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Insonnia ed eccessiva sonnolenza diurna

Di

Richard J. Schwab

, MD, University of Pennsylvania, Division of Sleep Medicine

Ultima modifica dei contenuti dic 2018
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Molti disturbi del sonno si manifestano di solito con insonnia ed eccessiva sonnolenza diurna.

  • L'insonnia è un disturbo caratterizzato da una reiterata difficoltà di inizio, durata, mantenimento o qualità del sonno.

  • L'eccessiva sonnolenza diurna è la tendenza ad addormentarsi durante le normali ore di veglia.

I disturbi del sonno possono essere causati da fattori interni al corpo (intrinseci) o esterni al corpo (estrinseci). (Vedi anche Approccio al paziente con disturbi del sonno e insonnia.)

Inadeguata igiene del sonno

Il sonno può essere compromesso da alcuni comportamenti. Essi comprendono

  • Consumo di caffeina o simpaticomimetici o di altre sostanze stimolanti (di solito vicino all'ora di coricarsi ma anche nel pomeriggio per soggetti particolarmente sensibili)

  • Esercizio fisico intenso o eccitazione (p. es., una trasmissione televisiva emozionante) nelle ore serali/notturne

  • Un ciclo sonno-veglia irregolare

I pazienti che compensano il sonno perduto dormendo fino a tardi o facendo un sonnellino frammentano ulteriormente il sonno notturno.

Gli insonni devono aderire a un regolare orario di risveglio ed evitare sonnellini indipendentemente dalla quantità di sonno notturno.

Un'adeguata igiene del sonno può migliorare il sonno.

Insonnia da adattamento

Stress emotivi acuti (p. es., perdita del lavoro, ricovero ospedaliero) possono causare insonnia. I sintomi tipicamente regrediscono poco dopo l'eliminazione degli stimoli; l'insonnia è in genere transitoria e breve. Nonostante ciò, se comparissero sonnolenza diurna e fatica, specialmente se interferiscono con le funzioni diurne, diventa necessaria una breve cura con farmaci ipnotici. Ansie persistenti possono necessitare di terapie specifiche.

Insonnia psicofisiologica

L'insonnia, indipendentemente dalla causa, può persistere ben oltre la risoluzione dei fattori precipitanti, in genere perché i pazienti avvertono un'ansia preventiva sulla prospettiva di un'altra notte senza sonno in seguito a un giorno lavorativo. Tipicamente i pazienti trascorrono ore nel letto focalizzandosi e rimuginando sulla mancanza del sonno; talvolta hanno maggiori difficoltà ad addormentarsi nel proprio letto di quante non ne abbiano lontano da casa.

Il trattamento ottimale combina

  • Strategie cognitive-comportamentali

  • Ipnotici

Malgrado le strategie cognitivo-comportamentali siano più difficili da implementare e ci mettano più tempo, l'effetto è di più lunga durata, fino a 2 anni dopo la fine del trattamento.

Queste strategie comprendono

  • Igiene del sonno (in particolare una riduzione della permanenza a letto)

  • Educazione

  • Training di rilassamento

  • Controllo dello stimolo

  • Terapia cognitiva

Gli ipnotici sono adeguati per quei pazienti che hanno bisogno di un rapido sollievo e nei quali l'insonnia ha avuto effetti diurni come eccessiva sonnolenza diurna e affaticabilità. Questi farmaci non devono essere utilizzati indefinitamente nella maggior parte dei casi.

Disturbi del sonno legati a problemi fisici

I disturbi fisici possono interferire con il sonno e causare insonnia ed eccessiva sonnolenza diurna. Patologie che provocano dolore o disagio (p. es., artrite, cancro, ernie discali), soprattutto quelle che peggiorano con il movimento, causano risvegli transitori e scarsa qualità del sonno. Anche le crisi epilettiche notturne possono interferire con il sonno.

Il trattamento è orientato alla malattia di base e al miglioramento dei sintomi (p. es., con analgesici serali).

Disturbi del sonno legati a malattie psichiatriche

La maggior parte dei disturbi mentali gravi può causare insonnia ed eccessiva sonnolenza diurna. Circa l'80% dei pazienti con depressione maggiore riferisce questi sintomi. Viceversa, il 40% degli insonni cronici soffre di un'importante patologia psichiatrica, più comunemente un disturbo dell'umore.

I pazienti con depressione possono andare incontro a insonnia iniziale o a insonnia da mantenimento del sonno. Talvolta nella fase depressiva del disturbo bipolare e nel disturbo emotivo stagionale, il sonno è ininterrotto ma i pazienti si lamentano di un'incessante fatica diurna.

Se la depressione è accompagnata da insonnia, antidepressivi che danno più sedazione (p. es., citalopram, paroxetina, mirtazapina) possono aiutare i pazienti a dormire. Questi farmaci vengono utilizzati a dosaggio regolare, non basso, per assicurare la correzione della depressione. Tuttavia, i medici devono tenere presente che questi farmaci possono imprevedibilmente non avere effetti sedativi e viceversa risultare attivanti. Inoltre, la sedazione determinata da questi farmaci potrebbe essere superiore all'utilità desiderata, provocando eccessiva sonnolenza diurna; inoltre questi farmaci possono avere altri effetti avversi, come l'aumento di peso. In alternativa, qualsiasi antidepressivo può essere utilizzato con un ipnotico.

Se la depressione è accompagnata da eccessiva sonnolenza diurna, si possono scegliere antidepressivi con effetti attivanti (p. es., il bupropione, la venlafaxina, alcuni inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina come la fluoxetina, la sertralina).

Sindrome del sonno insufficiente (privazione del sonno)

I pazienti con sindrome del sonno mancante non dormono sufficientemente di notte per poter rimanere poi in allerta da svegli. La causa di solito riguarda i vari impegni sociali o lavorativi. Questa sindrome è probabilmente la causa più frequente di eccessiva sonnolenza diurna e scompare quando le ore di sonno vengono incrementate (p. es., nei weekend oppure in vacanza). Dopo lunghi periodi di privazione del sonno, sono necessari settimane o mesi di sonno prolungato per ripristinare la normale vigilanza diurna.

Disturbi del sonno farmaco-correlati

L'insonnia e l'eccessiva sonnolenza diurna possono derivare dall'uso cronico di stimolanti del sistema nervoso centrale (p. es., anfetamine, caffeina), ipnotici (p. es., benzodiazepine), altri sedativi, chemioterapici antimetaboliti, antiepilettici (p. es., fenitoina), metildopa, propranololo, alcolici e preparati tiroidei (vedi tabella Alcune sostanze che interferiscono col sonno). Gli ipnotici comunemente prescritti possono causare irritabilità e apatia e ridurre la prontezza mentale. Molti farmaci psicoattivi possono indurre movimenti anomali durante il sonno.

L'insonnia può svilupparsi durante l'astinenza da depressori del sistema nervoso centrale (p. es., barbiturici, oppiacei, sedativi), antidepressivi triciclici, inibitori delle monoaminossidasi o droghe (p. es., cocaina, eroina, marijuana, fenciclidina). La sospensione brusca di ipnotici e sedativi può provocare nervosismo, tremori e convulsioni.

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