andando verso la parte inferiore del rachide, i segmenti midollari e i livelli vertebrali sono sempre meno allineati.

†Priapismo, ridotto tono rettale e alterazione dei riflessi possono manifestarsi in caso di danno a ogni livello.

Lesione midollare completa

La lesione completa del midollo spinale porta a

  • Paralisi immediata, completa e flaccida (compresa la perdita del tono dello sfintere anale)

  • Perdita di tutte le sensazioni e dell'attività riflessa

  • Disfunzione autonomica sotto il livello della lesione

Le lesioni cervicali alte (a livello o al di sopra di C5) interessano i muscoli che controllano la respirazione, causando insufficienza respiratoria; si può instaurare dipendenza dal ventilatore, specialmente in pazienti con lesioni a livello o al di sopra di C3. La disfunzione autonomica dovuta a una lesione al midollo cervicale può causare bradicardia e ipotensione; questa condizione è definita shock neurogeno. A differenza di altre forme di shock, la pelle rimane calda e asciutta. Si possono sviluppare aritmie e instabilità della pressione arteriosa. La polmonite è una frequente causa di decesso nelle persone con una lesione alta del midollo cervicale, specie in quelle che sono dipendenti dal ventilatore.

La paralisi flaccida diventa gradualmente, nel giro di ore o giorni, paralisi spastica con esagerazione dei normali riflessi da stiramento dovuta alla perdita dell'inibizione discendente. In seguito, se il tratto lombo-sacrale del midollo è integro, comparirà lo spasmo dei muscoli flessori e torneranno i riflessi neurovegetativi.

Lesione midollare incompleta

Nella lesione incompleta del midollo spinale si verifica una perdita motoria e sensoriale e i riflessi tendinei profondi possono essere iperattivi. La perdita delle funzioni motorie e sensitive può essere permanente o temporanea a seconda dell'eziologia; la funzione può essere perduta per breve tempo in caso di concussione o più a lungo in caso di contusione o lacerazione. Talvolta, comunque, il rapido aumento di volume del midollo dovuto all'edema produce una disfunzione neurologica totale che assomiglia alla lesione midollare completa; questa condizione è definita shock spinale (da non confondere con lo shock neurogeno). I sintomi si risolvono da uno a diversi giorni, ma la disabilità residua spesso rimane.

Le manifestazioni dipendono da quale zona del midollo è coinvolta; sono state identificate diverse sindromi (vedi tabella Sindromi midollari).

La sindrome di Brown-Séquard è causata dall'emisezione del midollo. I pazienti hanno una paralisi spastica omolaterale e la perdita del senso di posizione al di sotto della lesione e la perdita della sensibilità termo-dolorifica controlaterale.

La sindrome midollare anteriore è causata da una lesione diretta della porzione anteriore del midollo spinale o all'arteria spinale anteriore. I pazienti perdono la sensibilità motoria e dolorifica bilateralmente al di sotto della lesione. La funzione midollare posteriore (vibrazione, propriocezione) rimane intatta.

La sindrome midollare centrale generalmente si verifica nei pazienti che hanno un restringimento del canale vertebrale cervicale (congenito o degenerativo) dopo una lesione da iperestensione. La funzione motoria delle braccia è compromessa maggiormente rispetto alle gambe. Se sono coinvolti i cordoni posteriori si perdono le sensazioni di postura, vibrazione e tattili superficiali. Se sono coinvolti i tratti spino-talamici, si perdono le sensazioni dolorifiche, termiche, e, spesso, quelle tattili superficiali e profonde. L'emorragia del midollo spinale che deriva da trauma (ematomielia) è in genere limitata alla sostanza grigia centrale della regione cervicale, dove provoca segni di danno del motoneurone inferiore (debolezza e atrofia muscolare, fascicolazioni e riduzione dei riflessi tendinei nelle braccia), che è di solito permanente. La riduzione della forza è in genere prossimale e si associa a compromissione selettiva delle sensibilità dolorifica e termica.

