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Disturbi dell’ossidazione degli acidi grassi

Di

Matt Demczko

, MD, Sidney Kimmel Medical College of Thomas Jefferson University

Ultima revisione/verifica completa apr 2020| Ultima modifica dei contenuti apr 2020
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I disturbi dell’ossidazione degli acidi grassi sono patologie del metabolismo dei lipidi causate dalla mancanza o dalla carenza degli enzimi necessari per decomporre i grassi, con conseguente rallentamento dello sviluppo fisico e mentale. I disturbi dell‘ossidazione degli acidi grassi si verificano quando i genitori trasmettono alla prole geni difettosi che causano tali patologie.

Esistono diversi tipi di disturbi ereditari. Nei disturbi dell'ossidazione degli acidi grassi entrambi i genitori del bambino colpito sono portatori di una copia del gene anomalo. Poiché di solito sono necessarie due copie del gene anomalo affinché insorga il disturbo, di solito nessun genitore ne è affetto. (Vedere anche Panoramica sui disturbi metabolici ereditari.)

I grassi (lipidi) sono un’importante fonte di energia per l’organismo. La riserva di grasso dell’organismo è costantemente consumata e ricostituita per equilibrare le necessità di energia dell’organismo con il cibo disponibile. Numerosi enzimi scindono i grassi in modo che possano fornire energia.

I bambini che presentano uno di questi disturbi sono privi o carenti degli enzimi necessari per degradare (metabolizzare) i grassi. La mancanza di questi enzimi rende l’organismo privo di energia e permette che si accumulino prodotti della degradazione, come l’acil-CoA. Il deficit interessa più comunemente l’enzima acil-CoA deidrogenasi a catena media (medium chain acyl-CoA dehydrogenase, MCAD). Altre carenze enzimatiche includono il deficit di acil-CoA deidrogenasi a catena corta (short chain acyl-CoA-dehydrogenase, SCAD), il deficit di 3-idroassiacil-CoA deidrogenasi a catena lunga (long chain 3-hydroxyacyl-CoA dehydrogenase, LCHAD), il deficit di acil-CoA deidrogenasi a catena molto lunga (very long chain 3-hydrozyacyl-CoA dehydrogenase, VLCAD), l’acidemia glutarica di tipo II e il deficit di proteina trifunzionale (trifunctional protein, TFP) mitocondriale. La maggior parte di questi problemi inizia nella prima infanzia.

Il trattamento dei disturbi dell’ossidazione degli acidi grassi varia a seconda del tipo di sostanze grasse che si accumulano nel sangue e nei tessuti.

Deficit di acil-CoA deidrogenasi a catena media (MCAD)

Questa è una delle più comuni malattie ereditarie del metabolismo, specialmente in soggetti originari dell’Europa settentrionale.

I sintomi di deficit di MCAD di solito si sviluppano dopo i 2-3 mesi di vita. Con maggiore probabilità, si riscontrano i sintomi se i bambini restano a digiuno per un certo periodo di tempo (il che riduce le altre riserve di energia) o se hanno un fabbisogno calorico maggiore a causa di esercizio fisico o malattia. Il livello di zucchero (glucosio) nel sangue si riduce significativamente (ipoglicemia), causando confusione o coma. Il bambino diventa debole e può presentare vomito o convulsioni. A lungo termine, i bambini presentano uno sviluppo mentale e fisico ritardato, fegato ingrandito, ipocontrattilità cardiaca e battito cardiaco irregolare. Può verificarsi morte improvvisa.

Dal 2007, quasi ogni stato degli Stati Uniti richiede la valutazione di tutti i neonati per il deficit di MCAD con un esame del sangue. Possono essere effettuati anche esami delle urine e di altri tessuti. Per confermare la diagnosi si possono eseguire test del DNA.

Il trattamento immediato di un attacco del deficit di MCAD prevede la somministrazione endovenosa di destrosio. Per il trattamento a lungo termine, il bambino deve mangiare spesso, non deve mai saltare i pasti e deve consumare una dieta ricca di carboidrati e povera di grassi. Possono essere utili integrazioni dell’aminoacido carnitina. Può essere necessario somministrare amido di mais durante la notte per prevenire un calo eccessivo del livello di glucosio nel sangue. La prognosi a lungo termine è generalmente favorevole.

Deficit di 3-idrossiacil-CoA deidrogenasi a catena lunga (LCHAD)

Questo deficit è il secondo disturbo dell’ossidazione degli acidi grassi più comune. Causa sintomi simili a quelli del deficit MCAD. Chi ne soffre può anche presentare compromissione progressiva della struttura e della funzione delle pareti muscolari delle camere cardiache (cardiomiopatia), danno ai nervi delle mani e dei piedi e funzionalità epatica anomala. Sotto sforzo, per esempio durante l’attività fisica, il tessuto muscolare può distruggersi (rabdomiolisi) e i muscoli danneggiati possono rilasciare la mioglobina, una proteina che rende l’urina marrone o sanguinolenta (mioglobinuria).

Una donna il cui feto presenta il deficit di LCHAD spesso presenta emolisi (degradazione dei globuli rossi), livelli innalzati degli enzimi epatici (a indicare un danno epatico) e una bassa conta piastrinica (chiamata sindrome HELLP) durante la gravidanza,

La diagnosi di deficit LCHAD prevede test ematici per individuare alcuni acidi. Gli esami delle cellule della pelle consentono di valutare i livelli di alcuni enzimi. Sono disponibili anche test genetici per determinare se una coppia è a maggior rischio di avere un figlio con una patologia genetica ereditaria.

Il trattamento immediato di un attacco da deficit di LCHAD prevede idratazione e glucosio per via endovenosa, riposo a letto e integratori dell’aminoacido carnitina. Per il trattamento a lungo termine il bambino deve mangiare spesso, evitare attività fisica intensa e consumare una dieta ricca di carboidrati. Inoltre vengono prescritti integratori di trigliceridi.

Deficit di acil-CoA deidrogenasi a catena molto lunga (VLCAD)

Questo deficit è simile al deficit LCHAD, ma chi ne soffre presenta normalmente grave cardiomiopatia.

Acidemia glutarica di tipo II

I bambini che presentano questo disturbo possiedono bassa glicemia a stomaco vuoto (ipoglicemia a digiuno), grave accumulo di acido nel sangue (acidosi metabolica) e un aumento dell’ammoniaca nel sangue (iperammoniemia).

La diagnosi di acidemia glutarica di tipo II prevede l’analisi del sangue per verificare l’accumulo di alcune molecole. Gli esami delle cellule della pelle consentono di valutare i livelli di alcuni enzimi. Sono disponibili anche test genetici.

Il trattamento dell’acidemia glutarica di tipo II è simile a quello del deficit di MCAD, eccetto che i medici possono somministrare integratori di riboflavina (vitamina B2).

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