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Inalazione di fumo

Di

Steven E. Wolf

, MD, University of Texas - Southwestern Medical Center

Ultima revisione/verifica completa nov 2018| Ultima modifica dei contenuti nov 2018
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Il fumo può determinare il soffocamento e talvolta contiene anche sostanze chimiche tossiche prodotte dalla sostanza in combustione, alcune alcune delle quali possono danneggiare i polmoni o determinare un’avvelenamento.

Molte delle persone ustionate in un incendio hanno anche inalato il fumo. Talvolta il fumo viene inalato anche senza riportare ustioni.

L’inalazione di piccole quantità di fumo di solito non causa effetti gravi, duraturi. Tuttavia, se il fumo contiene sostanze chimiche nocive o è particolarmente denso, o se l’inalazione è prolungata, si possono sviluppare gravi problemi. Persino materiali domestici comuni, quali la plastica e i tessuti, possono produrre sostanze chimiche velenose (prodotti tossici della combustione) quando bruciano.

L’inalazione di fumo può causare problemi in diversi modi:

  • Soffocamento da monossido di carbonio

  • Avvelenamento da sostanze chimiche tossiche

  • Danni da sostanze chimiche tossiche alla trachea, alle vie respiratorie, e/o ai polmoni

  • Ustioni della bocca e della gola da gas ad alta temperatura

Il monossido di carbonio è un gas prodotto in molti incendi. Se inalato, il monossido di carbonio impedisce al sangue di trasportare l’ossigeno, quindi i tessuti non ne ricevono a sufficienza (vedere anche Avvelenamento da monossido di carbonio).

Molte sostanze di uso domestico e industriale durante la combustione rilasciano cianuro, causando un avvelenamento da cianuro.

L’inalazione di sostanze chimiche presenti nel fumo, tra cui cloruro di idrogeno, fosgene, diossido di zolfo, prodotti chimici tossici contenenti aldeide e ammoniaca, può causare edema e danneggiare la trachea e perfino i polmoni. Alla fine, si restringono anche le piccole vie aeree polmonari, riducendo ulteriormente il flusso d’aria.

Il fumo ad alta temperatura di solito produce ustioni solo a livello della bocca e della gola, piuttosto che polmoni, in quanto si raffredda rapidamente. Tuttavia, il vapore rappresenta un’eccezione, in quanto possiede molta più energia termica del fumo e, pertanto, può ustionare anche le vie respiratorie polmonari.

Sintomi

I sintomi dell’avvelenamento da monossido di carbonio includono cefalea, nausea, sonnolenza, stato confusionale e coma.

Il danno alla trachea, alle vie respiratorie o ai polmoni può causare tosse, respiro sibilante e/o respiro affannoso. Questi sintomi possono manifestarsi immediatamente o svilupparsi nell’arco di 24 ore.

Le ustioni della bocca e della gola causano gonfiore, che può rendere difficoltosa l’inspirazione. Il soggetto può avere fuliggine in bocca o nel naso, i peli del naso bruciati o ustioni intorno alla bocca.

Diagnosi

  • Visita medica

  • Spesso, radiografia toracica e/o esami del sangue

  • Talvolta, esame dei polmoni con un broncoscopio

Per coloro che presentano pochi o nessun sintomo e sono state esposte al fumo solo brevemente a volte è sufficiente la valutazione del medico.

Le persone sintomatiche di solito necessitano di alcuni esami, quali esami del sangue per misurare i livelli di ossigeno e monossido di carbonio e radiografia del torace. Per stabilire l’estensione di una lesione dovuta all’inalazione di fumo nei pazienti con sintomi significativi, il medico può introdurre una sonda flessibile a fibre ottiche (broncoscopio) nella trachea.

Trattamento

  • Per la semplice inalazione di fumo, ossigeno

  • Per le ustioni tracheali, una cannula respiratoria

  • Per le difficoltà respiratorie, talvolta farmaci e/o ventilazione assistita

A una persona che ha inalato fumo deve essere somministrato ossigeno mediante una maschera facciale. Se si sospetta un’ustione della trachea, viene inserito un tubo per respirare, attraverso il naso o la bocca, per prevenire le conseguenze dell’edema della trachea e dell’ostruzione delle vie aeree. Se il soggetto presenta una crisi d’asma, si somministrano farmaci, come l’albuterolo, che dilatano le piccole vie aeree, di solito sotto forma di aerosol associato a ossigeno e per mezzo di una maschera facciale. Se il danno polmonare causa respiro affannoso che persiste malgrado l’uso della maschera facciale e l’impiego di albuterolo, può essere necessaria la ventilazione assistita (ventilatore meccanico).

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