Lesioni della cauda equina

La perdita di sensibilità o di motilità, o entrambe, in genere parziale, si verifica nella parte distale delle gambe. I sintomi sensoriali sono generalmente bilaterali ma solitamente asimmetrici, e interessano una parte più dell'altra. La sensibilità è in genere ridotta nella regione perineale (anestesia a sella). Si può verificare disfunzione intestinale e vescicale, sia incontinenza sia ritenzione. Gli uomini possono andare incontro a disfunzione erettile e le donne a una riduzione della risposta sessuale. Il tono dello sfintere anale è lasso e i riflessi bulbocavernoso e anale sono anormali. Questi aspetti possono essere simili a quelli della sindrome del cono midollare.

Complicazioni della lesione del midollo spinale

Le complicanze dipendono dalla gravità e dal livello della lesione. La respirazione può essere compromessa se la lesione è a livello o al di sopra del mielomero C5. La mobilità ridotta aumenta il rischio di embolia, infezioni delle vie urinarie, retrazioni, atelettasia, polmonite e ulcere da pressione. Si può sviluppare una spasticità disabilitante. L'instabilità cardiovascolare è comune subito dopo la lesione del midollo cervicale ed è correlata allo shock neurogeno e alla disreflessia autonomica che si verificano in risposta a eventi scatenanti come dolore o pressione sul corpo. Il dolore neurogeno cronico si può manifestare come urente o pungente.

Diagnosi

  • Ricerca di lesioni in pazienti ad alto rischio, anche senza sintomi

  • TC

Le lesioni del midollo spinale che risultano da trauma non sono sempre evidenti. Devono essere considerate le lesioni alla colonna vertebrale e al midollo spinale in pazienti con

  • Lesioni che coinvolgono la testa

  • fratture pelviche

  • Lesioni che penetrano nella zona della colonna vertebrale

  • Ferite riportate in incidenti automobilistici

  • Lesioni contusive gravi

  • Lesioni riportate da caduta dall'alto o tuffo in acqua

Nei pazienti anziani, deve essere considerata la lesione della colonna vertebrale dopo cadute minori.

È necessario anche prendere in considerazione la lesione alla colonna vertebrale e al midollo spinale in pazienti con sensorio alterato, dolorabilità spinale localizzata, lesioni dolorose da distrazione o con deficit neurologici compatibili.

La diagnosi delle lesioni della colonna vertebrale e del midollo spinale comprende l'imaging e la valutazione della funzione del nervo, inclusi riflesso, motore e sensazione.

Le manifestazioni della lesione possono essere valutate usando l'Impairment Scale ASIA (American Spinal Injury Association) o strumenti simili (vedi tabella Scala di danno da lesione spinale).

Tabella
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Scala di danno da lesione spinale*

Livello

Compromissione

A

Completa: nessuna funzione motoria o sensitiva, compreso nei segmenti sacrali S4-S5.

B

Incompleta: la funzione sensitiva ma non quella motoria è intatta al di sotto del livello neurologico interessato (midollo spinale), compreso nei segmenti sacrali S4-S5.

C

Incompleta: la funzione motoria è conservata al di sotto del livello neurologico, e più della metà dei muscoli principali al di sotto del livello neurologico ha una forza muscolare di grado < 3.

D

Incompleta: la funzione motoria è conservata al di sotto del livello neurologico, e almeno la metà dei muscoli principali al di sotto del livello neurologico ha un grado muscolare di ≥ 3.

E

Normale: funzione motoria e sensitiva normale.

*Secondo l'American Spinal Injury Association.

Studi del nervo

La funzione motoria va verificata in tutte le estremità. La valutazione della sensibilità deve includere sia quella tattile superficiale (funzione della colonna posteriore), che quella puntoria (fascio spinotalamico anteriore) e quella propriocettiva. L'identificazione del livello sensitivo si esegue, in maniera migliore, partendo dalle estremità distali verso le prossimali e valutando le radici toraciche dorsali per evitare di essere ingannati dalla regione cervicale. Priapismo indica un danno del midollo spinale. Il tono rettale può essere diminuito e i riflessi tendinei profondi possono essere aumentati o assenti.

