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Endoscopia

Di

Jonathan Gotfried

, MD, Lewis Katz School of Medicine at Temple University

Ultima modifica dei contenuti giu 2019
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Risorse sull’argomento

Endoscopi flessibili equipaggiati con videocamera possono essere utilizzati per lo studio del tratto gastrointestinale superiore, dalla faringe al duodeno prossimale, e del tratto gastrointestinale inferiore, dall'ano al cieco (e, talvolta, fino all'ileo terminale). Per via endoscopica possono inoltre essere effettuati numerosi altri interventi diagnostici e terapeutici. La possibilità di associare diagnosi e terapia con una sola procedura offre all'endoscopia un vantaggio significativo rispetto a studi che forniscono soltanto immagini (p. es., studi RX con mezzo di contrasto, TC, RM) e che spesso superano gli elevati costi dell'endoscopia e necessitano di sedazione.

L'endoscopia generalmente richiede una sedazione EV e, per l'endoscopia del tratto alto, un'anestesia locale dell'orofaringe. Fanno eccezione l'anoscopia e la sigmoidoscopia che in genere non richiedono alcuna sedazione.

La percentuale complessiva di complicanze di un'endoscopia è dello 0,1-0,2%; la mortalità è attorno allo 0,03%. Le complicanze sono solitamente farmaco-correlate (p. es., depressione respiratoria); le complicanze procedurali (p. es., aspirazione ab ingestis, perforazione, grave emorragia) sono meno frequenti.

Altre complicanze, tra cui infarto del miocardio, ictus e gravi eventi polmonari, dopo la colonscopia di screening o di sorveglianza sono basse e non superiori rispetto ad altre procedure a basso rischio (p. es., iniezione articolare o aspirazione, litotripsia, artroscopia, intervento chirurgico del tunnel carpale o della cataratta; 1, 2).

Riferimenti generali

  • 1. Wang L, Mannalithara A, Singh G, et al: Low rates of gastrointestinal and non-gastrointestinal complications for screening or surveillance colonoscopies in a population-based study. Gastroenterology 154(3):540–555, 2018. doi: 10.1053/j.gastro.2017.10.006.

  • 2. Vargo, JJ 2nd: Sedation-related complications in gastrointestinal endoscopy. Gastrointest Endosc Clin N Am 25(1):147–158, 2015. doi: 10.1016/j.giec.2014.09.009.

Endoscopia diagnostica del sistema gastrointestinale

Le procedure diagnostiche per l'endoscopia convenzionale comprendono la raccolta di campioni cellulari e tissutali mediante brushing o pinze bioptiche. Numerosi diversi tipi di endoscopi offrono funzioni diagnostiche e terapeutiche aggiuntive. Gli endoscopi dotati di ultrasuoni possono valutare il flusso di sangue o fornire immagini della mucosa, della sottomucosa o delle lesioni extraluminali. L'ecoendoscopia può fornire informazioni (p. es., profondità ed estensione delle lesioni) che non sono ottenibili con l'endoscopia convenzionale. Inoltre, sotto guida ecoendoscopica, si possono eseguire agoaspirati sia delle lesioni intraluminali sia di quelle extraluminali. Gli endoscopi convenzionali non possono visualizzare la stragrande maggioranza del piccolo intestino. L'enteroscopia "push" (a spinta) utilizza un endoscopio più lungo che può essere spinto manualmente fino al duodeno distale o al digiuno prossimale.

L'enteroscopia con palloncino fornisce una valutazione addizionale del piccolo intestino rispetto all'enteroscopia a spinta. Essa utilizza un endoscopio con uno o due palloni gonfiabili, collegati a un overtube montato al di sopra dell'endoscopio. Quando l'endoscopio viene fatto avanzare fino alla maggiore distanza possibile, il palloncino viene gonfiato e ancorato alla mucosa intestinale. Tirando indietro rispetto al palloncino gonfiato, il piccolo intestino viene spinto sull'overtube come un manicotto, accorciando e raddrizzando così il tenue, consentendo un ulteriore avanzamento dell'endoscopio. L'enteroscopia con palloncino può essere realizzata per via anterograda (caudale) o retrograda (cefalica), consentendo così la visualizzazione e il potenziale intervento terapeutico sull'intero intestino tenue.

La colonscopia di screening si raccomanda per i pazienti ad alto rischio di cancro colorettale e per chiunque abbia 50 anni (vedi anche U.S. Multi-Society Task Force on Colorectal Cancer's colorectal cancer screening recommendations e le US Preventive Services Task Force's colorectal cancer screening recommendations). La colonscopia deve essere effettuata ogni 10 anni nei pazienti senza fattori di rischio o con anamnesi di polipi. La TC-colonscopia, detta virtuale è un'alternativa alla fibroendoscopia per lo screening dei tumori del colon.

