Disturbo da alimentazione incontrollata

DiEvelyn Attia, MD, Columbia University Medical Center;
B. Timothy Walsh, MD, College of Physicians and Surgeons, Columbia University
Reviewed ByMark Zimmerman, MD, South County Psychiatry
Revisionato/Rivisto Modificata ago 2025
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I fatti in Breve

Il disturbo da alimentazione incontrollata è un disturbo della nutrizione/del comportamento alimentare caratterizzato dal consumo di quantità di cibo insolitamente elevate (alimentazione compulsiva) con una sensazione di perdita di controllo durante e dopo l’episodio. L’alimentazione incontrollata non è seguita dal tentativo di rimediare al troppo cibo ingerito (ad esempio, espellendo l’eccesso di cibo consumato, purgandosi).

  • Il disturbo da alimentazione incontrollata è più comune tra le persone in sovrappeso o obese.

  • Il soggetto ingurgita grandi quantità di cibo rapidamente, non si purga ed è molto angosciato dal suo comportamento.

  • Il medico pone la diagnosi in base alla descrizione che il soggetto fa del proprio comportamento alimentare.

  • Il trattamento è mirato ad aiutare le persone a controllare l’alimentazione compulsiva e include terapia cognitivo-comportamentale, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI, un tipo di antidepressivo) e farmaci stimolanti.

  • I programmi per perdere peso, alcuni farmaci per la perdita di peso e i farmaci stimolanti possono aiutare a tenere sotto controllo il peso.

Complessivamente, circa l’1-2% delle donne e meno dell’1% degli uomini soffre del disturbo da alimentazione incontrollata. Il disturbo diventa più comune all’aumentare del peso corporeo. In alcuni programmi di riduzione del peso, il 17-27% dei soggetti obesi presenta questo disturbo.

La maggior parte dei soggetti affetti dal disturbo da alimentazione incontrollata è in sovrappeso oppure obeso e il disturbo contribuisce all’eccessivo introito calorico. Invece, la maggior parte dei soggetti affetti da bulimia nervosa ha un peso normale, mentre i soggetti affetti da anoressia nervosa sono magri. I soggetti con disturbo da alimentazione incontrollata sono solitamente di età superiore rispetto a quelli affetti da anoressia nervosa o bulimia nervosa, e quasi la metà sono uomini.

Le variazioni genetiche nei microrganismi che rivestono il tratto intestinale possono avere un ruolo nel disturbo da alimentazione incontrollata.

Sintomi del disturbo da alimentazione incontrollata

Durante un episodio di alimentazione compulsiva, il soggetto consuma una quantità di cibo molto superiore a quanto la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili. Le circostanze e l’ambiente culturale sono importanti, dato che la quantità di cibo considerata eccessiva per un pasto normale può essere diversa da quella considerata eccessiva per un pasto di un giorno festivo. Sia durante che dopo un’abbuffata, il soggetto ha la sensazione di avere perso il controllo e si sente angosciato. I soggetti affetti dal disturbo da alimentazione incontrollata non compensano le abbuffate con tecniche per eliminare l’eccesso di cibo (procurandosi il vomito o abusando di lassativi, diuretici o clisteri), un’attività fisica eccessiva o il digiuno. L’alimentazione compulsiva si realizza in episodi, diversamente dall’iperalimentazione continua.

Un soggetto affetto dal disturbo da alimentazione incontrollata può inoltre:

  • mangiare più in fretta del normale

  • mangiare fino a sentirsi dolorosamente sazio

  • mangiare grandi quantità di cibo senza essere affamato

  • mangiare da solo per via dell’imbarazzo

  • avvertire un senso di disgusto, depressione o colpa dopo aver mangiato troppo

Il soggetto affetto dal disturbo da alimentazione incontrollata ne è angosciato, specialmente se sta cercando di perdere peso. Rispetto a chi non soffre di questo disturbo, il soggetto è più incline a soffrire di depressione o ansia.

Esiste una forte associazione tra obesità e disturbo da alimentazione incontrollata. I soggetti con entrambe le condizioni hanno maggiori probabilità di essere preoccupati per la propria forma fisica, per il peso o per entrambi, rispetto a chi non soffre di alimentazione compulsiva. Presentano inoltre un rischio aumentato di sviluppare complicanze mediche correlate all'obesità, come ipertensione arteriosa e diabete.

Diagnosi del disturbo da alimentazione incontrollata

  • Valutazione di un medico basata su criteri psichiatrici standard

Il medico diagnostica il disturbo da alimentazione incontrollata quando

  • le persone riferiscono di avere mangiato in modo compulsivo almeno una volta alla settimana per almeno 3 mesi

  • le abbuffate sono accompagnate da una sensazione di mancanza di controllo sull’alimentazione

  • il soggetto ha sintomatologia e comportamento tipici del disturbo

Trattamento del disturbo da alimentazione incontrollata

  • Psicoterapia

  • Certi antidepressivi e farmaci stimolanti

  • Possibilmente, farmaci per perdere peso e soppressori della fame

  • Eventualmente, gruppi di autoaiuto e programmi di riduzione del peso convenzionali

Possono essere d’aiuto i seguenti trattamenti:

  • La terapia cognitivo-comportamentale può aiutare a controllare l’alimentazione compulsiva nel lungo periodo, ma ha ben poco effetto sul peso corporeo.

  • La psicoterapia interpersonale è efficace quanto la terapia cognitivo-comportamentale, ma anch’essa ha poco effetto sul peso corporeo.

  • I farmaci stimolanti (come quelli utilizzati per trattare il disturbo da deficit di attenzione-iperattività [ADHD]) e gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (un tipo di antidepressivo), come la fluoxetina, possono aiutare le persone a cessare l’alimentazione incontrollata per un breve periodo di tempo e possono determinare una perdita di peso.

  • I farmaci per perdere peso (come orlistat) o i soppressori della fame (come il topiramato) possono favorire la perdita di peso.

  • I gruppi di auto-aiuto che seguono i principi degli alcolisti anonimi (come Overeaters Anonymous e Food Addicts Anonymous negli Stati uniti) sono diffusi, ma la loro efficacia è dubbia.

  • I programmi comportamentali di riduzione del peso convenzionali possono aiutare le persone a perdere peso e interrompere l’alimentazione compulsiva per un breve periodo di tempo, ma i soggetti tendono a ritornare all’alimentazione incontrollata.

  • Può essere effettuato un trattamento chirurgico per trattare l’obesità grave, ma i suoi effetti a lungo termine sull’alimentazione incontrollata restano poco chiari.

Ulteriori informazioni

Le seguenti sono alcune risorse in lingua inglese che possono essere utili. Si prega di notare che il Manuale non è responsabile del contenuto di queste risorse.

  1. National Eating Disorders Association (NEDA)

  2. National Association of Anorexia Nervosa and Associated Disorders (ANAD)

  3. National Institutes of Mental Health (NIMH), Eating Disorders

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