Diagnostica per immagini

Vanno eseguite le RX standard in tutte le possibili aree coinvolte dal trauma. La TC va eseguita sulle aree che appaiono alterate alla RX e sulle aree a rischio di lesioni sulla base del quadro clinico. Tuttavia, la TC viene usata sempre di più come studio di imaging primario nei traumi spinali perché ha una migliore accuratezza diagnostica e, in molti centri traumatologici, può essere eseguita rapidamente.

La RM aiuta a identificare il tipo e la localizzazione della lesione spinale; è lo studio più accurato per l'imaging del midollo spinale e degli altri tessuti molli, ma non sempre può essere disponibile immediatamente.

Se una frattura passa attraverso il forame trasversale di una vertebra cervicale, uno studio vascolare di solito è garantito (in genere, angiografia TC) per escludere una dissezione dell'arteria vertebrale.

Prognosi

I fasci nervosi sezionati o degenerati nel midollo spinale generalmente non recuperano e il danno funzionale è spesso permanente. Il tessuto nervoso compresso può invece recuperare la propria funzione. La ripresa della motilità e della sensibilità durante la prima settimana dal trauma è indice di un recupero favorevole. Le disfunzioni che persistono dopo 6 mesi sono probabilmente permanenti; tuttavia il grado ASIA (American Spinal Injury Association) può migliorare di un grado in su per un anno dopo la lesione. Alcune ricerche dimostrano il ritorno di qualche funzione in lesioni del midollo spinale precedenti complete con stimolazione del midollo spinale.

Trattamento

  • Immobilizzazione

  • Mantenimento dell'ossigenazione e della perfusione del midollo spinale

  • Terapia di supporto

  • Stabilizzazione chirurgica quando appropriata

  • Cura sintomatica a lungo termine e riabilitazione

Cure immediate

Linee guida per la gestione delle lesioni acute della colonna vertebrale cervicale e del midollo spinale sono disponibili presso l'American Association of Neurological Surgeons e il Congress of Neurological Surgeons (1).

Un obiettivo importante è prevenire le lesioni secondarie alla colonna vertebrale o al midollo spinale.

Nelle lesioni instabili, la flessione o l'estensione della colonna può comprimere o sezionare il midollo. Pertanto, quando si mobilizzano le vittime di incidenti, manovre improprie possono causare paraplegia, tetraplegia o addirittura il decesso a causa di lesione spinale.

Nei pazienti che possono avere una lesione del midollo la colonna vertebrale deve essere immediatamente immobilizzata; il collo deve essere tenuto dritto manualmente (in linea di stabilizzazione) durante l'intubazione endotracheale. Appena possibile, la colonna vertebrale deve essere completamente immobilizzata su una barella piatta, con schienale imbottito o su una superficie simile stabilizzando la posizione senza eccessiva pressione. Un collare rigido deve essere posizionato per immobilizzare la colonna cervicale. I pazienti con traumi della colonna toracica o lombare devono essere trasportati supini o proni. Quelli con lesioni del midollo cervicale, che può indurre difficoltà respiratorie, devono essere trasportati supini, facendo attenzione a mantenere la pervietà delle vie aeree ed evitando la costrizione del torace. È consigliabile il trasferimento a un centro traumatologico.

Il trattamento medico deve essere diretto a evitare l'ipossia e l'ipotensione, che possono danneggiare ulteriormente il midollo lesionato. Molti esperti sostengono di mantenere una pressione arteriosa lievemente elevata con pressione arteriosa media ≥ 85 mmHg per migliorare la perfusione del midollo spinale e per ridurre gli episodi ipotensivi che possono influire negativamente sul recupero (1, 2, 3). Nei danni del segmento cervicale superiore a C5, sono generalmente necessarie l'intubazione e il supporto respiratorio.

