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Fobia sociale

(Disturbo d'ansia sociale)

Di

John W. Barnhill

, MD,

  • Professor of Clinical Psychiatry and Vice Chair for Psychosomatic Medicine
  • Weill Cornell Medical College and New York Presbyterian Hospital

Ultima modifica dei contenuti apr 2020
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La fobia sociale è la paura e l'ansia di essere esposti ad alcune situazioni sociali o prestazionali. Tali situazioni vengono pertanto evitate o vissute con un'ansia notevole.

Le fobie sono un tipo di disturbo d'ansia in cui determinate situazioni o oggetti rendono le persone spaventate ed ansiose portandole ad evitare tali situazioni. La paura e l'ansia sono sproporzionate rispetto alla minaccia reale (tenendo conto delle norme sociali). Ci sono molte fobie specifiche.

La fobia sociale colpisce circa il 9% delle donne e il 7% degli uomini in un periodo di 12 mesi, ma la prevalenza nel corso di tutta la vita può arrivare almeno al 13%. Gli uomini hanno più probabilità delle donne di avere anche un disturbo evitante di personalità, che può essere visto come un disturbo d'ansia che è grave e abbastanza persistente da influenzare la personalità della persona.

La paura e l'ansia in soggetti con fobia sociale spesso sono incentrate sul provare imbarazzo o umiliazione nel caso in cui non vengano soddisfatte le aspettative degli altrui o in cui si venga esaminati dagli altri durante le interazioni sociali. Spesso la preoccupazione è che la propria ansia diventi visibile sotto forma di sudorazione, rossore, vomito o tremori (a volte sotto forma di voce tremula) oppure che possano perdere il filo del discorso o che possano non essere in grado di trovare le parole per esprimersi. Generalmente, la stessa attività svolta da soli non causa ansia.

Le situazioni in cui la fobia sociale è frequente comprendono il parlare in pubblico, il recitare in una rappresentazione teatrale, il suonare uno strumento musicale. Altre potenziali situazioni comprendono mangiare con altre persone, incontrare nuova gente, avere una conversazione, scrivere il proprio nome davanti a testimoni oppure utilizzare i bagni pubblici. Un tipo più generalizzato di fobia sociale causa ansia in una gran varietà di ambiti sociali.

La maggior parte dei soggetti riconosce che la propria fobia è irragionevole ed eccessiva.

Diagnosi

  • Criteri clinici

La diagnosi è basata clinicamente sui criteri delDiagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition (DSM-5).

Per soddisfare i criteri per la diagnosi del DSM-5, i pazienti devono avere una

  • Marcata e persistente (≥ 6 mesi) paura o ansia per una o più situazioni sociali nelle quali possono essere esaminati da altri

La paura deve comportare una valutazione negativa da parte di altri (p. es., che i pazienti saranno umiliati, imbarazzati, o respinti oppure dovranno offendere gli altri). In aggiunta, tutti i seguenti punti devono essere presenti:

  • Le stesse situazioni sociali provocano quasi sempre paura o ansia.

  • I pazienti evitano attivamente la situazione.

  • La paura o l'ansia sono sproporzionate rispetto alla minaccia reale (tenendo conto delle norme socio-culturali).

  • La paura, l'ansia, e/o l'elusione causano disagio significativo o compromettono significativamente il funzionamento sociale o lavorativo.

Inoltre, la paura e l'ansia non possono essere caratterizzate più correttamente come un disturbo mentale diverso (p. es., agorafobia, attacchi di panico, disturbo dismorfico del corpo).

Trattamento

  • Terapia cognitivo-comportamentale

  • A volte un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina

La fobia sociale è quasi sempre cronica e la terapia necessaria.

La terapia cognitivo-comportamentale è efficace per la fobia sociale. La terapia cognitivo-comportamentale comporta insegnare ai pazienti a riconoscere e controllare i propri pensieri distorti e le false credenze così come istruirli sulla terapia dell'esposizione (esposizione controllata alla situazione ansiogena).

Gli inibitori della ricaptazione della serotonina e le benzodiazepine sono efficaci per la fobia sociale, sebbene le benzodiazepine possano creare dipendenza fisica e compromettere anche il pensiero e la memoria, facoltà necessarie per una terapia cognitivo-comportamentale di successo.

I beta-bloccanti possono essere utilizzati per ridurre l'aumento della frequenza cardiaca, i tremori, la sudorazione sperimentati dai pazienti che sono in difficoltà eseguendo una performance in pubblico, ma questi farmaci non riducono l'ansia stessa.

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