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Sindrome post-colecistectomia

Di

Christina C. Lindenmeyer

, MD, Cleveland Clinic

Ultima modifica dei contenuti mar 2020
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La sindrome post-colecistectomia è la comparsa di sintomi addominali dopo la colecistectomia.

La sindrome post-colecistectomia insorge nel 5-40% dei pazienti. Si riferisce alla presenza di presunti sintomi della colecisti che continuano o che si sviluppano dopo colecistectomia o ad altri sintomi che derivano da colecistectomia. La rimozione della colecisti, organo che immagazzina la bile, normalmente ha pochi effetti avversi sulla funzione del tratto biliare o sulla pressione al suo interno. In circa il 10% dei casi, la colica biliare sembra essere dovuta ad alterazioni funzionali o strutturali dello sfintere di Oddi relative all'aumento di pressione all'interno dell'albero biliare o a una maggiore ipersensibilità dello stesso.

I sintomi più frequenti sono costituiti da dispepsia o da altri disturbi aspecifici piuttosto che da vere coliche biliari. La rara stenosi papillare è un restringimento fibrotico intorno allo sfintere, forse causato da un trauma e dall'infiammazione post pancreatite, iatrogena da passaggio di strumenti (p. es., colangiopancreatografia retrograda endoscopica) o dal passaggio di pregressi calcoli. Altre cause sono i calcoli trattenuti nella via biliare, la pancreatite e il reflusso gastroesofageo.

Diagnosi

  • L'iter diagnostico prevede la colangiopancreatografia retrograda endoscopica con manometria biliare o una scintigrafia biliare

  • Esclusione di dolore di pertinenza non biliare

I pazienti con i sintomi di una sindrome da post-colecistectomia devono essere investigati alla ricerca di cause biliari ed extrabiliari. Se il dolore depone per una colica biliare, si devono verificare i livelli sierici di fosfatasi alcalina, bilirubina, ALT, amilasi e lipasi, e si devono eseguire la colangiopancreatografia retrograda endoscopica con la manometria biliare o la scintigrafia della via biliare (vedi Test di laboratorio del fegato e della colecisti e Test di imaging del fegato e della colecisti). Un aumento dei test epatici suggerisce la disfunzione dello sfintere di Oddi; amilasi e lipasi elevate indicano una disfunzione della porzione pancreatica dello sfintere di Oddi.

La disfunzione è meglio rilevata dalla manometria biliare eseguita durante una colangiopancreatografia retrograda endoscopica, nonostante la colangiopancreatografia retrograda endoscopica abbia un rischio dal 15% al 30% di poter indurre una pancreatite. La manometria mostra un aumento della pressione nel tratto biliare durante gli accessi di dolore. Anche un rallentato tempo di transito dall'ilo epatico al duodeno, osservato alla scintigrafia, suggerisce una disfunzione dello sfintere di Oddi. La diagnosi di stenosi papillare si basa su una chiara anamnesi positiva per episodi ricorrenti di dolore biliare e livelli elevati degli esami di funzionalità epatica o del pancreas.

Trattamento

  • Talvolta sfinterotomia endoscopica

La sfinterotomia endoscopica può alleviare il dolore ricorrente imputabile a disfunzioni dello sfintere di Oddi, in particolare quello dovuto a stenosi papillare. La colangiopancreatografia retrograda endoscopica e la manometria sono state usate per trattare il dolore post-colecistectomia; tuttavia, a oggi nessuna prova indica che questo trattamento sia efficace se i pazienti non hanno anomalie oggettive. Questi pazienti devono essere trattati sintomaticamente.

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