Manuale Msd

Please confirm that you are a health care professional

Caricamento in corso

Febbre Q

Di

William A. Petri, Jr

, MD, PhD, University of Virginia School of Medicine

Ultima modifica dei contenuti feb 2019
Clicca qui per l’educazione dei pazienti
NOTA: Questa è la Versione per Professionisti. CLICCA QUI per accedere alla versione per i pazienti

La febbre Q è un'infezione acuta o cronica causata da un bacillo simile alle rickettsie, la Coxiella burnetii. La malattia acuta causa una febbre che insorge improvvisamente, con cefalea, malessere e polmonite interstiziale. Le manifestazioni della forma cronica sono diverse secondo il sistema o l'organo colpito. La diagnosi è confermata da numerose tecniche sierologiche, dall'isolamento del germe o dalla PCR (reazione a catena della polimerasi). La terapia si basa sulla somministrazione di doxiciclina o cloramfenicolo.

Coxiella burnetii è un piccolo bacillo pleomorfo intracellulare, che non è più considerato una Rickettsia. Gli studi molecolari hanno permesso di riclassificarlo come un Proteobacteria dello stesso gruppo della Legionella sp.

La febbre Q può essere

  • Acuta

  • Cronica

La forma acuta determina una malattia febbrile che spesso interessa il sistema respiratorio, sebbene talvolta sia coinvolto il fegato. Le donne infette in gravidanza hanno un rischio incrementato di aborto spontaneo e parto pretermine.

La febbre Q cronica si verifica in < 5% dei pazienti. Spesso si manifesta con endocardite o epatite; può verificarsi osteomielite.

La febbre Q, distribuita in tutto il mondo, persiste come un'infezione silente degli animali domestici o da fattoria. Pecore, bovini e capre sono i principali serbatoi dell'infezione umana. C. burnetii persiste nelle feci, nelle urine, nel latte e nei tessuti (specialmente nella placenta), tanto che fomiti e aerosol infettanti si formano con facilità. La C. burnetii è mantenuta in natura anche attraverso un ciclo animale-zecca, ma gli artropodi non sono implicati nell'infezione umana.

Eziologia

I casi di febbre Q si presentano tra i lavoratori la cui professione determina uno stretto contatto con animali da fattoria o con i loro prodotti. La trasmissione avviene in genere per inalazione di aerosol infetti, ma la malattia si può contrarre anche attraverso l'ingestione di latte infetto non pastorizzato.

C. burnetii è molto virulenta, resiste all'inattivazione e resta vitale nella polvere e nelle feci per mesi; anche un singolo microrganismo può causare infezione. A causa di queste caratteristiche, il C. burnetii è un potenziale agente di guerra biologica.

Molto raramente la malattia viene trasmessa da persona a persona.

Sintomatologia

Il periodo d'incubazione è in media di 18-21 giorni (range compreso tra 9 e 28 giorni). La febbre Q acuta è spesso asintomatica; in altri pazienti, inizia improvvisamente con sintomi simil-influenzali: febbre, forte mal di testa, brividi, malessere grave, mialgia, anoressia e sudorazione. La febbre può raggiungere i 40° C e persiste per 1 a > 3 settimane.

Raramente, la febbre Q acuta si manifesta come encefalite o meningoencefalite.

I sintomi respiratori (tosse secca non produttiva, dolore toracico pleurico) compaiono 4-5 giorni dopo l'esordio della malattia. Questi sintomi possono essere particolarmente gravi nei pazienti anziani o debilitati. All'esame obiettivo, i crepitii polmonari sono di frequente riscontro e sono presenti reperti suggestivi di addensamento. Diversamente dalle rickettsiosi, la febbre Q acuta non causa rash.

L'interessamento epatico acuto, che si verifica in alcuni pazienti, somiglia a quello dell'epatite virale, con febbre, malessere, epatomegalia con dolore al quadrante superiore destro dell'addome e possibile ittero. La cefalea e i segni respiratori sono spesso assenti.

La febbre Q cronica può manifestarsi nel giro di poche settimane a molti anni dopo l'infezione iniziale. L'epatite può somigliare a una febbre di origine sconosciuta. La biopsia epatica può mostrare granulomi, che devono essere differenziati da quelli dovuti ad altre cause (p. es., tubercolosi, sarcoidosi, istoplasmosi, brucellosi, tularemia, sifilide).

L'endocardite somiglia alle forme batteriche subacute da germi del gruppo viridans; la valvola aortica è frequentemente interessata, ma le vegetazioni possono comparire su qualsiasi valvola. Possono verificarsi marcati segni di ippocratismo, embolia arteriosa, epatomegalia e splenomegalia e un'eruzione purpurica.

Il tasso di mortalità è solo di circa l'1% nei pazienti non trattati, ma è più alto nei soggetti con endocardite. Alcuni pazienti con coinvolgimento neurologico mostrano un danno residuo.

Diagnosi

  • Test di immunofluorescenza (IFA) o di PCR (reazione a catena della polimerasi) su frammenti di tessuti infetti

  • Talvolta test sierologici in fase acuta e in convalescenza

I segni e i sintomi non indirizzano facilmente verso la diagnosi di febbre Q. Nella fase precoce, la febbre Q somiglia a molte infezioni (p. es., influenza, altre infezioni virali, salmonellosi, malaria, epatite e brucellosi). Successivamente, si configura un quadro di polmonite sovrapponibile a quelle a eziologia batterica, virale, da micoplasmi e altre polmoniti atipiche. Il contatto con animali o prodotti animali è un elemento importante.

