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Compressione del midollo spinale

Di

Michael Rubin

, MDCM, Weill Cornell Medical College

Ultima revisione/verifica completa dic 2018| Ultima modifica dei contenuti dic 2018
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I fatti in Breve
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Risorse sull’argomento

Le lesioni e i disturbi possono esercitare una pressione sul midollo spinale, causando lombalgia, formicolio, debolezza muscolare e altri sintomi.

  • Il midollo spinale può essere compresso da un osso, sangue (ematoma), pus (ascesso), un tumore (maligno o benigno) o una rottura o un’ernia del disco.

  • Sintomi quali lombalgia, sensazioni anomale, debolezza muscolare o difficoltà a controllare vescica e intestino possono essere lievi o gravi.

  • Il medico basa la diagnosi sui sintomi e sui risultati dell’esame obiettivo, della risonanza magnetica (RMI) o di altri esami di diagnostica per immagini.

  • Vengono spesso somministrati corticosteroidi per ridurre l’edema nel midollo spinale o intorno ad esso, aiutando così a ridurre la pressione che lo comprime.

  • A seconda della causa, si può ricorrere all’intervento chirurgico e/o alla radioterapia per alleviare la pressione.

Solitamente il midollo spinale è protetto dalla colonna vertebrale, ma alcune lesioni e disturbi esercitano una pressione (comprimono) su di esso, compromettendone la funzionalità normale. Queste lesioni e disturbi possono comprimere anche le radici dei nervi spinali, che passano attraverso gli spazi fra le ossa della schiena (vertebre), oppure i fasci dei nervi che si estendono verso il basso dal midollo spinale (cauda equina).

La compressione del midollo spinale può avvenire

  • Improvvisamente, causando sintomi nell’arco di pochi minuti, di qualche ora o di qualche giorno o settimana

  • In modo lento e graduale, causando sintomi che peggiorano nell’arco di vari mesi o anni

Cause

Il midollo spinale può venire compresso da:

  • Osso: se le vertebre sono rotte (fratturate), lussate o crescono in modo anomalo (come avviene nella spondilosi cervicale), possono comprimere il midollo spinale. Le vertebre indebolite da cancro oppure osteoporosi possono rompersi dopo una leggera lesione o senza lesione.

  • Tessuto connettivo: il tessuto connettivo che riveste il canale spinale spesso si allarga e si irrigidisce con l’invecchiamento. Questo cambiamento restringe il canale spinale e comprime il midollo (il canale spinale è il passaggio attraverso il centro della colonna vertebrale che contiene il midollo spinale).

  • Un accumulo di sangue (ematoma): il sangue può accumularsi all’interno o intorno al midollo spinale. La causa più comune di ematoma spinale è una lesione, ma molte altre condizioni possono causare gli ematomi, tra cui connessioni anomale fra i vasi sanguigni (malformazioni arterovenose), tumori, disturbi emorragici e uso di anticoagulanti (che interferiscono con la coagulazione del sangue) o farmaci trombolitici (che rompono i coaguli di sangue).

  • Un tumore: il tumore che si è diffuso (metastatizzato) alla colonna vertebrale o allo spazio intorno al midollo spinale è una causa comune di compressione. Raramente, un tumore all’interno del midollo spinale causa compressione. Il tumore può essere maligno o benigno.

  • Una sacca di pus (ascesso): il pus può accumularsi all’esterno del midollo spinale oppure, più raramente, nel midollo spinale e può comprimerlo.

  • Una rottura o un’ernia del disco: un’ernia del disco può comprimere una radice nervosa spinale (la parte dei nervi spinali vicino al midollo) e occasionalmente il midollo stesso.

La compressione improvvisa può comparire nell’arco di pochi minuti, di qualche ora o di qualche giorno o settimana. Solitamente è causato da:

  • Un trauma (la causa più comune), che spesso provoca la frattura o la lussazione di una vertebra

  • Ascessi

  • Ematomi

  • Dischi fratturati

Tuttavia, le ossa indebolite gradatamente (ad esempio, a causa di un tumore o dell’osteoporosi) possono fratturarsi improvvisamente, causando o aggravando in modo repentino la compressione (vedere Fratture da compressione della colonna vertebrale).

