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Infezioni da Legionella

(Malattia dei legionari)

Di

Larry M. Bush

, MD, FACP, Charles E. Schmidt College of Medicine, Florida Atlantic University;


Maria T. Vazquez-Pertejo

, MD, FCAP, Wellington Regional Medical Center

Ultima modifica dei contenuti feb 2020
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Risorse sull’argomento

La Legionella pneumophila è un bacillo Gram-negativo che il più delle volte causa polmonite con segni extrapolmonari. La diagnosi richiede specifici terreni di coltura, test sierologici o test dell'antigene delle urine, o analisi della PCR (reazione a catena della polimerasi). La terapia è con macrolidi, fluorochinolone o doxiciclina.

Il Legionella pneumophila è stato per la prima volta riconosciuto nel 1976 dopo un'epidemia in un convegno dell'American Legion a Philadelphia, Pennsylvania, da cui il nome di malattia dei legionari. Questa malattia è la forma polmonare di un'infezione in genere causata dal Legionella pneumophila sierogruppo 1. L'infezione extrapolmonare è detta febbre di Pontiac che si manifesta come una malattia febbrile, simil-virale.

Trasmissione della Legionella spp

I microrganismi della Legionella sono spesso presenti nel terreno e in acqua dolce. Le amebe presenti in acqua dolce costituiscono un serbatoio naturale per questi batteri. È possibile che microrganismi di Legionella entrino nel sistema idraulico di un edificio attraverso fonti di acqua dolce; l'approvvigionamento idrico di un edificio è spesso la fonte di un focolaio di Legionella. La Legionella si trova incorporata in un biofilm che si forma all'interno dei tubi e dei contenitori d'acqua. L'infezione solitamente è acquisita da inalazione di aerosol (o meno frequentemente aspirazione) di acqua contaminata (p. es., generato da docce, nebulizzatori, vasche idromassaggio, o torri di raffreddamento per impianti di climatizzazione). L'infezione nosocomiale di solito coinvolge una fornitura di acqua calda contaminata.

L'infezione da Legionella non viene trasmessa da persona a persona, benché sia stato riferito un possibile caso nel 2016.

Malattie causate da Legionella spp

L'infezione da Legionella è più frequente e più grave nei seguenti casi:

  • Persone anziane

  • Pazienti con diabete o broncopneumopatia cronica ostruttiva

  • Fumatori di sigarette

  • Pazienti immunocompromessi (tipicamente con ridotta immunità cellulo-mediata)

I polmoni sono la sede maggiormente interessata dall'infezione; si possono verificare polmoniti nosocomiali ed extraospedaliere.

La legionellosi extrapolmonare è rara; le manifestazioni comprendono sinusite, infezioni della ferita all'anca, la miocardite, pericardite, ed endocardite prostetica valvolare, spesso in assenza di polmonite.

Sintomatologia

La malattia dei legionari è una sindrome acuta simil-influenzale con febbre, brivido, malessere, mialgia, cefalea e confusione. Frequentemente si manifestano anche nausea, emissione di feci non formate o diarrea acquosa, dolore addominale, tosse e artralgie. Le manifestazioni polmonari possono comprendere dispnea, dolore pleurico ed emottisi. Può verificarsi una bradicardia conseguente alla febbre soprattutto nei casi più gravi.

La mortalità complessiva è bassa (circa il 5%), ma può raggiungere il 40% nei pazienti con infezioni nosocomiali, negli anziani e nei pazienti immunocompromessi.

Diagnosi

  • Test con anticorpi fluorescente diretto

  • Coltura dell'espettorato usando mezzi di crescita specifici

  • Test rapido dell'antigene urinario (solo per il sierogruppo 1)

Colorazioni in fluorescenza diretta sull'escreato o sul liquido di lavaggio broncoalveolare sono utilizzate occasionalmente, ma richiedono esperienza. Inoltre, sono disponibili test della PCR (reazione a catena della polimerasi) con sonde a DNA e possono aiutare a identificare le vie di trasmissione. Un test antigenico urinario ha una sensibilità del 60-95% e una specificità di > 99% se eseguito 3 giorni dopo la comparsa dei sintomi ma identifica solo L. pneumophila (sierogruppo 1), che rappresenta fino all'80% dei casi (1). I dosaggi di anticorpi in fase acuta e durante la convalescenza possono portare a un ritardo diagnostico. Un incremento di 4 volte o un titolo in acuto 1:128 è considerato diagnostico.

La diagnosi della malattia del legionario si basa sulla coltura dell'espettorato o del liquido di lavaggio broncoalveolare; le emocolture sono inattendibili. Sono richiesti mezzi di crescita specifici. La lenta crescita nei terreni di coltura può ritardare l'identificazione per 3-5 giorni.

Deve essere eseguita la RX torace; questa solitamente mostra infiltrati irregolari e rapidamente progressivi asimmetricamente (anche quando viene utilizzata un'efficace terapia antibiotica), con o senza piccoli versamenti pleurici.

Le anomalie di laboratorio spesso includono iposodiemia, ipofosfatemia ed elevati livelli delle aminotransferasi e proteina C-reattiva.

Riferimento di diagnosi

Trattamento

  • Fluorochinoloni

  • Macrolidi (preferibilmente azitromicina)

  • A volte doxiciclina

Un fluorochinolone dato EV o per via orale da 7 a 14 giorni e per i pazienti gravemente immunocompromessi, il regime adottato di preferenza è talvolta fino a 3 settimane. L'azitromicina (somministrata per 5-10 giorni) è efficace, mentre l'eritromicina risulta essere meno efficace. L'eritromicina deve essere utilizzata solo per la polmonite lieve nei pazienti che non sono immunocompromessi. La doxiciclina è un'alternativa per i pazienti immunocompetenti con polmonite lieve.

L'aggiunta di rifampicina non è ampiamente raccomandato perché il beneficio non è stato dimostrato e vi è rischio di danno.

Punti chiave

  • Il L. pneumophila il più delle volte provoca infezioni polmonari; esso raramente causa infezioni extrapolmonari (frequentemente viene coinvolto il cuore).

  • L'infezione da L. pneumophila è generalmente acquisita per inalazione di aerosol (o meno spesso per aspirazione) di acqua contaminata; non si trasmette da persona a persona.

  • Diagnosticare per mezzo della colorazione con immunofluorescenza diretta o il test PCR (reazione a catena della polimerasi); le colture dell'espettorato sono appropriate ma possono richiedere da 3 a 5 giorni.

  • Trattare con un fluorochinolone o azitromicina; la doxiciclina è un'alternativa.

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