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Aferesi terapeutica

Di

Ravindra Sarode

, MD, The University of Texas Southwestern Medical Center

Ultima modifica dei contenuti nov 2018
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L'aferesi si riferisce al processo di separazione dei componenti cellulari e solubili del sangue usando una macchina. L'aferesi viene spesso effettuata su donatori in cui viene centrifugato sangue intero per ottenere componenti individuali (p. es., globuli rossi, piastrine, plasma basato sul peso specifico) da utilizzare per la trasfusione in pazienti diversi. L'aferesi può essere utilizzata anche terapeuticamente per trattare vari disturbi (1).

L'aferesi terapeutica comprende plasmaferesi (scambi plasmatici) e citaferesi

L'aferesi è generalmente tollerata da donatori sani. Tuttavia, esistono numerosi rischi minori e alcuni rischi maggiori.

  • L'inserzione di un grosso catetere EV necessario per l'aferesi può causare complicanze (p. es., sanguinamenti, contagio, pneumotorace).

  • Il citrato usato come anticoagulante può ridurre i livelli di calcio ionizzato nel siero.

  • La sostituzione del plasma del paziente con una soluzione colloidale (p. es., albumina al 5% o plasma fresco congelato) non sostituisce i fattori della coagulazione e le IgG.

La maggior parte delle complicanze può essere trattata con stretta osservazione del paziente e con attenta manipolazione delle procedure, ma si sono verificate ugualmente alcune gravi reazioni e alcuni decessi.

Riferimento generale

  • 1. Schwartz J, Padmanabhan A, Aqui N, et al: Guidelines on the Use of Therapeutic Apheresis in Clinical Practice–Evidence-Based Approach from the Writing Committee of the American Society for Apheresis: The Seventh Special Issue. J Clin Apheresis 31: 149–338, 2016. doi:10.1002/jca.21470.

Plasmaferesi

La plasmaferesi si riferisce al processo di separazione del plasma dal sangue, in genere mediante centrifugazione o filtrazione. La plasmaferesi viene spesso eseguita su sangue donato per ottenere plasma per trasfusione. Poiché i donatori in genere donano solo 1 unità (circa 500 mL) di sangue e devono essere in buona salute, non è necessario sostituire il plasma rimosso.

La plasmaferesi può anche essere effettuata a scopo terapeutico per rimuovere alcune sostanze deleterie (p. es., autoanticorpi, immunocomplessi) che circolano nel plasma. Poiché devono essere rimossi grandi volumi di plasma, i pazienti vengono trasfusi con plasma da donatori sani; tale processo è definito scambio plasmatico.

Plasmaferesi (scambi plasmatici)

La plasmaferesi (scambi plasmatici) terapeutica rimuove i componenti plasmatici dal sangue. Un separatore cellulare estrae il plasma del paziente e restituisce globuli rossi e piastrine nel plasma oppure in un liquido che sostituisce il plasma; a questo proposito, l'albumina al 5% è preferita al plasma fresco congelato (fatta eccezione per quei pazienti con porpora trombotica trombocitopenica) poiché essa causa minori reazioni e non trasmette infezioni. La plasmaferesi (scambi plasmatici) terapeutica assomiglia alla dialisi ma, in più, può rimuovere sostanze tossiche legate alle proteine. Il cambio di un volume rimuove circa il 65% di tali componenti.

Per essere di beneficio, la plasmaferesi (scambi plasmatici) deve essere utilizzata per malattie in cui il plasma contiene una sostanza patogena nota e la plasmaferesi deve rimuovere questa sostanza più rapidamente che il corpo la produca. Per esempio, nelle patologie autoimmuni rapidamente progressive, la plasmaferesi (scambi plasmatici) può essere usata per rimuovere le componenti plasmatiche dannose esistenti (p. es., crioglobuline, anticorpi anti-membrana basale glomerulare) mentre gli immunosoppressori o i farmaci citotossici sopprimono la loro produzione futura.

Vi sono numerose e complesse indicazioni. I medici seguono in genere Guidelines on the Use of Therapeutic Apheresis from the American Society for Apheresis (1). La frequenza della plasmaferesi (scambi plasmatici), il volume da scambiare, la soluzione reidratante e altre variabili sono individualizzate.

Il colesterolo-LDL può essere rimosso selettivamente dal plasma con un metodo di assorbimento in colonna (noto come aferesi delle LDL).

In fotoferesi, le cellule mononucleari sono selettivamente rimosse mediante centrifugazione e trattate con farmaci fotoattivabili (p. es., 8-metossi-psoralene), che vengono poi attivati con luce ultravioletta; è una forma di terapia immunomodulatrice.

Nell'immunoassorbimento, un anticorpo o antigene viene rimosso dal plasma combinandosi con un antigene o con un anticorpo scelto per legare l'anticorpo o l'antigene bersaglio su una colonna.

Le complicanze della plasmaferesi (scambi plasmatici) sono simili a quelle della citaferesi terapeutica.

Citaferesi

Nella citoaferesi, i componenti cellulari del sangue (p. es., globuli rossi, globuli bianchi, piastrine) vengono separati. Questo è spesso fatto su sangue donato in modo che ogni componente possa essere somministrata a un diverso destinatario. La citoaferesi può anche essere eseguita a scopo terapeutico per rimuovere componenti cellulari in eccesso o disfunzionali.

Citaferesi terapeutica

La citaferesi terapeutica rimuove vari componenti cellulari dal sangue, restituendo plasma.

Viene il più delle volte usata per rimuovere i globuli rossi malati e sostituirli con quelli normali in pazienti affetti da malattia a cellule falciformi che presentano le seguenti condizioni: sindrome toracica acuta, ictus, gravidanza o gravi crisi falciformi. Lo scambio dei globuli rossi fa raggiungere livelli di HbS < 30% senza il rischio di un'aumentata viscosità che può verificarsi a causa di un aumento dell'ematocrito, con una semplice trasfusione.

La citaferesi terapeutica può anche essere usata per ridurre la trombocitosi grave o la leucocitosi (citoriduzione) nella leucemia acuta o nella leucemia mieloide cronica accelerata o in fase blastica, quando c'è il rischio di emorragia, trombosi o complicanze polmonari o cerebrali di una leucocitosi estrema (leucostasi).

La rimozione piastrinica terapeutica (piastrinoaferesi) è efficace nella trombocitosi, poiché le piastrine non vengono ripristinate così velocemente come i globuli bianchi. Uno o due trattamenti possono ridurre il numero delle piastrine a un livello di sicurezza.

La terapia che prevede la rimozione dei globuli bianchi (leucaferesi) può rimuovere con alcune procedure chilogrammi di sovranatante ("buffy coat") e spesso riduce la leucostasi. Tuttavia, la riduzione della conta dei globuli bianchi in se stessa può essere lieve e solo temporanea.

Altri usi della citaferesi comprendono la raccolta di cellule staminali periferiche per trapianto di midollo autologo o ricostituzione di midollo osseo allogenico (alternativa al trapianto di midollo osseo) e la raccolta di linfociti per l'utilizzo nella terapia del cancro con immunomodulazione (immunoterapia adottiva).

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