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Encefalopatia traumatica cronica (CTE)

(demenza pugilistica)

Di

Juebin Huang

, MD, PhD, Memory Impairment and Neurodegenerative Dementia (MIND) Center, University of Mississippi Medical Center

Ultima revisione/verifica completa mar 2018| Ultima modifica dei contenuti mar 2018
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I fatti in Breve
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Risorse sull’argomento

L’encefalopatia traumatica cronica è una degenerazione progressiva delle cellule cerebrali a causa di vari traumi cranici, tipicamente osservata in atleti, ma anche soldati esposti a un’esplosione.

La demenza pugilistica, identificata nei pugili negli anni ’20, e la CTE, un termine più recente, sono lo stesso disturbo. L’encefalopatia traumatica cronica si sviluppa in alcuni giocatori professionisti di football americano ritirati e giocatori universitari, e in altri atleti che subiscono ripetuti traumi cranici (come concussioni). Inoltre compare in alcuni soldati che hanno subito un trauma cranico a causa di un’esplosione (lesione da scoppio) durante il combattimento.

Gli esperti non sanno ancora perché solo certe persone tra chi subisce traumi cranici ripetuti sviluppino la CTE, né quante lesioni e quanta forza siano necessarie per provocare questo disturbo. Circa il 3% degli atleti che hanno subito varie concussioni (anche minori, apparentemente) sviluppa la CTE.

Sintomi

All’inizio chi soffre di CTE può evidenziare uno o più dei seguenti problemi:

  • Cambiamenti dell’umore: Si sente depresso, irritabile e/o senza speranza, talvolta con pensieri suicidi.

  • Alterazioni del comportamento: Agisce impulsivamente o aggressivamente o perde facilmente la pazienza.

  • Cambiamenti della funzione mentale: Dimentica, ha difficoltà a fare programmi e organizzare o diventa confuso. Si può sviluppare demenza.

  • Problemi muscolari: si muove lentamente, diventa scoordinato e/o ha problemi a produrre il linguaggio fisicamente (disartria).

I sintomi possono non svilupparsi fino a un’età avanzata, talvolta non prima dei 60 anni. Oppure umore e comportamento possono cambiare nell’età adulta giovane (per esempio tra i 30 e i 40 anni) e la disfunzione mentale può comparire successivamente.

Diagnosi

  • Valutazione medica

I medici sospettano la CTE in chi:

  • Ha subito vari traumi cranici

  • Lamenta i sintomi tipici del disturbo

  • Non presenta altre patologie che spiegano meglio i sintomi

Non esistono esami che possano confermare la diagnosi di CTE.

La CTE può essere diagnosticata in modo definitivo solo dopo il decesso, durante un’autopsia.

Sapevate che...

  • Chi ha subito una concussione deve rimanere a riposo e astenersi da attività sportive e alcune altre attività per un certo periodo.

Trattamento

  • Misure di sicurezza e di sostegno

  • Consulenza

  • Farmaci per alleviare i sintomi

Non esiste un trattamento specifico. Le misure di sicurezza e sostegno, come per altre demenze, possono aiutare.

Misure di sicurezza e di sostegno

Se si sviluppa demenza, creare un ambiente sicuro e di sostegno può essere molto utile ( Creare un ambiente adatto per le persone con demenza).

Generalmente l’ambiente dovrebbe essere luminoso, allegro, sicuro, stabile e concepito per aiutare l’orientamento. Un qualche stimolo, come una radio o la televisione, aiuta, ma vanno evitati stimoli eccessivi.

La struttura e le abitudini aiutano chi soffre di demenza a orientarsi, conferendogli un senso di sicurezza e stabilità. Qualsiasi cambiamento nell’ambiente, nelle abitudini o negli assistenti deve essere spiegato in modo chiaro e semplice.

Per aiutare le persone che soffrono di demenza a ricordare, può essere utile seguire un programma di attività quotidiane, come lavarsi, mangiare e dormire. Una routine regolare al momento di coricarsi può aiutarle a dormire meglio.

Attività programmate in modo regolare possono contribuire a farle sentire indipendenti e necessarie, rivolgendo l’attenzione verso compiti utili o piacevoli, che dovrebbero includere attività fisiche e mentali. Quando si aggrava la demenza, le attività devono essere suddivise in piccole parti o semplificate.

Altre misure

Chi soffre di CTE può trarre beneficio da consulenza psicologica, che può aiutare a gestire i cambiamenti di umore. Gli antidepressivi e i farmaci che stabilizzano l’umore possono anch’essi aiutare, in particolare nel controllare pensieri suicidi.

Per aiutare a ridurre il rischio di CTE, le persone che hanno subito una concussione vengono invitate a riposare e ad astenersi da attività sportive e alcune altre attività per un certo periodo.

Supporto per gli assistenti

L’assistenza ai pazienti che soffrono di demenza è stressante e impegnativa e gli assistenti possono divenire depressi ed esauriti, spesso trascurando la propria salute mentale e fisica. Le seguenti misure possono essere d’aiuto per gli assistenti ( Supporto per gli assistenti):

  • Apprendere come soddisfare appieno le necessità delle persone con demenza e cosa ci si deve aspettare da loro: gli assistenti possono ottenere queste informazioni da infermieri, assistenti sociali, organizzazioni e materiale stampato e disponibile online.

  • Cercare aiuto quando necessario: gli assistenti possono rivolgersi agli assistenti sociali (compresi quelli dell’ospedale locale) per informazioni su come ottenere aiuto, ad esempio tramite programmi di assistenza diurna, visite infermieristiche domiciliari, assistenza nelle faccende domestiche part-time o a tempo pieno e assistenza a domicilio. Consulenza e gruppi di supporto possono anch’essi essere d’aiuto.

  • Attenzione verso se stessi: gli assistenti devono ricordare di prendersi cura di se stessi. Non devono rinunciare ad amici, hobby e attività.

Problematiche della fase terminale

Prima che le persone che soffrono di CTE diventino troppo invalide, si devono prendere delle decisioni sulle cure mediche e si devono organizzare le questioni finanziarie e legali. Queste decisioni si chiamano dichiarazioni anticipate di trattamento. Gli interessati devono nominare una persona che sia legalmente autorizzata a prendere le decisioni riguardanti il trattamento al loro posto (delegato sanitario) e devono parlare con questa persona e con i medici dei loro desideri in termini di cure sanitarie. Queste problematiche sono trattate in modo più approfondito con gli interessati molto prima che sia necessario prendere delle decisioni.

Col progredire della patologia, il trattamento è volto al mantenimento del benessere del paziente, piuttosto che al tentativo di prolungargli la vita.

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