Grandi dosi di corticosteroidi, iniziate entro le 8 h dalla lesione del midollo spinale, sono state utilizzate a lungo per provare a migliorare l'esito delle lesioni contundenti, ma numerosi test clinici negli adulti non solo non sono stati in grado di dimostrare alcun beneficio clinico aggiunto, ma hanno anche documentato un incremento del rischio di infezione della ferita, embolia polmonare, sepsi e decesso (1). Così l'uso di corticosteroidi è in declino, e non è raccomandato dall'American Association of Neurologic Surgeons/Congress of Neurologic Surgeons, anche se il problema rimane in qualche modo controverso.

Le lesioni vanno trattate con riposo, analgesici e farmaci miorilassanti, con o senza intervento chirurgico, fino alla regressione dell'edema e del dolore locale. L'ulteriore trattamento generale dei pazienti traumatizzati è fornito se necessario.

Le lesioni instabili vanno immobilizzate fino a quando le lesioni delle ossa e dei tessuti molli sono guarite in un allineamento adeguato; talvolta è necessaria la terapia chirurgica con fusione e fissazione interna. I pazienti con lesioni midollari incomplete possono avere un notevole miglioramento neurologico dopo la decompressione. Al contrario, nella lesione completa il ripristino di una funzione neurologica utile al di sotto del livello del danno è improbabile. Nella lesione completa l'intervento chirurgico mira a stabilizzare la colonna per consentire una precoce mobilizzazione.

La chirurgia precoce consente una mobilizzazione e una riabilitazione precoci. Studi recenti suggeriscono che il momento ottimale di un intervento chirurgico di decompressione per le lesioni del midollo incompleti è entro 24 h dal trauma. Per le lesioni complete, la chirurgia si effettua a volte nei primi giorni, ma non è chiaro se la tempistica influisca sui risultati.

Le cure infermieristiche devono assicurare la prevenzione delle infezioni urinarie e polmonari e delle ulcere da pressione, p. es., tramite la mobilizzazione del paziente paralizzato ogni 2 h (su un letto Stryker quando è necessario). È necessaria la profilassi della trombosi venosa profonda. Un filtro della vena cava inferiore potrebbe essere considerato nei pazienti immobili che hanno controindicazioni per la terapia anticoagulante.

Assistenza a lungo termine dopo la lesione del midollo spinale

I farmaci possono controllare con efficacia la spasticità in alcuni pazienti. Il baclofene 5 mg per via orale 3 volte/die (massimo 80 mg ogni 24 h) e la tizanidina 4 mg per via orale 3 volte/die (dose massima, 36 mg in 24 h) sono in genere impiegati per la spasticità associata a lesione del midollo spinale. La terapia con baclofene per via intratecale, 50-100 mcg 1 volta/die, può essere presa in considerazione nei pazienti in cui i farmaci orali sono inefficaci.

La riabilitazione è necessaria per aiutare i soggetti a recuperare il più possibile. La riabilitazione, realizzata al meglio attraverso un approccio d'équipe, combina le terapie fisiche, le attività che sviluppano abilità e la consulenza su come soddisfare i bisogni sociali e affettivi. L'équipe di riabilitazione è meglio diretta da un medico specialista ed esperto nel campo della riabilitazione; essa solitamente comprende infermieri, assistenti sociali, nutrizionisti, psicologi, fisioterapisti e terapisti occupazionali, terapisti ricreazionali e assistenti sociali.

La fisioterapia si focalizza sugli esercizi per il rafforzamento muscolare, esercizi di estensione passivi per prevenire le retrazioni e l'uso appropriato di ausili come busti, deambulatore o sedia a rotelle, che possono essere necessari per migliorare la mobilità. Vengono insegnate strategie per controllare la spasticità, la disreflessia automatica e il dolore neurogeno.