La compressione graduale può svilupparsi nell’arco di mesi o di anni. Le cause tipiche includono

  • Alcune infezioni croniche (come la tubercolosi che colpisce la colonna vertebrale)

  • Alcuni tumori a crescita lenta

  • Spondilosi cervicale (degenerazione delle vertebre e dei dischi intervertebrali del collo)

Cos’è la sindrome della cauda equina?

Un fascio di nervi si estende verso il basso dal fondo del midollo spinale attraverso le ossa della regione lombare (vertebre) o sull’osso alla base della colonna vertebrale (sacro). Questo fascio è chiamato cauda equina, che significa coda di cavallo in latino, perché assomiglia a una coda di cavallo.

La cauda equina può venire compressa da una rottura o un’ernia del disco, un tumore o un ascesso. Può venire danneggiata da una lesione o gonfiarsi perché si infiamma (come nella spondilite anchilosante). I sintomi che ne risultano sono chiamati sindrome della cauda equina.

Il dolore viene risentito nella parte posteriore della schiena, ma la sensazione è ridotta nelle natiche, nella zona genitale, nella vescica e nel retto, la zona del corpo che toccherebbe una sella. La condizione è quindi chiamata anestesia a sella. La sensibilità e il controllo dei muscoli possono essere compromessi nella parte inferiore delle gambe.

Possono manifestarsi altri sintomi:

  • Risposta sessuale ridotta, inclusa disfunzione erettile negli uomini
  • Ritenzione urinaria
  • Perdita di controllo della vescica (incontinenza urinaria)
  • Perdita di controllo dell’intestino (incontinenza fecale)
  • Perdita di riflessi nel ginocchio e nella caviglia

Le persone con sindrome della cauda equina richiedono attenzione medica immediata. Deve essere effettuato un intervento chirurgico per alleviare la compressione il più rapidamente possibile. I corticosteroidi sono solitamente somministrati per ridurre il gonfiore.

Cos’è la sindrome della cauda equina?

Sintomi

Una leggera compressione può causare sintomi lievi se interrompe solo alcuni impulsi nervosi che salgono e scendono lungo il midollo spinale. Questi sintomi possono includere

  • Disagio o dolore alla schiena

  • Una lieve debolezza muscolare

  • Formicolio

  • Altre alterazioni della sensibilità

  • Negli uomini, difficoltà a iniziare e a mantenere un’erezione (disfunzione erettile).

Il dolore più irradiarsi a una gamba, a volte a un piede. Se la causa è un cancro, un ascesso o un ematoma, la schiena può essere sensibile al tatto nella zona colpita. A volte si perde la sensibilità. Si possono perdere i riflessi compresi lo stimolo a urinare. Se la compressione aumenta, i sintomi possono aggravarsi.

La compressione sostanziale può bloccare la maggior parte degli impulsi nervosi, causando

  • Debolezza muscolare grave

  • Intorpidimento

  • Ritenzione urinaria

  • Perdita del controllo di vescica e intestino (incontinenza)

Se tutti gli impulsi nervosi sono bloccati, ne deriva quanto segue:

  • Paralisi

  • Perdita completa di sensibilità

Si può avere la sensazione di una fascia fastidiosa a livello della compressione del midollo spinale. Una volta che la compressione inizia a causare sintomi, il danno può peggiorare, a seconda della causa, nel giro di pochi minuti o nell’arco di varie ore o giorni.

Diagnosi

  • Esame obiettivo

  • Risonanza magnetica per immagini o mielografia con tomografia computerizzata

Le persone con sintomi che suggeriscono una compressione del midollo spinale richiedono un’attenzione medica immediata perché una diagnosi e un trattamento rapido possono invertire o diminuire la perdita di funzionalità.

Dal momento che il midollo spinale è organizzato in un modo specifico, il medico può determinare quale parte è colpita sulla base dei sintomi e dei risultati di un esame obiettivo. Ad esempio, se le gambe (ma non le braccia) sono deboli e intorpidite e le funzionalità di vescica e intestino sono compromesse, la colonna vertebrale può essere danneggiata a livello mediano (toracico). Anche la localizzazione del dolore o della sensibilità lungo la colonna vertebrale aiuta il medico a determinare il sito del danno.

