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Agorafobia

Di

John W. Barnhill

, MD,

  • Weill Cornell Medical College and New York Presbyterian Hospital

Ultima modifica dei contenuti apr 2020
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L'agorafobia è la paura e l'ansia di essere in situazioni o luoghi nei quali non vi è una facile via d'uscita e in cui non sia possibile avere aiuto nel caso in cui si sviluppi un'intensa ansia.

Le situazioni vengono evitate, o possono essere vissute ma con notevole ansia. Circa il 30-50% delle persone con agorafobia ha anche disturbo di panico.

L'agorafobia senza disturbo di panico colpisce circa il 2% delle donne e l'1% degli uomini in un periodo di 12 mesi. Il picco di esordio è fra i 20 e i 25 anni; l'esordio dopo i 40 anni è raro.

Sintomatologia

Esempi comuni di situazioni o luoghi che possano creare ansia e paura comprendono il fare la fila in banca o alla cassa del supermercato, lo stare seduti al centro di una lunga fila di posti a teatro o a scuola e l'utilizzo dei trasporti pubblici, come un autobus o un aereo. Alcuni individui sviluppano l'agorafobia successivamente a un attacco di panico verificatosi in una tipica situazione agorafobica. Altri si sentono semplicemente a disagio in una situazione del genere e possono non avere mai, o presentarli solo in un secondo momento, degli attacchi di panico in quella circostanza. L'agorafobia interferisce spesso con il funzionamento e, se abbastanza grave, può spingere le persone a chiudersi in casa.

Diagnosi

  • Criteri clinici

La diagnosi è basata clinicamente sui criteri del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition (DSM-5).

Per soddisfare i criteri per la diagnosi del DSM-5, i pazienti devono avere ansia o paura marcate e persistenti (≥ 6 mesi) per ≥ 2 delle seguenti situazioni:

  • Usare i mezzi pubblici

  • Trovarsi in spazi aperti (p. es., parcheggio, mercato)

  • Trovarsi in un luogo chiuso (p. es., negozi, teatro)

  • Fare la fila o trovarsi in mezzo alla folla

  • Trovarsi soli fuori casa

La paura deve coinvolgere pensieri come una possibile difficoltà nella fuga o che i pazienti non ricevano aiuto in caso fossero resi inabili dalla paura o da un attacco di panico. In aggiunta, tutti i seguenti punti devono essere presenti:

  • Le stesse situazioni innescano quasi sempre paura o ansia.

  • I pazienti evitano attivamente la situazione e/o richiedono la presenza di un compagno.

  • La paura o l'ansia sono sproporzionate rispetto alla minaccia reale (tenendo conto delle norme socio-culturali).

  • La paura, l'ansia, e/o l'elusione causano disagio significativo o compromettono significativamente il funzionamento sociale o lavorativo.

Inoltre, la paura e l'ansia non possono essere caratterizzate più correttamente come un disturbo mentale diverso (p. es., disturbo d'ansia sociale, disturbo dismorfico del corpo).

Trattamento

  • Terapia cognitivo-comportamentale

  • A volte un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina

Se non trattata, l'agorafobia subisce delle oscillazioni per ciò che riguarda la sua gravità. L'agorafobia può scomparire senza un trattamento vero e proprio, probabilmente perché alcuni soggetti affetti dal disturbo mettono in atto la loro personale forma di terapia dell'esposizione. Ma se l'agorafobia interferisce con il funzionamento, si rende necessario il trattamento.

La terapia cognitivo-comportamentale è efficace per l'agorafobia. La terapia cognitivo-comportamentale comporta l'educazione dei pazienti a riconoscere e controllare i propri pensieri distorti e i falsi convincimenti e li istruisce sulla terapia dell'esposizione.

Molti soggetti con agorafobia traggono beneficio dalla terapia farmacologica con un inibitore della ricaptazione della serotonina.

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