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Emorragia post-partum

Di

Julie S. Moldenhauer

, MD, Children's Hospital of Philadelphia

Ultima modifica dei contenuti lug 2021
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Risorse sull’argomento

L'emorragia postpartum è una perdita di sangue di > 1000 mL o perdita di sangue accompagnata da sintomi o segni di ipovolemia entro 24 h dalla nascita. La diagnosi è clinica. Il trattamento dipende dall'eziologia del sanguinamento.

Cause

La causa di emorragia post-partum più frequente è

  • Atonia uterina

I fattori di rischio per atonia uterina comprendono

Altre cause di emorragia post-partum comprendono

Diagnosi

  • Valutazione clinica

La diagnosi di emorragia post-partum è clinica (p. es., rilevando la quantità di sangue perso, monitorando i segni vitali).

Ci sono vari strumenti di valutazione (p. es., liste di controllo) per aiutare gli operatori ostetrici e le strutture sanitarie a sviluppare modi per riconoscere e gestire rapidamente l'emorragia post-partum ( 1 Riferimenti relativi alla diagnosi L'emorragia postpartum è una perdita di sangue di > 1000 mL o perdita di sangue accompagnata da sintomi o segni di ipovolemia entro 24 h dalla nascita. La diagnosi è clinica. Il... maggiori informazioni , 2 Riferimenti relativi alla diagnosi L'emorragia postpartum è una perdita di sangue di > 1000 mL o perdita di sangue accompagnata da sintomi o segni di ipovolemia entro 24 h dalla nascita. La diagnosi è clinica. Il... maggiori informazioni ). Questi strumenti sono ampiamente disponibili e possono essere adattati alle esigenze della specifica popolazione di pazienti.

Riferimenti relativi alla diagnosi

Trattamento

  • Fluidoterapia e a volte trasfusione

  • Massaggio uterino

  • Rimozione dei tessuti placentari ritenuti e riparazione delle lacerazioni genitali

  • Uterotonici (p. es., ossitocina, prostaglandine, metilergonovina)

  • Talvolta correzione chirurgica

La volemia va ripristinata con soluzione fisiologica allo 0,9% EV fino a un massimo di 2 L; se il volume di soluzione fisiologica non è sufficiente si deve eseguire una trasfusione.

Trattamento dell'emorragia post-partum

Si deve cercare di ottenere l'emostasi mediante il massaggio uterino bimanuale e l'infusione EV di ossitocina. Un'infusione di ossitocina diluita EV (10 o 20 [fino a 80] unità/1000mL di liquidi EV) a 125-200mL/h va somministrata subito dopo l'espulsione della placenta. Si continua la somministrazione del farmaco finché l'utero non risulti contratto; poi viene ridotto o sospeso. L'ossitocina non deve però essere somministrata sotto forma di un bolo EV perché può causare grave ipotensione.

Inoltre l'utero deve essere esplorato alla ricerca di lacerazioni e di tessuto placentare ritenuto. Si devono esaminare anche la cervice e la vagina; le lacerazioni devono essere riparate. Il drenaggio della vescica tramite catetere può, a volte, ridurre l'atonia uterina.

Se durante l'infusione di ossitocina il sanguinamento continua in modo eccessivo, occorre somministrare IM 15-metil prostaglandina F2-alfa 250 mcg ogni 15-90 min, fino a un massimo di 8 dosi, oppure metilergonovina 0,2 mg IM ogni 2-4 h (eventualmente seguita dalla somministrazione di 0,2 mg per via orale da 3 volte/die a 4 volte/die per 1 settimana); durante il parto cesareo questi farmaci possono essere iniettati direttamente nel miometrio. Possono anche essere iniettate direttamente nel miometrio 10 unità di ossitocina. Se l'ossitocina non è disponibile, può essere somministrata la carbetocina termostabile IM. Nelle donne affette da asma si devono evitare le prostaglandine; nelle donne ipertese deve essere evitata la metilergonovina. A volte per aumentare il tono uterino può essere impiegato il misoprostolo per via rettale alla dose di 800-1000 mcg.

A volte l'emorragia può essere arrestata mediante tamponamento uterino o posizionamento di un palloncino di Bakri. Questo palloncino in silicone può contenere fino a 500 mL e resistere a pressioni interne ed esterne fino a 300 mmHg. Se con tali manovre non si ottiene l'emostasi, possono essere necessari l'esecuzione di una sutura di B-Lynch (che ha lo scopo di comprimere il segmento uterino inferiore tramite legature multiple), la legatura dell'arteria ipogastrica o l'isterectomia. La rottura uterina richiede la riparazione chirurgica.

