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Infezione da Escherichia coli O157:H7 e altri E. coli enteroemorragici

Di

Larry M. Bush

, MD, FACP, Charles E. Schmidt College of Medicine, Florida Atlantic University;


Maria T. Vazquez-Pertejo

, MD, Wellington Regional Medical Center

Ultima modifica dei contenuti feb 2020
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I batteri Gram-negativi Escherichia coli O157:H7 e altri E. coli enteroemorragici causano tipicamente una diarrea ematica acuta, che può portare alla sindrome emolitico-uremica. I sintomi sono crampi addominali e diarrea, che può essere francamente ematica. La febbre non è evidente. La diagnosi si basa sulla coprocoltura e sul dosaggio della tossina. Il trattamento è di supporto; l'uso degli antibiotici non è raccomandato.

Epidemiologia

Gli E. coli enteroemorragici comprendono > oltre 100 sierotipi che producono le tossine di Shiga e Shiga-simili (E. coli che produce la tossina di Shiga; anche noto come E. coli che produce la verotossina).

E. coli O157:H7 è la tossina Shiga più diffusa in Nord America. Tuttavia, i sierotipi della tossina di Shiga non appartenenti al sierotipo O157 (particolarmente O26, O45, O91, O103, O111, O113, O121, O128, O145) possono anche causare la malattia enteroemorragica, soprattutto al di fuori degli Stati Uniti. Nel 2011, il sierotipo O104:H4 ha causato un'importante e multinazionale epidemia in Europa.

In alcune parti degli Stati Uniti e del Canada, l'E. coli O157:H7 può essere una causa di diarrea ematica più frequente della shigellosi o della salmonellosi. L'E. coli O157:H7 può manifestarsi in individui di tutte le età, anche se l'infezione grave è più frequente fra i bambini e gli anziani.

Le tossine O157:H7 di E. coli e altre tossine Shiga hanno un serbatoio bovino. L'infezione può trasmettersi dopo ingestione di cibo o acqua contaminati con carne bovina, così come le epidemie e i casi sporadici che avvengono generalmente dopo l'ingestione di carne bovina poco cotta (specie carne bovina macinata) o di latte non pastorizzato. Nell'epidemia europea del 2011 causata dal sierotipo O104:H4, l'infezione era stata trasmessa dai germogli di fagiolo crudi contaminati. Il microrganismo può anche essere trasmesso per via oro-fecale, in particolare tra i neonati in fasce (p. es., a causa di un'inadeguata clorazione delle piscine per bambini).

Fisiopatologia

Dopo l'ingestione, l'E. coli O157:H7 e simili sierotipi produttori di tossina Shiga producono alti livelli di varie tossine nell'intestino crasso; queste tossine sono strettamente correlate alle potenti citotossine prodotte dalla Shigella dysenteriae di tipo 1. Queste tossine sembrano danneggiare direttamente le cellule della mucosa e le cellule endoteliali vascolari della parete intestinale. Se assorbite, esse esercitano effetti tossici su altri endoteli vascolari (p. es., renale).

Circa dal 5 al 10% dei casi (soprattutto bambini < 5 anni e adulti > 60 anni) è complicato da una sindrome emolitico-uremica, che si sviluppa tipicamente nella 2a settimana di malattia. Il decesso può avvenire, specie nell'anziano, con o senza questa complicanza.

Sintomatologia

L'infezione da E. coli enteroemorragici inizia tipicamente in modo acuto con gravi crampi addominali e diarrea acquosa che può diventare francamente ematica entro 24 h. Alcuni pazienti riferiscono che la loro diarrea è "tutta sangue e niente feci", cosa che ha motivato il termine di colite emorragica. La febbre, di solito assente o lieve, occasionalmente raggiunge i 39° C. Nelle infezioni non complicate, la diarrea può durare da 1 a 8 giorni.

Sindrome emolitico-uremica provoca una rapida diminuzione dell'ematocrito e della conta piastrinica, aumento della creatinina sierica, ipertensione e possibilmente segni di sovraccarico di liquidi, diatesi emorragica e segni neurologici.

