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Insufficienza venosa cronica e sindrome post-flebitica

Di

James D. Douketis

, MD, McMaster University

Ultima revisione/verifica completa feb 2021| Ultima modifica dei contenuti feb 2021
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I fatti in Breve
Risorse sull’argomento

L’insufficienza venosa cronica è un danno a carico delle vene degli arti inferiori che impedisce il normale flusso ematico.
La sindrome post-flebitica è un’insufficienza venosa cronica dovuta a un coagulo ematico nelle vene.

Cause

Il reflusso di sangue passa dagli arti inferiori attraverso vene superficiali e profonde. La contrazione dei muscoli degli arti inferiori spinge il sangue attraverso le vene profonde Vene profonde degli arti inferiori Le vene riconducono al cuore il sangue proveniente da tutti gli organi del corpo. Le grandi vene decorrono parallelamente alle grandi arterie e spesso condividono lo stesso nome, ma i percorsi... maggiori informazioni . Le valvole nelle vene mantengono il flusso del sangue verso il cuore. L’insufficienza venosa cronica si sviluppa in presenza di dilatazione venosa e/o lesione delle valvole nelle vene. Tali alterazioni riducono il flusso ematico nelle vene e aumentano la pressione nelle vene. L’aumentata pressione e il ridotto afflusso di sangue provocano un accumulo di liquidi negli arti inferiori e altri sintomi.

La causa più comune di insufficienza venosa cronica è

Un coagulo di sangue può causare insufficienza venosa cronica poiché il tessuto cicatriziale del coagulo può danneggiare le valvole delle vene. Dato che la trombosi venosa profonda viene talvolta detta flebite, l’insufficienza venosa cronica può essere denominata sindrome post-flebitica.

Altri fattori di rischio di insufficienza venosa cronica includono

Valvole venose unidirezionali

La valvola unidirezionale è costituita da due lembi (cuspidi o lembi) con bordi che aderiscono tra loro. Queste valvole facilitano il ritorno venoso al cuore. Quando il sangue si dirige verso il cuore, spinge le cuspidi ad aprirsi come una finestra a battenti (vedere figura a sinistra). Se la forza di gravità genera un reflusso venoso temporaneo, le cuspidi si chiudono immediatamente impedendo il reflusso di sangue (come mostrato nella figura a destra).

Valvole venose unidirezionali

Sindrome post-flebitica

Non tutti i soggetti che hanno un coagulo ematico in una gamba sviluppano necessariamente la sindrome post-flebitica. I soggetti a maggior rischio a seguito di coagulo ematico in una gamba sono coloro che hanno avuto

  • Vari episodi di trombosi nella stessa gamba

  • Un coagulo nella parte superiore della gamba e/o nella regione pelvica

Anche i soggetti obesi potrebbero correre un rischio maggiore di sindrome post-flebitica.

Sintomi

I soggetti con insufficienza venosa cronica manifestano gonfiore degli arti inferiori (edema Gonfiore Il gonfiore è dovuto a un eccessivo accumulo di liquidi nei tessuti. I liquidi sono composti principalmente da acqua. Il gonfiore può essere diffuso o limitato a un singolo arto o a una parte... maggiori informazioni Gonfiore ), che in genere peggiora al termine della giornata, poiché il flusso ematico verso l'alto incontra la resistenza della gravità quando il soggetto è in posizione eretta o seduta. Durante la notte l’edema scompare, dato che le vene si svuotano totalmente quando gli arti inferiori sono in posizione orizzontale. Il gonfiore può non dare sintomi, ma, in alcuni casi, il paziente avverte pesantezza, fastidio, crampi, dolore, stanchezza e formicolio agli arti inferiori.

Successivamente, la pelle del lato interno della caviglia diventa squamoso e pruriginosa e può diventare di un colore rosso bruno. Questa anomalia di colorazione è dovuta ai globuli rossi che fuoriescono dalle vene dilatate (distese) e si depositano nella cute. La cute discromica è molto fragile e perfino un trauma minore, come quello provocato da un grattamento, può determinare la formazione di un’ulcera. Le ulcere possono formarsi anche senza alcuna lesione nota, in genere sulla parte interna della caviglia. Le ulcere procurano solitamente solo un lieve fastidio. Se sono molto dolorose, potrebbero essere infette.

