Panoramica sulle malattie prioniche

(Encefalopatie spongiformi trasmissibili)

Revisione completa: mag 2026 DiBrian Appleby, MD, Case Western Reserve University | Revisione inter pares diMichael C. Levin, MD, College of Medicine, University of Saskatchewan
Ultimo aggiornamento: mag 2026
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Visualizzazione l’educazione dei pazienti

Le malattie prioniche sono malattie degenerative del sistema nervoso, progressive, mortali e incurabili.

I tipi principali di malattie da prioni colpiscono il tessuto nervoso e sono noti come encefalopatie spongiformi trasmissibili. Esse comprendono

Un tipo identificato recentemente è la malattia da prioni associata a diarrea e neuropatia autonomica, che viene ereditata.

Le malattie prioniche derivano da un anomalo ripiegamento di una proteina normale espressa sulla superficie delle cellule chiamata cellular prion protein (PrPC), la cui funzione esatta è sconosciuta. Le proteine prioniche mal ripiegate sono chiamate prioni o scrapie PrP (PrPSc, dal nome del prione prototipo di pecora).

I prioni (PrPSc) sono patogeni e trasmissibili. Essi inducono malattie da prioni mediante

  • Auto-replica: PrPSc induce la trasformazione conformazionale della PrPC, e la creazione di duplicati PrPSc, che, in una reazione a catena, inducono un'ulteriore trasformazione di PrPC in PrPSc. Questo processo di trasformazione diffonde PrPSc a diverse regioni del cervello.

  • Causare la morte delle cellule neuronali

La PrPC normale è idrosolubile e sensibile alle proteasi. Una grande percentuale di PrPSc, tuttavia, è insolubile in acqua e notevolmente resistente alla degradazione proteasica (così come accade per le placche di beta-amiloide nella malattia di Alzheimer, a cui la PrPSc somiglia), determinando un accumulo cellulare, lento ma inarrestabile, con conseguente induzione della morte delle cellule neuronali. Ciò si accompagna alla gliosi e alla formazione di caratteristici vacuoli (tessuto spongiforme), determinando demenza e altri deficit neurologici. Nelle malattie prioniche acquisite, la sintomatologia si sviluppa dopo mesi o anni dall'esposizione iniziale al PrPSc.

Le malattie da prioni devono essere considerate in tutti i pazienti affetti da una rapida patologia neurodegenerativa.

Trasmissione delle malattie prioniche

Le malattie da prioni hanno origine

  • Sporadicamente (a quanto pare a partenza spontanea, senza una causa nota)

  • Via patrimonio genetico (familiare)

  • Via trasmissione infettiva

Le malattie prioniche sporadiche sono le più frequenti, con incidenza annuale in tutto il mondo di circa 1-2 casi per milione di persone (1). Il modo in cui si forma inizialmente la PrPSc è sconosciuto, sebbene sia improbabile che sia dovuto a mutazioni somatiche nel gene PrP (mutazioni PRNP) (2).

Le malattie prioniche familiari sono causate da difetti del gene PrP (PRNP), contenuto nel braccio corto del cromosoma 20 (3). Le mutazioni che causano malattie da prioni sono quasi tutte autosomiche dominanti; ossia, causano la malattia quando sono ereditate da un solo genitore. La penetranza è variabile; ossia, a seconda del tipo di mutazione, una percentuale variabile di portatori della mutazione presenta segni clinici della malattia durante la loro vita.

Esistono più di 50 mutazioni. Difetti genetici differenti causano diversi tipi di malattia da prioni, che comprendono

Ad oggi, i ricercatori hanno identificato solo una mutazione che causa la forma familiare di insonnia fatale.

Le mutazioni geniche di PRNP alterano la sequenza aminoacidica di PrPC, determinandone un'alterata conformazione in PrPSc. Piccole anomalie in specifici codoni (chiamati polimorfismi, sequenze nucleotidiche che sono i blocchi costitutivi dei geni), che da sole non causano malattie, possono determinare i sintomi predominanti e la velocità di progressione della malattia nelle malattie prioniche familiari e in altre malattie prioniche (4).

Le malattie da prioni trasmesse tramite contagio sono rare. Possono essere trasmesse:

  • Da persona a persona: per via iatrogena tramite trapianti di organi e tessuti, uso di strumenti neurochirurgici contaminati, trasfusioni di sangue (raramente; solo variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob, vCJD) o tramite cannibalismo (kuru)

  • Da animale a persona: via ingestione di carne di manzo contaminata (come nella variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob)

Le malattie da prioni non sono note per essere contagiose attraverso un contatto casuale da persona a persona.