Il test in immunofluorescenza (IFA) dei tessuti infetti è il metodo diagnostico di scelta; in alternativa possono essere usati EIA (Enzyme ImmunoAssay) e l'ELISA (Enzyme-Linked ImmunoSorbent Assay). I campioni di siero possono essere prelevati sia in fase acuta che di convalescenza (per lo più si usa la fissazione del complemento). Gli anticorpi per l'antigene di fase II sono usati per diagnosticare la malattia acuta, e gli anticorpi sia di per l'antigene di fase I sia di fase II sono utilizzati per diagnosticare malattie croniche.

La PCR (reazione a catena della polimerasi) permette di identificare il microrganismo dai campioni bioptici, ma risultati negativi non escludono la diagnosi dai campioni bioptici.

C. burnetii può essere isolata dai campioni, ma solo con speciali tecniche di laboratorio; le colture di routine del sangue e dell'escreato possono essere negative.

I pazienti con segni o sintomi respiratori devono eseguire una RX torace; i reperti possono comprendere atelettasie, opacità pleuriche basali, versamento pleurico e addensamento lobare. L'aspetto macroscopico dei polmoni può somigliare alla polmonite batterica, ma, istologicamente, ricorda più la psittacosi e alcune polmoniti virali.

Nella febbre Q acuta, l'emocromo può essere normale, ma circa il 30% dei pazienti presenta leucocitosi. I livelli di fosfatasi alcalina, AST e ALT sono modicamente elevati nei casi tipici (2-3 volte i livelli normali). Se ottenuti, i campioni bioptici del fegato spesso mostrano diffusi segni di granulomatosi.

Trattamento

  • Doxiciclina

Il trattamento principale per la febbre Q acuta, consiste nel somministrare doxiciclina 200 mg per via orale 1 volta, seguita da 100 mg per via orale 2 volte/die fino a quando il paziente non migliori e resti apiretico per 5 giorni e abbia ricevuto un trattamento per almeno 7 giorni; generalmente, sono richieste 2-3 settimane di trattamento. Non sono documentati casi di resistenza alla tetraciclina.

Nell'endocardite, è necessario prolungare il trattamento (per mesi, anni o a vita), generalmente per almeno 18 mesi. Attualmente si raccomanda doxiciclina per via orale 2 volte/die 100 mg più idrossiclorochina 200 mg per via orale ogni 8 h. Segni clinici, velocità di eritrosedimentazione, emocromo e titoli anticorpi devono essere monitorati per aiutare a determinare quando interrompere il trattamento. La consultazione con uno specialista in malattie infettive può aiutare a gestire le complessità della malattia e il suo trattamento. Spesso, la terapia antibiotica risulta solo parzialmente efficace, ed è necessario sostituire chirurgicamente le valvole danneggiate, sebbene si siano verificate alcune guarigioni senza intervento chirurgico.

Per epatite granulomatosa cronica, il regime ottimale non è stato determinato.

Prevenzione

I vaccini sono efficaci, e in Australia, dove un vaccino contro la febbre Q è disponibile in commercio, la vaccinazione è raccomandata per proteggere le persone a rischio professionale (p. es., macellai e lavoratori caseari, lavoratori di impianti di rendering, pastori, tosatori, agricoltori).

La prevaccinazione di screening con test cutanei e del sangue deve essere eseguita per identificare l'immunità preesistente alla febbre Q perché vaccinare persone che hanno già l'immunità può causare gravi reazioni locali.

Punti chiave

  • Pecore, bovini e capre sono i principali serbatoi dell'infezione da febbre Q umana, che si verifica in tutto il mondo.

  • La trasmissione agli umani avviene di solito attraverso l'inalazione di aerosol infetti; non sono coinvolti gli antropodi.

  • I sintomi acuti assomigliano all'influenza; i sintomi respiratori possono essere particolarmente gravi nei pazienti anziani o debilitati.

  • La febbre Q cronica si verifica in < 5% dei pazienti e spesso si manifesta con endocardite o epatite.

  • Diagnosticare utilizzando test di immunofluorescenza o test di PCR (reazione a catena della polimerasi) su frammenti di tessuti infetti.

  • Trattare la febbre Q acuta con doxiciclina, in genere per 2 o 3 sett; l'endocardite richiede un trattamento prolungato (da mesi ad anni a tutta la vita).

  • Un vaccino per prevenire la febbre Q è disponibile in commercio, ma solo in Australia.

Clicca qui per l’educazione dei pazienti
NOTA: Questa è la Versione per Professionisti. CLICCA QUI per accedere alla versione per i pazienti
Ottieni

Potrebbe anche Interessarti

Video

Vedi Tutto
Panoramica sul COVID-19
Video
Panoramica sul COVID-19
Modelli 3D
Vedi Tutto
SARS-CoV-2
Modello 3D
SARS-CoV-2

SOCIAL MEDIA

PARTE SUPERIORE