Risonanza magnetica (RM) nelle malattie neurologiche

DiMark Freedman, MD, MSc, University of Ottawa
Reviewed ByMichael C. Levin, MD, College of Medicine, University of Saskatchewan
Revisionato/Rivisto Modificata giu 2025
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Visualizzazione l’educazione dei pazienti

La RM fornisce una migliore risoluzione delle strutture nervose rispetto alla TC. La TC, basata sull'imaging a raggi X, è superiore per visualizzare le anomalie ossee mentre la tecnologia RM, basata sui segnali emessi dagli atomi di idrogeno nelle molecole d'acqua, è superiore per visualizzare i tessuti. Questa differenza è clinicamente più significativa per visualizzare i seguenti:

  • Nervi cranici

  • Lesioni del tronco cerebrale

  • Anomalie della fossa posteriore

  • Midollo spinale

Immagini TC di queste regioni sono spesso rovinate da artefatti della striscia ossea. La RM è particolarmente utile per l'individuazione di alterazioni a livello spinale (p. es., tumori, ascessi) comprimenti il midollo e che necessitano di un intervento urgente. Inoltre, la RM è più indicata per individuare placche demielinizzanti, infarti in fase precoce, edema cerebrale subclinico, contusioni cerebrali, erniazione transtentoriale incipiente, anomalie della giunzione cranio-cervicale, e siringomielia.

RM cerebrale normale (sagittale)
RM cerebrale normale (sagittale), slide 1
RM cerebrale normale (sagittale), slide 1

© 2017 Elliot K. Fishman, MD.

RM cerebrale normale (sagittale), slide 2
RM cerebrale normale (sagittale), slide 2

© 2017 Elliot K. Fishman, MD.

RM cerebrale normale (sagittale), slide 3
RM cerebrale normale (sagittale), slide 3

© 2017 Elliot K. Fishman, MD.

RM cerebrale normale (sagittale), slide 4
RM cerebrale normale (sagittale), slide 4
RM cerebrale normale (sagittale), slide 5
RM cerebrale normale (sagittale), slide 5

© 2017 Elliot K. Fishman, MD.

RM cerebrale normale (sagittale), slide 6
RM cerebrale normale (sagittale), slide 6

© 2017 Elliot K. Fishman, MD.

La RM è controindicata se i pazienti hanno (1):

  • Un dispositivo cardiaco impiantabile come pacemaker, defibrillatore cardioverter impiantabile o dispositivo di terapia di resincronizzazione cardiaca

  • Stent cardiaci o carotidei per < 6 settimane

  • Clip ferromagnetiche per aneurismi o altri oggetti metallici, come impianti cocleari, che possono surriscaldarsi o essere spostati all'interno del corpo dall'intenso campo magnetico

Per la visualizzazione di lesioni infiammatorie, demielinizzanti e neoplastiche potrebbe essere necessaria l'infusione EV di mezzi di contrasto paramagnetici (p. es., gadolinio). Nonostante si pensi che il gadolinio sia molto più sicuro di mezzi di contrasto utilizzati in TC, sono stati riportati casi di fibrosi sistemica nefrogenica (dermopatia nefrogenica fibrosante) in pazienti con compromissione della funzione renale e acidosi. Prima di usare il gadolinio in pazienti con malattia renale, i medici devono consultare un radiologo e un nefrologo. Inoltre, il gadolinio può accumularsi nel cervello se le RM con gadolinio vengono eseguite ripetutamente (2).

Esistono numerose tecniche di RM; la scelta della tecnica dipende dalle caratteristiche del tessuto, dalla sede della patologia e dall'ipotesi diagnostica:

  • L'imaging pesato in diffusione permette una rilevazione rapida e precoce di un ictus ischemico e aiuta a distinguere un ascesso cerebrale da un tumore. Può anche aiutare a diagnosticare la malattia di Creutzfeld-Jacob.

  • L'imaging pesato in perfusione è in grado di identificare le aree di ipoperfusione nella fase precoce di un ictus ischemico, ma non può distinguere con affidabilità le aree con oligoemia benigna da quelle con ipoperfusione patologica dovute a un infarto.