Esempi di problemi cutanei nell’insufficienza venosa cronica

Se l’edema è grave e persistente, si sviluppa un tessuto cicatriziale che intrappola il liquido nei tessuti. Di conseguenza, il polpaccio si gonfia permanentemente e si indurisce. In questi casi, le ulcere si sviluppano più facilmente e guariscono con maggiore difficoltà.

Diagnosi

  • Valutazione medica

  • Talvolta, ecografia

La diagnosi di insufficienza venosa cronica si basa, generalmente, sull’aspetto e sulla sintomatologia riferita.

Prevenzione

Perdere peso, praticare regolare attività fisica e ridurre la quantità di sodio nella dieta possono aiutare a controllare la pressione arteriosa nella gamba.

I soggetti che hanno avuto una trombosi venosa profonda dovrebbero assumere anticoagulanti Farmaci anticoagulanti La trombosi venosa profonda consiste nella formazione di coaguli di sangue (trombi) all’interno delle vene profonde, in genere delle gambe. I coaguli di sangue possono formarsi nelle vene se... maggiori informazioni Farmaci anticoagulanti per prevenire una sindrome post-flebitica. Le calze a compressione graduata non prevengono lo sviluppo dell’insufficienza venosa cronica, ma sono utili per il trattamento.

Trattamento

Il trattamento prevede

  • Sollevamento dell’arto inferiore

  • Compressione mediante bendaggi correttamente applicati, calze a compressione graduata e/o dispositivi a compressione pneumatica intermittente

  • Cura delle lesioni

Il sollevamento dell’arto inferiore sopra il livello del cuore produce un decremento della pressione venosa e deve essere praticato per 30 minuti o per un tempo superiore almeno 3 volte al giorno.

La compressione è efficace e viene utilizzata in tutti i soggetti per aiutare a ridurre gonfiore e fastidio. I bendaggi elastici sono usati in primo luogo. Quando l’edema si riduce e ha inizio il processo di guarigione delle ulcere, il paziente può cominciare a usare le calze a compressione graduata. Queste calze sono disponibili con diversi gradi di compressione (più alta a livello delle caviglie e più bassa risalendo lungo la gamba). Maggiore è la pressione, più efficace è la calza in caso di gravi disturbi, anche se più fastidiosa. Le calze devono essere indossate al risveglio, prima che l’edema dell’arto peggiori con l’attività svolta, e tenute per tutto il giorno. Molti pazienti hanno difficoltà a usarle regolarmente. I soggetti possono ritenere le calze sgradevoli a vedersi. I più giovani o più attivi le trovano irritanti o costrittive. Gli anziani hanno a volte difficoltà a indossarle.

La compressione pneumatica intermittente (IPC) usa una pompa per gonfiare e sgonfiare ripetutamente i parastinchi di plastica vuoti. L’azione prevede l’espulsione del sangue e del liquido dall’arto mediante compressione, ma è lenta. La terapia IPC viene usata quando le calze a compressione non sono efficaci o se il soggetto non è in grado di tollerarle.

L’igiene della ferita è importante per il processo di guarigione delle ulcere. Sono stati ideati vari bendaggi che possono essere lasciati sotto le calze compressive da diversi giorni a una settimana. Il bendaggio Unna boot usa fasciature a base di ossido di zinco. Altri bendaggi forniscono un ambiente umido per la guarigione delle ferite e favoriscono la crescita di nuovo tessuto.

L’insufficienza venosa cronica non si risolve con terapia farmacologica e chirurgia, anche se l’innesto cutaneo può essere l’opzione ultima per ulcere cutanee che non abbiano risposto ad altre misure terapeutiche. Tuttavia, la cute innestata ulcererà nuovamente, salvo laddove il paziente segua regolarmente le istruzioni di sollevamento e compressione degli arti.

Ulteriori informazioni

Di seguito si riporta una risorsa in lingua inglese che può essere utile. Si tenga presente che IL MANUALE non è responsabile dei contenuti di tale risorsa.

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