La sindrome della persona rigida è un disturbo del sistema nervoso centrale che provoca rigidità muscolare progressiva e spasmi.
La sindrome della persona rigida colpisce il sistema nervoso centrale (SNC), ma ha manifestazioni neuromuscolari.
La maggior parte dei pazienti con sindrome della persona rigida ha anticorpi contro l'acido glutammico decarbossilasi, enzima coinvolto nella produzione del neurotrasmettitore inibitorio acido gamma-aminobutirrico. La sindrome della persona rigida può essere
Autoimmune
Paraneoplastica
Idiopatica
Il tipo autoimmune si associa spesso al diabete di tipo 1, così come ad altre malattie autoimmuni tra cui la tiroidite, la vitiligine, e l'anemia perniciosa. Sono presenti autoanticorpi contro diverse proteine coinvolte nelle sinapsi GABAergiche, che colpiscono principalmente i neuroni inibitori che hanno origine nel corno anteriore del midollo spinale.
Il tipo paraneoplastico è raramente presente. Anticorpi anti-amfifisina sono spesso presenti; gli anti-GAD di solito non lo sono. La sindrome paraneoplastica della persona rigida è più spesso associata al cancro al seno, ma può verificarsi anche in pazienti con cancro polmonare, renale, della tiroide o del colon o linfoma di Hodgkin.
Sintomatologia della sindrome della persona rigida
Le manifestazioni cliniche della sindrome della persona rigida sono simili in tutti i casi. La rigidità muscolare, l'aumento del tono, e gli spasmi progrediscono in modo insidioso ad interessare il tronco e l'addome e, in modo meno importante, gli arti inferiori e superiori. L'esame obiettivo evidenzia solo ipertrofia muscolare e rigidità. Tipicamente, la sindrome della persona rigida progredisce, portando a rigidità in tutto il corpo e a disabilità.
Diagnosi della sindrome della persona rigida
La diagnosi di sindrome della persona rigida si basa sul riconoscimento dei sintomi ed è supportata da test degli anticorpi, risposta al diazepam e risultati dell'elettromiografia (EMG), che mostrano l'attività elettrica di una contrazione apparentemente normale.
Trattamento della sindrome della persona rigida
Benzodiazepine (diazepam o clonazepam)
Farmaci antispastici (baclofene)
Antiepilettici (gabapentin, vigabatrin)
Immunoglobuline EV (IVIG/IgEV)
In alcuni casi rituximab o plasmaferesi
È disponibile una terapia sintomatica per la sindrome della persona rigida. Il diazepam e il clonazepam alleviano più costantemente la rigidità muscolare e sono considerati una terapia di prima linea, ma vi possono essere difficoltà legate agli effetti avversi (sonnolenza, affaticamento) e vi è un rischio di dipendenza. Il baclofene, somministrato per via orale o intratecale (prestando molta attenzione per evitare perdite dal catetere), può essere preso in considerazione. Il gabapentin è il farmaco antiepilettico più frequentemente testato e può trattare gli spasmi muscolari. Queste raccomandazioni sono supportate da studi osservazionali, in assenza di studi randomizzati.
I glucocorticoidi hanno mostrato benefici limitati e devono essere evitati a causa degli effetti avversi associati all'uso prolungato delle alte dosi necessarie per controllare i sintomi.
Le IVIG possono essere efficaci nei pazienti che non rispondono ai farmaci che potenziano il GABA e agli antispastici sopra elencati (1). Se i pazienti non rispondono alle immunoglobuline EV (IVIG/IgEV), si possono suggerire rituximab (2) o plasmaferesi (scambi plasmatici).
Riferimenti relativi al trattamento
1. Dalakas MC. Therapies in Stiff-Person Syndrome: Advances and Future Prospects Based on Disease Pathophysiology. Neurol Neuroimmunol Neuroinflamm. 2023;10(3):e200109. Published 2023 Apr 14. doi:10.1212/NXI.0000000000200109
2. Ortiz JF, Ghani MR, Cox AM, et al. Stiff-person syndrome: A treatment update and new directions. Cureus. 12 (12):e11995, 2020. doi: 10.7759/cureus.11995
Punti chiave
La sindrome della persona rigida può essere autoimmune, paraneoplastica o idiopatica.
La sindrome della persona rigida colpisce il sistema nervoso centrale ma provoca rigidità muscolare progressiva, rigidità e spasmi, principalmente nel tronco e nell'addome.
Diagnosi basata su sintomi, risposta al diazepam e risultati dei test anticorpali e degli esami elettromiografici.
Trattare con diazepam o, se è inefficace, col baclofen; altre opzioni includono immunoglobuline EV (IVIG/IgEV), rituximab e plasmaferesi.