Diagnosi

  • Coprocoltura

  • Rapido test fecale per la tossina Shiga

L'E. coli O157:H7 e altre infezioni dovute a germi produttori della tossina Shiga devono essere distinte dalle altre forme di diarrea infettiva isolando il microrganismo dalla coprocoltura. La cultura delle infezioni da E. coli richiede mezzi speciali. L'identificazione del sierotipo specifico consente di risalire all'origine di un focolaio. Spesso, il medico deve chiedere specificamente al laboratorio la ricerca di questo microrganismo.

Poiché la diarrea ematica e i forti dolori addominali senza febbre suggeriscono varie eziologie di natura non infettiva, l'infezione da E. coli enteroemorragico deve essere presa in considerazione nei casi sospetti di colite ischemica, di invaginazione e di malattia infiammatoria intestinale. Tipicamente, le cellule infiammatorie non sono presenti nelle feci liquide. Un test rapido delle feci per la tossina di Shiga o, quando disponibile, un test per il gene che codifica la tossina, possono essere di aiuto.

I pazienti a rischio di diarrea non infettiva possono aver bisogno di una sigmoidoscopia. Se eseguito, il clisma opaco può rivelare eritema e edema; il clistere di bario o la RX diretta dell'addome tipicamente evidenziano l'edema con impronte digitiformi.

Trattamento

  • Terapia di supporto

Il caposaldo della terapia dell'infezione da E. coli enteroemorragico è il supporto. Sebbene l'E. coli sia sensibile agli antimicrobici più comunemente utilizzati, gli antibiotici non hanno mostrato efficacia nel migliorare la sintomatologia, ridurre la diffusione del microrganismo o prevenire la sindrome emolitico-uremica. Si sospetta che i fluorochinolonici possano aumentare il rilascio di enterotossine e il rischio di sindrome emolitica-uremica.

Nella settimana successiva all'infezione, i pazienti ad alto rischio di sindrome emolitico-uremica (p. es., bambini < 5 anni di età, anziani) devono essere tenuti in osservazione per rilevarne i segni precoci, come anemia emolitica, trombocitopenia, proteinuria, ematuria, cilindri ematici e rialzo della creatinina sierica. Edema e ipertensione insorgono successivamente. È probabile che i pazienti che sviluppano complicanze richiedano un trattamento intensivo, inclusa la dialisi e altre terapie specifiche presso centri di terzo livello.

Prevenzione

Il miglioramento delle procedure di lavorazione della carne negli Stati Uniti ha contribuito a ridurre il tasso di contaminazione della carne stessa.

Il corretto smaltimento delle feci delle persone infette, una buona igiene, e lo scrupoloso lavaggio delle mani con sapone limitano la diffusione dell'infezione.

Le misure preventive che possono essere efficaci nell'ambito della scuola materna comprendono l'isolamento dei bambini infetti da tossina di Shiga o la richiesta di almeno 2 coprocolture negative prima della loro riammissione alla frequenza.

La pastorizzazione del latte e la cottura delle carni prevengono la trasmissione alimentare.

È importante denunciare i casi di colite emorragica alle autorità sanitarie pubbliche affinché il loro intervento possa prevenire ulteriori infezioni.

Punti chiave

  • L'E. coli enteroemorragici producono la tossina di Shiga che provoca profusa diarrea con sangue e talvolta la sindrome emolitico-uremica.

  • Sono presenti > 100 sierotipi di E. coli enteroemorragici; il sierotipo O157:H7 è il più conosciuto, ma molti altri sono in grado di causare malattie simili.

  • I sierotipi E. coli enteroemorragici si riscontrano in un serbatoio bovino, cosicché i focolai spesso sono conseguenza dell'ingestione di carne poco cotta, ma possono essere coinvolti molti altri alimenti (p. es., i prodotti freschi, il latte crudo) oltre altre fonti di infezione come l'esposizione diretta agli animali.

  • Utilizzare i test delle feci per identificare la tossina Shiga e utilizzare le colture (richiede supporti speciali) per identificare gli E. coli enteroemorragici.

  • Procurare terapia di supporto; gli antibiotici non sono utili.

  • Monitorare i pazienti a rischio (p. es., bambini < 5 anni, anziani) per i segni della sindrome emolitico-uremica per 1 o 2 settimane dopo l'inizio della malattia.

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