È attualmente disponibile un dispositivo per il controllo dell'emorragia da vuoto intrauterino. Esso applica un'aspirazione di basso livello per indurre le contrazioni uterine, causando il collasso dell'utero su se stesso; di conseguenza, i vasi sanguigni nel miometrio si restringono e l'emorragia viene rapidamente arrestata ( 1 Riferimento relativo al trattamento L'emorragia postpartum è una perdita di sangue di > 1000 mL o perdita di sangue accompagnata da sintomi o segni di ipovolemia entro 24 h dalla nascita. La diagnosi è clinica. Il... maggiori informazioni ). Il dispositivo è costituito da un anello intrauterino, un sigillo espandibile che viene riempito con liquido sterile e blocca la cervice per mantenere il vuoto, e un connettore del vuoto collegato a un tubo che si collega con una sorgente di vuoto. L'aspirazione viene applicata per 1 ora dopo che il sanguinamento è controllato.

Gli emocomponenti devono essere trasfusi in base alle necessità, a seconda dell'entità della perdita ematica e dell'evidenza clinica di uno stato di shock. Una trasfusione massiccia Complicanze della trasfusione massiva Le complicanze più frequenti delle trasfusioni sono Reazioni febbrili non emolitiche Reazioni brividi-rigidità La maggior parte delle complicazioni gravi, che hanno tassi di mortalità molto... maggiori informazioni di globuli rossi concentrati, plasma fresco congelato e piastrine in rapporto 1:1:1 può essere considerata dopo la valutazioni di ematologi esperti e dopo aver consulto il centro trasfusionale ( 2 Riferimento relativo al trattamento L'emorragia postpartum è una perdita di sangue di > 1000 mL o perdita di sangue accompagnata da sintomi o segni di ipovolemia entro 24 h dalla nascita. La diagnosi è clinica. Il... maggiori informazioni ). I centri medici devono sviluppare protocolli per la trasfusione massiva.

L'acido tranexamico può anche essere usato se la terapia medica iniziale è inefficace.

Riferimento relativo al trattamento

  • 1. D’Alton ME, Rood KM, Smid M C, et al: Intrauterine vacuum-induced hemorrhage-control device for rapid treatment of postpartum hemorrhage. Obstet Gynecol 136 (5):1–10, 2020. doi: 10.1097/AOG.0000000000004138

Prevenzione

Se le donne hanno un gruppo sanguigno poco comune, il sangue compatibile deve essere disponibile in anticipo. Attento, è opportuno organizzare il parto senza fretta e con il minimo di invasività possibile.

Dopo il distacco della placenta, la somministrazione IM di 10 unità di ossitocina o l'infusione EV di ossitocina diluita (10-20 unità in 1000 mL alla velocità di 125-200 mL/h per 1-2 h) assicurano, in genere, la contrazione uterina e riducono la perdita di sangue.

Dopo l'espulsione della placenta, essa va meticolosamente esaminata per verificarne la completezza; se è incompleta, la cavità uterina deve essere esplorata manualmente e i frammenti ritenuti devono essere rimossi. Di rado, è necessario il raschiamento.

Le contrazioni uterine e l'entità del sanguinamento vaginale devono essere controllate per 1 h dopo il completamento del 3o stadio del travaglio.

Punti chiave

  • Prima del parto, valutare il rischio di emorragia post-partum, compresa l'identificazione dei fattori di rischio prenatali (p. es., disturbi della coagulazione, gravidanza multifetale, polidramnios, un feto eccessivamente grande, grande multiparità).

  • Gli strumenti di valutazione dell'emorragia post partum sono ampiamente disponibili e possono essere adattati per la specifica popolazione di pazienti.

  • Ricostituire il volume intravascolare, riparare le lacerazioni genitali, e rimuovere i tessuti placentari trattenuti.

  • Massaggiare l'utero e, se necessario, utilizzare uterotonici (p. es., l'ossitocina, prostaglandine, metilergonovina).

  • Se l'emorragia persiste, prendere in considerazione l'uso di un dispositivo per il vuoto intrauterino, tamponamento con palloncino intrauterino, un riempimento, delle procedure chirurgiche, e una trasfusione di emoderivati.

  • Per le donne a rischio, fare partorire lentamente e senza interventi inutili.

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