La terapia occupazionale mira a sviluppare nuovamente le capacità motorie fini. I programmi per la gestione della vescica e dell'intestino insegnano le tecniche per la toilette, che possono richiedere il cateterismo intermittente. È spesso necessario un regime intestinale che comprenda la stimolazione programmata con lassativi.

La riabilitazione logopedistica comprende sia la valutazione delle capacità motorie fini e grossolane, che delle capacità cognitive, per definire la possibilità di un impiego soddisfacente. Lo specialista logopedista aiuta quindi a identificare i possibili ambiti lavorativi e determina il bisogno di ausili e le modifiche del posto di lavoro. I terapisti ricreazionali utilizzano un approccio simile per identificare e facilitare la partecipazione a hobby, attività sportive e altre attività.

Il supporto psicologico mira a combattere la depersonalizzazione e la quasi inevitabile depressione che insorgono dopo la perdita del controllo del proprio corpo. Il supporto psicologico è fondamentale per il successo di tutte le altre componenti della riabilitazione e deve essere accompagnato da sforzi per educare il paziente e incoraggiare il coinvolgimento attivo della famiglia e degli amici.

Trattamenti sperimentali

Trattamenti per promuovere la rigenerazione dei fascicoli nervosi e minimizzare le formazioni di tessuto cicatriziale nel midollo compromesso sono in fase di studio. Tali trattamenti comprendono l'impianto di un'impalcatura di polimeri a livello della lesione del midollo e le iniezioni di macrofagi autologhi e incubati; oligodentrociti da cellule staminali embrionali umane; cellule staminali neurali; e fattori trofici. La ricerca sulle cellule staminali è in corso; molti studi sugli animali hanno mostrato risultati promettenti e ci sono stati diversi trial clinici sull'uomo di fase I e II.

L'impianto di uno stimolatore epidurale è un'altra modalità di trattamento sotto inchiesta per migliorare il movimento volontario dopo la lesione del midollo spinale. Durante la stimolazione epidurale, vengono consegnati impulsi elettrici alla superficie del midollo spinale sotto la lesione.

Riferimenti relativi al trattamento

  • 1. Hadley MN, Walters BC, Aarabi A, et al: Guidelines for the management of acute cervical spine and spinal cord injuries. Neurosurgery 72 (Supplement 3): 1–259, 2013. doi: doi.org/10.1227/NEU.0b013e318276ee7e.

  • 2. Hawryluk G, Whetstone W, Saigal R, et al: Mean arterial blood pressure correlates with neurological recovery after human spinal cord injury: Analysis of high frequency physiologic data. J Neurotrauma 32(24):1958-1967, 2015. doi: 10.1089/neu.2014.3778

  • 3. Vale FL, Burns J, Jackson AB, Hadley MN: Combined medical and surgical treatment after acute spinal cord injury: Results of a prospective pilot study to assess the merits of aggressive medical resuscitation and blood pressure management. J Neurosurg 87(2):239–246, 1997.

Punti chiave

  • In aggiunta ai pazienti con ovvi traumi spinali, lesioni del midollo spinale sospette in pazienti a più alto rischio di lesione spinale, fra cui i pazienti anziani che potrebbero aver avuto una caduta e pazienti con un sensorio alterato, deficit neurologici che suggeriscono lesioni del midollo, o dolorabilità vertebrale localizzata.

  • Per garantire il riconoscimento delle lesioni incomplete del midollo spinale, esaminare la funzione motoria e la funzione sensoriale (compreso il tocco leggero, la puntura di spillo, e la sensazione di posizione) e verificare la presenza di debolezza sproporzionata negli arti superiori.

  • Immobilizzare immediatamente la colonna vertebrale nei pazienti a rischio.

  • Provvedere all'effettuazione immediate di una TC o, se disponibile, di una RM.

  • Provvedere all'effettuazione di un intervento chirurgico entro 24 h dalla lesione se i pazienti hanno lesioni del midollo incomplete.

  • Trattare il danno irreversibile del midollo spinale con la riabilitazione multimodale e con farmaci che controllano la spasticità.

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