Le malattie da prioni si riscontrano in molti mammiferi (p. es., visoni, alci, cervi, gatti, capre, cammelli e pecore e bovini domestici) e possono essere trasmesse tra le specie attraverso la catena alimentare. Tuttavia, la trasmissione dagli animali all'uomo è stata osservata solo nella variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob, dopo che la gente ha consumato la carne di bovini affetti da encefalopatia spongiforme bovina (o morbo della mucca pazza).

Nella maggior parte degli Stati degli Stati Uniti, in Canada, Corea del Sud, Norvegia, Finlandia e Svezia (3), si teme che la malattia del deperimento cronico, la malattia da prioni di alci e cervi, possa essere trasmissibile alle persone che cacciano, macellano o mangiano animali affetti. Alcuni studi rilevano che le barriere tra le specie possano essere indebolite quando la malattia del deperimento cronico è stata trasmessa da animale ad animale più volte (come può accadere in natura o attraverso un passaggio secondario tramite animali da produzione) o quando cambiano i ceppi della malattia del deperimento cronico, il che renderebbe più probabile la trasmissione della malattia del deperimento cronico agli esseri umani (5, 6).

Riferimenti relativi alla trasmissione

  1. 1. Maddox RA, Person MK, Blevins JE, et al. Prion disease incidence in the United States: 2003-2015. Neurology. 2020;94(2):e153-e157. doi:10.1212/WNL.0000000000008680

  2. 2. McDonough GA, Cheng Y, Morillo KS, et al. Neuropathologically directed profiling of PRNP somatic and germline variants in sporadic human prion disease. Acta Neuropathol. 2024;148(1):10. Published 2024 Jul 24. doi:10.1007/s00401-024-02774-2

  3. 3. Appleby BS, Shetty S, Elkasaby M. Genetic aspects of human prion diseases. Front Neurol. 2022;13:1003056. Published 2022 Oct 5. doi:10.3389/fneur.2022.1003056

  4. 4. Pocchiari M and Manson J: Human Prion Diseases. In Handbook of Clinical Neurology, edited by M Pocchiari, and J Manson. New York, Elsevier, 2018, vol 153, pp. 2–498.

  5. 5. Barria MA, Telling GC, Gambetti P, et al. Generation of a new form of human PrPSc in vitro by interspecies transmission from cervid prions. J Biol Chem. 286(9):7490–7495, 2011. doi: 10.1074/jbc.M110.198465

  6. 6. Osterholm MT, Anderson CJ, Zabel MD, Scheftel JM, Moore KA, Appleby BS. Chronic Wasting Disease in Cervids: Implications for Prion Transmission to Humans and Other Animal Species. mBio. 2019;10(4):e01091-19. Published 2019 Jul 23. doi:10.1128/mBio.01091-19

Trattamento delle malattie prioniche

  • Terapia di supporto

Non esistono trattamenti per le malattie prioniche. Il trattamento è di supporto (1).

I pazienti devono essere incoraggiati a preparare le direttive anticipate (p. es., le cure di fine vita di preferenza) poco tempo dopo la diagnosi di malattia. Si raccomandano le cure palliative.

La consulenza genetica può essere raccomandata per i familiari dei pazienti con una malattia prionica familiare (2).

Riferimenti relativi al trattamento

  1. 1. Appleby BS, Yobs DR. Symptomatic treatment, care, and support of CJD patients. Handb Clin Neurol. 2018;153:399-408. doi:10.1016/B978-0-444-63945-5.00021-0

  2. 2. Goldman JS, Vallabh SM. Genetic counseling for prion disease: Updates and best practices. Genet Med. 2022;24(10):1993-2003. doi:10.1016/j.gim.2022.06.003

Prevenzione delle malattie prioniche

Le persone non devono consumare animali che sono noti o sospettati di essere infetti da malattia da prioni.

I prioni resistono alle tecniche standard di disinfezione e possono costituire un rischio per chirurghi, patologi o tecnici che manipolano i tessuti o gli strumenti contaminati, così come per gli altri pazienti nei quali verranno utilizzati tali strumenti contaminati dai prioni.

La trasmissione può essere prevenuta prendendo precauzioni quando si manipolano tessuti infetti e utilizzando tecniche appropriate per pulire gli strumenti contaminati. Si raccomanda di utilizzare una delle seguenti procedure:

  • Sterilizzazione in autoclave a vapore a 132 °C per 1 h

  • Immersione nel sodio idrossido 1 N (normale) o al 10% di soluzione di ipoclorito di sodio per 1 h

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