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Eccesso di rame

Di

Larry E. Johnson

, MD, PhD, University of Arkansas for Medical Sciences

Ultima revisione/verifica completa giu 2020| Ultima modifica dei contenuti giu 2020
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L’eccesso di rame può essere causato da un’anomalia genetica che impedisce all’organismo di eliminare il rame (malattia di Wilson) o, raramente, da un consumo eccessivo di rame.

La maggior parte del rame presente nell’organismo si trova nel fegato, nelle ossa e nei muscoli, sebbene se ne ritrovino tracce in tutti i tessuti. Il fegato elimina il rame in eccesso nella bile affinché venga eliminato dall’organismo. Il rame è un componente di molti enzimi, compresi quelli necessari per i seguenti processi:

  • produzione di energia

  • formazione di globuli rossi, ossa o tessuto connettivo (che funge da collante tra tessuti e organi diversi)

  • azione antiossidante (per proteggere le cellule contro i danni prodotti dai radicali liberi, sottoprodotti reattivi della normale attività cellulare)

(Vedere anche Panoramica sui minerali).

Anche l’eccesso di rame (tossicità) può essere acquisito o ereditario (come malattia di Wilson).

Il consumo eccessivo di rame è raro. È possibile che vengano assunte piccole quantità di rame in eccesso con alimenti o bevande acide conservate in contenitori, tubetti o valvole di rame per lunghi periodi di tempo.

Il consumo di quantità, anche piccole, di rame può causare nausea, vomito e diarrea. Grandi quantità di rame, di solito assunte da persone che intendono suicidarsi, possono danneggiare i reni, inibire la produzione di urine e causare anemia dovuta a rottura dei globuli rossi (anemia emolitica) e perfino il decesso.

Raramente, nei bambini si verifica danno epatico o cirrosi. Probabilmente, queste malattie sono dovute all’assunzione di latte fatto bollire o conservato in contenitori di rame od ottone corrosi.

Diagnosi

  • Esami del sangue o delle urine

  • Biopsia epatica

Il medico misura i livelli di rame e ceruloplasmina nel sangue o nelle urine. Tuttavia, di solito ai fini diagnostici è necessaria una biopsia del fegato per misurare la quantità di rame e per ricercare eventuali danni epatici, fatto salvo il caso in cui siano state consumate grandi quantità di rame.

Trattamento

  • Pompaggio dello stomaco

  • Dimercaprolo intramuscolo

  • Penicillamina

  • Emodialisi

Se è stata assunta una grande quantità di rame, si effettua una lavanda gastrica.

Se la tossicità da rame ha causato problemi come l’anemia oppure ha danneggiato i reni o il fegato, per rimuovere il rame in eccesso si inietta dimercaprolo intramuscolo oppure si somministra un farmaco che si lega con il rame, come ad esempio la penicillamina. I bambini con danno epatico vengono trattati con penicillamina.

Se si interviene tempestivamente, può essere efficace l’emodialisi (una procedura che filtra il sangue).

A volte, nonostante il trattamento si giunge al decesso.

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