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Intimità e terza età

Di

Daniel B. Kaplan

, PhD, LICSW, Adelphi University School of Social Work;


Barbara J. Berkman

, DSW, PhD, Columbia University School of Social Work

Ultima revisione/verifica completa mar 2021| Ultima modifica dei contenuti mar 2021
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Il desiderio di intimità non diminuisce con l’età e non c’è età in cui l’intimità, anche fisica, non sia appropriata. Tuttavia, i disturbi e i cambiamenti emotivi che spesso si verificano con l’invecchiamento possono interferire con lo sviluppo e il mantenimento di una relazione intima. L’invecchiamento può inoltre cambiare il modo in cui l’intimità si esprime. Studi hanno dimostrato che coloro che rimangono attivi e interagiscono con altre persone durante la terza età vivono più a lungo, più felici e più sani. Fare volontariato, prendere lezioni, unirsi a gruppi sociali, impegnarsi in hobby e perseguire alcuni tipi di pratiche spirituali o religiose sono tutti modi di restare in contatto. Anche coloro che restano confinati nelle proprie abitazioni a causa della malattia possono restare in contatto consentendo che altri facciano loro visita o comunicando telefonicamente o via posta elettronica.

L’intimità, particolarmente quella fisica, può andare persa per uno dei seguenti motivi:

Molti anziani, specialmente coloro che vivono da soli, trovano soddisfazione e un senso di compagnia nelle interazioni con un animale domestico. Prendersi cura di un animale domestico può dare agli anziani uno scopo e un senso di relazione.

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