Manuale Msd

Please confirm that you are a health care professional

Caricamento in corso

Marijuana (cannabis)

Di

Gerald F. O’Malley

, DO,

  • Director, Division of Toxicology
  • Grand Strand Regional Medical Center
  • Professor
  • Sidney Kimmel School of Medicine, Thomas Jefferson University Hospital
;


Rika O’Malley

, MD,

  • Albert Einstein Medical Center

Ultima modifica dei contenuti mar 2018
Clicca qui per l’educazione dei pazienti

La marijuana è un euforizzante che può causare sedazione o disforia in alcuni consumatori. Con l'uso cronico può svilupparsi dipendenza psicologica, ma solo una lievissima dipendenza fisica è clinicamente evidente. L'astinenza è fastidiosa, ma richiede solo un trattamento di supporto.

(Vedi anche i Cannabinoidi, Sintetici.)

La marijuana è la sostanza illegale più comunemente utilizzata; è tipicamente utilizzata in maniera episodica senza evidenza di disfunzionalità sociale o psicologica.

Negli Stati Uniti la marijuana è di solito fumata in sigarette fatte con le inflorescenze e le foglie della pianta essiccate o con l'hashish, la resina pressata della pianta. La legalizzazione della marijuana a scopo ricreativo nel 2010 in alcuni stati degli Stati Uniti ha creato un grande mercato per i prodotti di marijuana che vengono ingeriti, insufflati, vaporizzati, applicati per via topica in tinture, lozioni e spray.

Il dronabinolo, un derivato orale sintetico del componente attivo Δ-9-tetraidrocannabinolo, viene usato per trattare la nausea e il vomito associati alla chemioterapia per il cancro e per aumentare l'appetito nei pazienti con AIDS.

Fisiopatologia

Il delta-9-tetraidrocannabinolo si lega ai recettori per i cannabinoidi, che sono presenti in tutto il cervello.

Effetti cronici

Ogni sostanza che causa euforia e riduce l'ansia può provocare dipendenza e la marijuana non fa eccezione. I fumatori di grosse dosi possono sviluppare sintomi a livello polmonare (episodi di bronchite acuta, sibili, tosse e catarro) e la loro funzionalità polmonare può risultare alterata, manifestandosi con alterazioni nelle grandi vie aeree di significato sconosciuto. Tuttavia, neanche i fumatori quotidiani sviluppano malattie ostruttive polmonari.

Dati recenti suggeriscono che il pesante uso di marijuana è associato a danneggiamenti cognitivi e cambiamenti anatomici significativi nell'ippocampo, in particolare se l'uso di marijuana inizia nell'adolescenza.

Non vi è alcuna evidenza di aumento del rischio di tumore della testa e del collo o delle vie aeree, come accade per il tabacco. Un senso di diminuita intraprendenza ed energia viene spesso descritto.

L'effetto dell'uso prenatale di marijuana sui neonati non è chiaro. È stata riportata una diminuzione del peso fetale, ma quando vengono stimati tutti i fattori (p. es., uso di alcol e tabacco da parte della madre), l'effetto sul peso fetale sembra minore. Tuttavia, dal momento che la sicurezza non è stata chiaramente dimostrata, la marijuana deve essere evitata da donne in gravidanza e da coloro che stanno cercando di rimanere incinte. Il tetraidrocannabinolo viene secreto nel latte materno. Sebbene non sia stato dimostrato alcun danno per i bambini allattati al seno, si raccomanda di evitare l'uso di cannabis alle madri che allattano, come alle donne in gravidanza.

Sintomatologia

L'intossicazione e l'astinenza non mettono in pericolo di vita.

Effetti acuti

Entro pochi minuti fumare marijuana produce uno stato di coscienza oniroide nel quale le idee appaiono sconnesse, incontrollabili e liberamente fluttuanti. Il tempo, i colori e le percezioni spaziali possono essere alterati. In generale l'intossicazione consiste in una sensazione di euforia e rilassamento (un "high"). Questi effetti durano per 4-6 h dopo l'inalazione.

Molti degli altri effetti psicologici riportati appaiono correlati alla situazione in cui la droga viene assunta. Si sono verificate ansia, reazioni di panico e paranoia, soprattutto tra i consumatori alle prime esperienze. La marijuana può esacerbare o addirittura scatenare sintomi psicotici negli schizofrenici, anche in quelli in trattamento con antipsicotici.

Gli effetti fisici sono lievi nella maggior parte dei pazienti. Si manifestano costantemente tachicardia, iperemia congiuntivale e bocca secca. Possono risultare compromessi fino a 24 h la concentrazione, il senso del tempo, la coordinazione fine, la percezione della profondità, i movimenti oculari di inseguimento dell'oggetto e il tempo di reazione, con possibilità di rischio in determinate situazioni (p. es., guidare, lavorare con attrezzature pesanti). L'appetito spesso aumenta.

Effetti cronici

La sindrome dell'iperemesi da cannabinoidi è una sindrome descritta recentemente di episodi ciclici di nausea e vomito in consumatori frequenti di cannabis; i sintomi generalmente si risolvono spontaneamente entro 48 h. Un bagno caldo migliora questi sintomi ed è un indizio clinico per la diagnosi.

Astinenza

La cessazione negli utilizzatori assidui può causare una lieve sindrome da astinenza; l'esordio dei sintomi da astinenza è variabile ma spesso avviene circa 12 h dopo l'ultimo utilizzo. I sintomi sono costituiti da insonnia, irritabilità, depressione, nausea e anoressia; i sintomi raggiungono un picco dopo 2-3 giorni e durano fino a 7 giorni.

Diagnosi

  • Valutazione clinica

La diagnosi, generalmente, è clinica. I livelli del farmaco non sono generalmente misurati. La maggior parte degli screening tossicologici di routine sulle urine comprende la marijuana, ma può dare risultati falsi positivi o falsi negativi.

Trattamento

  • Misure di supporto

La terapia, in genere, non è necessaria; per i pazienti che vanno incontro a malessere significativo, il trattamento è di supporto. I pazienti con sindrome dell'iperemesi da cannabinoidi possono necessitare di fluidi EV e antiemetici (i rapporti aneddotici suggeriscono che l'aloperidolo e la capsaicina topica sono efficaci).

La gestione dell'abuso consiste tipicamente in una terapia comportamentale all'interno di un programma di trattamento ambulatoriale della dipendenza.

Per ulteriori informazioni

Clicca qui per l’educazione dei pazienti
NOTA: Questa è la Versione per Professionisti. CLICCA QUI per accedere alla versione per i pazienti
Ottieni

Potrebbe anche Interessarti

SOCIAL MEDIA

PARTE SUPERIORE