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Virus West Nile

Di

Thomas M. Yuill

, PhD, University of Wisconsin-Madison

Ultima modifica dei contenuti mar 2020
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Il virus West Nile è un flavivirus che è oggi la causa principale di encefalite da arbovirus negli Stati Uniti. La maggior parte dei pazienti presenta sintomi lievi o assenti. Circa 1 paziente su 150 sviluppa una grave infezione che coinvolge il sistema nervoso centrale. La diagnosi si basa sugli esami sierologici. Il trattamento è di supporto con un attento monitoraggio in caso di infezioni gravi.

Il virus West Nile è stato introdotto per la prima volta negli Stati Uniti nel 1999 nella città di New York. Adesso è presente in tutti i 48 stati contigui (non in Alaska), nel sud del Canada, in Messico, in Sud America e nelle isole dei Caraibi. Il virus West Nile è anche ampiamente diffuso in Africa, Medio Oriente, Europa meridionale, ex Unione Sovietica, India ed Indonesia.

Il virus West Nile è presente in molte specie di uccelli. Molti uccelli infetti sono asintomatici, ma altri, in particolare corvi e ghiandaie, si ammalano e muoiono rappresentando quindi un indicatore di possibile malattia in un'area. I cavalli infettati dal virus West Nile possono ammalarsi e morire. La presenza di casi equini è un buon indicatore della trasmissione del virus West Nile in una località. È disponibile un vaccino equino. Il virus viene trasmesso tra gli uccelli e all'uomo principalmente dalla zanzara culex, ma può anche essere trasmesso tramite trasfusione di sangue, trapianto di organi, o occasionalmente per via transplacentare al feto.

Sintomatologia

La maggior parte dei pazienti (4 su 5) con infezione da virus West Nile non presenta sintomi. Circa 1 su 5 sviluppa febbre insieme ad altri sintomi come mal di testa, dolori muscolari, dolore articolare, vomito, diarrea o rash. Circa 1 su 150 pazienti sviluppa un grave coinvolgimento del sistema nervoso centrale con encefalite, meningite o paralisi flaccida. I sintomi di infezione del sistema nervoso centrale comprendono febbre alta, cefalea, rigidità del collo, stupor, disorientamento, coma, tremori, convulsioni, debolezza muscolare, perdita della vista, intorpidimento e paralisi. Una malattia grave può colpire qualsiasi età, ma i soggetti > 60 anni o con determinate condizioni mediche croniche (p. es., diabete, ipertensione) sono a maggior rischio. Circa 1 persona su 10 con grave coinvolgimento del sistema nervoso centrale muore.

Si può verificare una paralisi flaccida acuta che di solito è clinicamente e patologicamente identica a quella data dalla poliomielite, con danno delle cellule dei corni anteriori. La paralisi flaccida acuta del virus West Nile può verificarsi senza febbre o apparente prodromo virale e spesso si presenta come una paresi paralisi isolate agli arti e può progredire fino alla paralisi respiratoria che richiede la ventilazione meccanica.

La maggior parte delle persone con febbre tipica e mialgia guarisce completamente, ma la stanchezza e la debolezza possono durare per settimane o mesi. I pazienti che guariscono dall'encefalite da virus del Nilo occidentale o dalla paralisi flaccida acuta spesso presentano deficit neurologici residui.

Diagnosi

  • Test sierologici

L'infezione da virus West Nile viene diagnosticata dalla presenza di anticorpi IgM specifici del virus West Nile nel siero o nel liquido cerebrospinale. Questi anticorpi sono di solito rilevabili da 3 a 8 giorni dopo l'insorgenza della malattia e persistono da 30 a 90 giorni, ma è stata documentata una persistenza più lunga. I risultati falsi positivi possono derivare da anticorpi cross-reattivi dovuti ad infezione da altri flavivirus, dalla recente vaccinazione con vaccini per i flavivirus (febbre gialla o encefalite giapponese) o da reattività aspecifica.

Le colture virali e i test per rilevare l'RNA virale (p. es., la reazione a catena della trascrittasi-polimerasi inversa [RT-PCR]) possono essere eseguiti su siero o liquido cerebrospinale e utilizzati per confermare l'infezione.

Trattamento

  • Terapia di supporto

La terapia di supporto per la malattia da virus del Nilo occidentale grave comprende

  • Stretto monitoraggio dei pazienti con encefalite per lo sviluppo di elevata pressione intracranica e convulsioni

  • Attento monitoraggio dei pazienti con encefalite o paralisi flaccida acuta per l'incapacità di proteggere le loro vie aeree

  • Ventilazione meccanica al bisogno

L'insufficienza respiratoria acuta può svilupparsi rapidamente e un supporto ventilatorio prolungato può essere necessario.

Prevenzione

  • Programmi di controllo delle zanzare a livello comunitario

  • Misure di protezione individuale per evitare le punture di zanzara

Nessun vaccino contro il virus del Nilo occidentale è stato autorizzato per l'uso nell'uomo.

Misure di protezione personale per diminuire l'esposizione alle zanzare infette comprendono dietiltoluamide, zanzariere e indumenti protettivi.

I donatori di sangue e alcuni donatori di organi sono sottoposti a screening per il virus West Nile mediante test basati sugli acidi nucleici. Gli operatori sanitari devono essere vigili per la possibile trasmissione del virus West Nile attraverso trasfusioni di sangue o trapianti d'organo.

Non ci sono prove che gli esseri umani acquisiscano l'infezione da virus West Nile maneggiando uccelli morti o infetti, ma il CDC comunque raccomanda di indossare guanti quando si maneggiano uccelli morti (o qualsiasi animale).

Punti chiave

  • Il virus West Nile è diffuso tra gli uccelli e trasmesso all'uomo dal morso di una zanzara infetta.

  • La maggior parte dei pazienti presenta sintomi lievi o assenti, ma alcuni sviluppano una grave infezione che coinvolge il sistema nervoso centrale.

  • La diagnosi si basa sui test sierologici per le IgM specifiche del virus West Nile.

  • I pazienti che sviluppano un'infezione grave devono essere attentamente monitorati per l'elevata pressione endocranica, l'incapacità di proteggere le loro vie aeree e l'insufficienza respiratoria che richiede la ventilazione meccanica.

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