  • L'imaging con tensore di diffusione è un'evoluzione dell'imaging pesato in diffusione capace di mostrare aree di sostanza bianca in 3 dimensioni (trattografia) e può essere utilizzato per monitorare l'integrità dei tratti del sistema nervoso centrale alterati dall'invecchiamento e dalle malattie.

  • Il Flow-attenuated inversion recovery (FLAIR) viene utilizzato per distinguere le lesioni demielinizzanti, come quelle che si verificano nella sclerosi multipla, da un segnale acquoso proveniente dal liquido cerebrospinale; con questa tecnica, il liquido cerebrospinale appare scuro e la lesione demielinizzante appare bianca.

  • La sequenza 'double inversion recovery' (DIR), utilizzata nei centri di ricerca, è in grado di rilevare la demielinizzazione della sostanza grigia meglio di altre tecniche di RM; la demielinizzazione della sostanza grigia è considerata comune nella sclerosi multipla (SM). Inoltre, si raccomanda di utilizzare l'imaging in sequenza pesata in suscettibilità magnetica (SWI) o sequenze RM eco-planari T2-pesate correlate per visualizzare al meglio le lesioni con una vena centrale o lesioni con orletto paramagnetico che sono specifiche per la sclerosi multipla (3).

  • La RM funzionale evidenzia come le regioni cerebrali si attivino (evidenziate dal maggiore afflusso di sangue ossigenato) in seguito all'esecuzione di uno specifico compito motorio o cognitivo, ma il suo utilizzo in campo clinico deve ancora essere definito.

L'angio-RM usa la RM con o senza mezzo di contrasto per evidenziare i vasi cerebrali e le arterie maggiori e le loro diramazioni a livello della testa e del collo. Sebbene l'angio-RM non abbia rimpiazzato l'angiografia cerebrale, essa viene utilizzata quando l'angiografia cerebrale non può essere praticata (p. es., per rifiuto da parte del paziente o per aumentato rischio). Come strumento diagnostico per l'ictus, l'angio-RM tende a sovrastimare la gravità della stenosi arteriosa e, pertanto, in genere evidenzia le patologie occlusive delle grandi arterie. Fornisce immagini migliori dell'angio-TC quando si sospetta una dissezione dei vasi cerebrali.

L'angiografia ponderata per la sensibilità può essere utile nella valutazione del sanguinamento. Permette una migliore visualizzazione dei vasi sanguigni sia grandi che piccoli, di microemorragie e di depositi di calcio e ferro nel cervello. Può anche mostrare piccoli vasi sanguigni (p. es., venule) che il più delle volte si osservano al centro delle lesioni demielinizzanti nei pazienti con sclerosi multipla (noto come segno della vena centrale) e quindi permette di distinguere le lesioni dovute alla sclerosi multipla da quelle ischemiche.

La venografia in RM usa la RM per fornire immagini delle grandi vene cerebrali e dei seni durali del cranio. La venografia in RM ovvia alla necessità dell'angiografia cerebrale nella diagnosi di trombosi venose cerebrali ed è utile per controllare il riassorbimento del trombo e per guidare la durata della somministrazione degli anticoagulanti.

La spettroscopia RM è in grado di misurare i metaboliti cerebrali localmente ed è utile per distinguere i tumori da ascessi o ictus.

Riferimenti

  1. 1. Indik JH, Gimbel JR, Abe H, et al. 2017 HRS expert consensus statement on magnetic resonance imaging and radiation exposure in patients with cardiovascular implantable electronic devices. Heart Rhythm 2017;14(7):e97-e153. doi:10.1016/j.hrthm.2017.04.025

  2. 2. Gulani V, Calamante F, Shellock FG, Kanal E, Reeder SB; International Society for Magnetic Resonance in Medicine. Gadolinium deposition in the brain: summary of evidence and recommendations. Lancet Neurol 2017;16(7):564-570. doi:10.1016/S1474-4422(17)30158-8

  3. 3. Afkandeh R, Abedi I, Zamanian M. Detection of multiple sclerosis lesions by susceptibility-weighted imaging-A systematic review and meta-analyses. Clin Radiol 2024;79(12):e1522-e1529. doi:10.1016/j.crad.2024.09.009

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