Se possibile, viene effettuata immediatamente una risonanza magnetica per immagini (RMI). Oppure, se la RMI non è disponibile, viene effettuata una mielografia con tomografia computerizzata (TC). Questi esami mostrano solitamente il punto di compressione del midollo spinale e possono indicarne la causa. Possono rilevare una frattura o lussazione di una vertebra, un’ernia del disco, una crescita ossea anormale, un’area di sanguinamento, un ascesso o un tumore. La mielografia con TC prevede una TC della colonna vertebrale dopo aver eseguito una rachicentesi (puntura lombare) iniettando una piccola quantità di mezzo di contrato (colorante) radiopaco, visibile alla radiografia, nello spazio intorno al midollo. Il medico può così determinare se la compressione blocca completamente il flusso normale del liquido cerebrospinale attraverso questo spazio.

Se si pensa che la causa sia una frattura o lussazione dovuta a una lesione, si può fare una radiografia, che fornisce rapidamente tali informazioni, consentendo al medico di valutare il problema in tempi brevi.

La causa della compressione può essere confermata durante un intervento chirurgico per alleviare la pressione sul midollo spinale.

Se la RMI o la mielografia con TC rileva una massa anomala non identificabile che causa compressione, il medico decide se è necessario asportarla. In caso contrario, effettua una biopsia. Può rimuovere un campione di tessuto da analizzare inserendo un ago nella massa (solitamente guidato da TC) o a volte con una procedura chirurgica.

Trattamento

  • Normalmente, intervento chirurgico

  • Talvolta, corticosteroidi somministrati per endovena

  • Per i tumori, di norma radioterapia (accompagnata o meno da intervento chirurgico)

  • Per gli ascessi o gli ematomi, a volte drenaggio

Se la perdita di funzionalità è parziale o molto recente (solitamente quando la compressione si manifesta improvvisamente), la compressione deve essere alleviata immediatamente. Quando viene rilevata e trattata rapidamente, prima che il percorso nervoso venga distrutto, il trattamento può prevenire un danno permanente al midollo spinale e la funzionalità viene solitamente recuperata in modo completo. In genere per alleviare la compressione occorre un intervento chirurgico. La chirurgia può essere necessaria anche per inserire aste, viti e/o chiodi di acciaio e stabilizzare in tal modo la colonna vertebrale.

Altri trattamenti variano in rapporto alla causa.

Per alcuni disturbi (come tumori ed eventualmente lesioni contusive), forti dosi di corticosteroidi, come desametasone o metilprednisolone, vengono somministrati per via endovenosa il più rapidamente possibile. I corticosteroidi possono ridurre il gonfiore all’interno e intorno al midollo spinale, che può contribuire alla compressione. Immediatamente dopo la somministrazione di corticosteroidi, i tumori vengono rimossi chirurgicamente e/o trattati con radioterapia.

L’intervento chirurgico viene eseguito nei seguenti casi:

  • I sintomi peggiorano nonostante il trattamento.

  • È necessaria una biopsia.

  • La colonna è instabile.

  • Sono presenti tumori oppure dei tumori ricompaiono dopo la radioterapia.

  • I medici sospettano che la causa sia un ascesso o un ematoma.

Se la causa è un tumore, il trattamento prevede solitamente un intervento chirurgico e/o la radioterapia.

Se un ascesso causa sintomi di disfunzione del midollo spinale (come paralisi e perdita di controllo dell’intestino o della vescica), un neurochirurgo rimuove chirurgicamente l’ascesso il più rapidamente possibile. Vengono anche somministrati antibiotici. Se i sintomi di una disfunzione del midollo spinale non si sono sviluppati, può bastare estrarre il pus con un ago, somministrare antibiotici o entrambi.

Se la causa è un ematoma, il sangue accumulato viene subito drenato chirurgicamente. Le persone con un disturbo emorragico o che stanno assumendo alcuni anticoagulanti ricevono iniezioni di vitamina K e trasfusioni di plasma per eliminare o ridurre la tendenza al sanguinamento.

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