Endoscopia gastrointestinale terapeutica

Le procedure endoscopiche terapeutiche comprendono

  • Rimozione di corpi estranei

  • Emostasi mediante posizionamento dell'emoclip, iniezione di farmaci, coagulazione termica, fotocoagulazione laser, bendaggio varicoso o scleroterapia

  • Citoriduzione di tumori mediante elettrocoagulazione laser o bipolare

  • Terapia ablativa delle lesioni premaligne

  • Resezione del tessuto mucoso e/o sottomucoso

  • Dilatazione delle membrane o stenosi

  • Posizionamento dello stent

  • Riduzione del volvolo o intussuscezione

  • Decompressione della dilatazione del colon acuta o subacuta

  • Posizionamento del tubo di alimentazione

  • Drenaggio delle cisti pancreatiche

  • Procedure endoscopiche bariatriche (p. es., posizionamento di palloncini intragastrici, gastrectomia endoscopica a manicotto)

  • Miotomia endoscopica (p. es., per acalasia esofagea, gastroparesi refrattaria)

  • Fundoplicatio transorale

Controindicazioni assolute all'endoscopia comprendono

Le controindicazioni assolute all'endoscopia comprendono

  • Shock

  • Infarto miocardico acuto

  • Peritonite

  • Perforazione acuta

  • Colite fulminante

Le controindicazioni relative comprendono la scarsa collaborazione del paziente, il coma (a meno che il paziente sia intubato) e le aritmie cardiache o l'ischemia miocardica recente.

I pazienti in trattamento anticoagulante o in terapia cronica con FANS possono essere sottoposti con tranquillità a un'endoscopia diagnostica. Tuttavia, se c'è la probabilità di dover eseguire una biopsia o una fotocoagulazione, gli anticoagulanti devono essere sospesi per un certo periodo prima della procedura. I farmaci contenenti ferro somministrati per via orale devono essere sospesi 4-5 giorni prima della colonscopia poiché alcuni vegetali a foglia verde interagiscono con il ferro e danno origine a un residuo appiccicoso, difficile da rimuovere con la preparazione intestinale, peggiorando così la visualizzazione. L'American Heart Association e l'American College of Cardiology non raccomandano più la profilassi per l'endocardite per i pazienti che si sottopongono a un'endoscopia gastrointestinale di routine (vedi la guideline per la gestione dei pazienti con cardiopatia valvolare). L'American Society for Gastrointestinal Endoscopy sconsiglia anche la profilassi antibiotica prima di qualsiasi procedura gastrointestinale nei pazienti con innesti vascolari sintetici o altri dispositivi cardiovascolari non valvolari (p. es., dispositivi elettronici impiantabili) o nei pazienti con protesi ortopedica (1).

Riferimento di controindicazioni

Preparazione per endoscopia gastrointestinale

Le preparazioni di routine per l'endoscopia comprendono l'assenza di solidi per 6-8 h e di liquidi per 2-4 h prima della procedura (vedi le guidelines dell'American Society of Anesthesiologists Task Force sul digiuno preoperatorio e l'uso di agenti farmacologici per ridurre il rischio di aspirazione polmonare). Oltre a ciò, la colonscopia necessita di una pulizia del colon. Possono essere utilizzati diversi protocolli, ma tutti generalmente comprendono una dieta semiliquida o liquida per 24-48 h e alcuni tipi di lassativo, con o senza clistere (1). Si usano comunemente preparati per la pulizia intestinale che utilizzano un alto volume di un liquido contenente elettroliti. I preparati sono disponibili in diversi volumi (compresi tra 2 L e 4 L) e hanno vari gradi di efficacia. Dare i preparati in dosi frazionate, ossia, dare metà del volume il giorno prima della procedura e metà del volume il giorno della procedura, ha dimostrato di migliorare la compliance del paziente, la qualità dell'esame e la velocità di rilevamento dell'adenoma (2). Ai pazienti che non riescono a tollerare questi preparati possono essere somministrati citrato di Mg, fosfato di Na, polietilene glicole, lattulosio o altri lassativi. I clisteri possono essere eseguiti con fosfato di Na o con acqua corrente. Lassativi a base di fosfato non devono essere usati in pazienti con insufficienza renale.

Riferimenti per la preparazione

Videocapsula endoscopica

Nella videocapsula endoscopica (video wireless endoscopy), i pazienti ingoiano una capsula usa e getta contenente una telecamera che trasmette le immagini a un registratore esterno; non è necessario recuperare la capsula. Questa tecnologia non invasiva consente di realizzare una diagnostica per immagini dell'intestino tenue che è altrimenti difficile da ottenere mediante l'endoscopia convenzionale. Questa procedura è particolarmente utile nei pazienti con sanguinamento gastrointestinale occulto e per il rilevamento di anomalie mucosali. L'endoscopia con capsula è più difficile nel colon e, quindi, non rappresenta un adeguato metodo di screening del cancro colorettale.

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